La proprietà di Biondi Santi finisce ai francesi, e non è nemmeno brutto come sembra

La proprietà di Biondi Santi finisce ai francesi, e non è nemmeno brutto come sembra

di Leonardo Romanelli

I francesi saranno anche i cugini simili a noi, ma quando si tratta di finanza i ragionamenti che fanno sono di altro stile, sicuramente a più ampio raggio: se da un lato tentano di conquistare Mediaset con Vivendi (con Opa tutt’altro che ostile) anche nel vino il passaggio della maggioranza di Biondi Santi, l’azienda storica del Brunello, al gruppo francese EPI di Christopher Descours nasce in pieno accordo con Jacopo Biondi Santi, titolare della tenuta di Montalcino. Che rimane il presidente della nuova proprietà.

Non c’è da stupirsi più di tanto di questo passaggio di mano, erano anni che si vociferava di una vendita per l’azienda denominata “Il Greppo”, che ha segnato la storia ilcinese, celebre anche per aver creato il primo Brunello commercializzato. Chiaro presagire che un investitore dotato di liquidità fosse interessato ad un brand che riesce ancora ad affascinare i collezionisti, disposti a pagare cifre paragonabili ai grandi chateau bordolesi per una bottiglia di annata particolare. A ben vedere, se nessun produttore italiano si è fatto avanti per rilevare le quote societarie, la fine della storia non poteva essere che in mani straniere.

Ad onor del vero, nel passato è accaduto anche il contrario, quando gli Agnelli erano soci di Chateau Margaux, per esempio, ma sembrano passati anni luce da allora. Oggi accade sempre il contrario, lo shopping vinicolo italiano va di gran moda, con i compratori che arrivano da ogni parte del mondo, dotati di idee legate allo sviluppo, strategie di vendita, capacità di essere presenti sul mercato mondiale. Tutti aspetti che troppo spesso mancano all’imprenditoria del settore nostrana. In soldoni, il trasferimento della maggioranza del pacchetto societario di Biondi Santi ad EPI parla di cifre che ballano tra 200 e 300 milioni, fuori mercato rispetto al semplice costo all’ettaro, che si assesta sui 500.000 euro.

L’accordo, inoltre, mette fine ad una lunga storia di spese al di sopra delle possibilità, e matrimoni di alto livello, per mantenere un’aura di signorilità ai padri del Brunello. Uno stile di vita che ha impedito la nascita di un progetto di imprenditoria italiano serio ma che ciononostante ha costruito un brand capace di smuovere gli appetiti francesi.

Appare evidente che in questo caso si è acquistato un pezzo di storia: a rappresentare la continuità, la guida enologica è sempre affidata a Jacopo, quindi nessun cambiamento epocale nello stile produttivo. Almeno per ora.

[Immagine: Biondisanti.com]

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Leonardo Romanelli

“Una vita con le gambe sotto al tavolo”: critico gastronomico in pianta stabile, lascia una promettente carriera di marciatore per darsi all’enogastronomia in tutte le sfaccettature. Insegnante alla scuola alberghiera e all’università, sommelier, scrittore, commediografo, attore, si diletta nell’organizzazione di eventi gastronomici. Mescolare i generi fino a confonderli è lo sport che preferisce.

9 Commenti

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stefano menon

circa 3 anni fa - Link

I francesi hanno uno sguardo sul mercato "eno" diverso dal nostro. Sono da sempre esportatori di cultura e di metodologie di produzione del vino un po' in tutto il mondo. Significa che il loro sguardo sul mercato estero è diverso dal nostro. Noi puntiamo a "colonizzare" con le vendite, loro in qualche modo sono già radicati nei territori. Onore al vino italiano dunque, che ha saputo interessare un patrimonio enologico che si allarga ben oltre i confini francesi. Poi le compra-vendite... vanno-e-vengono. Fortunatamente le colline -i terroir- non si possono ancora delocalizzare!

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Stefano Cinelli Colombini

circa 3 anni fa - Link

Auguro di cuore ogni successo ai miei vicini Biondi Santi e a chi sará insieme a loro, a qualunque titolo lo siano. ieri sera ho anche ricevuto, come credo tanti, una e-mail molto gentile in cui si annunciava l'evento. Quanto a ciò che è accaduto, confesso di non essere in grado di dedurlo dalle informazioni finora pubblicate.

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Durthu

circa 3 anni fa - Link

Giusto per fare il precisetti, gli anni luce sono una misura di distanza, non di tempo.

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Samuele

circa 3 anni fa - Link

Mi sembra una cosa tremenda!

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Ennio

circa 3 anni fa - Link

I francesi normalmente fanno fare acquisti alle banche d'affari, più precisamente gli fanno condurre tutte le trattative, loro si presentano solo per la firma. In Italia la mentalità è diversa, se un azienda non viene ceduta al primo giro, finisce in mano ai pescecani.

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Marco

circa 3 anni fa - Link

Meno male che non l'hanno comprata i cinesi...

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cernilli

circa 3 anni fa - Link

Ho pensato la stessa cosa

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Giovanni

circa 3 anni fa - Link

I francesi faranno gli interessi dei francesi, che non sono quelli degli italiani.

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Elio

circa 2 anni fa - Link

forse una buona opportunità per tutto il territorio, visto che hanno speso tanti soldi vorranno anche in qualche modo riprenderseli....dunque energia nuova...

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