Il Prunent, questo sconosciuto

Il Prunent, questo sconosciuto

di Giorgio Michieletto

Che cos’è davvero il Prunent della Val d’Ossola? Qual è la sua vera anima?

Lo diciamo subito: la risposta non c’è, ma abbiamo assaggiato tutti i prunent del mondo… e sono 6!

Per la prima volta insieme in occasione dell’ultima edizione di Taste Alto Piemonte (l’iniziativa del Consorzio Tutela nebbioli Alto Piemonte) i produttori che vinificano questo antico biotipo di nebbiolo (menzionato fin dal 1300) hanno proposto in degustazione le loro etichette: per ogni annata dovrebbero uscire, nel complesso, fra le 12 e le 15mila bottiglie.

Pochissime, ma abbastanza per far pensare a una nouvelle vague del prunent, di cui – a fine anni Sessanta – scriveva così Luigi Veronelli:

“Bel vino, perdio, rosso rubino; secco con piacevole fondo acidulo; grana fine e scorrevole; corpo lieve ma elegante… I vignaioli, incapaci di valorizzarlo – il vitigno richiede cure particolari, la produzione d’uva non è così abbondante, la vinificazione non ammette errori – si orientano su vitigni di altre qualità; al diavolo se si ottiene un vino inferiore. Hanno l’oro e lo gettano”.

Oggi i prunent forse stanno ancora cercando, anzi ri-cercando, una loro identità, ma testimoniano anche la grande voglia di fare e di far squadra che serpeggia in questa parte dell’Alto Piemonte. Alcuni sono più giocati sulla rusticità con acidità spinte e tannini ruspanti; mentre altri hanno un impatto di morbidezza e sembrano, almeno per ora, un po’ imprigionati nel legno.

Per tutti un affinamento in bottiglia sembra ancora necessario. Un vitigno antico, energie giovani in campo: il mix ha  potenziale, anche se nel bicchiere – per ora – il filo conduttore fra questi vini non è semplice trovarlo.

Valli Ossolane Nebbiolo Superiore Prunent Diecibrente 2016, Cantine Garrone
In degustazione (solo 660 bottiglie – dieci brente appunto – da un unico vigneto del 1920 a Pello di Trontano) sembra il vino meno rappresentativo dello stile della cantina: con le altre etichette (dal Munaloss, al Ca d’Mate, all’altro Prunent) Garrone presenta dei rossi di impronta montana con una esile eleganza rocciosa, mentre il Diecibrente appare un po’ più muscoloso e di struttura; di grande complessità. Il naso è un cesto di frutta scura, rose e viole appassite, un bel balsamico quasi di resina, tanta liquirizia, caffè e spezie dolci. In bocca è abbastanza morbido, con un ricordo di arancia amara e una persistenza infinita.

Valli Ossolane Nebbiolo Superiore Prünent 2018 Cà da L’Era:
Floreale ampio, non solo violetta; piccoli frutti rossi, un po’ acerbi. Lamponi, ribes rosso e liquirizia, sfumature vegetali e di pepe, anche bianco. In bocca ha una acidità importante, erbe aromatiche e un finale sulla china. Sicuramente in crescita in bottiglia.

Valli Ossolane Nebbiolo Superiore Stella Prünent 2019 Edoardo Patrone:
Va per una strada completamente diversa, già dal colore viola impenetrabile. Fragola, prugna, ciliegia matura; più fruttato che floreale, la spezia è sul chiodo di garofano e pepe nero in grani. Un bel succo, quasi vinoso. Tannini ovviamente ancora graffianti. Forse il sorso potrebbe essere più trascinante, ma non manca di carattere.

Valli Ossolane Nebbiolo Superiore Maria Rita Prünent 2017 ECA e Valli Ossolane Nebbiolo Superiore Prünent 2017 Villa Mercante
Forse anche per l’annata calda entrambi vini ancora da aspettare. L’impronta del legno li tiene un po’ imprigionati; di certo verrà smaltita col tempo. ECA ha una bella ciliegia quasi sotto spirito, amarena, prugna matura e pepato scuro.Villa Mercante, sempre sui frutti molto maturi, ma sembra più balsamico con un’interessante vena ematica; cannella, vaniglia e cacao.

Valli Ossolane Nebbiolo Superiore Prünent 2016 La Cantina di Tappia:
Impatto di morbidezza iniziale, ma frutti di bosco freschi e una bella sapidità che chiama il sorso. Rosa, ribes, grafite, muschio; molte spezie dolci. Sembra il più pronto sempre con un po’ di legno da “smaltire”.

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Giorgio Michieletto

Giornalista professionista: ieri cronaca nera, oggi rosa. Ieri, oggi e domani: rosso, bianco & co. Varesino di nascita e cuore, milanese d'adozione e testa. Sommelier Ais. Se c'è una storia la deve raccontare.

2 Commenti

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bt

circa 2 mesi fa - Link

ehhhh io l'ho bevuto quando c'era solo garrone a farlo! comprato a crodo, nella latteria, nel 2014.

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MAURIZIO

circa 2 mesi fa - Link

Il Nebbiolo è un vitigno di montagna. Anche se ha trovato altrove le sue espressioni più famose si sta ripigliando i suoi spazi nella basse valli delle Alpi. E il riscaldamento del clima agevola il percorso. Nei prossimi anni ne vedremo delle belle.

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