di | mar 13 apr 2010 ore 15:09
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tempo perso

Angelo Gaja e il convegno delle beffe

Modesta proposta di fine Vinitaly: stabiliamo una moratoria di trent’anni dei convegni sul tema “vino e web”? L’ultimo della serie – “Vino, web e social network: responsabilità e opportunità” - è stato utile come guardare i passeri che becchettano sui prati, per dire. Organizzato dalla rivista Euposia vedeva fra i relatori il suo direttore, il prode Beppe Giuliano che, dopo averci deliziato per due ore con gnagnismi del tipo “veridicità delle fonti” e “responsabilità dei blogger”, ha passato la parola a Gianluca Amadori, fulgido esempio di presidente dell’ordine giornalisti del Veneto.

Cosa ha detto Amadori? Niente, nulla, ma lo ha detto per mezz’ora circa. Finito il convegno che ha fatto il prode Giuliano? È corso alla redazione del settimanale l’Adige di cui è direttore (e sono due) e con un pericolosissimo triplo salto carpiato ha pubblicato un articolo da manuale. Il capolavoro enogiornalistico lo trovate qui, ed è completo della classica figura di palta del “giornalista-iscritto-all’albo-senza-esperienze-web“. Giuliano infatti, si guarda bene dal relazionare sul nulla durato due ore ma ci tiene a ricordarci la lista dei relatori tra i quali figura anche Angelo Gaja. Che, sia chiaro, al convegno NON si è fatto proprio vedere!

Al Vinitaly, al direttore di Euposia e a quello dell’Adige, Beppe Giuliano (sempre lui è), vadano i sensi della nostra più totale disistima, e che dio mi fulmini se torno a sentir chiacchiere su vino e web: piuttosto vado a becchettare con i passeri.

[Foto: G. Nadali]

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40 commenti a Angelo Gaja e il convegno delle beffe

  1. avatar Francesco Annibali

    No, non sono d’accordo Tomacelli. Questi convegni SERVONO. A far guadagnare chi li organizza e ci va a relazionare.

    Così come i corsi di formazione, i Master, quella portata per il culo da oro olimpico della Siss, eccetera.

    Buaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa :) )))))))))))))))

  2. Domenica mattina ero a casa, a pulire la stufa, per doveri familiari. L’ho fatto però mal volentieri, perché mi sarebbe piaciuto molto andare al convegno di Vinitaly, per due motivi: il primo è che di Beppe Giuliano ho stima, il secondo è che l’iniziativa mi sembrava andare nella giusta direzione di rottura dell’autocelebrazione e dell’autorenzialità del web.
    Fuori dai denti: io Beppe lo conosco da tempo, inutile nasconderlo, da quando sono entrato in punta di piedi in questo mondo. E per me è uno dei pochi giornalisti che cercano di trovare un punto di contatto con i blogger, tanto da affermare, in una sua lettera aperta a InternetGourmet, parlando di rapporti fra giornalisti e blogger: “Tornando a noi: non c’è contrapposizione, sono soltanto più lati di un poligono che possono essere collegati. Il poligono è il perimetro della comune competenza e passione e capacità di dare ai lettori valore aggiunto”. Trovatemi un altro giornalista, non blogger, che la pensi in questo modo (qui il testo completo http://www.internetgourmet.it/2010/02/non-per-amore-di-polemica-sulla.html).
    L’articolo sull’Adige a cui poi fai riferimento, Antonio, non è di Beppe, ma è la riproposizione di un comunicato stampa dell’ufficio stampa di Verona Fiere che è partito per errore a conclusione del convegno. L’errore è stato, semmai, quello di pubblicarlo senza verificarlo.
    Sull’utilità del convegno purtroppo non posso dire la mia, non avendo partecipato, ma l’idea di discutere di web tutti assieme lo vedo come un arricchimento per i giornisti, che un po’ si sono presi indietro, ma anche per noi che la rete la viviamo tutti i giorni.
    Post come questi, a mio modesto parere, servono solo per erigere nuove barricate che fanno del male a tutti.
    Ciao.davide

