Il fallocentrismo tappico (e il sughero per sempre)

di Pietro Stara

L’altro ieri, dalle colonne di Slowine, Giancarlo Gariglio chiede: “Ma lo vogliamo mettere il tappo a vite sul Barolo?” Così, di primo acchito, mi sarebbe venuto da rispondergli allo stesso modo in cui Massimo Troisi replicò al frate che indicava la caducità della vita e il destino inesorabile che ci attende: “Mo’ me lo segno!”. Devo anche ammettere, in tutta verità, che qualche tempo prima (nel 2011) ebbi la fortuna di ascoltare, ad una ‘vinix unplugged unconference”, l’intervento essenziale, molto documentato e convincente di Armin Kobler sulle capsule a vite. Ma pure Jacopo Cossater disse la sua il 14 gennaio 2010. Insomma credo che ci sia una documentazione scientifica sufficiente per poter affrontare la cosa in maniera non approssimativa.

Manca, forse, un po’ di sperimentazione in più, soprattutto in una parte del Nord-Est, nel Nord-Ovest, nel Centro, nel Centro-Sud, nel Sud e nelle Isole. Io, dal mio canto, ripongo fiducia nelle viti.

Quello che scarseggia completamente, però, è un tentativo di analisi psico-socio-antropologica dell’abbandono dell’oggetto fallico rappresentato dal tappo di sughero. E qui è bene che non facciamo finta di niente. Come ci ricorda Jean-Luc Henning [1], il tappo di sughero deve la sua gran reputazione soprattutto all’inopinato incontro con la bottiglia, nel XVII secolo. “Perché il vino nella bottiglia tappata (bouché) è migliore, ma anche perché nel saltare fuori il tappo (bouchon) produce un rumore eccitante, che fa restare a bocca (bouche) aperta.”

La storia del tappo si intreccia naturalmente con quella del suo maldestro liberatore, il cavatappi, anch’esso figlio illegittimo di una verga attorcigliata e spiraliforme utilizzata per rimuovere le palle di piombo incastrate nelle bocche dei cannoni e per recuperare la stoppa impiegata per pulire le canne delle armi: quelle “viti per bottiglie” che il reverendo inglese Samuel Henshall, nel 1795, brevettò come moderni, seriali e industriali “cavaturaccioli”.

Il “fallocentrismo tappico”, dunque, potrebbe provocare serie ripercussioni psico-somatiche soprattutto nei sommelier uomini, giacché la castrazione in atto innescherebbe un complesso edipico al contrario, obbligando il maschio bevitore atavico nell’impossibile impresa di possedere il fallo simbolico.

Il trauma sarebbe di tale portata da indurre migliaia di sommelier, di sesso diverso, e per ragioni opposte, a ricorrere a sedute di psicoterapia collettiva. Alcune associazioni di Sommelierie si stanno attrezzando per organizzare gruppi di auto-aiuto.

1. Jean-Luc Henning, Eros & Vino, Sonzogno Editore, Milano 2005, pag. 174

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Pietro Stara

Torinese composito (sardo,marchigiano, langarolo), si trasferisce a Genova per inseguire l’amore. Di formazione storico, sociologo per necessità, etnografo per scelta, blogger per compulsione, bevitore per coscienza. Non ha mai conosciuto Gino Veronelli. Ha scritto, in apnea compositiva, un libro di storia della viticoltura, dell’enologia e del vino in Italia: “Il discorso del vino”.

39 Commenti

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nico spernza

circa 4 anni fa - Link

Why not! Almeno per i bianchi. Verrà a mancare il “fallocentrismo tappico”, ma si compensa, tranquilli!

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Renato

circa 4 anni fa - Link

Se l'articolo deve essere un momento di svago e di scherzo, allora ve bene così, prendiamone atto! Se invece l'articolo deve essere preso seriamente perchè proviene da una testata online che considero seria, allora faccio due semplici commenti: 1. Mi rivolgo a Pietro Stara autore dell'articolo: se il suo fallo ha la forma di un tappo di sughero, forse è il caso che lei si rivolga ad un urologo perchè probabilmente ha seri problemi al suo organo genitale! 2. Circoscrivere l'attività del Sommelier a semplice apertura di una bottiglia di vino è sminuire profondamente questa professione! Renato

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Pietro Stara

circa 4 anni fa - Link

Le rispondo da sommelier a sommelier: "Quanno se scherza, bisogna èsse' seri!" (Marchese del Grillo)

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Nelle Nuvole

circa 4 anni fa - Link

L'elemento fallico non è il tappo, bensì la bottiglia. Questo per dare il mio modesto contributo ad una testata online così seria.

