Soddisfazioni | And “Il Carciofino” goes to… Intravino


mauro-mattei-il-carciofinoTra gli appassionati gira un detto: “Se conosci Il Mio Vino, lo eviti”. La trafila è uguale per tutti: all’inizio la rivista è simpatica e di facile lettura, dopo un po’ stanca, alla fine annoia e magari delude un bel po’. MA. C’è un MA. Metto la mano sul fuoco che ogni amante del vino, almeno una volta nella vita, in edicola abbia sfogliato il mensile per arrivare alla rubrica migliore. “Il carciofino” raccoglie infatti i risultati più esilaranti delle note di assaggio pubblicate online e su carta o, più tecnicamente, “gli scritti di certi Soloni della degustazione moderna”. Ebbene, dopo il successo del nostro Stefano Caffarri, possiamo inserire in bacheca un secondo trofeo, grazie al pezzo “Sassaia: il vino è nudo” dell’editor Mauro Mattei. Il titolo a lato, in effetti, denota un linguaggio tremendo, inaccettabile, purtroppo sfuggito alla censura preventiva. Ce ne scusiamo con i lettori, confortandoli che su Intravino non troveranno mai più nulla degno de Il Mio Vino. E’ una garanzia, ovviamente. Ad ogni modo, ci conforta sapere che i Manti boys facciano quotidianamente letture interessanti.

[grazie all'amico Enofaber per segnalazione e scansione]





13 commenti a “Soddisfazioni | And “Il Carciofino” goes to… Intravino”

  1. Mauro Mattei commenta:

    ehm Mattei, chi è questo Mattei?

  2. Stefano Caffarri Stefano Caffarri commenta:

    Sono molto orgoglione di tutto ciò. Un premio e una citazione da Intrawine non sono casa di tutti, nè di tutti i giorni.

    Grazie di esistere.

  3. Angelo Di Costanzo Angelo Di Costanzo commenta:

    Ho chiesto da tempo di non inviarmela più, la rivista, che pur mi arriva gratis, ma ancora non ne volgiono sapere. Si saranno affezionati…

  4. Giampaolo Gravina Giampaolo Gravina commenta:

    Da lettore di Intravino colpevolmente discontinuo, mi ero perso a suo tempo questo pezzullo dell’amico Mauro: peccato, ché letto oggi mi garbiède di molto, come spesso mi accade del resto quando si è in odore di carciofino (Pardini et Caffarri docent). Ci ritrovo un’apologia dell’essenzialità del tutto persuasiva, ben scritta e ben argomentata, con un gusto del paradosso vivo e stimolante: insomma, proprio una bella “recinzione”, da sottoscrivere fino all’ultima riga. Anzi, fino alla penultima, visto che alla fine un piccolo inciampo c’è (deja-vous per déja vu). Ma è robetta de pretura: ben poca cosa di fronte al racconto così intenso di un vino “fintosemplice”, all’interpretazione così convincente del suo tratto scarnificato eppure ricco. Bravo Mauro. Ma bravi anche al Mio Vino, per la puntualità del loro scoutismo involontario.

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