Maledette aspettative

Maledette aspettative

di Antonello Buttara

Antonello Buttara centra anche il secondo post e si avvia sul glorioso sentiero dell’account intravinico. Let’s go!

23 Maggio 2008 primo giorno di programmazione nelle sale italiane di “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo” ed io ero lì al cinema, non potevo aspettare.

Non guardo mai il trailer di un film, è più forte di me, non voglio essere influenzato in alcun modo, però leggendo il cast le condizioni per un ritorno in grande stile c’erano tutte. Spielberg di nuovo in cabina di regia, Harrison Ford tirato a lucido e ringiovanito grazie ad effetti digitali, Shia LaBeouf attore talentuoso lanciato dal successo di Transformer, la bravissima Cate Blanchett nel ruolo di una super cattiva, il tutto prodotto e impacchettato come ai vecchi tempi da George Lucas.

All’uscita dalla sala le sensazioni che provavo erano discordanti, per capirci il film non era male, due ore di inseguimenti, azione ed effetti speciali, ma c’era qualcosa che non tornava, i brividi sottopelle non c’erano, i sussulti sulla poltrona non pervenuti e quella voglia di vedere come Indy si sarebbe salvato da una situazione apparentemente impossibile non era più quella di una volta.

Avevo delle aspettative enormi che purtroppo sono state disilluse, non c’era più quella partecipazione emotiva di una volta e dopo giorni, anche a bocce ferme, il mio giudizio insindacabile era una bocciatura. Fu una grande lezione per il sottoscritto perché nel corso del tempo sto imparando a non dare retta alle aspettative, almeno quelle che riguardano il vino.

Sono tre i fattori che inevitabilmente alzano le aspettative di un consumatore di fronte la bottiglia. Il primo è il prezzo di acquisto, che deve essere prima di tutto credibile ossia non deve creare distanza o sfiducia tra chi acquista e chi vende. Purtroppo per troppe persone vige ancora la regola non scritta che più il prezzo è alto, maggiore sarà la qualità del prodotto e di conseguenza sarà buonissimo.

Il secondo è il punteggio o valutazione. Nel variegato mondo del vino esistono personaggi in grado di smuovere i mercati e provocare veri e propri tsunami, basti pensare ai noti Robert Parker con “The Wine Advocate” e James Suckling con i suoi top 100 per ogni regione vitivinicola e fascia di prezzo. Noi in Italia abbiamo il nostro Luca Maroni che imperterrito continua a snocciolare 99/100 ad un manipolo di fortunati produttori facilmente riconoscibili perché stampato a lettere cubitali sulla bottiglia, per fortuna non con gli stessi risultati dei colleghi d’oltreoceano. Un voto alto da parte di alcuni guru o guide di settore genera fiducia nel consumatore che sarà invogliato verso un eventuale acquisto privo di rischi.

Il terzo fattore è il famigerato paragone, il più pericoloso di tutti. Siamo sinceri, sarà capitato a molti di noi di assaggiare un vino, acquistarlo e ricordarlo diverso, meno performante, meno buono. La situazione, il luogo, il contesto emotivo e l’essere non propriamente lucidi alterano ed influenzano le nostre sensazioni, dando origine a dei ricordi che generano delle aspettative che potrebbero essere disattese.

Il gusto cambia ed evolve con il tempo a seconda delle nostre esperienze ed è qualcosa di puramente soggettivo, ciò non toglie che di fronte ad un vino che ha talento rimaniamo stupiti per la sua imprevedibilità, come in un film ricerchiamo una trama non scontata e ci appassioniamo, così un vino trasformista deve essere in grado di cambiare nel bicchiere, evolversi senza perdere le sua identità. Un vino buono deve ambire ad un traguardo espressivo, sorso dopo sorso, minuto dopo minuto ci spinge a tuffarci di nuovo nel calice cogliendo nuove sfumature odorose generando un effetto sorpresa che non stanca.

Il prossimo anno dovrebbe uscire nelle sale cinematografiche il quinto capitolo della saga di Indiana Jones, dopo 14 anni, nel frattempo la passione per il vino è aumentata, continuo a studiare, assaggiare e confrontarmi con chi ne capisce di più, fidandomi delle mie sensazioni ed anche questa volta sarò al cinema, correrò il rischio, appena vedrò quel cappello e partirà la classica colonna sonora in sottofondo lascerò le maledette aspettative a casa.

Antonello Buttara

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Antonello Buttara

Romano di prima generazione, una laurea in tasca in Scienze della Comunicazione e mi ritrovo al Ministero della Difesa. Quando troppo tardi sono andato a vivere da solo acquisto una cantina che con qualcosa dovevo pure riempire. Presenza fissa in qualsiasi fiera dove si beve, divento l'incubo di alcuni enotecari della capitale e controvoglia mi diplomo Sommelier AIS per poi abbracciare la filosofia Porthosiana.

