Es 2012 ed Es Più Sole, come riscrivere il profumo di ciliegia

di Andrea Gori

Non capita tutti i giorni di trovarsi di fronte ad un vino che ti fa cambiare idea su un frutto. Negli scorsi anni s’è scritto che l’Es è un profluvio di aromi incredibile, inedito per certi versi nel nostro panorama enologico. Con l’arrivo della nuova annata sugli scaffali – si fa per dire, visto che sparisce subito – e soprattutto con l’accoppiata Es ed Es Più Sole, la versione passito naturale, si è andati addirittura oltre.

Le due migliori definizioni che abbiamo sentito a giro sono state appunto quella di “vino che ridefinisce il profumo della ciliegia” e un’altra, ancora più calzante, di “vestito di Valentino per l’uva”. L’Es incarna quanto di più italico e passionale ci sia in circolazione nel campo del vino, e il paragone con la moda non ci sembra affatto forzato: il rosso Valentino ha reso indimenticabili forme e persone, che senza il taglio dello stilista sarebbero forse passate inosservate. Anche il Primitivo rischiava di fare la stessa fine, eppure prima o poi era destino che arrivasse qualcuno a definirlo e scolpirlo per sempre nella memoria collettiva mondiale.

L’Es 2012 (96/100) è quanto di più desiderabile, carnoso e passionale ci possa essere, come quelle ciliegie turgide che ci immaginiamo di suggere all’ombra estiva di un bosco in un pomeriggio assolato, quel gusto misto a calore e frutto incredibilmente definito, croccante eppure cedevole, mellifluo ma rigido, continuamente puntellato da una struttura tannica e acida mirabile. Ovviamente non c’è solo la ciliegia, e di volta in volta ci vengono in mente le note di marzapane, di liquirizia, tabacco, addirittura pesca sciroppata e menta, alloro, semi di sesamo nero, elicriso e cacao in un tutt’uno che in bocca davvero riesce a ricrearci un ideale di frutto del peccato e della passione, dal quale non ci si staccherebbe mai.

Quest’anno a corollario dell’Es c’era anche l’altro grande prodigio dell’Es Più Sole (95/100), un concentrato ancora più spinto di sensazioni rosse e mediterranee che vede la luce per la seconda volta nella storia aziendale dopo la memorabile edizione 2008. A testimonianza di un’annata eccezionale, l’Es Più Sole divide ancora di più il pubblico tra chi non lo considera nemmeno un vino e chi lo ama alla follia. A noi pare una benedizione già averlo bevuto (visto la tiratura minima) e soprattuto contribuisce a sottolineare l’eccezionalità del lavoro di Gianfranco Fino e sua moglie, instancabili testimoni del vino pugliese e dell’Italia tutta nel mondo, personaggi indelebili ma non per le masse, schivi ma giustamente orgogliosi delle loro creature senza mai alzarsi di un centimetro da terra. A sollevarsi ci pensano già i loro vini, verso vette che non credevamo (noi per primi) così possibili con questa impressionante continuità.

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

29 Commenti

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Suslov

circa 5 anni fa - Link

Elicriso ?

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Andrea Gori

circa 5 anni fa - Link

http://it.wikipedia.org/wiki/Helichrysum_italicumElicriso

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Nic Marsél

circa 5 anni fa - Link

quella in foto ho sempre pensato essere una qualche specie di anice o finocchio selvatico ... grazie :-)

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Ruggero Romani

circa 5 anni fa - Link

Helichrysum italicum,pianta profumata della famiglia delle Compositae,tipica della macchia mediterranea.

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Pietro

circa 5 anni fa - Link

Bella descrizione caro omonimo. Mi ci ritrovo pienamente, ho ancora in bocca il retrogusto di quell'assaggio al Vinitaly, un po' coraggioso alle 10 del mattino ma ottimamente accompagnato da capocollo e formaggi di San Patrignano... Grazie Simona e Gianfranco! si vabbé pure a te Antò...

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umerto.b

circa 5 anni fa - Link

stessa esperienza, degustato questo meravigloso vino alle 10 del mattino. Però lo conosciuto a Padova in occasione di una degustazione.

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Spanna

circa 5 anni fa - Link

Quando ho letto " …ciliegie turgide che ci immaginiamo di suggere all’ombra estiva di un bosco in un pomeriggio assolato … " mi sono chiesto se non avevo sbagliato blog :-)

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Tazio

circa 5 anni fa - Link

Vini sopravalutati... E poi si sparla di Bibenda che premia i politici e cantanti... Mah

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antonio

circa 5 anni fa - Link

Quoto Tazio al 100%

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Armando Castagno

circa 5 anni fa - Link

Personalmente e soggettivamente ritengo l'Es+Sole 2012 uno dei più grandi vini dolci italiani degli ultimi vent'anni e il più grande in assoluto tra i rossi dolci almeno dal 1991 a memoria e gusto mio. È davvero una meraviglia. Quindi mi allineo al giudizio di Andrea.