  3. Caro Tomacelli, il qui prode Giuliano nella sua carriera ha fatto ben di più di quanto afferma lei (se vuole confrontiamo i curricula), e dopo aver organizzato il convegno -- di cui non ero relatore ma moderatore -- non è corso alla redazione dell’Adige (giornale on line da diversi anni con buoni risultati in termini di lettori) ma ha semplicemente fatto altro. Sì, posseggo (non da solo) e dirigo ben due testate. Spero non sia una colpa. Trovo riduttivo il commento per Gianluca Amadori, anzi più che riduttivo ingrato: Amadori ha invece aperto molto al popolo del web. Il suo commento, caro Tomacelli, riporta indietro l’orologio di diverso tempo. Guardi che noi giornalisti (con tutti i nostri limiti ed errori) non abbiamo paura nè del web nè dei blogger. Il giorno che porteremo sul web i nostri archivi e le nostre competenze (fra cui quella di separare i fatti dalle opinioni che pure rispetto) il mercato avrà modo di decidere cosa apprezzare. Non volevo essere polemico, ma è stata la mia premessa al convegno: non si voleva dividere, ma casomai unire. Il suo intervento testimonia che non ho fatto abbastanza. E di questo, solo di questo, mi dolgo. Cordialmente

  4. Antonio, guardando la foto che illustra il tuo post mi viene da pensare che quel convegno di cui parli sia stato utile anche a qualcuno che le opportunità del rapporto su vino e Web, magari in un’ottica aziendale, sta provando, professionalmente, a sfruttarle…

  5. Sono l’autore della foto riportata nel post.
    Io penso che parlare delle opportunità offerte dal web sia sempre utile, in tutte le occasioni offerte.
    Anche se i destinatari del messaggio -- i produttori -- sono sempre pochi in queste occasioni, e si finisce per parlarne con i soliti amici.
    Per questo non capisco il tono di questo post. Ma tant’è.

    Un ultima cosa: certo Ziliani, lei vive d’aria e il denaro che lei guadagna profuma sempre di Chanel n.5. E ormai abbiamo capito: i suoi nemici (AIS, Slow Food, ecc.) non durano in eterno, per cui un giorno, forse, faremo business insieme… :-D

    • escludo che “faremo business insieme” Nadali. E non la considero un “nemico”. Io a differenza da lei ho scelto di fare il giornalista, che viene pagato per i suoi articoli e le sue collaborazioni, ed escludo, essendoci incompatibilità tra le due cose, di fare “business” con le aziende… Cosa che lei egregiamente prova a fare… cordialità :)

  6. Ho seguito tutto il convegno e sinceramente l’ho trovato interessante; forse non tutto, certo un po’ troppo lungo, però ho apprezzato alcuni interventi e alcuni spunti emersi durante il dibattito.
    Non mi sembra si siano affrontati solo temi banali e già sentiti e sono convinta che su questi argomenti ci sia ancora molto da dire.
    Quindi non capisco tanto questo post così gratuitamente polemico.
    A proposito non è che ultimamanente su Dissapore vi state un po’ “striscialanotiziando”?

    • Sai a cosa serve questo post, Lucia? Ad impedire curriculum errati. Nessuno in futuro potrà dire “ho organizzato un convegno con Angelo Gaja”….

      • Con tutto il rispetto per Angelo Gaja (unico relatore peraltro non di mia competenza) ti posso assicurare che mai avrei pensato di metterlo nel mio c.v. che ha già spessore di suo. E non da oggi. Tu non lo conosci, ma non è cosa grave. Un comunicato stampa pubblicato (per quanto con un errore) non cambia la realtà dell’inutile acidità del tuo commento. Basta fare una rassegna stampa sul web per vedere come quanti siti (e sì, anche blogger) ripetono all’infinito lo stesso comunicato stampa, a volte con gli stessi errori di ortografia…Ma dai! Guarda che noi giornalisti a voi blogger non chiediamo proprio nulla. Quel convegno voleva essere utile. Stai dimostrando, scusa, che dialogare con qualche blogger è forse inutile. Pazienza.

