Vinitaly 2010 | La signora delle veline

di Antonio Tomacelli

Il videomessaggio di Elene Amadini, brand manager del Vinitaly, è chiaro: finchè ci sarà l’ordine dei giornalisti i blogger non saranno presi in considerazione. Ecco il motivo per cui la gentile brand manager si è alzata scappando via dal convegno sulla responsabilità dei blogger subito dopo l’introduzione: a lei, signora di charme, di internet non frega nulla. Meglio i giornalisti che copiaincollano fedelmente le sue veline, vero signora? [Videomessaggio raccolto da Francesca Ciancio]


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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

16 Commenti

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Mauro Mattei

circa 11 anni fa - Link

adesso finalmente ho capito cos'era sta "sensazione di garanzia" che provavo vedendo in Tv determinati Telegiornali :-D

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stefano bonilli

circa 11 anni fa - Link

Siete invidiosi, vi piacerebbe essere giornalisti, avere il tesserino amaranto, prendere i comunicati stampa e copiarli pari pari e possibilmente avere l'albergo pagato dalla fiera. Beh, scordatevelo :-))

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Mauro Mattei

circa 11 anni fa - Link

ma vogliamo paragonare la "Libertà" ai benefit? :-)

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fulvio

circa 11 anni fa - Link

beh se la mettiamo sull'invidia bisogna dire che i giornalisti sono invidiosi dei borghesi. quelli che i conti degli hotel li pagano di tasca propria.

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Luca Cravanzola

circa 11 anni fa - Link

Avete capito? Non siete giornalisti... Anche se scrivete più di ogni altro giornale stampato e avete una sfilza di lettori attivi (gente che vi legge e che interagisce con i commenti e non fantomatiche copie vendute...cioè sparse gratuitamente per il vinitaly o sugli aerei o negli stadi) NON siete giornalisti..... Non fate parte di quell'ordine creato ad hoc dal caro Benito Mussolini per controllare la libertà di stampa... Siete incontrollabili e diversi e per questo vi odiamo!!! ;-)

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Jacopo Cossater

circa 11 anni fa - Link

"Chi fa il blog per noi non è ancora un giornalista". ..ce ne faremo una ragione, non si preoccupi.

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Andrea Gori

circa 11 anni fa - Link

ma scusate se diventiamo tutti giornalisti non ci possono più pagare fior di quattrini per raccontare i vini al vinitaly! io sinceramente preferisco rimanere blogger

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Andrea Pagliantini

circa 11 anni fa - Link

@ Andrea Anche fare il prete, il sacrestano ed il campanaro allo stesso tempo non è che sia uguale a copiare le veline degli uffici stampa?

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Alfonso Cevola

circa 11 anni fa - Link

Just like they use to tell Leonardo da Vinci. We've been hearing this for centuries. Small vision. Inside a tiny little box. Very amusing! But the times they are a changing' http://www.youtube.com/watch?v=01r_ftIzEIU

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filippo

circa 11 anni fa - Link

Chi fa informazione su Internet, blogger o altro, e vuole fruire dei servizi messi a disposizione per i giornalisti, si iscriva all’Ordine, come pubblicista o professionista. Non è corporativismo. Queste sono le regole. E le regole sono alla base della convivenza civile. Elene Amadini, brand manager del Vinitaly, non ha detto che i blogger non entrano in sala stampa, ma che l’ingresso era riservato agli iscritti all’Odg, blogger o no. Sono d’accordo. I servizi per i giornalisti vanno usati da chi lo è, così come quelli per gli standisti. Nessun attacco, quindi secondo me, alla libertà dell’informazione bloggatara a favore dei media tradizionali tacciati, forse un po’ ingenerosamente di copiaincollismo e marchettismo. C’è stata solo l’affermazione di una regola, secondo me giusta. Certo non è un tesserino, verde o amaranto, a fare l’informazione. Ma la qualità dell’informazione sì. Oggi tutti possono comunicare e i professionisti non possono credere di avere l’esclusiva i questo senso, tuttavia ci deve essere il riconoscimento di una professionalità che altrimenti sarebbe svilita, più di quanto non lo sia già per questioni interne ed esterne all’Odg. Non è difesa di posizione acquisite, lo dico da “solista”, giornalista professionista iscritto all'Ordine, non coperto da alcun contratto e benefit di grande testata che se va al Vinitaly, o in qualsiasi altra manifestazione, ci va a spese proprie, esattamente come un blogger che fa comunicazione sul web ma non ha la qualifica, per sua scelta immagino, giornalista.

