Come passa il tempo quando ti diverti. Timelapse di sei giorni di fermentazione della birra Bigfoot

di Fiorenzo Sartore

Il birrificio americano Sierra Nevada ha immesso pochi giorni fa nel suo canale YouTube questo filmato timelapse, che in circa un minuto percorre i sei giorni di fermentazione (in contenitori aperti) della sua birra Bigfoot. I furibondi lieviti al lavoro, nella visione accelerata, preparano questa birra barleywine (traducibile con “vino d’orzo”), termine risalente che identifica le birre di una certa caratura alcolica, simile a quella del vino. E come un vino di qualità, la tipologia barleywine si presta ad affinare nel tempo. Beati i birrai, che in sei giorni ottengono il risultato.

[Via YouTube]

avatar

Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

45 Commenti

avatar

SR

circa 6 anni fa - Link

pochi giorni fa... facciamo pure due anni fa... vedasi data http://www.youtube.com/watch?v=2U5DWLFQYTM

Rispondi
avatar

Fiorenzo Sartore

circa 6 anni fa - Link

il filmato è arcaico ma la pubblicazione sul canale YT di Sierra Nevada è del 2 gennaio 2014.

Rispondi
avatar

nicola

circa 6 anni fa - Link

meraviglioso.

Rispondi
avatar

Andrea Gori

circa 6 anni fa - Link

6 giorni...è anche il tempo medio con cui chi produce birra vuole essere pagato. Son gente lesta loro!

Rispondi
avatar

Sir Panzy

circa 6 anni fa - Link

...e usano prodotti chippati fottutamente uguali cotta dopo cotta.... ma sui pagamenti siamo noi "vinosi" i coglioncelli della situazione :(

Rispondi
avatar

SR

circa 6 anni fa - Link

qualche nome?

Rispondi
avatar

Sir Panzy

circa 6 anni fa - Link

Falli tu, a me piace sparare nel mucchio e fare di tutta l'erba un grande Fascio ps: per me non è un colpa usare materie prime già lavorate e magari consegnate a casa in pacco anonimo.. per me è una grande - grandissima fortuna!! la bravura sta nella scelta e nel processo, ovvero il manico del birraio, cosa diametralmente opposta al vino dove il 95% della qualità si fa in vigna. Tutto qui. Magari potessi ordinare chips di Rabajà e di Cannubi e farmi le mie belle bottigliette nel sottoscala o nel brewpub ;)

Rispondi
avatar

SR

circa 6 anni fa - Link

io mi aspetto che uno che scrive "usano prodotti chippati fottutamente uguali cotta dopo cotta" almeno uno, ma dico uno solamente, di nome me lo sappia fare. altrimenti mi pare solo la rosicata di un produttore di vino verso la birra, un po' diffamatoria per giunta qua nel mondo della birra la visione del mondo è piuttosto agnostica, si cerca di valutare il prodotto senza pregiudizi, basta essere chiari e non chiamare le botti chips (leggi infatti aged on wood o simile, non barrel). d'altronde, grazie a dio, finora nessuna birra ha il costo di un Rabajà, sia fatta con i chips che con le botti, abbiamo meno pretese. non è necessario che tu mi dica che il vino costa di più perché e anche la birra è cara e blablabla, lo so già io di nomi con certezza potrei fartene uno solo, non molto difficile. sono probabilmente meno informato di te, che vuoi che ti dica. tutti quelli che conosco o ho visitato e fanno legno, non ci mettono certo 6 giorni a fare la birra e usano tutti barili. si arriva anche a tre anni in alcuni casi e cmq ti posso assicurare che i chips nella birra si usano eccome, avendomelo detto uno dei principali produtttori di chips francesi. presumo, da pochi produttori medio-grossi piuttosto che da tanti piccoli. personalmente penso che se l'intenzione del birraio è quella di usare il legno come ingrediente e non come contenitore di affinamento i chips (o le?) possano avere utilizzi interessanti. ho visto anche barricaie da 1000 barili di birra

avatar

Malticidio

circa 6 anni fa - Link

non è il caso della birra in questione , ma la capacità di cuocere sempre la stessa birra uguale , cotta dopo cotta, è una qualità del birraio e non un suo limite . riguardo ai pagamenti assolutamente d accordo . è una situazione grottesca , anche al netto dei costi ( omd cos' ho detto !) comincio a pensare che paragonare la birra al vino sia una battaglia persa già nei termini , l' aspetto che più accomuna le due cose è la modalità di assunzione e da qui la sovrapposizione ma un vino una ricetta non ce l 'ha .