        • Per ora l’unica testimonianza di quanto è successo è qui, in questo post.

          Dimostrami che ho sbagliato e pubblica un articolo sul convegno: sarò lieto di pubblicarlo su Intravino. Con il tuo permesso, naturalmente.

          • Ok, non ti posso fare la cronaca intervento-per-intervento, ma ti posso fare un pezzo, questo sì. E’ vero, te ne do atto, che questo è il primo dialogo post-convegno: a maggior ragione, poteva nascere senza partire dalla polemica, non credi?

        • E sta’ a vedere che adesso è colpa del bloggarolo, se l’Adige riporta una notizia inesatta. Pubblicata peraltro alle 17:38:14, quindi circa sette ore dopo la fine del convegno, ma declinando i verbi al futuro (“se ne parlerà…”) eccetera. A proposito, quando la correggete, l’inesattezza, che è ancora online? Chissà poi chi è che ha pubblicato la notizia, chi sarà mai “RedazioneWeb”? Ah, l’anonimato in rete, che terribile spina nel fianco. [Questa era ironica, se non si fosse capita].

          Vabbe’, dai. Piuttosto, il convegno (e con questo risponderei pure a Lucia): sì, spiace dirlo, ma non ha aggiunto una virgola a certa fuffa normalmente sollevata da alcuni giornalisti sui “pericoli” ed i “rischi” della rete. Meno male che Filippo e Gianpiero (ai quali vanno i miei ringraziamenti) hanno segnalato quello che da oltre una decina d’anni è lo stato dell’arte riguardo i meccanismi di auto-equilibrio che si attivano, normalmente, nelle conversazioni in rete. Confermo, un’occasione persa, anche per il buzz ultra-tardivo sull’iniziativa (e dire che ci avevamo provato -- sigh), probabile causa della partecipazione scarsissima. Una conferenza che ha provocato qualche scoramento, pure, quando si è segnalata l’inesistenza di “un portale italiano sul vino”. Stavate scherzando, vero? ARGH, nel 2010 qualcuno usa ancora il termine “portale”.
          Dimentico qualcosa? Solo l’ottimo intervento di Lorenzo Biscontin, al quale rinnovo i miei complimenti. Per il resto, scusate, notte e nebbia.

  7. Scusate il disaccordo, io mi schiero con Tomacelli. Per ora dailla maggior parte dei produttori leggo fastidio e paura.
    La responsabilità dei Blogger? E allora, la responsabilità di chi fa dei Vini che non si bevono? Ma dai!!

  8. Caro Tomacelli, anzi, Antonio, mi permetti vero? visto che a questo Vinitaly ho avuto il piacere di conoscerti personalmente.
    Trovo il tuo commento un po’ troppo frettoloso (quello dell’ Adige è proprio il comunicato stampa che anche Intravino aveva ricevuto in precedenza, presumo). A parte l’ assenza di Gaja, l’eco del cui nome, per altro, non ha richiamato pubblico, penso che l’iniziativa promossa da Beppe Giuliano sia stata lodevole.
    Un confronto in cui forse non si è detto molto di nuovo, ma per lo meno si è provato a discutere di informazione, comunicazione, dei mondi non avversi -- si spera -- ma contingui, del giornalismo e della scrittura on-line relativamente al mondo del vino.
    Sono state dette anche cose che fanno ben sperare: la volontà dell’ ordine dei giornalisti del Veneto di considerare la qestione sotto il profilo normativo. L’ammissione della Dott.ssa Amadini di Ente Fiera che il loro è senz’altro un uso riduttivo del Web e delle sue potenzialità. Si sono lanciati segnali, insomma, il che a me pare positivo. Certo, la signora di cui sopra non ha partecipato al dibattito finale, in cui in abbiamo sottolineato, per esempio, che chiedere 140 € per una connessione wi fi non è esattamente essere al passo con i tempi. Se questo sia stato soltanto un convegno “alla moda” per l’Ente Fiera ce lo dirà il tempo.
    Approfitto di questa replica per ringraziare Lorenzo Biscontin di Santa Margherita per il suo puntuale ed interessante intervento. Sulla trasparenza e la respionsabilità di chi scrive on line ha parlato del “metterci la faccia”. Ecco io mi ci ritrovo e se anche da noi ci fosse un organismo di auto-garanzia come quello americano a cui accennava, sarei tra i promotori.
    Un caro saluto.

