Vent’anni de I Veroni e trecento di Rùfina. Il Chianti che non ha paura del caldo

Vent’anni de I Veroni e trecento di Rùfina. Il Chianti che non ha paura del caldo

di Andrea Gori

Con l’understatement che gli compete e per cui è piuttosto famosa nel mondo del vino toscano, anche la Rùfina (anziché “Chianti Rùfina” come molti produttori preferiscono chiamarla) è arrivata al prestigioso traguardo dei 300 anni di storia. Risale infatti al 24 settembre 1716 la promulgazione del bando con cui Cosimo de’ Medici delimitava questa zona preappenninica (allora chiamata “Pomino”) assieme a Carmignano, Chianti Classico e Valdarno di Sopra come territori di pregio speciale per il vino: un’iniziativa obbligata in parte dalla volontà del principale partner economico di allora (l’Inghilterra), stanco di dover continuamente verificare l’effettiva provenienza delle botti dalla Rùfina e dagli altri territori vocati di Toscana.

A ribadire l’eccellenza di questo terroir all’estremo sud-sud est della città di Firenze, con una serie di colline e zone pedemontane che salgono fino all’Appennino, oggi ci sono diverse aziende che ne stanno facendo il cuore del loro lavoro dopo (troppi) anni di sudditanza verso denominazioni vicine e più commerciabili. Tra queste c’è sicuramente I Veroni di Lorenzo Mariani, avvocato fiorentino che comincia nel 1996 a lavorare con una certa continuità nell’azienda acquistata dal bisnonno materno nel 1897.

All’epoca non solo uva ma anche olio, foraggio, tabacco: i veroni erano tettoie sotto le quali si mettevano ad essiccare le foglie prima della lavorazione. La prima bottiglia risale al 1957 da vigneti promiscui di sangiovese, canaiolo e ovviamente uve bianche. La maggior parte dei vigneti vengono reimpiantati a partire dal 1967, compreso il vigneto da cui nasce nel 1996 la Riserva aziendale, il vigneto San Martino a Quona, 4,5 ettari sui 20 totali a vigneto, con esposizione sud-sud ovest, e una pendenza media del 20%. Con il tempo si sono diluite, e poi perse completamente dal 2006, le uve bianche e gli storici complementari del sangiovese, che oggi è presente (per gli amanti dei dettagli) con i cloni R24, R23, R6 VCR102 su portainnesto 103P e 110R allevati a cordone speronato. La vinificazione avviene (da sempre) in tini di cemento, e da qualche anno in troncoconici in legno da 25 hl. L’affinamento è (da sempre) in tonneau, ma nel tempo si sono introdotte anche barrique usate dove il vino rimane dai 16 ai 18 mesi sotto la supervisione di Andrea Paoletti entrato in cantina dalla vendemmia 2009.

Ecco l’assaggio delle annate scelte per festeggiare i vent’anni a I Veroni.

Chianti Rufina Riserva 1996
Vendemmia finita il 10 ottobre, annata piuttosto fresca e per niente memorabile in Toscana. Il vino però già dal colore è profondo e fresco, con note di fragole, origano, salvia, ribes rosso e lamponi con tocchi di balsamico che stuzzicano. Tannino ancora acceso, vino magro ma elegante e vivo, finale che si fa ben ricordare. 87

Chianti Rufina Riserva 1998
Vendemmia alla seconda metà settembre, annata calda e ricca per un vino che esce un po’ sottotono, note stanche di sottobosco e humus, menta e rosmarino ferroso. Bocca contratta, con corpo che non regge moltissimo ma belle note di tabacco, resine e canditi sul finale. 85

Chianti Rufina Riserva 2001
Grande annata ovunque in Toscana, e il vino mostra già dal naso complessità ed equilibrio: aromi freschi, floreali, speziati e dolci di frutta, fiori di campo, rosmarino, salvia e senape. Bocca integra, con tannino che scalcia e stuzzica, bel sorso e carnosità sorprendente per i suoi 15 anni. 90

