La nuova Collection Louis Roederer è lo Champagne del futuro?

La nuova Collection Louis Roederer è lo Champagne del futuro?

di Andrea Gori

C’era una volta lo Champagne delle grandi maison senza altra specifica: nella maggior parte dei casi si trattava di un sano e robusto non millesimato, per la maggior parte realizzato con le ultime tre vendemmie e qualche ricetta segreta custodita gelosamente nei sotterranei della maison.

Per tutti è sempre stato “il base” da supermercato, termine orrendo e inappropriato perché non si è mai trattato di un prodotto di livello basso per lo meno nell’accezione comune del termine. Poi si è cominciato a dargli la giusta dignità quando maison come Jaquesson, Bruno Paillard e Krug hanno cominciato a dargli una numerazione progressiva, dando allo stesso tempo enfasi all’ultima delle vendemmie a costituire il blend ma soprattutto all’arte dell’assemblaggio delle cuvèe che, magicamente, da “base” e “sans année” sono diventate dei “multimillesimati”.

Da allora il panorama è cambiato come del resto cambia sempre in Champagne e oggi si arricchisce di un pezzo importante destinato a far evolvere il mercato verso direzioni sempre più premium. Se guardiamo la formula dietro il nuovo Brut Premiére di Roederer, che d’ora in poi si chiamerà Collection e avrà numerazione progressiva, non si può che rimanere sorpresi di fronte alla complessità del lavoro dietro queste bottiglie.

La “242” (numero che rappresenta il numero delle vendemmie realizzate dalla nascita della Maison Louis Roederer dal 1776) si compone infatti per il 34% di “resérve perpétuelle”, per un 10% di vini di riserva invecchiati in rovere delle annate 2009, 2011, 2013, 2014, 2015 e 2016 (che per il 30% hanno fatto malolattica), a completare un 56% di uve della vendemmia 2017: chardonnay, pinot nero e meunier della Valle della Marna in particolare.

La percentuale complessiva dei tre vitigni è 42% Chardonnay 36% Pinot Noir 22% Meunier. Le nuove aggiunte riflettono la volontà di sfruttare la maggiore maturità delle uve ma senza perdere la freschezza fondamentale per uno Champagne e l’uso di resérve perpétuelle mira proprio a questo.

Lo assaggiamo ancora prima di leggere tutto questo sopra e la percezione è proprio quello di un nuovo mondo, con pienissima giustificazione dell’epocale cambio di nome dell’etichetta.

Louis Roederer Champagne Collection 242 Reserve
Agrumi mediterranei si alternano ad un vena tropicale vibrante, ma sono davvero tanti gli strati olfattivi a comporre un mix conturbante in cui tutto si va a comporre in maniera precisa e affilata, pare si sia aggiunta davvero una nuova dimensione tra lieviti, spezia, legno appena accennato, essenza di teak e frassino, verbena, ostrica, umami marino, rabarbaro e menta.

Mirtilli, more e frutta di bosco emergono con la temperatura più alta , e in bocca si percepisce più volume, più carattere gourmandise, più energia e tutta questa impalcatura sembrerebbe fare un qualcosa di impegnativo e pesante invece è di una levità spaventosa, di una piacevolezza disarmante, compreso uno squillante finale citrino incalzante, dissetante e mentolato con alloro e tocchi mediterranei di ritorno che lo marcano a fondo. 93

Il nuovo Collection è un vino che ha potenza, stile e traccia solchi di acidità nel palato spaventosamente bene considerando il dosaggio importante (più basso di prima ma comunque di 8 gr/lt, a leggerlo molti si metterebbero in fuga) ma che serve bene a esaltare la materia incredibile che ha sotto.

La chiusura salina e iodata e l’incredibile purezza di frutto rendono l’eleganza del vino superiore al Brut Premiére del recente passato pur non rinnegandolo. Insieme alla gamma Camille di vini fermi, un grande punto di ripartenza nella ricerca del gusto del territorio da parte di Jean Baptiste Lecaillon che pare davvero mollato ogni freno nell’ottica di un rinnovamento dei vini della regione, un rinnovamento di impostazione quanto mai salvifico in questa duplice crisi di mercato e climatica.

Se il mercato pare essersi ripreso alla grande, dal punto di vista enologico sono ancora tante le sfide da vincere e l’impiego di più vini affinati a lungo e maggior malolattica in questo momento potrebbe essere una chiave di volta di tante cuvée.

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

3 Commenti

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Giuseppe

circa 3 mesi fa - Link

ciao Andrea, un dubbio sulla "resérve perpétuelle”, cioe` viene gestita proprio come un metodo solera o e` qualcosa di diverso? Quindi alla base si sommano: -vini di riserva di singole annate come consueto + -riserva perpetua che e` cmq composta da vini di vecchie annate solo che sostano insieme magari da anni Corretto? Il plus e` proprio dato da quest'ultimo contributo che, da quanto capisco, si fa sentire cosi` tanto? Saluti Giuseppe

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Andrea Gori

circa 3 mesi fa - Link

Dunque la reserve perpetuelle è una solera vera e propria istituita nel 2012 con le seguenti vendemmie : 2012, 2013, 2014, 2015, 2016. Da ora in avanti si presuppone che si aggiunga sempre un'annata diluendo le altre via via. Conta per un 34% sul totale e il fatto di averla e non averla è enorme e di certo è l'aggiunta che cambia di più il risultato finale insieme al dosaggio

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Giuseppe

circa 3 mesi fa - Link

Ti credo anche perche` l'hai assaggiato! Il mio scetticismo non era dovuto all'apporto della reserve perpetuelle in se ma in confronto all'apporto dei "singoli" vini di riserva. Esempio vino base + vini di riserva 2012, 2013, 2014, 2015, 2016 contro vino base + reserve perpetuelle composta da 2012, 2013, 2014, 2015, 2016 mi pare di capire che la differenza c'e` eccome corretto? Un altra domanda: visto che pero` i "singoli" vini di riserva continuano ad essere impiegati nella cuvée (sebbene per una frazione piccola) forniranno qualcosa che la reserve perpetuelle non riesce a dare, sei riuscito a farti un idea del "ruolo" dei due diversi contributi? Solo piccole curiosita` Grazie e buona giornata a tutti Giuseppe

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