Dom Perignon Plenitude, ovvero, 100 anni di solitudine (sui lieviti)

di Andrea Gori

Solamente qualche anno fa il visionario Richard Geoffroy, Chef de Cave della Dom Perignon, ebbe a dire che il tempo massimo di affinamento sui lieviti di uno Champagne non superava i 40 anni. Le cose sembrano cambiate se oggi Geoffroy annuncia in una conferenza stampa, peraltro solennemente annunciata con dei trailer degni di un blockbuster hollywoodiano, che in realtà un Dom Perignon può invecchiare anche 100 anni sui lieviti guadagnando sfumature organolettiche interessanti soprattutto in termini di viscosità e stabilità della bollicina.

L’occasione dell’annuncio è il cambio di nome della serie Oenothèque, ovvero alcune migliaia di bottiglie della maison lasciate affinare sui lieviti per alcuni lustri in più rispetto al classico Dom Perignon che troviamo all’Esselunga in vendita dieci anni dopo la vendemmia.

Da oggi in poi il nome ufficiale per queste bottiglie dimenticate in cantina sarà Plenitude 2 per le bottiglie nella loro deuxième plenitude (la pienezza di gusto che un metodo classico acquisce dopo 15-20 anni sui lieviti), e Plenitude 3 per le bottiglie troisième plenitude (tra i 30 e i 40 anni di affinamento).  Tra poche settimane, dunque, nella vostra enoteca di fiducia potreste trovare qualche esemplare di Dom Perignon P2 1998 (presentato addirittura in Islanda) e Dom Perignon P3 1970 e 1982. Ma come mai tanta celebrazione e sfarzo per prodotti comunque molto di nicchia?

Il fatto è che con un certo tipo di consumatore (ovvero persone capaci e vogliose di spendere 350 euro per una bottiglia di Champagne con eoni sulle spalle) bisogna fare le cose per gradi. Quando nel 2000 fu introdotta la linea e il concetto di Oenothèque c’era un diffuso scetticismo sulla riuscita dell’operazione, mentre oggi le bottiglie di Oenotèque sia bianche che rosè sono parecchio contese dai collezionisti che si sono lasciati trasportare dal gioco degli assaggi ripetuti a distanza di anni di questi millesimi.

Il ritmo di queste uscite tardive si fa sempre più interessante e fa parte di una furba strategia che consente a Richard Geoffroy di mantenere sempre alta l’attenzione sul marchio, mettendo continuamente in discussione la gerarchia delle annate e soprattutto di rispondere alla critiche sulla decisione di millesimare alcune annate piuttosto che altre.

Pur essendo vini al di fuori dalla portata di molti, si tratta sempre di bottiglie davvero speciali, spesso tra le migliori mai assaggiate in Champagne e foriere di riflessioni interessanti su una materia di cui per ora si sa relativamente poco, ovvero, la capacità di invecchiamento dei millesimi in questa regione.

Paradossalmente un tema impossibile da affrontare se non all’interno di un gigante finanziario come LVMH (proprietaria oltre che di DP anche dei marchi Veuve Clicquot, Moet et Chandon, Krug nonchè ovviamente Hennessy e vari marchi di moda) che può permettersi l’accantonamento e la giacenza ogni anno di migliaia di bottiglie che potrebbero essere tranquillamente vendute a centinaia di euro l’una. È un tema che anche altre maison più piccole, visti i risultati in casa DP, stanno cominciando a replicare con alcune ceste di vecchi millesimi che vengono “casualmente” ritrovate in cantina dopo anni di oblio (come nel caso della gustosa Cuvèe Perdue di Corbon ad Avize).

Sarà che lo Champagne è uno dei pochi casi in cui grande è meglio?

[Foto di  Hans Aschim da Coolhunting.com]

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

18 Commenti

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Fabrizio pagliardi

circa 6 anni fa - Link

Spunto di riflessione: -La sboccatura ritardata è una scelta ponderata e studiata dalle grandi maison che per i piccoli invece è sempre stata una necessità economica. i piccoli da sempre sboccano i millesimati vecchi rimasti in cantina al momento dell'ordine, non potendo sostenere il rischio di altra alternativa. -lo chef de cave di Bollinger ritiene che l'invecchiamento sui lieviti aggiunge qualcosa al vino e ha un senso fino ai 20/25 anni a seconda del millesimo, dopo è solo un modo per rallentare l'invecchiamento e proteggere dall'ossidazione -Alla Luis Roederer credono ci sia un solo invecchiamento per lo Champagne, quello dopo la sboccatura, altro sono esigenze commerciali che per ora non hanno, ma che non escludono. Stessa cosa credo da Krug che invecchia i sui collection senza lieviti. Quindi forse deve passare un po' di acqua sotto i ponti per capire dove sta la scelta giusta. Il mio problema è che Dom è il mio preferito e i P bevuti finora erano tutti magnifici quindi ... Sospendo il giudizio a quando avrò tra le mani un P3 con il fratello della stessa annata invecchiato in modo tradizionale. P.S. Grande per me non è meglio di piccolo sono proprio due vini diversi.

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Andrea Gori

circa 6 anni fa - Link

rilfessioni interessanti Fabrizio...hai ragione sul fatto che sono due vini diversi e non paragonabili. Io volevo solo dire che l'esperienza che DP sta facendo fare su P2 e P3 ai consumatori li renderà molto più ricettivi e interessati su tutto il mondo dei millesimati agèè, il che è un fatto positivo per tutti!