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Paolo A.

circa 5 anni fa - Link

E dell'ES tout court hai un parere altrettanto lusinghiero? Nel mio unico assaggio il 2012 non mi è affatto dispiaciuto, ma i 96/100 sono ben ben lontani...

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Mauro

circa 5 anni fa - Link

Io l’ho bevuto poche volte, ma l’ultima volta con l’ES 2011 mi parso solo un Primitivo molto appariscente ed esplosivo nell'immediato, ma piuttosto statico in evoluzione, dal naso monolitico di confettura di ciliege (le solite ciliege di sempre), bocca tendente al morbido, alcolicità esuberante, tannini flosci, acidità non pervenuta. Un buon vino meridionale come ce ne sono in buon numero, anche rimanendo sul vitigno Primitivo (quelli di Donato Angiuli o quelli di Polvanera, per esempio). Ma forse questo è un post sponsorizzato a cui si è dimenticato di mettere il bollino "consigli per gli acquisti".

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Antonio Tomacelli

circa 5 anni fa - Link

"un buon vino MERIDIONALE" non si può sentire!! E lo stesso aggettivo con il quale apostrofavano mio nonno emigrato a Torino negli anni '50. Sorvolo, per carità cristiana, sul "post sponsorizzato", ma, sul serio, fai uno sforzo e aggiorna il tuo vocabolario. Grazie

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Mauro

circa 5 anni fa - Link

Caro amico dell'Accademia della Crusca, forse conviene a te aggiornare il vocabolario, oppure almeno leggerlo qualche volta, soprattutto se non conosci il significato delle parole. Il termine "meridionale" ha accezione negativa solo nella tua testa, a quanto pare priva di qualsivoglia comprensione della lingua italiana. meridionale agg. [dal lat. tardo meridionalis, der. di meridies (v. meriggio), sul modello di septentrionalis]. – Che si trova a mezzogiorno, cioè a sud, sia assolutamente (cioè a sud dell’equatore, ma in questo senso si dice più spesso australe) sia relativamente ad altre zone poste più a nord: regioni, paesi m.; America M.; le coste m. dell’Africa; Italia m., a sud della linea Garigliano-Sangro (ma con delimitazione meno netta sul versante adriatico, e con esclusione, molte volte, dell’Italia insulare); le zone più m. dell’India. Anche, rivolto verso sud: il versante m. della montagna; oppure, proveniente da sud: venti meridionali. (cit. Vocabolario Treccani)

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Mauro

circa 5 anni fa - Link

Dimenticavo: fai molto male a sorvolare sul “post sponsorizzato”, in quanto questo più che un articolo enologico o la descrizione di una degustazione, pare la pubblicità edulcorata (ed un po' esilarante) di un singolo vino, la propaganda commerciale di un’azienda. E dato che sono anni che Itravino incensa questo prodotto, a me sorge più di un dubbio che la cosa sia casuale. Ma tu, in linea con la tua già citata carità cristiana, sorvoli anche su questo.

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Fiorenzo Sartore

circa 5 anni fa - Link

Ma no, Tomacelli non sorvola, ha già passato il tuo IP all'avvocato, così si paga le rate del suv e il viaggio a Cuba.

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Mauro

circa 5 anni fa - Link

Wow, il blog con la minaccia che scatta al dissenso. Notevole questo Intravino, devo proprio frequentarlo più spesso. P.S.: Fatemi sapere quando il coraggioso avvocato del Sig. sopracitato s'imbarca nell'azione legale contro l'indirizzo IP del sottoscritto, che così fuggo io a Cuba e vi mando qualche nota di degustazione di Rum cubano a gratis.

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Antonio Tomacelli

circa 5 anni fa - Link

Senti Ciccio, tu non stai dissentendo ma insinuando pesantemente. L'Es non ti piace? Ci sta e te lo facciamo dire in piena libertà ma non sei libero di insinuare che avremmo preso chissà quali marchette, chiaro? Non fare il furbetto e quando sarai a Cuba manda piuttosto una cartolina, ché del tuo palato c'è poco da fidarsi.

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Mauro

circa 5 anni fa - Link

Ok, sarà fatto. Buone cose. E "Ciccio" tienitelo per te, visto che io sono magro, alto, giovane e bello, dunque l'epiteto non mi si addice. P.S.: No, tu sbagli tu caro. Io ho riportato una opinione, personale quanto la tua o quella dell'autore dell'articolo, e ho delucidato miei dubbi personali che continuo ad avere anche se mi insulti o minacci. Dunque, semmai, tu insinui che io insinuo. Comunque sei libero di insinuare, come lo sarei io se lo avessi fatto, d'altronde. Cordiali saluti e buon appetito, vista l'ora.