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Renato

circa 4 anni fa - Link

Bella risposta Pietro Stara, la uso spesso anche io questa frase, da romano ed amante degli scherzi del Marchese del Grillo. Complimenti!

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Stefano

circa 4 anni fa - Link

Mi dite esattamente quanti veri Sommelier in Italia ci sono? La maggior parte sono codificatori "di testo", togli alcune parole tipo abbastanza, metodo schematico di descrizione non sanno raccontarti il vino nella sua realtà...

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indie

circa 4 anni fa - Link

svito da lunga pezza amabilmente riesling italioti (nzomma, altoatesini) e bianchi crucchi in genere senza complessi. il pensiero che una partita di sughero bacata possa compromettere del buon vino mi mette di malumore, roba da cerchio alla testa con tutti gli annessi e connessi. l'atto di svitare, senza più l'intermediazione obbligatoria della "machina", riporta al centro il contatto con la bottiglia, come col più sensuale sciampagn. si può fare, direi...

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Nic Marsél

circa 4 anni fa - Link

Fermi tutti : tutti i fermi, che son frutti fermentati dalla vite, vadan pure in tappo a vite e poche balle, la corona è regale per le bolle.

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ale

circa 4 anni fa - Link

colgo l'occasione per chiedervi: (siccome non li ho mai visti) esistono champagne o "bollicine" in generale tappati a corona?

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Francesco Petroli

circa 4 anni fa - Link

@Ale Non conosco esattamente la normativa in tal senso, ma sono quasi certo che per i vini di tipologia spumante sia vietato il tappo a corona (per questioni di sicurezza in rapporto alla pressione). Me lo disse Pasquale Mitrano di Casebianche, che infatti è stato costretto a sostituire il tappo a corona della sua "Matta" con quello a fungo. Diverso il discorso per i vini frizzanti.

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EC

circa 4 anni fa - Link

il tappo a corona viene usato solo ed esclusivamente per chiudere la bottiglia quando viene riempita con il vino base + liqueur de tirage. Poi, dopo la sboccatura si usa solo il sughero.

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Nic Marsél

circa 4 anni fa - Link

Già, ma spero che prima o poi il sughero sparisca. Ho visto MC sui lieviti per 5 anni col tappo a corona, rovinarsi per un sughero galeotto. E poi vado contro corrente : son convinto che il tappo a vite vada meglio per il lungo invecchiamento, esattamente il contrario di quello che si dice oggi. Se davvero c'è scambio con l'esterno, alla lunga, col sughero, vai incontro solo all'ossidazione.

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StefanoR

circa 4 anni fa - Link

si tutti (o quasi) quando sono sur lie!

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ale

circa 4 anni fa - Link

era una risposta per me? io intendevo ( OVVIAMENTE) tappatura definitiva

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Stefano

circa 4 anni fa - Link

Se all'estero già da tanto tempo si usano tranquillamente, con prodotti di alta qualità, vorrà dire qualcosa, ricordiamoci che il mercato più importante in termini di fatturato arriva dall'estero per tanti... Il rifiuto di questo tappo è tutto italiano, per poesia/immagine. WWW il tappo Vite. (Non arrabbiamoci poi quando apriamo bottiglie dopo 10/15 anni che sanno di tappo, pagate bene e senza la possibilità di farcele rimborsare, quello che mi succede a volte con vini dai 60/150€ - Club Sfiga Tappo) Propongo ad Intravino di stilare una lista di produttori Italiani, che usano questi tappi. Grazie!

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EC

circa 4 anni fa - Link

Ok ma dubito che un vino di 10/15 anni chiuso con tappo a vite possa essersi evoluto come ci si aspetterebbe o come dovrebbe. Ad oggi il sughero è l'unico materiale che garantisce un'osmosi (fondamentale) degna di tale nome.