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Angelo D.

circa 6 anni fa - Link

Mi sono informato a riguardo, la cosa crea parecchie aspettative. Vedremo. Certo una maison del genere con alle spalle un gruppo così forte (hai dimenticato tra gli altri Ruinart) può permettersi questo e ben altro, che ben venga. MI fa solo un po' specie quel nome P2 che in Italia non è che evochi piaceri così unici... :-)

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Jovica Todorovic (Teo)

circa 6 anni fa - Link

Io penso che quelli di LVMH siano bravi. Bravi a inventarsi a reinventarsi a vendersi e sopratutto a non sputtanarsi. Chi si ricorda l'operazione 2003 by Bollinger. Geniale un'altra azienda parecchio brava. Certo scomodare la Grand Année poteva non sembrare il caso. Penso che sia un modo geniale di aggiungere valore aggiunto. Mi riferisco all'aspetto commerciale sopratutto. Non tralascio quello edonistico ma credo sia una variabile importante strategicamente ma non fondamentale. E' anche un modo geniale per non lasciare al mercati secondari (aste) il controllo del valore del bene. Aspetto/impatto affatto trascurabile su un business plan che basa le proprie valutazioni su quantità che partono si sospetta da valori a sei zero. E chi sa che le Plenitude non prendano piede più diffusamente anche nelle cantine dei vini fermi.

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Fabrizio Pagliardi

circa 6 anni fa - Link

Andrea perfettamente d'accordo, una linea interessantissima e di qualità eccezionale, e molto istruttiva. E già si può iniziare a fare qualche confronto scolastico ad esempio prendendo i due 96 che sono tutti e due reperibili

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Stefano Cinelli Colombini

circa 6 anni fa - Link

Non sono in grado di valutare la correttezza tecnico enologica di questa scelta, ma dal punto di vista del mercato sono dei geni. Quando leggo queste cose e poi mi guardo intorno mi viene male; in vigna e in cantina noi italiani ce la possiamo giocare, ma quando si tratta di vendere e presentarsi..... Mi girano maledettamente a dirlo, ma quelli sono di un'altro pianeta.

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ale

circa 6 anni fa - Link

Una volta avvenuto la sboccatura, lo champagne invecchiando in bottiglia puo' solo peggiorare? Si tratta quindi solo di "decidere" quando sboccare dopodichè il vino va bevuto?

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Andrea Gori

circa 6 anni fa - Link

dopo la sboccatura comincia una fase di invecchiamento molto più veloce rispetto a quella che si ha in bottiglia con i lieviti ma non dissimile da altri grandi vini bianchi del mondo (basta pensare alla vicina Borgogna). Trattandosi di vini con alta acidità, rimangono bevibili e piacevoli per molto tempo. In particolare gli RD come gli Oenoteque sembrano essere più delicati dei millesimati normali nel senso che un Oenoteque 1998 (che verrà rilasciato nei prossimi mesi) sarà da bere entro un paio di anni mentre in teoria un Dom Perignon 1998 uscito qualche anno fa anche ora dovrebbe essere bevibile e piacevole. Sono due binari diversi e anche l'evoluzione stessa fa sì che non si possa parlare di "peggioramento" ma evoluzione verso note e componenti più burrose e biscottate e meno fresche floreali e fruttate.

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ale

circa 6 anni fa - Link

Grazie! della dettagliata spiegazione

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Rudy

circa 3 anni fa - Link

Da bere entro un paio d’anni ? Un enoteque 98 ? E poi lo butto ? Ma per favore .... un enoteque 98 si può bere anche nel 2040 . Allora che senso avrebbe bere i millesimi degli anni 80 come si fa ora con le vecchie annate di dom?

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Andrea Gori

circa 3 anni fa - Link

Ci sono teorie disparate sulla questione ma sembra proprio che la permanenza sui lieviti accorci la vita complessiva di uno champagne. Il che significa che più tempo sui lieviti porta a più fragilità in bottiglia. Per mia esperienza personale a parità di annata in effetti i Dom non p2 e p3 hanno una stabilità maggiore ma p2 e p3 assaggiati appena rilasciati sul mercato sono delle vere meraviglie che poi rimangono molto buoni per anni ma non ai livelli degli assaggi immediatamente dopo l'uscita.

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lorenzo

circa 1 anno fa - Link

Tanta tanta poesia! Questi vini durano tanto semplicemente perché si tiene alta l’acidita Il grado , in alcuni casi anche la solforosa. Poi vengono messi in cantine sotto terra dove la temperatura non supera i 6 gradi e di conseguenza rallentano notevolmente il loro normale processo evolutivo , invece una volta sboccati anche se ricolmati con solforosa libera e acido citrico o altro restando nei negozi o ristoranti a temperatura normale il prodotto invecchia molto più velocemente! Fare di un emblema dei vini maderizzati praticamente morti è ridicolo

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Frank

circa 1 mese fa - Link

Cosa somo gli eoni?

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Andrea Gori

circa 1 mese fa - Link

Un eóne è la somma di più ere geologiche. Ne parla anche Lovecraft "Non è morto ciò che può attendere in eterno, e col volgere di strani eoni anche la morte può morire."

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Frank

circa 1 mese fa - Link

(ovvero persone capaci e vogliose di spendere 350 euro per una bottiglia di Champagne con eoni sulle spalle. In questa frase non ha senso. È un vino che ha 300 anni, non 1000, o sbaglio? Magari è una licenza poetica

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Frank

circa 1 mese fa - Link

O sbaglio?

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Frank

circa 1 mese fa - Link

Frank 12 agosto 2020 (ovvero persone capaci e vogliose di spendere 350 euro per una bottiglia di Champagne con eoni sulle spalle. In questa frase non ha senso. È un vino che ha 300 anni, non 1000, o sbaglio? Magari è una licenza poetica

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