Grande Année vs Dom Perignon 2004, Cervaro vs Trebbiano Valentini 1994 e Sassicaia 2009 per finire

di Alessandro Morichetti

Serata di fine anno tra compagni porthosiani con belle bottiglie volutamente pescate con un paio di annate in comune per fare confronti, chiacchierare e capire ma soprattutto godere. L’introduzione all’assaggio è stata sin troppo lunga.

Dom Perignon 2004 (12,5%)
Apre le danze confermandosi quel gran classicone che è. Champagne severo e impettito, austero. Potrei riscrivere riga per riga le note di qualche mese fa (“Paglierino, profuma di noci, frutta secca, crosta di pane e pesca gialla disidratata con polvere di caffè in chiusura. Nitidezza spaventosa e vai a capire come fanno. L’ingresso in bocca è altrettanto emblematico, sinuoso e calibrato. Perlage sottile e integrato, godibilissimo, cremoso. C’è succo, profumo di fresco, c’è tutto quello che rende lo Champagne di Maison così buono e unico, su tutti una armonia di gusto ammirevole. Equilibrio, tantissimo equilibrio. Non ci sono le ossidazioni, certe crudezze, le nocciolone tostate e deliziose à la Krug, frutti scarichi, tecnicismi e certi piattumi da metodo classico su base minus quam merdam. 94/100) ma con una aggiunta che ritocca il giudizio: per la mini-ciurma il vino è algido, ingessato, persistente eppur severo, sin troppo chirurgico. Lasciato nel bicchiere per ore rimane centrato sugli odori iniziali senza slanci ulteriori, quasi cristallizzato. Highlander ma non braveheart17/18

Bollinger Grand Année 2004 (12%)
Paglierino carico, quasi oro. Ventaglio aromatico diversissimo rispetto a Dom: pesca, albicocca e una nota fumé raccontano un gioco ossidativo cremoso e coinvolgente. Il vino suscita un entusiasmo crescente perché è più divertente, cambia nel bicchiere e coinvolge: prende di buccia d’uva, yogurt al caffè e nel finale vira su pasta di mandorle e cioccolato bianco e marzapane. Bocca tonica e rilassata, meno piccante, bollicina sottile e suggestione di minor gasatura. Si beve che è una meraviglia. Morirà molto probabilmente prima di Dom 2004. 18,5

A fine serata, tornando nei bicchieri di Champagne, ad un Dom Perignon assolutamente identico a se stesso, monolitico, si affianca una Grande Annéee multiforme, il cui racconto continua e coinvolge.

Trebbiano d’Abruzzo 1994, Valentini (12,0%)
Giallo oro pieno con una sottilissima ombra marroncina, quasi impercettibile. Naso multiforme, ampio e ammaliante: orzo, erbette, camomilla, delicatissimo, marino di acciuga, pomodoro verde. Stando nel bicchiere escono forti canapa e luppolo fresco, molto resistenti all’ossigeno. Dopo ore, è l’elemento erbaceo fresco a prendere la scena. Sì, “fresco”. In bocca torna il profilo salmastro, il vino è enerigico, quasi “cattivo” nel suo sviluppo severo e saldo, perfettamente integro e dinamico. 19

Cervaro della Sala 1994, Antinori (13%)
Giallo oro brillante. Profuma di confetto, quasi botrite, zafferano, poi vaniglia, legna e torba. Si assesta su toni dolci con fermezza, prendendo una piega quasi sciropposa che alla lunga annoia. In bocca il vino è ricco e di buona densità, voluttuoso, esprime una esecuzione impeccabile che però lascia freddi. I profumi si assestano su note dolci che rimangono a lungo. Vino “tosto”, integrissimo e destinato a durare. Può fare presa e piacere molto, a noi è rimasto metà del liquido in bottiglia per un debito di articolazione e dinamismo. Il parallelo è stato didattico. 17

Sassicaia 2009 (14%)
Rubino scuro e compatto, impiega un attimo a trovare la quadratura nel bicchiere. Fin da subito si qualifica come un vino serio, non esibizionista. Smaltita l’intro vegetale e un chiaroscuro caffèlatte, escono mirtilli, fave tonka, polvere di cacao e legno di cedro molto gradevoli: naso in cui il legno è assai ben calibrato. Dopo ore nel bicchiere fa capolino un aroma di After Eight. In bocca il liquido è immediato e comunicativo, ha peso e dettaglio, tannini raffinati e il finale segnato da uno sbuffetto alcolico. 18

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

4 Commenti

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Tom

circa 7 anni fa - Link

Se questo è lo schieramento del "modesto" 30 dicembre, non oso immaginare cosa ti aspetta stasera! Beato te! Ancora tre ore di lavoro (sigh), poi anche io mi avventuro in qualche enoteca alla ricerca di un grande classicone per la serata ... giusto per soffrire un po', passo da Peck a dare un'occhiata ad irraggiungibili grandi formati che non potrò mai permettermi :p Auguri di buon anno in anticipo!

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Alessandro Morichetti

circa 7 anni fa - Link

Stasera con amici si berrà altro, come è giusto che sia nel cenone che fa rima con bordellone. Temerario a cercare il classicone all'ultimo in boutique, io preferisco sempre muovermi per tempo. Buon Anno!!

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Francesco

circa 7 anni fa - Link

ecco, le fave tonka mi mancavano...

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Emanuele Cattani

circa 7 anni fa - Link

hahaha, anche a me...

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