    • Quello di Biscontin, convengo con te, è stato l’unico lampo di luce nell’oscurità. Ha parlato di paura nei confronti della rete, se non sbaglio…

      P.s.: sulle vergogne dell’ente fiera forse riparleremo. Certo che andarsene dopo aver brevemente introdotto è stato un atto di maleducazione estrema.

  9. Qualcuno di voi sa dirmi a cosa sia servito quel convegno?
    Qui c’è un fatto solo: i giornalisti chiedono a noi blogger la verifica delle fonti e poi, invece della notizia, pubblicano un comunicato stampa. Beh, dopo due ore sul banco degli accusati con l’accusa di furto sulle spalle, scoprire che le mele le ha rubate il giudice è una grande soddisfazione!

    Per il resto rivoglio due ore di vita. Grazie

    P.s.: Mi sto adoperando per creare un portale del vino. Chi mi aiuta? :-)

    • Quanto ce se magna???

      p.s.
      l’espressione usata dall’autore è evidentemente sarcastica nel suo senso etimologico: dal greco “Sarkazo” = “Faccio a pezzi”. Con la succitata espressione l’autore intende lanciare, simbolicamente, un segnare di forte discontinuità rispetto ad un mondo -- quello della comunicazione enologica -- che sembra sempre più autoriferirsi, autoprocessarsi, autocondannarsi o autoassolversi. L’atteggiamento descritto nella frase rispecchia la delusione di un qulasiasi utente medio del prodotto enologico, il quale sospetta di non comprendere pienamente le ragioni di un costante atteggiamento di antagonismo tra chi di vino parla e scrive.
      Negando alla categoria dei “comunicatori” il profondo, intenso, sincero e disinteressato amore per il nettare di Bacco l’autore è costretto a rifugiarsi in un pensiero tanto sgradevole quanto plausibile: il mondo della comunicazione è un bel posto dove faticare poco e guadagnare, o avere la prospettiva di guadagnare, cifre molto interessanti. Partendo da tale (ERRONEO!!! ndr) presupposto, possedendo discrete competenze tecniche, l’autore si propone come collaboratore esclusivamente in quanto desideroso di guadagnar tanto e faticar poco. Inutile dire quanto il redattore si dissoci da siffatta, erronea, affermazione…

      p.s.2
      Antonio carissimo, tengo a precisare che questo intervento non è una risposta “ad personam”. Semplicemente, con ironia, hai posto una domanda che mi ha permesso di dare, con altrettanta ironia, una risposta “Urbi et Orbi”.
      sempre con stima

    • avatar VigneriManonPosso

      ad esempio a sapere che francesco zonin è uomo modesto: ha definito la Zonin una realtà piccola…

  10. Purtroppo non sono riuscito ad essere in fiera, domenica, per il convegno. Peccato.

    Peccato perchè tra due settimane all’interno del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia ci sarà un momento di incontro chiamato “Media 140 Food&Wine” che riprenderà alcune delle tematiche che sono state affrontate dai presenti (alcuni saranno anche in Umbria, tra l’altro). In particolare si cercherà di capire come il real-time web ed in generale i social network stiano cambiando il modo di vivere la rete per le aziende operanti nell’agroalimentare. E come sopravviverne, ovviamente.

