Lista eroica di 14 vignaioli che non hanno spedito le bottiglie alle guide dei vini

di Antonio Tomacelli

Nei millemila post sui vini premiati dalle guide ricorre spesso tra i commentatori un dubbio: come mai alcuni ottimi produttori risultano del tutto assenti? La risposta è semplice: non tutti spediscono le loro bottiglie alle guide o, più spesso, non li spediscono a tutte le guide.

So, ad esempio, di produttori che non spedirebbero neanche i tappi a Luca Maroni o di altri che quando sentono parlare del Gambero Rosso si segnano vistosamente. Alcuni attendono in pace la visita in cantina degli ispettori dei collaboratori di Slow Wine snobbando tranquillamente il resto, altri che pur di rientrare nelle grazie di Sua Maestà Ricci, hanno acquistato l’opera omnia di Albano e Romina Power.

C’è poi qualcuno, non vi dirò chi ma leggendo tra le righe di questo post sarà facile capirlo, che scontrina le bottiglie ai guidaroli, guadagnandoci su. Sono in pochissimi ma sanno bene che senza di loro una guida non avrebbe senso.

Fanno parte di un manipolo di vignaioli che, capo chino e cilicio indosso, resiste alle lusinghe di un mondo fatto di bicchieri, grappoli, lumache e lustrini e, piuttosto che spedire i campioni alle Guide, si farebbero tagliare un dito. Alcuni di loro scrivono il loro rifiuto alla recensione perfino in etichetta, altri le accettano di malavoglia. Su questi eroi sordi al richiamo delle sirene, vogliamo puntare per una volta la luce della fama, premiandoli col più alto dei riconoscimenti: la nostra stima incondizionata.

Tenute Dettori – Sardegna
Giovanna Maccario – Liguria
Paolo Bea – Umbria
Massa Vecchia – Toscana
Cappellano – Piemonte
Bartolo Mascarello – Piemonte
Stefano Berti – Emilia Romagna
Federico Graziani – Sicilia
Azienda Agricola Crociani – Toscana
Monte dei Ragni – Veneto
Armin Kobler – Alto Adige
Borgo del Tiglio – Friuli Venezia Giulia
Varaldo – Piemonte
Serragghia – Sicilia

Vi ho già detto che in questa lista ci sono dei produttori imprescindibili? Ne conoscete altri?

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

80 Commenti

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Antonio Tombolini

circa 5 anni fa - Link

Credo che Lucio Canestrari (Fattoria Coroncino, Marche) non mandi campioni da tempo, ma bisognerebbe chiedere a lui. PS La registrazione a mezzo twitter e facebook dà errore, sistematela cribbio!

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Luca

circa 5 anni fa - Link

fino all'anno scorso su Bibenda c'era...

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Nelle Nuvole

circa 5 anni fa - Link

Sì, certo tutto bene, ma dov'è l'eroismo? Nel fatto di non accettare la possibilità di aver i propri vini valutati meno di quanto essi si meritino? Oppure di voler evitare qualsiasi insinuazione infamante relativa ad un tentativo di corruzione dei guidaioli incaricati del giudizio? Magari è solo il calcolo economico, spedire campioni alle guide costa. Ne conosco diversi fra i produttori citati nel post, sono tutti bravissimi, eticamente a posto e sfornano vini fra il buonissimo e l'eccellente. Li stimo molto, ma non perché non mandano i loro vini alle guide, solo perché fanno bene il loro lavoro anno dopo anno. Capisco che Tomax si sia impegnato in un post provocatorio, ma chiamarli eroi per questo mi sembra proprio eccessivo. Le guide non sono sirene, sono strumenti di lavoro ed approfondimento. Si può benissimo scegliere di ignorarle, ma non c'è alcun eroismo in questo.

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EC

circa 5 anni fa - Link

Quoto.

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Leonardo Fi

circa 5 anni fa - Link

Straquoto... non capisco anche io dove sia l'eroismo

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Landmax

circa 5 anni fa - Link

Quoto anch'io senza riserve.

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nicola barbato

circa 5 anni fa - Link

completamente d'accordo, dalla s iniziale al punto finale. [peraltro qualcuno dei citati qualche campione lo manda. magari non a tutte le guide].

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Marco

circa 5 anni fa - Link

sulla guida de l'Espresso, l'unica guida degna di questo nome, sono recensiti i vini di Dettori, Maccario e Mascarello (tutti con ottimi voti ed eccellenze per gli ultimi due). E c'è anche Coroncino. ciao a tutti

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Andrea Gori

circa 5 anni fa - Link

In quella Espresso mancano Caprai in Umbria e mi pare una follia fare una guida di quella regione senza quei vini e nel Chianti CLassico manca ad esempio Monteraponi, tutti e due regolarmente recensiti dalle altre.

