Il meglio della settimana con un aneddoto rivelatore del grande degustatore direttamente da Ein Prosit*

di Alessandro Morichetti

I post più letti degli ultimi sette giorni.
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3 – Il fallocentrismo tappico (e il sughero per sempre).
4 – La forma del bicchiere modifica il gusto del vino. Riedel conosce la Veritas? Abbiamo fatto la prova.
5 – Es 2012 ed Es Più Sole, come riscrivere il profumo di ciliegia.
6 – I Tre Bicchieri Friuli Venezia Giulia 2015 del Gambero Rosso.
7 – Autochtona non è la solita fiera del vino. Vi regaliamo tre biglietti per credere.
8 – I Tre Bicchieri Veneto 2015 del Gambero Rosso.
9 – Giornata Champagne 2014, i nostri assaggi a Firenze – Parte seconda.
10 – Cosa c’è dentro una cassetta di vini di rappresentanza. Quella che Renzi regala alla delegazione cinese, per esempio.

* I degustatori mediocri sono pieni di certezze, parlano per assoluti e con fare sfidante, devono necessariamente dimostrare la loro sapienza a discapito dell’imprevedibilità e soprattutto non sopportano che ne venga messa in discussione l’autorevolezza. Sono, appunto, mediocri.

I grandi degustatori sono pochi, hanno idee formate e sono sempre pronti a rimetterle in discussione. Per loro, l’esperienza è un mezzo e non un fine, parlarci è divertente e istruttivo perché interattivo. Il monologhismo è un’altra peculiarità del degustatore mediocre.

Esempio pratico. Sono appena tornato da Ein Prosit a Malborghetto, una Merano del vino in salsa friuli-venezia-giuliana molto piacevole e a misura d’uomo. Poco caos e tanta ciccia.
Ieri con amici abbiamo tenuto un laboratorio ma non è questo il punto, se non fosse che Carlo Macchi di WineSurf ha portato come vino Le Pergole Torte 2011 con questa motivazione: “Le Pergole Torte sono nate grazie a tre grandi persone che non ci sono più. Da loro ho imparato tantissime cose sul vino e sulla vita e non è giusto le tenga per me.”

All’ora di pranzo, già preoccupati di organizzare la cena, sfoglio il programma e incappo in quella che chiameremo “la svolta”: al Ristorante Pizzeria Friuli di Tarvisio c’è Stefano Callegari – Sforno, Tonda & Trapizzino, praticamente un mito romano della pizza che fa godere anche coi supplì nonché coi trapizzini di sua invenzione (quelli in foto). Detto, fatto: chiamiamo, prenotiamo e alle 19,30 ci sediamo: io, Jacopo Cossater e consorte, Francesco Annibali e Carlo Macchi.
A margine: il menù risulterà pazzesco, con un trapizzino e pollo alla cacciatora che per carità cristiana non si vede in foto sennò vi mettete a leccare lo schermo. Le birre abbinate risulteranno rivedibili, tranne l’ottima Hopfelia di Foglie d’Erba, ma non è che venite a insegnare a noi come partire armati. Nemmeno il tempo di sederci e già sul tavolo abbiamo piazzato alcuni reperti del laboratorio: Gueuze di Cantillon bruciata in un secondo, Villa Bucci 2006 sbattuto in frigo (molto buono ma capitato nel posto sbagliato al momento sbagliato) e Pergole 2011 che inizia a fare capolino. Morale della favola: di Pergole ne faremo fuori due dalla bontà, succoso ed espressivo, al momento buonissimo, e proprio mentre dici “buonissimo” il super-mega appassionato inizia a inarcare il sopracciglio perché buonissimo lo puoi dire di annata classica, non di annata calda, perché i fenomeni ti dicono che i vini di annata calda possono essere al massimo molto buoni ma non buonissimi, non fino in fondo insomma.

Ebbene: steccata la seconda bottiglia di gusto (Villa Bucci è arrivato troppo tardi), ho chiesto al Macchi: “Carlo, secondo te quanto durerà questo Pergole?”. Inciso: insieme a Martino Manetti che lo produce, Carlo Macchi è il più grando esperto al mondo di Montevertine e Pergole Torte. Il perché scopritelo da soli ma così è. Nelle sue condizioni, quindi, il degustatore mediocre, con fare perentorio, avrebbe sparato una cifra esatta con fiera certezza e pieno di sé per la sapienza sciorinata.

Il grande degustatore, invece, con tono possibilista e sorpreso anch’egli da tanta bontà – più incisiva di qualche mese fa e dalla leggerezza fruttata più evidente anche rispetto ad importanti millesimi precedenti, in cui il tocco del legno poteva risultare più presente – dice: “Certo, è stata un’annata calda ma tutto dipende dall’equilibrio che il vino saprà raggiungere. Adesso è davvero in splendida forma, espansivo e goloso. Sui 7-10 anni andiamo col pilota automatico, poi si vedrà. Chissà”.

Conclusione e sipario: la prossima volta che incontrate un degustatore mediocre mandatelo a quel paese da parte mia.

 

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

4 Commenti

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carlo macchi

circa 5 anni fa - Link

Il Morichetti andrebbe denunciato alla repressione brodi ( e chi non è toscano se lo faccia spiegare da un toscano chi è un "brodo") Non solo mi denuncia di fronte a Martino che aveva destinato le sue bottiglie solo alla degustazione professionale, ma mi loda e mi improfuma per meriti che non ho. Comunque grazie Moricchia e alla prossima.

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tiziana

circa 5 anni fa - Link

io invece, che conosco poco te, carlo macchi, e per niente il Morichetti (me lo hai solo presentato giorni fa alla leopolda) ma abbastanza il mondo del vino e che di degustatori mediocri ne ho incontrati tanti e di grandi solo qualcuno... sono daccordo con il "moricchia" come lo chiami te. sei davvero un grande. chapeau. contenta di conoscerti, degustando con te si può solo imparare!

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Stefano Pancera Wine Zone

circa 5 anni fa - Link

Siamo tutti Intravino ! Morichetti e tra i più intelligenti a scrivere di vino ( cosa rara in giro) la freschezza della verità di chi nel bicchiere ci mette l'anima e non solo il naso si sente , eccome se si sente! E adesso via...con il pilota automatico e il vento nei capelli ....perché gli "snasoni" che girano con il famoso distintivo rotondo sempre in bella vista con il sopracciglio alzato e la matitina rossa hanno veramente rotto i c...

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Emanuele

circa 5 anni fa - Link

La si potrebbe mettere (anche) così, scopiazzando liberamente da un grande degustatore: i grandi degustatori conoscono l'equilibrio tra expertise e wisdom, quelli mediocri si rifugiano alternativamente dietro l'una o l'altra.

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