Rispondi
avatar

SR

circa 6 anni fa - Link

io penso che accomunare il vino alla birra abbia lo stesso senso di accomunare il the al caffé

Rispondi
avatar

models_suck

circa 6 anni fa - Link

oggi al momento del conto al ristorante ho chiesto di pagare 60 gg fm ma senza successo

Rispondi
avatar

Fiorenzo Sartore

circa 6 anni fa - Link

ma anfatti; forse i produttori vinosi dovrebbero prendere esempio da quelli birrosi.

Rispondi
avatar

Andrea Gori

circa 6 anni fa - Link

per legge sei obbligato a pagare entro i 30 gg al ristorante...se vuoi ti faccio vedere i pagamenti arretrati nel 2008, alcuni saldi sono arrivati dopo 180gg...

Rispondi
avatar

Sir Panzy

circa 6 anni fa - Link

SR, scusa l'imprecisione ma io parlo di "prodotti chippati" intesi come pellets o come diavolo si chiamano... esempio degli esempi: il luppolo. Per tutto il resto ti lascio pensare quello che vuoi. Saluti

Rispondi
avatar

SR

circa 6 anni fa - Link

allora non hai la più pallida idea di ciò di cui stai parlando i prodotti "chippati" nella birra sono i pellets, e solo quelli. in che modo di grazia il fiore ridotto in pellets rende il prodotto "fottutamente uguali cotta dopo cotta"? è così difficile parlare solo delle cose di cui si ha un minimo sindacale di conoscenza?

Rispondi
avatar

Sir Panzy

circa 6 anni fa - Link

Bellissima questa!! Me la segno e la ri-uso citandoti

Rispondi
avatar

Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

Allora se non vi scannate prima magari ne parleremo davvero al pub quando lo sheriffo muove le chiappe. Nel mentre, riformulo la questione per capire anche io: è corretto ridurre il processo di produzione brassicola alla formula "ricetta + standardizzazione dei processi"? Per dire: in un mondo ideale, dato un impianto e data una ricetta perfetta avremo una birra "perfetta"? In altri termini: l'artigianale nella birra è industrializzabile? Questione uscita non più tardi di oggi nel post sugli assaggi: Sassicaia 250.000, Latour 150.000 (?), Roagna 1.200, Kurni 6.000. Questi numeri ci dicono qualcosa? Si. Ci dicono necessariamente qualcosa? Direi di no.

Rispondi
avatar

Malticidio

circa 6 anni fa - Link

In realtà stiamo parlando di una scena post industriale , ovvero di realtà che hanno artigianalizzato il processo industriale , la famosa reinassance della birra ( Kuaska ) . I numeri in questo caso sono la chiave necessaria per capire la differenza , perché la quantità delle bottiglie che hai citato deriva da una materia prima limitata, geograficamente e selettivamente dal produttore , sono paragonabili forse alle birre che usano prodotti stagionali ( anche cantillon stagionalizza il processo e non il prodotto ) ma nei casi rimanenti , ovvero il 90 % si usano materie prime stoccabili per le quali si preferisce ( per motivi a questo punto ovvi ) prediligere la costanza a scapito della tracciabilita geografica . Se vedo 500mila bott che escono con la dicitura coulee de serrant ( vino raro analogo al barbacarlo come situazione ) mi chiedo ma l uva da dove arriva ? Per cui i numeri sono importanti nel vino . O no ?

avatar

Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

Artigianalizzato l'industria è un modo più confortante per dire industrializzato l'artigianato ma il concetto mi sembra lo stesso. Si, i numeri sono importanti ma è pure evidente che puoi usare un metodo industriale anche con poche bottiglie o, al contrario, diversificare a bestia con tante. Però il rischio confusione c'è e una definizione univoca dei due processi forse non ci sarà mai.