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Alessandro Morichetti

circa 5 anni fa - Link

Caprai c'è e sta a pagina 565, guida alla mano. Azz, non c'è Monteraponi, che fregatura: e io che ho preso la guida proprio per quello!

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Andrea Gori

circa 5 anni fa - Link

quella NON è una scheda dell'azienda di Caprai, è probabilmente una omonimia, è scritta coni paraocchi e terribilmente parziale. Di certo scritta non avendo in mente il consumatore ma altre cose.

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Alessandro Morichetti

circa 5 anni fa - Link

Andrea abbi pazienza, tu hai scritto che non c'è la scheda ma la scheda c'è, fine della discussione per quanto mi riguarda.

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Mbk

circa 5 anni fa - Link

Esatto, ieri alla presentazione della Guida i vini di Maccario e Mascarello li ho anche visti, Dettori m'è sfuggito ma è sicuramente in guida.

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Maurizio Valeriani

circa 5 anni fa - Link

Sono completamente d'accordo con Nelle Nuvole. Non trovo nulla di eroico nel fatto di non mandare il vino alle guide, anche se è una scelta che va rispettata. Se però trovate poi i vini recensiti in qualche guida, posto che il produttore in questione non abbia mandato i vini ad alcuno, c'è qualcosa in ogni caso di non perfettamente coerente. Mi spiego meglio: le possibilità sono due. O i collaboratori della guida sono andati in cantina ed hanno assaggiato il vino solo là, non permettendo un confronto alla cieca tra tipologie omogenee, oppure sono state acquistate le bottiglie. In questo ultimo caso ci sarebbe comunque una disparità di trattamento tra chi ha messo a disposizione le bottiglie ed il trasporto gratuitamente e chi ha visto acquistare le proprie bottiglie. Quindi non renderei affatto meritoria l'operazione di una guida che recensisce chi non manda i campioni, a meno che nel testo della recensione si dica espressamente che i vini non sono stati mandati ed i vini siano commentati senza punteggio

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paola

circa 5 anni fa - Link

Bello il post e bello e salvifico il pricipio che lo ispira.

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Massimiliano

circa 5 anni fa - Link

sul fatto che la guida de l'Espresso sia degna ho molti dubbi; in ogni caso i produttori citati non inviano bottiglie ma le guide, se ritengono, possono anche comprarsele e recensire. Il senso dell'articolo credo sia sottolineare come qualcuno non si sottometta al potere delle guide.

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giovannamaccario

circa 5 anni fa - Link

Voglio chiarire che non mi sento un eroina per questo, e che scelgo a chi mandare i vini e a chi no. Come penso altri non citati. Ognuno è libero di fare ciò che vuole immagino.

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Maurizio

circa 5 anni fa - Link

mi dicono che non è vero http://www.giornalettismo.com/archives/1560423/mi-dicono-che-non-e-vero/

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micheL ma bell

circa 5 anni fa - Link

Anto'il presidente Max Croci principe dei Colli Piacentini in Castell'Arquato non manda vini a nessuno.

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carolain cats

circa 5 anni fa - Link

io non mando campioni a nessuna guida, talmente a nessuna che davvero nessuna li ha. se li ha è perchè se li compra. non mi sento "eroa", o privilegiata o chissà che cosa. non lo faccio per snobismo. non sono rockfeller: spedire campioni costa, e preferisco farlo ad un possibile importatore che ad un libro in cui sono un numero. non mi piace apparire nei libri, preferisco scrivere di me nel mio blog, interagire con chi passa. sono una deficiente? forse, perchè deficere non è mai una buona cosa. sono una "figa"? mah... lo sono comunque per altri motivi. sono sempre in fase di miglioramento e crescita, e ne ho un riscontro... da tartaruga ma c'è. ed in un mondo che viaggia a 3000 all'ora, io ho bisogno di calma e quiete per fare le cose fatte bene. non sono in nessun libro? amen. chi vuole sa dove cercarmi, a me basta questo. ps: mi sono congratulata proprio ieri con alcune persone che hanno preso chiocciole e tanto altro, sono felice per loro, di cuore; le stesse però mi hanno detto che non è una chiocciola che fa la differenza.... ma molto altro.

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Stefano Menti

circa 5 anni fa - Link

Noi abbiamo dato i campioni a slow visto che vengono in cantina. Tutti gli altri non spediti.

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Paolo

circa 5 anni fa - Link

Mahhh, sull'Espresso e Slow Food ci sono quasi tutte o comunque di sicuro le prime 5/6.