    Avrei voluto essere presente anche per poter poi commentare qui. Trovo l’argomento particolarmente interessante, ed il fatto che l’ente fiera abbia sentito la necessità di organizzarlo così, in pochi giorni, dimostra una certa presa di coscienza del (non) lavoro fatto fino ad ora. Vedremo cosa faranno, adesso.

    Normalmente odio inserire link esterni all’interno di un commento, ma in questo particolare caso mi sembrava particolarmente in-topic.

    Grazie.

    • Presa di coscienza? L’hanno organizzato e ci hanno lasciato lì a discutere, come se a loro non importasse niente. Essì che parliamo della fiera più importante per il settore vinicolo.

      P.s.: a Perugia ci sarà una connessione, magari a 56k? Te lo chiedo perchè a Verona le chiavette erano off per il troppo traffico e la wifi costava quanto un mini appartamento. Tanto per dirti lo stato della “comunicazione” al Vinitaly :-)

  11. Sulla inutilità e sul sul flop assoluto di questo convegno devo convenire assolutamente con lei Tomacelli.
    Una occasione persa e mal gestita dai relatori tutti molti attenti a sfuggire fin dalle prime battute al ruolo che aveva assegnato loro l’incolpevole Giuliano.
    Salvo dei lampi di Filippo Ronco, unico uscito dai binari del “vogliamoci bene” e “ogni scarrafone è bello a mamma sua”, unico che si è cimentato in polemica con l’Ordine dei Giornalisti ed ha puntato il dito contro i professionisti del web e non come sempre i produttori, il resto è stata una noia mortale. Una noia non perchè siano state dette cose insulse, tutt’altro, ma perchè il 95% di esse non aveva nulla a che fare con il tema del convegno.
    Quando si organizza un convegno ci si da una traccia, si persegue un obiettivo, i relatori “a tema libero” mettono solo alla prova la pazienza e, soprattutto, non ci si lamenti poi se non si raggiunge alcun obiettivo.

    Mi permetto solo di apostrofare i commenti su questa pagina di alcuni che al convegno non c’erano proprio, in particolare il commento particolarmente fuori luogo ed inopportuno del Sig. Ziliani al quale ovviamente nulla sfugge anche quando non è presente: non so se urlare al miracolo o alla abitudine di certi giornalisti. In questo senso torniamo a certe riflessioni di Amadori di quella mattina che se aveva bisogno di una risposta l’ha trovata.

  12. Io al convegno c’ero, e mi da l’impressione che ci siamo parlati addosso. Mi sono chiesto, dov’erano i produttori? io ne ho contati 3, Bele Casel, Il Mosnel e Santa Margherita. A cosa serve fare dei convegni dove gli interessati non sanno nemmeno che cosa sia il web. A che serve fare un convegno sui SN a vinitaly quando lo stesso ente aborra la rete.
    Sono deluso perchè la colpa non è nè dei giornalisti, ne dei blogger. La colpa è nostra, si, di noi produttori.
    Se cominciassimo seriamente a lavorare sul web i giornali enogastronomici avrebbero poche settimane di vita e si spegnerebbe per sempre questa polemica che sinceramente mi ha stancato.
    Con affetto
    Luca

    • quando da piccolo produttore sei al vinitaly, caro luca, vedi solo tre cose questi cinque giorni: il tuo stand e una volta al giorno il baretto e la toilette.
      il vinitaly non è fatto per altre robe che non il contatto con il possibile cliente.
      convegni, dibatti? a dopo, almeno per noi.

      • io mi sono assentato dal mio stand 1 ora, sostituito da mio padre. Credo di non aver perso clienti od occasioni, anzi!

        • “…sostituito da mio padre.”
          io ero SOLO.

          • Si Armin, probabilmente nemmeno io avrei lasciato lo stand vuoto. E’ comunque un peccato vedere la sala vuota quando si parla di argomenti così importanti

  13. Luca hai ragione, sono ancora troppo poche le aziende vinicole che lavorano seriamente sul web e non capisco perchè; visto che è una comunicazione così efficace.