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EC

circa 4 anni fa - Link

Ok per i vini da bersi giovani invece.

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Stefano

circa 4 anni fa - Link

Vado a memoria, mi sembra che fu stato fatto uno sperimento su vini chiusi con tappo sughero e stelvin, lo stesso vino ha dimostrato la migliore tenuta con lo stelvin. (era bianco) Per il rosso, il discorso è aperto, ma credo che non sia del tutto vero che il sughero possa essere l'unica alternativa...

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damiano

circa 4 anni fa - Link

Anch'io ho avuto quest info da un vignaiolo. Obbligo tappo a fungo con rischi annessi.

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Marco N33

circa 4 anni fa - Link

Petroli, vero che per i vini di tipologia spumante non sia consentito, non conosco tutti i disciplinari. Ma Ha Ha Ha ... Ha Ha Ha ... Cosa chiude la bottiglia di spumante per 3, 4 o 5 anni prima di essere degorgiata? I bene informati, che hanno già visitato una cantina, parlano di tappi a corona :-) Se un tappo a corona permette le evoluzioni di un Pinot Nero, raccolto non perfettamente maturo e vinificato in bianco fino a farlo diventare quell'insieme di sensazioni che pochi evidentemente hanno avuto la fortuna di tastare, be' la risposta definitiva alla migliore chiusura è una sola: il tappo a corona!

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EC

circa 4 anni fa - Link

l'evoluzione è permessa per la maggior parte, grazie ai lieviti che vengono immessi in bottilgia, che prima assorbono le sostanze organolettiche del vino per poi rilasciarle nel tempo......il tappo a corona non ha alcun merito in questo caso.

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Francesco Petroli

circa 4 anni fa - Link

@Marco N33 La domanda era "esistono champagne o “bollicine” in generale tappati a corona?". Si riferiva alle bottiglie in commercio ed ho risposto scrivendo che per questioni di sicurezza è vietato. Onestamente non capisco la questione dei "bene informati" e cosa c'entra il fatto che vengano messi i tappi a corona con la bidule per raccogliere le fecce dei lieviti.

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Nic Marsél

circa 4 anni fa - Link

W il Barolo col tappo a vite e lo Champagne col tappo a corona !!! Il sughero è solo falloso e fallace.

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Sir Panzy

circa 4 anni fa - Link

Nella remota possibilità che si possa realmente replicare l'osmosi del sughero, vuoi con i nuovi tappi con membrana vuoi con ossigenazione controllata all'imbottigliamento, davvero avreste il coraggio di tapparci Barolo Barbaresco Brunello e altri grandi vini da invecchiamento rendendo, per assurdo, l'evoluzione standardizzata da una membrana sintetica? 10bt di barolo per 20 anni in cantina: tutte dannatamente "evolute" allo stesso modo, senza più nessuna variabile. Cercate questo? La standardizzazione dell' invecchiamento? Per quel 1% di bt difettate (anche meno visto che i vini di cui sopra sono quasi sempre tappati con turaccioli di prima qualità) sareste davvero disposti a dimenticarvi quel 99% di bt che ci fanno godere? Volete aprire 10 monfortino '78 e trovarli tutti fottutamente uguali? Ci si riempie la bocca di vini "naturali" e di quanto sia brutta la kimika e poi giù di tappo a vite? Mi sembrate un po' quel famoso marito che per fare un dispetto alla moglie si tagliò i coglioni... Abbiamo Hl ed Hl di vini quotidiani e di vini da breve invecchiamento già belli e pronti per il tappo a vite e voi pensate al Barolo? Incominciamo a tappare a vite quelli così nel frattempo togliamo dal mercato mil di tappi di scarsissima qualità e diamo più tempo alle piante per produrre qualità.

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Nic Marsél

circa 4 anni fa - Link

L'evoluzione (in positivo) spero dipenda principalmente dal contenuto della bottiglia e non dal tappo, altrimenti inutile parlare di vino, no? Il sughero è più naturale di un tappo a vite? Parliamone. E poi non c'è solo l'un percento di TCA (che tra l'altro credo sia un numero molto ottimista), il tappo di sughero può portare anche altri problemi.

