Teranum Offstage #4. A Trieste nel caffè di Saba e Joyce

Teranum Offstage #4. A Trieste nel caffè di Saba e Joyce

di Emanuele Giannone

Arriva la quarta puntata e si entra in un caffè che è anche libreria e ristorante: lo storico Caffè San Marco di Trieste. Dopodiché si scandaglia e rielabora la sostanza del Terrano grazie a tre donne che lo bevono (o servono) e a due uomini che lo producono, con le prime a dargli voce e i secondi corpo.

L’inizio è per Eugenia Fenzigénie du lieu, che parla della storia del San Marco e dei suoi ospiti di un certo riguardo: Joyce, Saba, Magris, Svevo, Slataper, Tomizza; ma soprattutto aggiorna la favola di un luogo del passato, raccontandone il dinamismo del presente. Per lei, per il San Marco, per tutti i caffè triestini si leggono durante la diretta le parole di Carolus Cergoly che trovate in fondo.

Dalla puntata che annovera un caffè letterario, nulla di più lecito che attendersi giochi letterari. Ecco quindi Chiara Giovoni regalare con naturalezza svariate perle di degustazione in belle lettere, senza magniloquenza, con l’asciuttezza colorita di chi sa e non improvvisa; lei che, ipsa dixit, per lavoro racconta il vino. Con la sua destrezza il Terrano trasfigura in tropi: metafore, allegorie, correlativi oggettivi: ecco la “spezia che affila il frutto”, l’acidità ora “vellutata”, ora “splendente”, il “Terrano in bicicletta” di A. Skerlj (Bajta) e quello “ombroso, come il conforto dell’ombra dopo il sole” di  e I. Grgič. La seguono nel gioco i due produttori e una Liliana Savioli stranamente meno perfida del solito nel presentare, magnificare e soprattutto gustare le trovate dello Chef Matija Antolović.

Carolus L. Cergoly, da “Il Complesso dell’Imperatore”

I caffè triestini. I cari i teneri intimi caldi riposanti silenziosi caffè triestini.

Non raggiungevano la perfezione dei caffè viennesi ma potevano dirsi tranquillamente i primi cugini dei caffè viennesi.

Però c’è una differenza tra l’aria interna dei caffè viennesi e l’aria interna dei caffè triestini.

Certi odori sono comuni ma un odore da monopolio distingue l’aria del caffè triestino da quello viennese.

A Vienna odore d’acqua dolce odore di bel Danubio blu ma a Trieste tutti i caffè odorano d’acqua di mare salsa di alghe e di onde coccolate dai refoli della Bora.

Poi ci sono gli odori del tabacco.

Le sigarette che odorano Memphis e Le Favorite i sigari che profumano Coronas Rositas Virginia e Regalitas i tabacchi da pipa (i Pfeifentabake) con i loro fumi al Caballero e al Derby fanno molto atmosfera caffetteria emporiale.

Poi ci sono gli odori d’inchiostro tipografico.

I giornali per comodità dei lettori tutti su stecche poggiapagine di bambù.

Quando il lettore volta pagina la pagina sembra una vela di paranza tutta ricca di brezze marine.

Quando il lettore volta pagina la pagina sembra nella intimità silenziosa del caffè una bandiera spiegata in campo pacifico.
Le altre puntate le trovate qui:

Teranum Offstage #1 – Elena Brussa-Toi e i vini di Rado Kocjančič e Dimitri Cacovich

Teranum Offstage #2 – Premi la bocca contro la terra, e non parlare

Teranum Offstage #3 – Andrea Petrini e le osmiza di Zidarich e Milič

Teranum Offstage #5 – Jacopo Cossater e i vignaioli del Carso

Teranum Offstage #6 In diretta dal canale della Manica

Teranum Offstage #7 Finale di stagione

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Emanuele Giannone

(alias Eleutherius Grootjans). Romano con due quarti di marchigianità, uno siculo e uno toscano. Non laureato in Bacco, baccalaureato aziendalista. Bevo per dimenticare le matrici di portafoglio, i business plan, i cantieri navali, Susanna Tamaro, il gol di Turone, la ruota di Ann Noble e la legge morale dentro di me.

3 Commenti

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marcow

circa 4 settimane fa - Link

Mi è piaciuto molto questo articolo. __ Chi ha scritto queste frasi sui vini Terrano, tokaj, cernikal, chiaretto di vipacco? Dal link di Pangea. “vini di prontissima beva come il chiaretto di Vipacco oro potabile in bicchiere e l’armonico Terrano vero sangue di drago innamorato”,  “color sangue de turco”, “vini ammandorlati austeri corposi e venosi sapidi e ruvidi e ancora vellutati”. Come pure il Cernikal, “il vino delle nuvole il vino dei santi bevitori innamorati” il Tokaj dei vigneti Brazzano, insomma l’“antico vino Kindermacher”, vale a dire “facitor di bambini in musica gloglò e tira su l’asta e andiamo a far l’amor” (Dal link di Pangea) __ https://www.pangea.news/elogio-carolus-cergoly-compie-110-anni-futurista-asburgico-scritto-libri-indimenticabili-nessuno-ripubblica-piu/ __ PS Leggengo la bellissima poesia sui caffè triestini di Carolus Cergoly ho pensato che 1 non c'è più, nei bar contemporanei, l'odore di tabacco: perché è vietato fumare. 2 non ci sono più i giornali cartacei perché ci sono gli smartphone e il web. 3 e non c'è più il profumo del caffè. Non ne parla Cergoly nella sua poesia ma lo aggiungo io. Fateci caso quando entrate in un bar che sforna centinaia di caffè al giorno: lo sentite il profumo intenso del caffè?

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marcow

circa 4 settimane fa - Link

Li ha scritti Carolus Cergoly, l'autore della poesia sui caffè triestini e alcuni sono nella prefazione al libro "Il mio carso" di Scipio Slataper che è nell'articolo di Emanuele G. insieme ai grandi "Joyce, Saba, Magris, Svevo, Slataper, Tomizza". Secondo me, Antonio Tomacelli lo avrebbe voluto tra i suoi redattori. __ Complimenti, Emanuele.

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Emanuele

circa 4 settimane fa - Link

Ti ringrazio. Io per hobby faccio il Trödler. Fa molto piacere che qualcuno lo apprezzi,

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