avatar

Malticidio

circa 6 anni fa - Link

Scusa se insisto ma non sono d'accordo . La qualità con cui la birra artigianale si è imposta è direttamente collegato all applicazione di tecnologie industriali su scala micro ( in effetti qui da noi tutti i birrifici artigianali sono anche microbirrifici , ma altrove anche alcuni macro ) A riguardo : httpv://m.youtube.com/watch?v=FX8LWjBXIjE Sulla difficoltà di definire , potresti avere ragione , mi consola un po' ( ma è una magra consolazione ) che mi è più facile definire una birra artigianale piuttosto che un vino naturale ;)

avatar

SR

circa 6 anni fa - Link

secondo me questo è solo un lato della questione e la penso quasi all'opposto distinguiamo innanzitutto la tecnologia dalla pulizia. ovviamente consideriamo solo chi lavora bene e non esce con prodotti infetti, la pulizia non richiede grossi investimenti. la tecnologia nella birra è necessaria ma l'utilità marginale è decrescente. tradotto: dato uno standard minimo, sofisticazione successive migliorano ma non cambiano il mondo. spesso sono cose che riguardano la shelf life, il controllo del processo, la replicabilità e l'affidabilità, tutte cose importantissime, ma per fare una buona birra non è necessario investire 100 mln di euro poi vanno distinti gli stili. su alcuni la tecnologia è molto importante, lager, ale non rifermentate, su altri come ad esempio tanti stili del Belgio un po' meno, perché il prodotto è meno "vulnerabile". non si spiegherebbe altrimenti come certi vetusti birrifici del Belgio sfornino ale che in USA si sognano. prendi De Dolle: ti assicuro che su certe cose mette i brividi, e infatti a volte esce con birre problematiche, ma quando sono a posto non ce n'è per nessuno, tecnologia o meno altro esempio. ho conosciuto in USA il nuovo birraio di Pizza Port Carlsbad successore di Jeff Bagby. birrificio pluripremiato famoso per le sue AIPA da paura mi aspettavo qualcosa di piuttosto moderno... sono rimasto basito dal livello di manualità e approssimazione dell'impianto, eppure le birre... spaccano. ed è uno stile in cui la tecnologia dice la sua sicuramente se un'industria volesse realizzare birre buonissime ci riuscirebbe, e con meno fatica (ma costano e non piacciono a tutti). probabilmente il miglior birraio del mondo con la migliore tecnologia del mondo potrebbe migliorare le sue birre e produrre la migliore del mondo ma forse no. è quello il bello

avatar

SR

circa 6 anni fa - Link

Sir Panzy mi segno anche io la tua se me lo concedi Mi pare un'ottima battuta da usare per svignarsela dopo aver rimediato una figura di palta parlando a vanvera di cose di cui non si sa un tubo

Rispondi
avatar

Sir Panzy

circa 6 anni fa - Link

segna e cita a manetta!! é un onore!! Vedi, non sarò l'eperto massimo della birra come te che nemmeno spiega ma da dell' ignorante e basta. ma ho talento per i commenti ;) almeno questo concedimelo..

