Giuseppe Benanti, il patriarca dell’Etna

di Andrea Gori

La Cantina Benanti è una sorta di compendio della storia del vino etneo. Fin dai tempi dell’impero romano, quando la via magna portava il vino giù fino a Messina (unico porto fino alla costruzione di Riposto), a Serra della Contessa si produceva vino e nel corso dei secoli ci sono sempre state cantine, talvolta distrutte da terremoti ed eruzioni, ma sempre ricostruite fino all’attuale struttura con annesso palmento. Intorno ad esso si trovano i vigneti che Giuseppe Benanti che ha riunito da 18 proprietari diversi (più o meno tutti parenti).

Passeggiare tra le vigne con Benanti è un’esperienza scolastica: si assaggia l’uva dai ceppi di diverse età e diversi impianti, si toccano i grappoli e si scava con le mani la terra per comprenderne la tessitura. Si capisce anche perché qui nessuno si ponga il problema di che uva coltivare, come allevarla e perché: un vino davvero buono viene definito solo in un modo, ovvero, bello. Il Kalos kaiAgatos dei greci è attualizzato e reso vivo dal lavoro di tanti vignaioli e di qualche illuminato proprietario che ha saputo interpretare il genius loci di questo vulcano.

Ecco i nostri assaggi:

Pietramarina 2008
Vigneto dalle parti di Caselle Milo quasi a 900mt,  Carricante in purezza con quattro anni di affinamento, solo mosto fiore, niente macerazione bucce e lieviti autoctoni selezionati. Al naso si offre con profumi di fiore di pesco e glicine, tiglio, mandorle, iodio e sale, albicocca. La bocca è freschissima, sapida, croccante e agrumata. Fresco e intenso.  84

Pietramarina 2007
Dorato e pepato, sa di resina e fumé appena accennato, quasi d’incenso. Bocca dritta sapida e croccante di fungo e humus, poi escono la pesca gialla e il camemoro. finale ancora molto chiuso e asprigno. 85

Pietramarina 2003
Incredibilmente affumicato e mielato, pietra focaia, incenso e succo di mela, vulcanico a suo modo, profuma di capperi, pino e sottobosco. Bocca sapida e costante in cui torna il miele e il pepe nero, finale ricco, fresco e saporoso. 89

Pietramarina 1995 Etna bianco superiore
Diciassette anni splendidi, dorati e ricchissimi. Salta subito la ginestra e la macchia mediterranea, poi il ribes bianco, e una nota minerale profonda, affumicata. La bocca è ricca, fresca, lunghissima. Una sensazione di eternità lo sfiora e lascia traccia indelebile nel palato. 94

Etna Rosso Nerello Mascalese 2006
More di gelso, lamponi e ribes nero, scuro lavico e pepato, ma bocca tagliente e fresca, con una nota calda e ricca di frutta rossa, finale accattivante. 83

Benanti Sfuso 2010
Frutta di bosco, dolce mora e mirtillo ma freschissime, c’è una lieve nota vegetale ma la bocca ha un tannino vispo, succoso e croccante. Potrebbe essere un DOC Etna senza problemi ma esce ad 1 euro al litro: sfuso! 85

Esperimento Pinot Nero 2008
Prima l’Etna poi il resto. In effetti potrebbe essere benissimo Pinot nero ma prevale il vulcano, naso di bosco mirtillo e mora, bocca di corpo e succoso. Bel finale sapido e carnoso. 84

Rovittello Etna Rosso 2004
Vigneto a 650 metri slm, versante nord. Si vendemmia quasi a fine ottobre, senza raspi e senza schiacciare i vinaccioli, poi 20-24 giorni macerazione. profuma di ribes rosso e nero, alloro, menta e ginepro molto cupo e ombroso. Il palato è disteso, elegante e fruttato. Vino di carattere, sapidità e balsamicità profonda con finale quasi etereo. 93

Serra della Contessa 2004
Il naso è ricco caldo, di spezie orientali, anche floreale di giaggiolo e viola. La bocca è ricca, soffice, a tratti sapida di mandorla e cardamomo. Finale profondo e con nota rustica commovente e saporita. 89

Una degustazione interessante e profonda che conferma il grande  lavoro pioneristico svolto da Salvo Foti e Giuseppe Benanti. Certo negli ultimi anni l’asticella della qualità e i vini dei  tanti enologi-produttori-industriali arrivati sul vulcano con le migliori intenzioni, mostrano forse maggiore focus e più capacità di piacere agli enofili di tutto il mondo ma i vini di Benanti mantengono un carattere unico e armonico con il territorio che li culla, risultando sempre espressivi e autentici. Un patriarca e un illuminato che le nuove generazioni si debbono tenere ben stretto visto il grande lavoro da ambasciatore che Giuseppe continua a fare in tutto il mondo.

Azienda Vinicola Benanti
Via Garibaldi, 361 – Viagrande, Catania
www.vinicolabenanti.it 

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

5 Commenti

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lorenzo.eat

circa 7 anni fa - Link

Ho assaggiato in due diverse occasioni il Pietramarina 2007 e il Serra della Contessa 2000. Ammetto di essere forse un pò troppo legato al noioso discorso qualità/prezzo, ma - non solo per quello - li ho trovati, ciascuno a suo modo, due gioellini. Non ho idea se e quanto lo stiano facendo, ma l'etna enologico sarebbe davvero una risorsa da curare e su cui investire con coraggio a livello nazionale, se solo riuscissimo a pensare l'enogastronomia con un minimo di strategia collettiva..

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Gustavo

circa 7 anni fa - Link

Lorenzo, tenuto conto che il Pietramarina costa quasi trenta euro, se tiri in ballo l'argomento qualità/prezzo vuol dire che è il miglior bianco d'Italia..

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lorenzo.eat

circa 7 anni fa - Link

..in effetti pensavo al prezzo in cantina, in ogni caso, se non sbaglio, sono entrambi i top della linea ed entrambi sotto i 30 euro. Fatti due rapidi calcoli rispetto ai prezzi di mercato dei top italiani, non so se siano i migliori in Italia, ma li metterei tra quelli da tenere in alta considerazione. Naturalmente, c'entra molto in questo mio personalissimo giudizio l'ottimo ricordo che ho di quei due assaggi.. diciamo che farò la fatica di ri-assaggiare per ricredermi ;)

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Manilo

circa 7 anni fa - Link

Questa'anno assaggiato il Pietramarina, un gradino più basso degli anni passati. Ho avuto occasione di scambiare due chiacchiere con il Cavalier Benanti, in riguardo alla doc Sicilia, un vero vignaiolo.

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Marilena Barbera

circa 7 anni fa - Link

Vini unici in territori unici. Se questo vale per l'Etna, ancora di più vale per la Sicilia, pensando alla DOC regionale. Stimo Giuseppe Benanti per il coraggio di dire queste cose, e di averle dette fin dal primo momento. La competizione qui non è tra chi produce a mare o in montagna, ma tra chi coltiva uva e, di conseguenza, produce vino e chi invece la materia prima la acquista in giro per l'isola, la assembla e la imbottiglia. Semplice.

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