Francia: la conta dei disastrosi danni della gelata di Aprile

Francia: la conta dei disastrosi danni della gelata di Aprile

di Salvatore Agusta

Avete mai sentito parlare dello Schadenfreude?

Si tratta di un sentimento – o meglio – una sensazione mentale che determina contentezza personale nel vedere o semplicemente sapere delle sfortune altrui. Dunque la sfortuna altrui come fonte di soddisfazione personale. La parola, chiaramente tedesca, non ha una vera e propria traduzione letterale in italiano, pertanto va presa e riportata alla lettera.

Vi starete chiedendo il motivo di tale premessa; invero, la stessa servirà da monito per tutti i lettori; non lasciatevi trasportare dallo Schadenfreude durante la lettura di questo articolo, poiché la Francia,  sebbene in tema di vino sia un nostro acerrimo rivale, negli ultimi tempi se la sta passando veramente male.

A cosa mi riferisco?

Avete presente le tantissime foto che circa due settimane fa hanno tapezzato i social di tutti gli amanti e cultori del vino? Quelle intere distese di fiaccole e fuocherelli che alla notte decoravano, con tante lanterne, i viottoli dei filari di mezza Francia?

Uno spettacolo fiabesco che con la sua poesia ha nascosto ciò che è stata definita come una delle peggiori catastrofi negli ultimi 30 anni per la Francia del vino.

Secondo il Comitato europeo delle aziende vitvinicole, le gelate delle scorse settimane hanno colpito tutte le principali zone vinicole francesi, circa l’80% dei vigneti. Per meglio comprendere il danno causato, bisogna precisare che il gelo, a sua volta, era stato preceduto da temperature insolitamente calde.

Queste avevano accellerato notevolmente il ciclo vitale della vite, rendendo le piante più sensibili al freddo. Infatti, dati alla mano, la Francia, tra la fine di Marzo e l’inizio di Aprile, ha incontrato un calore quasi record poi seguito da una brutale gelata artica che ha colpito l’Europa centrale a partire dal fine settimana di Pasqua.

Pensate, per dare il senso dello sbalzo, le temperature nella regione dello Champagne sono passate da circa 26 gradi Celsius a circa -6, il tutto in meno di una settimana.

In una nota rilasciata a CNN Business, da cui prende spunto questo articolo, il portavoce del citato ente commenta così: “Le previsioni lasciano intendere una quasi certa perdita di rendimento che va dal 25% al 50% per le regioni più colpite”.

La presidentessa della AOC Cornas, Anne Colombo, ha rilasciato un comunicato stampa nel quale definiva le gelate di inizio Aprile come le peggiori in assoluto negli ultimi anni. La stessa ha aggiunto che tale situazione ha colpito, seppur in modo diverso, tutte le regioni, incluso Champagne.

Le note di sconforto si avvicendano da ogni lato.

Christophe Chateau, direttore della comunicazione del Bordeaux Wine Council commenta in questo modo:”una quota importante del raccolto è andata persa. È troppo presto per dare una stima percentuale; certamente è una tragedia per i viticoltori che sono stati colpiti”.

Secondo il primo ministro francese Jean Castex, le aziende agricole non hanno affrontato un evento meteorologico così devastante dal 1991. Il portavoce del governo Gabriel Attal ha detto mercoledì ai giornalisti che in alcune zone “quasi l’intera produzione annuale” di alcuni raccolti potrebbe essere persa.

Viene proprio da dire che in Francia piove sul bagnato, anzi gela.

Infatti, tale crisi arriva in un momento particolarmente difficile per i produttori francesi, che già stanno subendo perdite a causa dei blocchi legati al coronavirus; il crollo del turismo per via della pandemia e le tariffe statunitensi sono ancora minacce effettive.

Speriamo che tutto passi al più presto per loro.

avatar

Salvatore Agusta

Giramondo, Francia, Lituania e poi Argentina per finire oggi a New York. Laureato in legge, sono una sorta di “avvocato per hobby”, rappresento uno studio di diritto internazionale negli Stati Uniti. Poi, quello che prima era il vero hobby, è diventato un lavoro. Inizio come export manager più di 7 anni fa a Palermo con un’azienda vitivinicola, Marchesi de Gregorio; frequento corsi ONAV, Accademia del Vino di Milano e l’International Wine Center di New York dove passo il terzo livello del WSET. Ho coperto per un po’ più di un anno la figura di Italian Wine Specialist presso Acker Merrall & Condit. Attualmente ricopro la posizione di Wine Consultant presso Metrowine, una azienda francese in quel di New York. Avevano bisogno di un italiano ed io passavo giusto di là. Comunque sono astemio.

