In tempi confusi come questi, il manicheismo è un lusso per pochi eletti. Se le categorie colpevole/innocente hanno bisogno della variante prescritto(assolto?), posso io contentarmi di un semplice buono/non buono o, peggio, fruttato/legnoso parlando di vino? Se poi mi piazzate davanti alla scelta nuovomondo/vecchiomondo non rispondo più delle mie azioni… continua »
merlot
Sono queste le definitive categorie del vino?
Come si fa a scambiare Merlot per Pinot sedici milioni di volte?
L’hanno chiamata “la più grande truffa vinicola di tutti i tempi” e credetemi, lo è. Per due anni circa la californiana Gallo Winery ha comprato pinot dalla Francia e lo ha imbottigliato in America con l’etichetta Red Bicyclette. In realtà era tutto merlot e cabernet spacciato per il… continua »
Message in a OneHope bottle | La solidarietà è il business del futuro?
Business e solidarietà sono due parole che faccio fatica a mettere nella stessa frase. Sarà che l’immagine della suorina operosa stona da bestia con quella del manager rampante, sbarbato di fresco, Blackberry d’ordinanza e marketing oriented. Luoghi comuni, ovviamente.
La realtà è che sono invidioso di gente come Jake… continua »
Campoleone | Figli degli anni novanta
Sono passati dieci anni. Era il ‘99 e un neonato blend di Sangiovese e Merlot del centro Italia esordiva sulla rivista The Wine Advocate con 97 punti. Niente di meno. Un successo inaspettato che si inseriva in un contesto produttivo profondamente diverso da oggi. Erano gli anni novanta, quelli dei… continua »
“Io non bevo nessun ca**o di Merlot, chiaro?”
Ok, togliete gli asterischi e godetevi il resto. Il Merlot: 1) “Sa di pulmino scolastico di Los Angeles”. 2) “Non l’avranno nemmeno diraspato sperando in una parvenza di concentrazione”. 3) “L’hanno pressato con tanto di foglie e topi e hanno ottenuto questa merda di colluttorio che sa di trementina e… continua »