Rispondi
avatar

SR

circa 6 anni fa - Link

@Sir Panzy guarda, sei pure simpatico, ma la dialettica non funziona così: sparo un minchiata -> mi cazziano -> eh ma io che ne so anzi è colpa tua che non mi hai spiegato io mica scrivo che tutti i vini in barrique sono tutti uguali per sapere cosa cambia dal pinot noir al merlot e tantomeno è colpa tua se esordisco in quel modo i fiori di luppolo si commercializzano in fiori e in in pellets (e anche in plug e in estratto). vantaggi della pellettizzazione: 1) riduzione di ingombro in birrificio, il luppolo andrebbe congelato o almeno refrigerato 2) minore rischio di ossidazione svantaggi: 1) possibilità di maggiori residui della pianta (rametti), specie nei T90 che sono quelli più commercializzati 2) trattamento meccanico "invasivo" e ossigenazione (forse anche lieve riscaldamento) fra le due forme ci sono differenze ovviamente, è da vedere se siano avvertibili da un palato pur allenato sempre e comunque (ho dei seri dubbi). sono differenze minime. il birrificio di cui si parla in questo articolo dichiara (e sono persone serie) di utilizzare SOLO fiori, in particolare nel "late hopping" e nell'utilizzo del Torpedo (ti tocca googlare) non c'è altra materiale pellettizzato nella produzione della birra ogni tipo di luppolo ha sentori diversi, a volte DRAMMATICAMENTE diversi. lo stesso tipo di luppolo coltivato in nazioni e regioni diverse dona leggere differenze: es. in UK fanno il concorso nazionale per il migliore EK Goldings fra le varie fattorie, es. lo Styrian Goldings altro non è che il Fuggle inglese portato nelle Stirie. diversi raccolti dello stesso luppolo in annate diverse danno risultati diversi, in termini di aroma, intensità, alfa acidi. es. quest'anno in Europa continentale è stata un'annata pessima per il luppolo, ci si attende circa il 20% in meno di raccolto, meno qualità, meno alfa acidi, prezzi più alti. molti birrai hanno fatto scorta di quel che restava del 2012 ovviamente il luppolo non è un frutto, non è uva, non ha le stesse drammatiche differenze. ma cambia ergo "usano prodotti chippati fottutamente uguali cotta dopo cotta" è una stronzata colossale, peraltro fra le migliori lette in tanti anni @Morichetti Malticidio ha detto la parola magica: la birra è una RICETTA. la fondamentale differenza col vino è tutta lì la birra buona è assolutamente industrializzabile nella maggior parte degli stili, nel processo, non nella massimizzazione utili ovviamente. non esistono verità assolute, ma nella birra l'uniformità di prodotto è generalmente considerata un valore. io consumatore se ordino la birra ABC mi aspetto quella che conosco, non una roba totalmente diversa magari non mi aspetto una fotocopia, perché è un prodotto artigianale. ma se è una fotocopia e buona va bene uguale. per dire, se l'ultima volta che ho bevuto la birra XYZ (cito un caso reale) era piena di Styrian G e un tocco di Cascade e stavolta è un vagone di Simcoe (roba completamente differente) non la prendo benissimo esiste cmq la possibilità di comunicare le variazioni, magari non drastiche. almeno saperlo. generalmente le birre, nella loro vita iniziale, cambiano e si affinano, proprio perché sono ricette, al pari di fornai e chef. può capitare che si adeguino a particolari condizioni (tipo finisce un luppolo), che non è bellissimo. a volte i cambiamenti sono minimi e percepibili solo da pochi fedelissimi di quel prodotto, peraltro conosco un birraio per esempio che invece ritiene opportuno apportare in continuazione variazioni alla ricetta base di cotta in cotta restando fedele all'idea iniziale di birra proprio perché è un prodotto artigianale. non condivido ma accetto la costanza di ricetta è soprattutto elemento di trasparenza per il consumatore, soprattutto fra cotta e cotta, poi anche birre mitiche dopo tot anni hanno subito dei cambi. siccome poi spesso stiamo parlando di prodotti artigianale, a parità di ricetta e processo un piccolo birrificio anche bravo difficilmente produce qualcosa di assolutamente identico, per 1000 ragioni (al netto di nasi bacati, autosuggestione, lunghe o brutte conservazioni). sono differenze a volte paragonabili con le annate del vino per capirci ps: Moricchia, ma la mancata risposta su FB la devo interpretare come tante chiacchiere e poi manco un esperto di vino che mi sa dire in quanti giorni dall'inoculo del lievito un mostro di vino raggiunge il 90-95% di attenuazione totale degli zuccheri? annamo bene... @vinofili io non riuscirò mai a capire questa strisciante contrapposizione che il vinofilo fa sempre contro la birra. una volta la snobba, l'altra volta è più facile da fare, quest'altra tanto usano i pellets... io capisco Sir Panzy che avrà da difendere la sua bottega e magari gli sta sulle croste qualche birraio, capisco qualcun'altro che vivacchia ed è foraggiato dal mondo del vino, ma sentirlo a dall'appasionato puro... a me francamente pare di leggere dei fessi gente, siamo nel 2014, è tempo di aggiornarsi. io non ho MAI sentito un appassionato di birra snobbare il vino, parlarne male per partito preso senza saperne una mazza, difendere la sua passione come fosse una religione: mica siamo cretini. io conosco appassionati di birra con cantine piene di vini e di distillati, che si girano anche le manifestazioni vinicole, io ad una ho conosciuto pure l'autore di questo articolo (se ricordo bene) per dire. siamo gente a cui piace godere di tutto. invece il vinofilo no, a volte pare quasi un fondamentalista islamico... sappiate vi state perdendo un sacco di cose buone per snobberia gente... e che vino e birra fan due mestieri diversi, non me lo farò mai un litro di rosso seduto al bancone del bar a chiacchierare... di birra sempre... poi vedete voi... ps: salvo eccezioni, conosco squisite produttrici di vino molto interessate alla birra e che non vedono guerre dove non ce ne sono