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Angelo

circa 5 anni fa - Link

A parte le polemiche di cui non conosco alcunché, mi pare che il Sig. Mauro non dica cose poi tanto strane. Questo articolo pare davvero un elogio tanto esasperato da sembrare quasi grottesco, fuori da ogni ragionevole senso della realtà. L'Es è un buon Primitivo, ma versi aulici tipo "riscrivere il profumo di ciliegia" fanno quantomeno sorridere. Siamo tornati al dolce stilnovo enologico. E al di là di tutto, il tono perentorio, minaccioso ed un po' maleducato dell'editore mi pare alquanto sgradevole.

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Tazio

circa 5 anni fa - Link

Ritornando al fulcro dell argomento e lasciando le polemiche al bar, seppur siano grandi vini, fatti bene, belle storie etc... È un po' paradossale che si vengano ad accostare tutti gli anni (un anno ok ci può stare come rivelazione) accanto ai guru dell enologia nazionale. Adoro il Primitivo ma che ora sia dello stesso livello dei barolo,brunello etc... Penso sia esagerato. Come il suo prezzo in enoteca... Qualcosa non torna.

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antonio

circa 5 anni fa - Link

Per fortuna, la degustazione non è una scienza esatta ma ha una componente soggettiva importante. Solo così riesco a farmi una ragione del successo di vini come il succitato o il Kurni. Da qui ad accostare questi vini ai grandi Nebbiolo e Sangiovese ce ne passa. Detto questo, penso che Intravino sia un sito nel quale ci possono stare i pareri di tutti e minacciare azioni legali mi sembra eccessivo.

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Angelo

circa 5 anni fa - Link

Quanto è vero, sottoscrivo in pieno sia Tazio che Antonio. Anche a me questo ES non finisce di piacere, mi pare un buon vino ma come molti altri, nulla a che vedere con la finezze di certi Nebbioli o di alcuni Sangiovese in purezza. Non scherziamo. Mi pare tanto un vino iperconcentrato da anni '90, costruito per far colpo in degustazione, ma dalla bevibilità assai limitata. Il Kurni mi piace di più, mi pare un vino più interessante e caratteristico, ma è pur sempre un vino da berne mezzo bicchiere, e poi il palato è K.O. per quanto è conecntrato.

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Mao (ma non quello)

circa 5 anni fa - Link

Come non essere d'accordo con Tazio e Antonio, anche per me i veri grandi vini italiani sono altri. Questione di gusti, forse. Comunque anch'io preferisco il Kurni all'ES, sono entrabmi molto buoni e per certi versi assimilabili, ma il Kurni mi pare abbia una personalità più caratteristica nel panorama dei Montepulciano. L'ES non so se lo distinguerei alla cieca da altri grandi primitivi come quelli dell'Accademia dei Racemi o di Polvanera. E' solo una mia impressione però, non denunciatemi alla Digos.

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Franco

circa 5 anni fa - Link

Certo la parola "marchetta" in un blog di vini, pesa quanto la parola "bomba" su di un aereo americano. Nnamobbene

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Tazio

circa 5 anni fa - Link

Cmq dei prodotti delle cantine Fino (anche se non sono mai riuscito a trovarla come i vigneti) secondo me rispetto all'ES andrebbe tentato più in considerazione il negramaro JO. Secondo me molto migliore...cmq se dovessi spendere 30/35€ per una bottiglia da portare ad una cena prima di loro ci sono Nebbioli, Sangiovesi, Aglianico, Amaroni e Montepulciani cui mi dirigerei...

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Mao (ma non quello)

circa 5 anni fa - Link

Non oso firmarmi con il mio nome di battesimo per non essere scambiato con quell'altro Mauro, appena sopra, che a quanto pare rischia la galera, ma devo costituirmi: anche a me questo Primitivo ES non piace poi tanto. Spero di farla franca e di non essere rintracciabile tramite il mio indirizzo IP, ma dovevo proprio confessare questa mi peccato mortale, questa mia tarla genetica! P.S.: comunque una cantina che chiama le sue "creature" ES, JO non può che avere un'ingombrante SUPER IO. Ingombrante almeno quanto la sua presenza mediatica.

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Tazio

circa 5 anni fa - Link

Mi fa piacere leggere che non sono l'unico a pensarla così. Fare un buon prodotto è ok, ma osannare a qualunque costo è un altra. Anche se il produttore si lamenta dell anonimato e non accetta il pensiero del consumatore medio!

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Pasquale

circa 5 anni fa - Link

La prima e unica volta che ho assaggiato l'ES di Gianfranco Fino è stata a "La terra Trema al leoncavallo". Colpì me e gli amici con cui ero quel vino e l'etichetta e Gianfranco mi rimasero impressi. Sarà stato il 2007 o il 2008. Quei ragazzotti sono veramente incredibili a scoprire ogni volta i vignaioli che diventeranno i grandi vignaioli Italiani. Qualcuno sa dirmi quest'anno quando sarà "La terra trema" a Milano? L'ultima di novembre come al solito?

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