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Fabio Giavedoni

circa 5 anni fa - Link

Tomacelli, la prossima volta che chiami ISPETTORI i nostri collaboratori ti denunciamo ... :-) abbiamo provveduto alla correzione. la prima stesura peraltro recava "agenti". [f.]

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armin

circa 5 anni fa - Link

un eroe? cavoli! devo passare il post a mia moglie.

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Paolo

circa 5 anni fa - Link

Moglie? Abbiamo un'eroina... gh! :)

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EC

circa 5 anni fa - Link

Stefano Berti in Romagna e Crociani a Montepulciano meriterebbero altro che chiocciola...davvero gran bei vini i loro. Detto questo, mi trovo comunque in parziale disaccordo sulla loro scelta di restare "volontariamente nell'ombra".

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Andrea Gori

circa 5 anni fa - Link

Il fatto che un produttore come Caprai non mandi i campioni non autorizza i giornalisi a scrivere schede palesemente PUNITIVE e fuori dalla realtà dei vini, ribadisco

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Rizzo Fabiari

circa 5 anni fa - Link

La scheda che dedichiamo a Caprai non è punitiva ma rispecchia semplicemente quello che pensiamo - da anni - dei suoi vini: che sono molto concentrati e per noi molto impegnativi da bere. Lo scrivevamo prima, quando ci dava i campioni, e lo scriviamo oggi. Semmai la prospettiva va rovesciata: diversi produttori incensati da altri colleghi tollerano poco o nulla di essere criticati. Su questo si aprirebbe una voragine di considerazioni e controconsiderazioni, ma mi fermo qui. Non prima di aver fatto lampeggiare il nostro assunto di base citando a puro titolo di esempio le prime righe all'introduzione del Lazio della nostra guida: "Che tipo di giornalismo enologico può tornare pallidamente utile a un’area produttiva? È meglio suonare la grancassa del “tutto va bene, siete bravissimi”, oppure è più funzionale a una vera crescita qualitativa portare un piccolo contributo critico che cerchi di mettere in luce ciò che funziona meno, ciò che si potrebbe migliorare? Da anni noi della guida, con il Lazio in particolare, passiamo per dei criticoni, degli incontentabili. Nell’interpretare la scomoda parte dei giornalisti troppo severi abbiamo tuttavia sperato che si cogliesse il senso centrale e “affettuoso” delle nostre osservazioni, quello della cosiddetta critica costruttiva." Poi ognuno è libero di pensarla come crede, ovviamente.

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Andrea Gori

circa 5 anni fa - Link

Io penso che il contributo di Caprai a definire lo stile del Sagrantino sia tutt'ora valido e l'affermazione che siano iperconcentrati e pesanti continuo a sostenere che sia molto parziale. Senza contare che riassaggi a distanza di anni (1997, 2001) mostrano vini ben più in forma di altri grandi rossi italiani ben più blasonati. Omettere dalla guida i Sagrantino Caprai non mi pare un bel servizio visto che altrove i vini ben concentrati sono tollerati e premiati, però ci mancherebbe la guida è vostra e siete stati bravi a tirar su un certo tipo di pubblico. Ma certe valutazioni inficiano il risultato e la completezza dell'analisi.

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Rizzo Fabiari

circa 5 anni fa - Link

"Un certo tipo di pubblico" in effetti spesso condivide la nostra prospettiva critica. L'osservazione che "certe valutazioni inficiano il risultato e la completezza dell'analisi" fa sorridere, il settore della critica nostrana ospita qua e là ben altre distorsioni, cointeressenze, pastette, legami anche espliciti con il mondo della produzione, e di conseguenza i relativi giudizi prestano il fianco a critiche ben più dure e sostanziali. Critiche che ovviamente non spetta a me fare. Comunque non ho le forze di imbarcarmi in altre precisazioni e puntualizzazioni assortite, ognuno è libero di pensarla come crede, appunto. "Il mondo è vario perché è bello", diceva un tizio, "e c'è tutti per spazio".

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Alessandro Morichetti

circa 5 anni fa - Link

I giornalisti in somma pace e indipendenza scrivono cosa vogliono, e fanno bene a farlo.

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verità santa

circa 5 anni fa - Link

questo è del tutto opinabile

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biotipo

circa 5 anni fa - Link

perché fuori dalla realtà? hanno espresso un giudizio legittimo (almeno quanto il tuo) sullo stile di quell'azienda. giudizio che, en passant, mi trova assolutamente d'accordo

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Federico Graziani

circa 5 anni fa - Link

Non mi sento certo un eroe per questo. Da quando scriviamo, io e Marco Pozzali ( 2003) abbiamo sempre voluto fortemente mantenere questa libertà di espressione. Oggi i vini noi non li chiediamo a nessuno, come allora, e credo che Grandi Vini di Piccole Cantine sia un buon volume anche per questo. Da (micro)produttore non ho mai inviato vini alle guide, preferisco assaggiare il vino insieme alle persone, specie se poi ne parleranno. Mi auguro di salvare questo privilegio certo non eroico ma che mantiene sempre un contatto forte con la realtà. Come dice Carolina, ci vuole tempo per queste cose e dove arrivo arrivo, questo mi basta.