Rispondi
avatar

Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

SR guarda che la guerra spesso ce l'hai tu negli occhi, non alcuni qui e di certo non io, ovviamente. E sebbene SirPanzy non sia un birrofilo il concetto che aveva espresso tu lo hai forzato senza prenderne la lettura più evidente e immediata, per quanto mi riguarda: così come, volendo, puoi fare un vino che tende ad essere sempre uguale, così puoi farlo con la birra, a maggior ragione laddove conveniamo sul termine "ricetta" che non a caso ho usato. Che poi il concetto sia stato espresso un po' fastidiosamente sono d'accordo con te. Ma io prenderei sempre con le pinze quello che dice chi non beve Cantillon, cioè parto dal presupposto che non capisce un cazzo di birra ma non per questo va abbandonato a se stesso :D :D. Poi facciamo così: nell'anno 2014 chiedere quanto tempo dura la fermentazione dopo l'inoculo è come dire LA barley wine. Il senso lo capisco bene e potrei rispondere ma la domanda è colpevolmente seppur volutamente posta male ;-).

Rispondi
avatar

SR

circa 6 anni fa - Link

dici? leggo Intravino solo quando si parla di birra (me le segnalano, sanno che sono un attaccabrighe) cioè non molto spesso. e non ci trovo chessò, visti con gli occhi di un vinofilo, un festival, un locale, una delle cose pop che trattate, cose che a me interesserebbero pure, ma un video di 2 anni fa (ok, io lo sapevo, voi no, niente di male) di Sierra Nevada in cui si vede il lavoro del lievito per chiosare (lo so che non c'è provocazione, ma è indicativo) beati i birrai che in 6 gg fanno tutto naturalmente un BW non fermenta il 6 giorni, forse se usi il Chico (il lievito di Sierra Nevada) a 30° ce la fai ma ottieni del gasolio. dopo un po' di travasa per finire la fermentazione e poi maturare più o meno tanto poi nei commenti vedo Gori che scrive "6 giorni…è anche il tempo medio con cui chi produce birra vuole essere pagato. Son gente lesta loro!" come se pretendere di essere pagati a pronti sia un reato. se non ti sta bene basta non comprarla, se alla cantine sta bene essere pagati a 90 gg buon per te poi ne leggo un'altro, che mi pare di capire sia un produttore di vino, che scrive "e usano prodotti chippati fottutamente uguali cotta dopo cotta", e devo sentirmi pure tu che mi dici che "ho forzato la lettura" (deh, ma mi prendi per scemo?) però hai sicuramente ragione tu, tutto nei miei occhi... Cantillon è un caso particolare, lo 0.000...01% di quello che si consuma nella birra. è sbagliato pensare che l'esperto quando descrive l'artigianato si riferisca a Cantillon, non c'entra un tubo, io ti ho parlato pensando alle piccole realtà italiana e a quelle più grandi americane e alle birre di consumo, compresi i colossi come Sierra Nevada (che nonostante le dimensioni fanno, bevute fresche là, birre da cinema) la domanda non ha nulla di colpevole e la risposta è semplice: *a parità di grado plato iniziale* e di temperatura di fermentazione, al netto delle differenze di ceppo di lievito inoculato è che nel mosto di vino sono presenti più zuccheri semplici (fruttosio), a parità di pitching, giorno più giorno meno ci mette lo stesso tempo a fermentare gli zuccheri. è sempre il buon vecchio saccaromices cervisiae, senza troppe prestidirigitazioni e menate