7 Commenti

avatar

vinogodi

circa 3 mesi fa - Link

...ho una sensazione , ma solo "a pelle" perchè il succedersi degli eventi saranno il vero giudice insindacabile ... dicevo : 2021 annata del secolo in Francia dal punto di vista qualitativo , con quantità risibili per causa meteorologica ma che con la bravura dei produttori , nell'interpretazione dell'annata , il poco prodotto di qualità eccezionale con conseguenti prezzi alle stelle del venduto data l'eccessiva richiesta rispetto alla disponibilità ...

Rispondi
avatar

SALVATORE AGUSTA

circa 3 mesi fa - Link

Allora, ad oggi molti produttori hanno comunicato in modo ufficiale ai loro importatori, un nuovo listino ex works , chiaramente al netto delle perdite dell'anno prossimo. Dunque, potenzialmente con il secondo batch di vini imbottigliati e relativi al 2020, cercheranno di coprire quello che mancherà nel 2021. In linea di massima, la Francia imbottiglia due volte l'anno, se consideri che a fine febbraio il governo americano ha stabilito una sospensione delle tariffe, immaginerai quanti vini sono arrivati in America. La cosa aveva un po' sfalsato il loro calendario e molti, per entrare senza rischi all'interno del periodo di sospensione, hanno fatto i salti mortali per inviare il più possibile. Ora, ironia della sorte, si mangiano le mani perché praticamente hanno svenduto i loro vini a prezzi ridicoli rispetto alle quotazioni di oggi. In un mio articolo precedente ho parlato anche di questo aspetto, quando analizzavo i rallentamenti logistici per mancanza di containers. A inizio 2021 si sono trovati con tantissimo vino sfuso, arriva la sospensione, subito iniziano i P.O. e chiaramente a quantità elevate, il prezzo scende per via dell'eccesso di prodotto e per i quantitativi ordinati. Riescono a rispondere in tempo a tutti e boom arriva la gelata che li schianta al suolo. Tutto il vino che era in eccesso non lo sarebbe stato più ma ormai è troppo tardi poiché gli ultimi transatlantici hanno lasciato Bordeaux a metà marzo. Il grosso dei problemi riguarda bianchi, rosati e sparkling. Già l'annata 2020 in Provence ha regalato qualità e quantità bassa, non oso immaginare cosa sarà il 2021.

Rispondi
avatar

AG

circa 3 mesi fa - Link

Sbaglio o da questa analisi si deduce che i PO per l'Italia sono stati ridotti e a prezzo unitario più basso?

Rispondi
avatar

SALVATORE AGUSTA

circa 3 mesi fa - Link

Intendi le esportazioni di vino italiano in USA? No, ordini costanti e prezzi costanti. Certamente meno pressione rispetto alla Francia, quindi nel breve periodo hanno privilegiato le importazioni francesi.

Rispondi
avatar

Paolo Cianferoni

circa 3 mesi fa - Link

Secondo me anche in Italia le cose non stanno molto bene dal punto di vista produttivo per le gelate. Devo dire che stranamente non c’è una grande comunicazione al riguardo, sicuramente più attendista rispetto ai francesi, perché davvero non è facile quantificare le perdite ad oggi, ma potrebbero essere severe in questo 2021 anche in Italia. Altra cosa è la qualità che sarà decisa a fine vendemmia.

Rispondi
avatar

AG

circa 3 mesi fa - Link

Caro Paolo, non più tardi di una settimana fa ho personalmente visto una vigna (tra l'altro in piena maturità) completamente azzerata dalla gelata tanto da compromettere non solo la vendemmia 21 ma da dare preoccupazione anche per la 22. Ad meliora

Rispondi
avatar

SALVATORE AGUSTA

circa 3 mesi fa - Link

Ho letto poco a tal riguardo nei giornali italiani. Queste info le avevo reperite più qui in America.

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.