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Angelo D.

circa 5 anni fa - Link

Quanto plauso è concesso? soprattutto ed in particolar modo su 'preferisco assaggiare il vino insieme alle persone'... ;-)

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damiano

circa 5 anni fa - Link

ho apprezzato moltissimo Grandi Vini di Piccole Cantine (in entrambe le edizioni). si capiva che i vini era acquistati e gustati e le persone che ci stanno (stavano) dietro (ai vini) erano cornice indissolubile. sicuramente incompleto ma sentito. se la maggior parte delle 'guide' ne prendessero spunto avremmo una visione molto più completa dell'italico mondo del vino.

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MG

circa 5 anni fa - Link

Io sono quasi sicuro che anche l'Antico Podere Casanova a Castellina in Chianti non le manda.

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Andrea Gori

circa 5 anni fa - Link

vero! Bucciarelli mitico! lui in effetti le mandava poi ha smesso

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MG

circa 5 anni fa - Link

ma sai che non ho mai trovato ne interviste ne articoli su di loro? meriterebbero molto ma non ho idea se siano loro a non volerne..

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Sottonoce

circa 5 anni fa - Link

Qualora qualche eroica produttrice volesse sottoporre al mio assaggio un campione della propria Passerina, sarei ben lieto di recensirla... Gratis, of course... Ihihihih...

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Angelo Cantù

circa 5 anni fa - Link

Da consumatore appassionato e con una certa esperienza sul campo vista la mia non più tenera età reputo che le guide, due soltanto in realtà "Espresso" e "Slow Wine", possono rappresentare un valido aiuto. Figuratevi che la mia passione per il vino è nata qualche decennio fa leggendo le schede di Veronelli che Epoca pubblicava settimanalmente. Negli anni ho imparato con infinite prove sul campo a fidarmi di qualcuno (v. sopra) ed a diffidare di altri. Ho conosciuto piccole realtà solo grazie alle guide sopra citate (Camillo Donati, Crocizia, Stefano Menti, I Fabbri tanto per fare qualche nome), altre le ho conosciute grazie alle segnalazioni su questo od altri blog sul vino, qualcuno magari grazie alla indicazione di qualche locale o grazie a qualche assaggio estemporaneo in un ristorante o trattoria del luogo. Detto in altre parole e mi rivolgo in particolare a Carolain Cats di cui apprezzo l'arguzia e la simpatia: "perchè rifiutare ad un appassionato che si trova a passare dalle vostre parti la possibilità di trovare una segnalazione su una Guida di cui si fida e quindi di mettersi in contatto con voi?". Le altre possibilità di conoscere una piccola realtà come la vostra sono ovviamente molto limitate per chi non abita in zona. In conclusione, ovviamente, i produttori sono liberissimi di scegliere di non inviare campioni alle guide, però non facciamone degli eroi. Come appassionato avrei perso delle opportunità.

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EC

circa 5 anni fa - Link

Alè.

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carolain cats

circa 5 anni fa - Link

Angelo buonasera, anche se mi sono tolta da molte cose "social" ho un blog (puoi linkare sul nome e vedi qual'è, giusto per non fare pubblicità) dove scrivo di me, dell'azienda, e di altre cose. a me questo basta. All'Espresso non ho mai mandato campioni, e non so se alle varie fiere qualcuno dei loro giornalisti-degustatori-scrittori si sia mai fermato al mio banchetto, perchè non conosco chi degusta per cui anche se s'è fermato per me era un cliente qualsiasi. Di Slowine ho accolto in cantina una persona, gli ho fatto assaggiare i vini: roba nuova, vecchia, da botte. Non sono stata considerata "idonea" e non mi interessa fare della polemica su questo. Ho mandato 2 bottiglie di Raboso a Roger Sesto per un articolo su un giornale perchè conosce i miei vini e perchè ne abbiamo discusso (sia nel bene che nel male). La cantina è sempre aperta, sono qua, sia per chi arriva "su commissione" e sia per chi sbaglia la strada e si ferma a bere un bicchiere. Non ho cartelli in strada e sono abbastanza imboscata. A me sta bene così, anche perchè se arriva gente da Los Angeles arriverà pure qualcuno da Canicattì prima o dopo. Detto questo, se vuoi passare, chiama.