    Tornando al mio commento di ieri, vado OT ma ci terrei a dire una cosa ad Antonio e Fiorenzo e a tutti gli altri autori del network.
    Seguo Dissapore dal primo giorno, è la mia lettura del mattino, mentre bevo il caffè.
    Ho apprezzato tantissimo fin dai primi giorni la linea editoriale, la novità, lo stile; avete indubbiamente inventato qualcosa che non c’era e dato che vi ho visti nascere mi sento coinvolta, quasi una di voi.
    Ultimamente ho notato che qualcosa sta cambiando, mi sembra che vi stiate “striscialanotiziando”, che ricorriate sempre più alla polemica, al sensazionalismo per attirare l’attenzione e questo, a mio avviso, toglie il piacere della lettura.
    Un conto è affrontare un argomento con la vostra preparazione, con arguzia e sagacia ed aprire un dibattito; ben altro è sparare titoloni ad effetto e magari attaccare qualcuno o qualcosa per fare notizia. Forse è solo una mia impressione e mi potete smentire dimostrandomi che non è affatto così; non so cosa ne pensino gli altri lettori.
    Io non sono nessuno e non tocca a me giudicare né tantomeno dare consigli; il mio è un appello: non fate gli stessi errori dei media tradizionali (carta stampata e tv), il web dovrebbe proporre modelli di comunicazione diversi.
    Non avete bisogno di strillare le notizie o fomentare risse virtuali; vi si legge perché siete bravi.
    Scusate l’accorato appello e l’invadenza mista ad arroganza, ma ci tengo molto alla mia lettura del mattino.

    • … e noi teniamo alla nostra lettrice del mattino. Lucia, credimi se dico che leggere “avete inventato qualcosa che non c’era” inorgoglisce molti di noi. Ti assicuro che lavorare a distanza come facciamo quotidianamente porta con sé la difficoltà, talvolta, di raccordarci come vorremmo. Ad ogni modo, grazie.

      Postilla su questo post. Nasce provocatoriamente e si arricchische, poi, dei contributi di gran parte dei partecipanti al convegno, diventandone il proseguimento naturale “fuori dai denti”. Ecco, a quanto ho capito questa è proprio una delle bellezze di questa informazione nuova. Ma tiraci le orecchie quando lo credi giusto, mi raccomando ;-)

    • Nessuna virata, cara Lucia, ma il piacere della polemica lo abbiamo sempre avuto. Distinguerei invece tra polemiche pretestuose e polemiche “sui fatti” ed è questo il lato che ci interessa. Fuori dai denti: per chi come noi lavora sul web è stato un Vinitaly disastroso. Le chiavette non funzionavano per il troppo traffico, la connessione wifi costava 140 euro e, ciliegina sulla torta, l’ufficio stampa del Vinitaly ci ha gentilmente “concesso” (previo rilascio di carta d’identità e firma di moduli) due password per l’accesso che non hanno MAI funzionato. Poi organizzano un convegno rabberciato e se ne vanno finita la presentazione, giusto per farci capire quanto gli frega a lorsignori del web. Bonus finale, dopo due ore di chiacchiere e lezioncine da parte dei giornalisti su come ci si comporta (no anonimi, verifica delle notizie, no autoreferenzialità) scopro che il moderatore del convegno ha commesso tutti questi reati in un colpo solo. Vuoi che non sia un filino incazzato?

      Il vulnus di questo convegno sta tutto nella risposta di Giuliano: “Amadori ha invece aperto molto al popolo del web”.

      Io non ero lì per ricevere le “aperture” di Amadori, io ero lì per parlare della bellezza della comunicazione in rete. Ma, evidentemente, ho sbagliato convegno.