Rispondi
avatar

Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

Non capisco perché stigmatizzi i paragoni tra genesi di vino e birra se poi fai concludere tutto il ragionamento sul caro vecchio lievito. Mi sfugge poi cosa non ti sia chiaro nella frase "Il birrificio americano Sierra Nevada ha immesso pochi giorni fa nel suo canale YouTube questo filmato timelapse": era già nei commenti al video ma di ieri è il caricamento sul canale aziendale... E se una cosa è figa sinceramente non mi interessa una sega di quanto sia vecchia. Ho in bozza un post sui 10 migliori video senza tempo sul vino nell'epoca di YouTube, per dire. Quindi non ti prendo per scemo, semplicemente rilevo che testi urtanti per te non lo sono per me sebbene io possa non condividerli nella forma o nella sostanza, proprio come te. Molti vinofili snobbano la birra? Si, concordo, e fanno male.

Rispondi
avatar

SR

circa 6 anni fa - Link

stigmatizzo per far capire che se vogliamo fare la battuta che in sei giorni (e non è vero) fermenta una Bigfoot, nello stesso tempo fermenta (e bada bene ho scritto fermenta, non matura affina o altro) anche un vino fatto in modo "tradizionale", coeteris paribus mi sfugge l'utilità di postare un video di due anni fa pubblicandolo come se fosse di ieri (perché, sempre se non vuoi darmi dello scemo, era quello il messaggio). ma non farmi fare questa polemica sciocca. se hai bisogno di qualche altro youtube birrario vintage ad effetto basta che mi mandi una email o usi google. lo so, ci è cascato anche Turco con Cronache, ego te absolvo quelli non sono testi urtanti, quelle sono cazzate belle e buone. a me è chiara la differenza, tu hai bisogno per caso di un ripasso di analisi del periodo? (solo per mostrarti la differenza su un testo urtante e una cazzata) sull'ultima, vieni tu dalle mie parti piuttosto

Rispondi
avatar

Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

L'utilità è che non tutto il mondo lo ha visto e magari qualcuno lo trova interessante, visto che NESSUNO ha scritto che il video E' di ieri, sai leggere? Leggi allora ;-). Quindi se prima ti sfuggiva l'utilità almeno ora sai quale può esser stata per noi. E se non la trovi utile, sticazzi. Visto però che insisti sui 6 giorni, come se per fare vino o birra serva giusto il tempo della fermentazione, ti chiedo: di quanti giorni hai bisogno tra quando decidi quale ricetta fare e quando la birra esce sul mercato nel minor tempo possibile? Perché l'uva non si stocca, e se uno parla di "tempo" breve di produzione si riferisce in massima parte a quell'aspetto, secondo me, perché la birra è meno legata al territorio e alla stagionalità.

Rispondi
avatar

SR

circa 6 anni fa - Link

delle tre, l'una: 1) (e bada bene ho scritto fermenta, non matura affina o altro) hai qualche problema genetico che ti impedisce di leggere all'interno delle parentesi 2) stai ancora cercando di prendermi per uno sciemo, e dubito ci riuscirai 3) hai adottato lo stile retorico di Gasparri ieri sera su Rai3 io voto 3)