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carolain cats

circa 5 anni fa - Link

ah, non sono "eroa", piuttosto "mona" secondo tanti colleghi "so social-so fast", io tartarugamente arrivo.

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Luca Miraglia

circa 5 anni fa - Link

Magari non sarai "eroa", ma sicuramente non sei "mona", eppoi ...viva la lentezza, con tutto ciò che ti permette di assaporare, percepire, "vedere" oltre il "guardare"! In ogni caso la tua simpatia è strabordante, e la tua intelligenza pure; e, last but not least, fai vini buonissimi!

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carolain cats

circa 5 anni fa - Link

non so chi sei, e se lo so non mi ricordo se non vedo la faccia. lieta che apprezzi il prodotto.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 5 anni fa - Link

Eroe è un parola grossa, eroe è Salvo d'Acquisto che si fece fucilare per salvare ventidue ostaggi. Lui sapeva che la conseguenza inevitabile della sua scelta era la morte, ed ha deciso coscientemente di affrontarla. Chi non manda il suo vino alle guide sceglie solo di rifiutare uno dei molti tipi di media del vino, oggi come oggi è una tra le scelte aziendali a minor tasso di rischio.

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Samuele

circa 5 anni fa - Link

Io i campioni li mando ma non mi recensiscono :-) Cmq Armin kobler rimane uno dei produttori che stimo di più!

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XXX

circa 5 anni fa - Link

Salve, io sono un azienda che preferisce rimanere anonima; Vi dico solo questo che io ho inviato i campioni a varie guide, eccetto Gambero Rosso.... Potete immaginare perchè.... oltre questo, ho avuto il piacere di acquistare 1 btl di vino di un azienda concorrenziale, estirpare la sua etichetta, travasare il contenuto e inviare i campioni per la degustazione.... Strano che non abbia ricevuto le stesse valutazione di questa azienda... tra 5 grappoli, super stelle ecc... c'è anche una valutazione dell'azienda??? Detto tutto!

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Amber

circa 5 anni fa - Link

sei un mito! mi sono sempre chiesta cosa poteva succedere... è indubbio che molti "recensori" (non tutti ovviamente) si lasciano coinvolgere e conquistare più dal nome in etichetta che dall'effettivo valore di ciò che si ha nel calice.

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Fp

circa 5 anni fa - Link

Che io sappia l Azienda Agricola Il Pendio non invia campioni e fa un grande MC.

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mauro fermariello

circa 5 anni fa - Link

Se ricordo bene, Luigi Mancini nelle Marche, e Romano Dal Forno in Valpolicella.

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Tresa

circa 5 anni fa - Link

Scusate, ma Varaldo è ancora in commercio??

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Luca Girardi

circa 5 anni fa - Link

Buongiorno a tutti, Non voglio togliere nulla alle guide, fanno informazione e conoscenza. Ma da un pezzo non sono più presente. Io voglio solo affermare che la vera guida sono i nostri clienti finali che ogni giorno degustano i nostri prodotti fanno passaparola e portano avanti anche all estero il vino italiano. Inoltre che peso hanno le guide italiane all'estero dove c'è il vero confronto??? La guida più attendibile dagli operatori Esteri e' ancora il gambero rosso e non tutti la conoscono, inoltre il resto delle guide all estero e' quasi sconosciuto. Ciao Luca

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Tazio

circa 5 anni fa - Link

Parlate e sparlate tanto di guide, che se non ci fossero chissà di cosa parleresti ? Sembra quasi la parabola degli arbitri nel calcio !! Fatto sta che il giudizio umano è soggettivo, anche quando si parla di eccellenze, pertanto i consumatori se vorranno sapranno trovare a quale guida ispirarsi. Per i signori che invece recensiscono, anche quelli che non amano esser chiamati ispettori, sarebbe forse il momento di esser sinceri una volta tanto, perché di menzogne ne dicono tante... Pochi visitano le aziende, pochi visitano tutte le aziende, pochi fanno le degustazioni sul territorio..pochi capiscono veramente il territorio. Pochi comprendono come fare il vignaiolo nelle Langhe non sia uguale a chi lo fa in Calabria o in altre regioni... E infine, questi santi redattori perché non se le comprano le bottiglie ? Perché si fanno spedire campioni ? Bottiglie che potrebbero contenere qualsiasi cosa ? Sarebbe sicuramente più civile e imparziale..dato che tanti fra redattori, ispettori, giudici, sommelier e presunti esperti tecnici sono a vario titolo coinvolti con le aziende. Quindi o si fanno le cose per bene oppure queste polemiche stanno a zero. W il vino Italiano e W i vignaioli italiani che ci regalano queste belle emozioni nel bicchiere.