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EC

circa 4 anni fa - Link

Point taken Sir Panzy. L'unica cosa, è continuare comunque nella ricerca su materiali (relativamente) e trattamenti (soprattutto) per cercare di rendere il sughero sempre più inattaccabile dal fungo. Qualcosina di interessante si sta già vedendo.

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Marco De Tomasi

circa 4 anni fa - Link

Avevo 1 (una) bottiglia di Monfortino '88. Una potevo permettermene, e se vogliamo metterla sulle percentuali, quella bottiglia rappresentava allora il 35% dei miei introiti mensili. Un tappo così pestifero non lo auguro neanche al mio peggior nemico !

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davide

circa 3 anni fa - Link

PROFONDA STIMA per un commento degno di questo significato. Soprattutto va detto che " i cosiddetti vini bianchi giovani da bere subito " se qualcuno volesse berli tra dieci anni e provarli invecchiati e mi ci ritrovo il tappo a vite o corona? Ogni vino ha un'evoluzione , non esistono vini bianchi giovani di qualità che se li bevi tra 5 anni fanno schifo e allora vanno bevuti subito.

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vignaiolo

circa 4 anni fa - Link

Ma, rivolgenomi a Sir Panzy, non le sembra che il vino sia già abbastanza soggetto a variabili (annate diverse, vinificazioni più disparate, stoccaggio delle bottiglie in condizioni varie) senza dover anche incrociare le dita e sperare che la chiusura difettosa abbia reso disomogeneebottiglie partite tutte uguali all'imbottigliamento?

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Stefano Cinelli Colombini

circa 4 anni fa - Link

Mah, a riguardo del tappo un vero conservatore come me non può fare a meno di farsi un paio di domande; ma io vendo vino o legno? E chi compra il mio Brunello, esattamente cosa vuole? La risposta alla prima domanda è scontata, la seconda un pò meno. Dipende dal tipo di cliente, c'è chi vuole un Brunello, chi un grande vino, chi una bottiglia prestigiosa che gli faccia fare una gran figura e così via. Ma c'è davvero chi scegle un vino in base al tipo di tappo? Mah, non so. A naso direi di no. Giusto e indispensabile mantenere l'immagine, ma all'occhio una bottiglia con il tappo a vite è indistinguibile da una con tappo in sughero.

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EC

circa 4 anni fa - Link

Sarà, ma io un Brunello con tappo a vite non lo comprerei mai...a prescindere.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 4 anni fa - Link

Caro EC il mondo è pieno di robe che non si farebbero mai a prescindere, salvo che quasi sempre poi le si fa. Volendo andare sui massimi sistemi, ogni cosa è composta da ciò che la sostanzia più molte altre cose che abitualmente l'accompagnano, ma se non ci fossero non cambierebbe nulla. È la buona, vecchia differenza tra forma e sostanza. Cos'é il tappo in sughero, un elemento che porta sapore, odore, colore o valenza estetica al vino? Sapore no, odore no, colore no e valenza estetica solo molto esigua, perché non lo si vede sullo scaffale né poi accompagna la bottiglia durante il servizio. E, per contro, c'è una media statistica non esigua di danno al vino. Per cui il tappo cos'è, sostanza irrinunciabile o forma ininfluente? La risposta a voi, Uomo di certezze.

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EC

circa 4 anni fa - Link

Stefano, se parliamo di colore e valenza estetica mi trovi d'accordo. Il discorso cambia quando tiriamo in mezzo sapore e/o odore, cioè caratteristiche che cambiano col tempo, grazie all'evoluzione che il vino compie in bottiglia dopo la tappatura. Il tappo in sughero è ermetico, ma non totalmente stagno, vale a dire che consente un limitatissimo passaggio di aria tra interno ed esterno (l'osmosi, cosa che vetro, corona e vite non consentono ad esempio nella stessa misura), così nel tempo è possibile une certa evoluzione dei vini. Evoluzione assolutamente ricercata e necessaria per certi vini rossi di struttura – il Barolo, il Barbaresco, il BRUNELLO ecc... – e anche per qualche bianco strutturato. Poi è vero che la stragrande maggioranza dei vini che sono imbottigliati vengono bevuti entro un pio di anni al massimo, per cui il fattore evolutivo non è significativo (quindi non è necessario un tappo di sughero, va benissimo qualsiasi altra chiusura, come avevo già ribadito qualche commento fa). Insomma, il sughero, per certi vini, a mio avviso è ancora insostituibile. Poi sarei il primo ad essere contento di vedere bottiglie di Brunello tappate con tappi sintetici che garantiscano un'osmosi adeguata e prevengano certi noti difetti. Ma ad oggi siamo ancora lontani. Ma il tappo a vite mai... :)