12 Commenti

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Stefano Cinelli Colombini

circa 4 settimane fa - Link

Magari non è il vino che è cambiato, sei tu. Quante volte sembra ottimo un vino bevuto nel giorno giusto, o tra gli amici giusti? O durante un pranzo piacevole, se è per questo. Non credo molto nell'assaggio oggettivo assoluto, beviamo molto più con la mente che con la bocca e il naso e anche nella più scientifica delle situazioni ciò che accaduto prima o dopo conta. Sia dal punto di vista enologico, che emotivo o epatico.

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Antonello

circa 4 settimane fa - Link

Esatto Stefano, il luogo, la compagnia, il contesto spesso fanno la differenza e la predisposizione verso il liquido inevitabilmente cambia.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 4 settimane fa - Link

E vale pure per I film.

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Francesco Romanazzi

circa 4 settimane fa - Link

Quindi tra Intrigo Internazionale e Vacanze di Natale 2000 non c'è tutta questa differenza... E nemmeno tra il Gotto d'Oro e il Brunello dei Barbi in fondo :)))

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marcow

circa 4 settimane fa - Link

Condivido il commento di Stefano Cinelli Colombini quando dice: "Non credo molto nell’assaggio oggettivo assoluto, beviamo molto più con la mente che con la bocca e il naso". È un pensiero profondo e, secondo me, poco diffuso. ______ Ho trovato molto interessanti alcuni punti dell'articolo. Quelli sul 1- prezzo. 2- punteggio dato da un famoso ESPERTO. Anche queste considerazioni non sono molto diffuse. La componente SENSORIALE negli esseri umani è in stretta correlazione con la componente EMOTIVA e Razionale. Le INFORMAZIONI che giungono al cervello ogni giorno sono troppe ed è difficilissimo che non influenzino...la componente Emotiva (è più facile che avvenga e, per questo, viene ampiamente sfruttata per PERSUADERE in politica, nel marketing ecc...) Arrivare a un grado di INDIPENDENZA interiore è, secondo me, un percorso lungo e faticoso: una delle mete più importanti nella vita. È molto più facile sceglierci il nostro PASTORE, il nostro GURU, il nostro INFLUENCER e seguirne - passivamente- i consigli (anche per gli acquisti). ______ Non crearsi delle forti aspettative, come suggerisce l'articolo, è un buon metodo per evitare delusioni(vale anche per altri ambiti) Anch'io, per esempio, preferisco non leggere prima le RECENSIONI di un film. Mi basta sapere il regista e gli attori(ma, attenzione, già questo potrebbe creare delle aspettative) Dopo mi piace confrontarmi con le recensioni che trovo nel web. Sul vino avevo elaborato una personale metodica per evitare, al massimo, le influnze esterne. Era un po' farragginosa e non la seguo più.

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Natalia

circa 4 settimane fa - Link

Qc '99 di Luca Maroni l'ho bevuto, dopo un bicchiere anche basta

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Mr Brown

circa 4 settimane fa - Link

Tutto questo astio nei confronti di un professionista come Luca Maroni non lo capisco. Chissà quanti di quelli che lo criticano vorrebbero essere al suo posto??!?

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Vinogodi

circa 4 settimane fa - Link

....quando : " ...che due Maroni" non è una volgarità ma una inopinata esagerazione...uno basta ed avanza...

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josè pellegrini

circa 4 settimane fa - Link

come dice lacanzone, c'è un magic moment per il vino come per la vita ...

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domenico

circa 4 settimane fa - Link

"La situazione, il luogo, il contesto emotivo e l’essere non propriamente lucidi...." questa è la chiave. Sulla base di questo spunto, si capisce come sia difficile trovarsi in una recensione altrui, di qualcuno che ha bevuto un vino lontano dalla situazione in quale lo stiamo bevendo noi. Lasciamo poi perdere gli influencer che si fanno pagare per postare una bottiglia. Andando oltre però, la cosa bella è che il vino è il sogno amoroso di ciascuno di noi: si può decidere di bere la stessa bottiglia per anni, oppure cambiarne una al giorno. Puoi stimolare quotidianamente la tua curiosità per una denominazione o un produttore, senza stancarti mai e senza un vincoli....Io supererei il tema delle aspettative, la migliore bottiglia può essere quella di domani.

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Antonello

circa 4 settimane fa - Link

Ci sto lavorando..In giro ci sono tante campane ed è facile farsi "distrarre" essere indipendenti e dare retta alle proprie sensazioni ti predispongono sicuramente meglio quando arriva il momento dell'assaggio..

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Invernomuto

circa 3 settimane fa - Link

Scusa eh, ma veramente avevi aspettative su Indiana Jones a quasi trent'anni di distanza dal primo Indy? Te la sei cercata, si capiva dai trailer che era una boiata. Cavolo ma allora ll'uscita dai cinema dopo la Minaccia Fantasma ti saresti dovuto dare fuoco in Piazza del Popolo

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