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gianpaolo

circa 5 anni fa - Link

A me per es. mi piacciono le guide alle quali piacciono i miei vini, o comunque laddove c'e' una qualche speranza che li apprezzino, e evito di mandare i vini dove vedo che le sensibilita' (si dice cosi?) sono lontane. D'altronde se so gia' che ad una certa persona, od un certo gruppo, quello stile non piace, perche' mandarlo? Perche' una cosa appare evidente dopo alcuni anni di guide, che ne hanno anche visto una proliferazione (alla faccia di chi dice che le guide sono morte), ed e' che si delineano abbastanza chiaramente le preferenze per certi stili e certe idee di vino di ogni redazione. Io la trovo una cosa positiva, e comunque meglio di una situazione dove c'e' uno stile e una idea sola, come forse era in passato, o almeno era cosi piu' di ora. E ora, parafrasando Tavecchio-Crozza, non diciamo nulla di WS e di Parker?

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gian piero staffa

circa 5 anni fa - Link

Le guide sono vive come l'IS non e' una minaccia all'Occidente.

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Michele Semprini

circa 5 anni fa - Link

Gianni Canonica... tra l altro un bel barolo il suo..

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Marco Caprai

circa 5 anni fa - Link

Cari Amici di Intravino, ci ho pensato le canoniche 24 ore necessarie alla sedimentazione naturale delle normali incacchiature ma siccome non passa vi voglio raccontare un' aneddoto di cui sono venuto a conoscenza. Questa storia che vi racconterò e' una storia di cui sono venuto a conoscenza oramai 10/15 anni fa', probabilmente e' una leggenda comunque ve la racconto specie per quei collaboratori di guide che pur non sapendo si ergono a giudici più puri del Re. Torniamo a noi, la storia racconta di una azienda condotta da un' intraprendente e ambizioso giovane nell'epoca del successo pre crisi mondiale il quale un pomeriggio venne avvicinato da un comune amico del direttore di una potente guida. L' amico era un grande chef, il direttore un personaggio a cui non c'era nessun motivo perché il nostro giovane negasse un colloquio, anzi se ne senti lusingato e quindi accorse ad un tavolo nella hall di un famoso albergo milanese dove una nota ditta di caffè aveva presentato i suoi gioielli. Al tavolo il Direttore disse al nostro giovane: i tuoi film sono buoni ma se dagli 80/85 centesimi della nostra scala vuoi salire come meriteresti ci sarebbero delle cose da fare. Orbene cari amici indovinate un po' cosa il giovane avrebbe dovuto fare? Si da' il caso che il Direttore non fosse solo il mega direttore di una guida TV ma fosse anche il Direttore di una guida di Cinema e se egli avesse voluto veder premiato il suo lavoro doveva anche comprare a caro prezzo i Pupazzetti d'Oro Premi Speciali della premiante ditta. Il giovane punto nell'orgoglio si ritiro', ci pensò sopra e decise di non fare nulla dell'offerta del Direttore. Negli anni seguenti i punteggi diminuirono, fino a quando il giovane decise di non inviare più i suoi film. Il Direttore non solo gli tolse il saluto ma imbufalito dall'affronto cominciò a scriverne recensioni punitive guardando i trailer . Ora fate voi e se ci riconoscete qualcuno nella storia sappiate che la storia e' totalmente frutto della fantasia e ogni riferimento a fatti o cose realmente avvenute e' da considerarsi involontario. Grazie e scusate dell'intrusione.

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Alessandro Morichetti

circa 5 anni fa - Link

Messa così sembra più reato di lesa maestà che altro, sbaglio? Si parlava dell'Espresso, giusto? Bene, Fabio Rizzari ha motivato sopra il perché di certe scelte: "La scheda che dedichiamo a Caprai non è punitiva ma rispecchia semplicemente quello che pensiamo -- da anni -- dei suoi vini: che sono molto concentrati e per noi molto impegnativi da bere. Lo scrivevamo prima, quando ci dava i campioni, e lo scriviamo oggi." Interessante anche la chiosa finale, di carattere generale: "Semmai la prospettiva va rovesciata: diversi produttori incensati da altri colleghi tollerano poco o nulla di essere criticati."

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Antonio

circa 5 anni fa - Link

Da diverso tempo leggo tuoi interventi in difesa di Fabio Rizzari (che non ha bisogno di essere difeso essendo bravo a farlo da solo) anche quando non difendibile, vedi il caso di Monteraponi dove Rizzari ha sbagliato punto e basta, poiché poteva liquidare l'intervento con eleganza e dialettica che gli competono. Mi diapiace davvero vederti genuflesso al Rizzari. Sono sincero. Ritrova la via dell'elequilibrio.