      • C’è stato un momento nel quale la mia scaletta mi avrebbe imposto di soffermarmi sui raduni, lambruschi 1-2-3, sul baratto wine day e sui vinix live, l’anima del 2009/2010 del wi-fu sul web secondo me. Nel mentre che toccavo questi argomenti mi è capitato di guardare con più attenzione la platea fatta in gran parte da quelle persone che insieme a me ogni giorno non solo vivono ma contribuiscono a creare queste situazioni. Ecco, anziché scendere nel dettaglio a quel punto ho preferito limitarmi a un cenno anche perché mi sembrava veramente di raccontare una già nota a chi mi aveva aiutato a realizzarla. In altre parole, mi aspettavo una platea di aziende e mi sono ritrovato con tanti amici con cui condivido tutto ogni giorno.

        Paradossalmente, il dibattito si è sviluppato più tra i relatori stessi che tra relatori e pubblico, è stato quasi surreale viverlo. Ma in un post su tgv che non cito per non essere illogicamente tacciato di spam come già è avvenuto in passato, spiego le ragioni per le quali secondo me la tua disistima verso Beppe è forse dettata da una mancata visione d’insieme (non del convegno ma delle mastodontiche cose del vino e di vinitaly).

        Ciao, Fil.

        • Come vedi dalla risposta che gli ho dato più su, aspetto il suo articolo sul convegno e la sua versione dei fatti. Quando lo pubblicherà avremo ulteriore materiale per capire a cosa è servito veramente quel convegno.

          • Voglio rispettare l’impegno preso coi lettori di Intravino e provo a spiegare come e perché è stato organizzato questo convegno al Vinitaly che tanto non è piaciuto ai blogger (almeno, ad una parte di quelli che hanno partecipato a questo dibattito). Lo faccio perché ritengo che un giornalista abbia degli obblighi nei confronti dei lettori e perché credo davvero che sia stato un tentativo onesto di provare ad iniziare a dialogare fra quanti, in modi e forme diverse, scrivono di vino.
            Non mi sento in colpa se un mio collega è stato tratto in inganno dall’arrivo di un comunicato stampa errato e se nel caos di uno stand al Vinitaly l’ha inserito come notizia: potevamo cancellarlo a posteriori, specie dopo la segnalazione di Intravino, ma sarebbe stato – a quel punto – peggiore il rammendo dello strappo stesso. I giornali fanno spesso errori, così come medici, avvocati, magistrati e poliziotti. Credo che anche fra i blogger succedano cose analoghe ogni tanto. Non mi straccio le vesti per questo né indico i responsabili come colpevoli di chissà quale misfatto. Né un errore mette sotto scacco la libertà delle opinioni.
            Questo convegno nasce con lo scopo di: a) consentire a degli operatori dell’informazione del vino di “mostrare la bandiera” ed iniziare un dialogo con la maggiore rassegna vinicola al mondo; b) provare a cambiare un comun sentire che vuole i blogger personaggi interessanti, ma tendenzialmente scassaballe che è meglio evitare; c) far raccontare ad alcune cantine che hanno scelto il web per comunicare di raccontare la propria esperienza e fungere da traino per altre che stanno decidendo che fare; d) presentare lo stato dell’arte portando esperti; e) mostrare l’esperienza dei blogger a chi rappresenta una categoria professionale che ha un ruolo molto delicato nella società e che, magari, sino ad oggi non ha trovato utile parlare con l’universo degli scrittori sul web.
            Arrivare a questa cosa non è stato facile: il Vinitaly – nella persona del brand manager che si è spesa per questa idea in prima persona e che invece ritrovo attaccata in alcuni post in maniera piuttosto semplicistica – comunque ha messo a disposizione una opportunità.
            Non è stata colta appieno? Non è stata comunicata adeguatamente? Della prima non si può far colpa a chi organizza; della seconda dico solo che una volta stabilito giorno, luogo, relatori ci siamo impegnati per farla girare il più possibile. Non scordate che questa macchina infernale che è il Vinitaly è affidata ad un piccolo gruppo di professioniste chiamate a responsabilità davvero molto grandi. Tutti noi abbiamo una volta nella vita sparlato del Vinitaly. Magari avevamo pure ragione. Ma vedere come e quanto si danna questo gruppo di lavoro sarebbe un doveroso dovere di cronaca per molti di voi.
            A me sembra che, invece, il convegno qualche spunto l’abbia dato: abbiamo trovato un Ordine dei Giornalisti più aperto a considerare la produzione sul web; abbiamo trovato blogger disponibili a studiare codici di autoregolamentazione; abbiamo trovato cantine che hanno confermato la strategicità e l’unicità di questo mezzo; abbiamo avuto (almeno per quanti fra i presenti non erano dei cervelloni come buona parte di voi) notizie utili per il proprio lavoro. Abbiamo avuto un Vinitaly presente (c’era il capoufficio stampa e una collega giornalista del suo ufficio per tutto il convegno) ed interessato a valutare come aggiornare la propria politica degli accrediti.
            Abbiamo avuto un dibattito piuttosto lungo. Abbiamo avuto un grande giornale di settore (piaccia o non piaccia poco importa) che è venuto per capire come e cosa si può fare per integrare i mezzi.
            Vi pare così poco?
            Poi abbiamo trovato anche un giornalista che predica bene ed ha razzolato male…e sia. Ma di tutto quanto sopra, questo mi pare davvero il meno.
            Quando parlai a qualche collega blogger di questa idea, qualche mese fa, mi fu consigliato di guardarmi soprattutto dall’intransigenza di questo mondo. Forse avevano ragione. Il dibattito post-convegno ha fatto emergere un tasso di livore eccessivo. Non vorrei che il mondo dei blog alla fine rispecchiasse tutti i limiti ed i difetti dei giornalisti e della carta stampata. Sarebbe una rivoluzione sprecata, non trovate?
            Tanto vi dovevo, come promesso. Ah, ultimissima: il Pulitzer arriva al web per la prima volta, ma è un web di giornalisti e blogger assieme. Organizzati professionalmente. Vi dice nulla?