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MAurizio

circa 11 anni fa - Link

Concordo. E' una questione di professionalità e di ordine. Una volta all'Università c'erano le libere docenze (una sorta di "professorato" ad honorem conferito a cultori della materia). Il libero docente poteva essere un esperto finchè vi pare e magari saperne anche di più sulla materia, specie dal lato pratico, ma non era un professore universitario a tutti gli effetti e non ne aveva i privilegi. Rivoltiamo la questione. Cosa identificherebbe il blogger "di qualità" da quello che si improvvisa "esperto" di qualcosa ? Nello specifico l'accesso alla sala stampa poteva essere "garantito" a qualunque pinco pallino con uno straccio di sito internet ? O si ipotizza un'ordine dei bloggers che qualifichi i bloggers di serie A dagli altri ? Se la sala stampa fosse stata affollata da 1000 persone sarebbe stata utile a qualcosa ?

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Alessandra Rossi

circa 11 anni fa - Link

Macché etica! Gente, qui è solo questione di €, leggi raccolta pubblicitaria. Un po' come le "guerre di pace" che vengono fatte solo dove c'è il petrolio. Gli altri (vedi Jugoslavia) si ammazzino pure, anche vicino casa nostra. Il primo scontro web vs ordine dei giornalisti è di 10 anni fa: all'avvento del nuovo millennio ci fu il tentativo di obbligare i portali di informazione ad essere registrati come ordani di stampa con tanto di direttore giornalista iscritto all'ordine. A questa proposta rispondemmo con una megaraccolta di firme che fecero cadere la proposta di legge. I giornalisti avevano paura e facevano bene: oggi la carta stampata vede un declino di introiti pubblicitari pari circa al 30% in favore della costante crescita dell'adv online. Non secondaria inoltre è la paura che hanno gli editori dell'informazione incontrollabile. Dopo i capitali spesi per forgiare immagini ed opinioni (utilizzabili nel libero mercato della politica), non gli va giù che un bischero qualsiasi apra uno spazio su Internet, si trovi un pubblico e magari pure degli inserzionisti. Ovvia! Saluti maremmani, Ale

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Slawka G. Scarso

circa 11 anni fa - Link

Sottoscrivo quanto detto da Jacopo: non siamo giornalisti? beh, ce ne faremo una ragione. Riguardo al dotarsi di un tesserino, vorrei ricordare a Filippo che non è cosa poi così scontata: quando scrivevo per la carta stampata, trattandosi di pubblicazioni mensili o bimestrali del vino non sono comunque riuscita a raccogliere i 70 articoli o quanti sono che bisognerebbe pubblicare nell'arco di due anni. O forse dovrei rivolgermi a quelle fantomatiche redazioni registrate regolarmente al tribunale che ti promettono che i tuoi articoli verranno conteggiati per il tesserino ma poi i contributi te li paghi da solo? ;) Detto ciò, non mi sento giornalista né aspirante tale, mi sento scrittrice e non ci tengo ad andare a sgomitare in sala stampa per avere un paninetto gratis durante il Vinitaly (oh, è una battuta, eh!), però magari sarebbe il caso di cominciare a tener conto del fatto che esiste una nuova figura nel mondo della comunicazione del vino. Ecco, io ad esempio mi accontenterei di una stanzetta con wifi funzionante, solo per blogger. non serve neppure il buffet ;) Il criterio di ammissione? Si scelgano i blog in base alla data di nascita e alla frequenza dei post. Quanto all'ingresso, come detto dalla brand manager del Vinitaly, "al Vinitaly entrano tutti", e questa di tutte è l'affermazione che più mi scandalizza, soprattutto detta da una brand manager. Già, entrano proprio tutti, ce ne accorgiamo ogni anno a chiusura di fiera il sabato e la domenica quando tocca fare lo slalom dell'ubriaco.

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Giu

circa 11 anni fa - Link

Bello il "chi fa il blog, per noi non è ancora un giornalista". Ora provate a ripetere con me: "chi fa il giornalista non sa ancora tenere un blog".

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