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Alessandro Morichetti

circa 5 anni fa - Link

Caro Antonio, sono felice che mi leggi con molta attenzione fino ai dettagli quindi, in via confidenziale, come fossimo amici, ti confesso un segreto: non difendo nessuno per partito preso, nemmeno un amico produttore quando fa un vino un po' così (per dire), mi piace il dibattito e rimaniamo a questa discussione invece di aprire altri capitoli, pliz. Rizzari interviene a commentare una questione che riguarda il suo lavoro, il produttore Caprai fa un suo intervento quindi chiedo a te: quale sarebbe la verità che abbiamo scoperto? Che la scheda di Caprai è negativa per contratto? Che avendo rifiutato una presunta sponsorizzazione ci si ritrova ad avere solo giudizi negativi? Fammi capire, mi sembri informato quindi ho piacere di leggerti.

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Antonio

circa 5 anni fa - Link

Grazie per la tua pacata risposta, avevo sinceramente paura di aprire una diatriba :-) Scusami se sono stato un poco OT . Io penso che Caprai dica la verità e che gli piaccia essere compiaciuto. Il Rizzari non è nuovo ad utilizzare la sua penna per risolvere questioni personali, a detta di chi ha collaborato con lui ;-) Poi sulla guida c'è scritto che degustano alla cieca ma il Rizzari degusta molto senza cecare le bottiglie.

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Antonio

circa 5 anni fa - Link

Bravo Caprai, forse hai sturato un tubo putrido. Se questo Paese fosse meno marcio (il Berlusconismo alimentato dalla sinistra ha plasmato gli italiani che anziché condannare chi sbaglia lo difende e lo esalta) tutti avrebbero il coraggio di fare quel che hai fatto tu.

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Angelo D.

circa 5 anni fa - Link

Caprai tieni 'e pall! (per quel che vale la mia stima).

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Franco

circa 5 anni fa - Link

ma a volte bisogna chiedersi.....a cosa servono le guide? forse solo alle persone che ritengono buono solo un vino che a preso i tre bicchieri? quelle sono persone disinformate a cui, se un vino costa, piace. quello che si nota è che le novità di anno in anno sono poche e i vini premiati sono sempre gli stessi....

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andrea

circa 5 anni fa - Link

Avresti dovuto pensarci ulteriori 24 ore, caro Caprai, e poi ancora altre, invece di postare questa carriola di fango allusorio...

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Antonio

circa 5 anni fa - Link

Caprai con questo intervento si è esposto tanto. Non penso pertanto che quel che dice siano nefandezze o fango allusorio. Penso corrisponda a verità. Ha avuto il coraggio di ammettere quello che che tanti produttori dicono in privato ma poi in pubblico ringraziano per il premio ottenuto.

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andrea

circa 5 anni fa - Link

Corrisponderà a verità quando dirà: [edit] Così facendo si espone ai rischi che la verità comporta, se può provarlo ha ragione, se no è fango allusorio... ok, e' vero, troppo fango allusorio etc etc, e pure a noi tocca fare un po' di pulizia preventiva. grazie della comprensione. [f]

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Antonio

circa 5 anni fa - Link

Guarda Andrea che rischia anche in questo caso. Pur avendo fatto finta di raccontare una storia i riferimenti sono chiari e palesi e pertanto soggettibili a querela. Quindi ha detto le cose come noi italia siamo abituati sentirci dire, per non scandalizzarci troppo. Detto ciò, fai un po' di confusione. Quindici anni fa la guida espresso vino non esisteva ancora. Si riferisce chiaramente al [edit] uff. e abbi pieta'. [f.]

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andrea

circa 5 anni fa - Link

Vero, quindici no, solo undici :) Comunque il fatto vero è che è noioso continuare a sentire questa solfa sul comportamento delle guide senza poi poter fare nulla, perché nessuno denuncia sul serio, a parte Sandro Sangiorgi. Io sono convintissimo che tutte le guide abbiano o abbiano avuto certi comportamenti, solo che se i produttori non denunciano pubblicamente non si potrà mai distinguere il grano dal loglio.

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Antonio

circa 5 anni fa - Link

Caro Andrea, ma hai visto che fine hanno fatto fare (commercialimente) a Sandro Sangiorgi? Ha detto la verità, ha avuto le palle grandi come una casa che solo certe donne sanno avere, ha vinto la causa e cosa succede? Tutto tace come se niente fosse. Ma vaff..... bip bip bip

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Fiorenzo Sartore

circa 5 anni fa - Link

Allora ragazzi carissimi, vediamo di capirci. E' domenica e il moderatore ha francamente pochissima voglia di seguire i vostri regolamenti di conti espressi in termini fumosi da chi-doveva-capire-ha-capito (hai capito chi intendo, eh?) quindi chiudo i commenti per oggi e domani il primo che ci riprova a spingere gli altri bambini in fila finisce dietro la lavagna.