  14. Se può interessare segnalo che oggi pubblichiamo sul nostro sito un’intervista fatta a Beppe Giuliano a seguito del convegno,lunedì in chiusura di Vinitaly: http://www.santamargherita.it/it/news/Intervista_aBeppeGiuliano

    Segnalo anche il sito della WOMMA, per chi fosse interessato ad approfondire gli spunti sull’etica: http://womma.org/main/

    Ringrazio, e un po’ arrossisco, per i complimenti che ho letto in alcuni commenti precedenti.

  15. avatar Lorenzo Biscontin, Direttore Marketing Santa Margherita

    Se può interessare segnalo che oggi pubblichiamo sul nostro sito un’intervista fatta a Beppe Giuliano a seguito del convegno,lunedì in chiusura di Vinitaly: http://www.santamargherita.it/it/news/Intervista_aBeppeGiuliano

    Segnalo anche il sito della WOMMA, per chi fosse interessato ad approfondire gli spunti sull’etica: http://womma.org/main/

    Ringrazio, e un po’arrossisco, per i commenti di alcuni post di ieri

  16. avatar Lorenzo Biscontin, Direttore Marketing Santa Margherita

    scusate(è l’emozione), intendevo per i complimenti di alcuni commenti di ieri.

  17. a mio parere la forza del web sta nella velocità, nella sintesi, nell’immediatezza e nella traccia che lascia a chi la vuol trovare..
    forse twitter è eccessivamente scarno, ma giuro che in 1500 battute ci possono stare tantissime cose, senza annoiare.
    Tutto il resto è noia, e non raggiunge lo scopo: comunicare

  18. Ho seguito il convegno. forse non si è detto nulla di nuovo. ma ritengo che potremmo almeno apprezzare lo sforzo…
    piccola nota ironica (non polemica)a me le password date in sala stampa per internet hanno sempre funzionato, sarà perchè sono giornalista? :-)

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