avatar

Sir Panzy

circa 6 anni fa - Link

@SR: ringrazia che sono un Sire, se no sai che bella cavalcata sui tuoi insulti... vabbè, se avrò la (s)fortuna di incontrarti de visu ricambierò la gradita lezione di vita che "nostrosignore delle birre" mi ha gentilmente offerto... Peccato, peccato e peccato!! Ci sarebbe da fare una bella discussione sul pellet. Arricchente per tutti e due. Perchè è chiaro che una materia prima già lavorata da terzi è più conveniente e bla bla ma soprattutto è più "uniforme" rispetto ad un fiore o ad un frutto da un campo. Esattamente come ben scrivi tu sopra. Per quello ti dicevo che anche io vorrei avere dei pellet in cella frigo di Rabajà o Cannubi. Ma a ragionar con te si perde solo tempo. Vedi la guerra tra vino e birra la dove proprio non c'è, e soprattutto insulti. Peccato, me ne faro' una ragione. Saluti, anzi, amen.

Rispondi
avatar

SR

circa 6 anni fa - Link

grazie

Rispondi
avatar

Nic Marsél

circa 6 anni fa - Link

Io sta "birra da cinema" l'ho bevuta una volta sola (la Pale Ale), e l'ho trovata buonissima accidenti. Diavolo di americani, diavolo d'industria. Fossero tutti di questo livello i prodotti dei microbirrifici "artigianali" nostrani...

Rispondi
avatar

SR

circa 6 anni fa - Link

Sierra Nevada sono enormi, e sono bravissimi in Europa capita di berle spompe (quelle molto luppolate) perché magari sono in giro da parecchio e/o conservate male. c'è poi anche la leggende che ho sentito che dire che per il mercato europeo pastorizzino e per quello USA no, non ho idea se sia verità o fregnaccia bevute là ne trovi molte altre, e per la mia esperienza non sono mai meno che molto buone

Rispondi
avatar

Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

Nel rapporto volume di bottiglie/bontà c'è qualcosa di comparabile più vicino a casa nostra?

Rispondi
avatar

SR

circa 6 anni fa - Link

Brewfist si ispira dichiaratamente a Sierra Nevada, ne richiama il modello, per essere un italiano è grossino, e fa buone birre. certo SN sta ancora avanti preso nel complesso Ducato si è ingrandito e sta per ingrandirsi ulteriormente e fa ottime birre SN cmq è MOLTO grosso, mi pare che sia il 5° produttore USA. sono ben altri volumi

Rispondi
avatar

Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

Ordine di grandezza Sierra Nevada - Baladin - Brewfist?

avatar

Nic Marsél

circa 6 anni fa - Link

Ricordavo con gran piacere la Spaceman ma a S.Stefano (a fine pranzo per sciaquarmi le budella) mi è parsa un pò troppo amara.

avatar

SR

circa 6 anni fa - Link

non la trovo più spesso come prima ma anche io in passato, bevendola di frequente, trovavo qualche variazione (anche cromatica a volte) occhio però che qualche volta può essere autosuggestione. amara è amara da sempre, poi può pure essere che una cotta ti arrivi un pelo sotto di plato finale per dire, su questo non ho conoscenza diretta, ma se fossi un megabirrificio io blenderei le cotte per avere maggiore costanza... alcuni industriali, a quanto so, fanno solo due birre e le miscelano aggiungendo diverse quantità di estratto di luppolo per creare tutta la gamma... ovviamente questa è una cosa diversa

avatar

Nic Marsél

circa 6 anni fa - Link

Sciacquarmi ... ;-)

avatar

Nic Marsél

circa 6 anni fa - Link

Più facile fosse il mio palato asfaltato dalla maratona natalizia :-) La riprovo tra qualche giorno ...

avatar

SR

circa 6 anni fa - Link

SN oltre il milione di hl annui i più grandi italiani (pochi) stanno circa a 10k hl

Rispondi
avatar

Malticidio

circa 6 anni fa - Link

D'altronde solo 25 birrifici su 5XX italiani ( mentre scrivo stanno aumentando ) superano i 1000 HL , e la maggior parte con impianti tra i 600 e 2000 litri !

Rispondi
avatar

BlogMaster

circa 6 anni fa - Link

La vera domanda é: è più buono il vino o la birra? Io ancora lo devo capire.

Rispondi
avatar

Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

"Non vi è strada che conduca alla felicità, la felicità è la strada" (Gandhi)

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.