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armin

circa 5 anni fa - Link

se quì solo una minoranza dei produttori si esprime è soprattutto per due ragioni. 1. se si mettono in dubbio i risultati e soprattutto la metodologia delle classifiche (e poi sono solo queste che interessano al largo pubblico, mica le descrizioni) si mette senza volere in dubbio la bravura dei colleghi e ciò non è corretto. 2. chi ha la voglia e la forza economica di sostenere possibili querele? poi non c'è bisogno di denunciare come ha fatto sangiorgi. basta non partecipare per non foraggiare il sistema. ma sapete quanti produttori anche premiatissimi mi esprimono da decenni (!) che trovano incomprensibili (non dico altro) le preferenze delle guide che spesso sembrano abbonamenti che trascurano le variabilità d'annata e le preferenze gustative dei giudicanti che logicamente non possono essere costanti attraverso gli anni? quando a loro chiesi, ma allora perché partecipate mi è sempre stato detto, finché tutti lo fanno lo dovrò fare anch'io. bella coerenza... ecco, io, nel mio modestissimo, ho fatto la mia scelta, scegliendo un percorso un attimo più duro.

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gianpaolo

circa 5 anni fa - Link

Esiste pero' un motivo aggiuntivo per il quale vale la pena di mandare i vini ad alcune (tutte no pero') guide da parte di un produttore: essere soggetto a critica. A nessuno piace essere criticato in negativo (se e' positivo invece piace a tutti), ed e' difficile accettare il giudizio altrui. Forse la cosa piu' difficile e' ammettere che la critica in qualche caso possa contenere elementi di verita'. A me e' successo, ed ha anche aiutato a rimettere in discussione alcune certezze e cambiare registro.

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Raimondo Navarro

circa 5 anni fa - Link

Quella di non mandare i vini alle guide, soprattutto a certe, non mi sembra di certo una scelta "eroica" (non hanno deciso di partire per una missione in Iran o Afghanistan...) bensì il libero esercizio di una libera scelta. Nessuno é costretto a mandare vini alle guide, però la maggior parte dei produttori accorrono ai loro richiami come se si trattasse del pifferaio di Hammelin. Quel gruppo di produttori ha semplicemente detto, no, grazie

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Ben Bevendo

circa 5 anni fa - Link

Buonasera! Non ho avuto il tempo di leggere tutti i commenti, molto interessanti... Bene, io penso che le Guide sono da considerare come un elenco telefonico: chi paga ha la pubblicità, chi non vuole comparire non c'è... Ma sarebbe ora di capire che è un grosso business e sistema di potere. Chi vuole bere bene dovrebbe imparare a scegliere e fidarsi delle proprie sensazioni....

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gian piero staffa

circa 5 anni fa - Link

I vignaioli, eroici o no che siano, non mandano i campioni alle guide, o almeno ad alcune di esse forse perché hanno letto articoli come questo: http://gustodivino.it/home-gusto-vino/il-gambero-rosso-e-la-scheda-comprata-unintervista-a-sandro-sangiorgi-3/massimiliano-montes/5131/

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Duriepuriperfinta

circa 5 anni fa - Link

Grazie Marco Caprai, adesso comprendiamo meglio il 18/20 al vino di Angelini Val di Suga, sponsor del Pranzo dell'Anno sulla Guida Ristoranti Espresso. Duri e puri un par di palle. Si può dire, Morichetti?

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Carl Bernstein

circa 5 anni fa - Link

Interessante segnalazione, cuor di leone ;-). In effetti non sei l'unico ad aver cercato più volte questo genere di convergenze. A quanto mi risulta, da quando esistono i premi speciali sulla guida ai ristoranti ci sono state non più di 2/3 sovrapposizioni tra sponsor e vini premiati. Si potrebbe quasi inferire siano casuali, statistica alla mano. E' però un conteggio interessante, che potrebbe riservare sorprese usando la scansione su tutti i prodotti editoriali della stessa categoria. Grazie. PS: se la memoria non fa cilecca, il Sagrantino di Caprai fu addirittura premiato nella guida 2005. Davvero scandaloso :D. Anzi, rileggendo bene il Sagrantino 25 anni 2001 si trova: "davvero imponente nella base estrattiva, si slancia benissimo al palato nonostante la forte dose di rovere. 18,5/20"

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