Chianti Rufina Riserva 2004
Vendemmia leggermente ritardata ma notevole, con tanta produzione dopo gli anni magri 2002 e 2003: fatto poco diradamento, si cominciano ad usare più legni diversi e si avvertono tocchi di legno, ebanisteria e spezie, succo di ciliegia, bergamotto e rum. Bocca sapida, ferrosa, che esalta il floreale, allunga al palato e tiene molto bene anche se il tannino è leggermente più rigido rispetto alla 2001. 88

Chianti Rufina Riserva 2006
Vendemmia fino al 12 ottobre, grande annata ovunque in Toscana anche se calda: si comincia ad adoperare barrique usate in un mix particolare. Al naso ha già frutta rossa, dolcezza, poi pomodoro e pepe, tabasco e ribes, cappero, amarena e sandalo. La bocca è dolce e struggente, elegante ma anche polposa e sapida, ha integrità e sapore, tannino da vero 2006 toscano con rimandi ilcinesi. 92

Chianti Rufina Riserva 2007
Annata calda ma con maturazione regolare in zona. visciole, menta e ginepro, pepe e resina, freschezza e polpa. Bel ritmo al palato anche se con tanti muscoli e forza, ancora in prospettiva ed evoluzione, con tannino pulsante, ricco ma forse un po’ rigido e dolcezza nel finale, molto piacevole e molto diversa da altri 2007 toscani. 90

Chianti Rufina Riserva 2008
Vendemmia molto tarda iniziata a metà ottobre, uve maturate molto lentamente: polpa e frutto nitidi già dal naso, bocca sapida, fresca e che stupisce per integrità tra fragole e lamponi, viola mammola e ginepro, molto piacevole e lunga con tutti gli elementi al suo posto, e un tannino fine che regala davvero attimi di puro piacere. Un vino decisamente nel suo momento migliore. 93

Chianti Rufina Riserva 2009
Prima annata con Andrea Paoletti agronomo ed enologo, tanto caldo, vendemmia a inizio ottobre: fragole in confettura, viola, lamponi, tabacco e alloro. Tanta spinta al palato ma il tannino asciuga un poco, finale comunque ampio e balsamico per un vino che sconta un po’ di cottura degli aromi, e dolcezza residua. 89

Chianti Rufina Riserva 2011
Tanto caldo ad agosto e accumulo e maturazioni veloci, vendemmia anticipata: spezia e frutta esuberanti, viola, lamponi e lieve mirtillo. Tannino ancora in evoluzione ma niente male, fitto e martellante, la freschezza di Rùfina qui ha aiutato tanto. Finale con note balsamiche e ricchezza, floreale che torna a più riprese. 90

Chianti Rufina Riserva 2012
Vendemmia inizio ad ottobre ma l’annata è stata molto calda e con poche piogge: floreale e polpa, tanto frutto e menta, sensazioni di ricchezza e sale ma vino sottile e classico, dal tannino ricco, roccioso, con note agrumate rosse sul finale in bocca. Lunghezza e struttura non banali, da aspettare ma grande vino dall’equilibrio prezioso, asciutto e fine, Rùfina molto classica. 91+

Chianti Rufina Riserva 2013
Vendemmia ad inizio ottobre, prima annata in biologico certificato. Il naso è raffinatissimo, con spezie e fiori, viola e lavanda, tabacco dolce e alloro. Sorso piccante e caloroso senza slargarsi, divertente e bevibilissimo, ha tannino piacevole e ricco che darà tanta eleganza in prospettiva. 93+

Eleganza e armonia in divenire, e soprattutto una notevole progressione in positivo dal 1996 ad oggi, in un percorso di presa di coscienza delle possibilità del territorio e del sangiovese: questi i due aspetti principali che ci lasciamo dietro quando usciamo dalla degustazione. Senza troppi proclami, un vino che ha compiuto il suo percorso di maturazione e che è pronto a dimostrare, nei prossimi anni, di essere uno dei vini più affidabili del panorama toscano in generale e chiantigiano in particolare, soprattutto pensando che questa piccola meraviglia si trova sugli scaffali a poco più di 20 euro. Davvero niente male quanto ad understatement.

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

1 Commento

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Wine and Shop

circa 9 mesi fa - Link

Grazie per il bell'articolo! Un in bocca al lupo per il vostro vino e per il vostro lavoro, che sicuramente verrà riconosciuto! Saluti dallo staff di Wine and Shop. http://www.wineandshop.it/

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