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Stefano Cinelli Colombini

circa 4 anni fa - Link

Scusa sai, ma questo problema è stato già risolto. Si tratta di un brevetto italiano, una ditta di Pordenone chiamar Korked che ha studiato con l'Università di Udine la esatta permeabilità all'aria dei vari tipi di sugheri, poi ha fatto realizzare una serie di membrane che la duplicante esattamente attraverso tre fori rotondo in alto. Ci sono credo cinque diverse membrane, che simulano sugheri di diverso spessore. Ci sono solo due differenze rispetto al tappo in sughero; la durata è garantita venti anni (ma in realtà è molto più lunga) e non c'è alcun rischio di "sapore di tappo". L'aspetto estetico è esattamente identico a quello di una bottiglia con tappo e capsula. Controlla su internet, questo tappo ormai è diffusissimo, soprattutto per vini di alta qualità esteri. Così ti può andare bene?

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Federico

circa 4 anni fa - Link

Non mi addentro in giudizi tecnici sulla necesittà/bontà o meno di fare un cambiamento di questo tipo, non ho nè dati nè capacità. Ma Come sarebbe possibile avviare una svolta "storico-culturale" di questa portata? La componente sociale e romantica legata al tappo a sughero è evidentemente solida e radicata...e difficile da stappare. Tanto per fare un po' di fantavino (neologismo inventato ora....sempre che non esista già), mi immagino come unica possibilità rapida quella che vede in prima fila un piccolo gruppetto di cantine davvero importanti che fa da apripista di sfondamento. Prendete anche solo un paio delle cantine più prestigiose del Barolo (quelle che spuntano i prodotti più costosi e dai vini più richiesti), un paio del Brunello, una dell'Amarone e un altro paio in giro per l'Italia, che convinti iniziano a tappare con il tappo a vite i le loro bottiglie migliori, corredate da studi e dati tecnici. Il gioco sarebbe fatto. Il loro prodotto non sarebbe peggiore da quel giorno, ci sarebbero grossi dubbi iniziali, è vero, ma nel giro di un paio di anni ci si sarebbe abituati, chi prima si scandalizzava farebbe il salto della staccionata cercando di non farsi vedere, e nel giro di poco farebbe tendenza. Si formerebbe la solita cerchia di resistenti, ovvio, che a loro volta creerebbero una frangia di nostalgici inguaribili, ma il cambiamento sarebbe ormai avviato, inevitabile e inarrestabile. Il gusto e quindi la scelta sappiamo che ha una enorme componente sociale. Quindi a mio avviso la risposta all'ultima domanda è: sì, in funzione alla visione che ha la società di quel tappo in quel momento. Del resto i romani erano altrettanto affezionati alle loro tecniche di chiusura delle anfore da vino. Chissà, ci avranno anche scritto trattati. Ma poi sono arrivati i barbari dal nord... e oggi imbottigliamo nel vetro. Fantavino, ovvio, ma chissà dopo come si psicoanalizzerà in chiave fallico/sessuale il movimento rotatorio necessario allo stappo del tappo a vite? ;-)

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Marco De Tomasi

circa 4 anni fa - Link

Mi pare di aver letto da qualche parte che Chateau Margaux ha intenzione di far uscire il suo secondo vino (Pavillon Rouge) con il tappo a vite ...

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Tucanoperdido

circa 4 anni fa - Link

Un Barolo con tappo a vite è un po' come l'Harley Davidson elettrica....

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Nic Marsél

circa 4 anni fa - Link

Un Barolo con tappo a vite è un po’ come l’Harley Davidson con una sella non originale (tanto non se ne accorge nessuno) ma che ti preserva al 100% dalle emorroidi.

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