Famiglie Storiche: la Valpolicella e il cambio di gusto degli ultimi dieci anni

Famiglie Storiche: la Valpolicella e il cambio di gusto degli ultimi dieci anni

di Andrea Gori

3° incontro – Lunedì 22 Marzo – La viticoltura della Valpolicella, pergola e filare a confronto e come queste tecniche di allevamento influiscono nel gusto del vino. Aziende presenti: Tommasi, Guerrieri Rizzardi, Musella.

L’Amarone è come un iceberg di cui molti vedono solo punta con vinoni potenti, ricchi, sontuosi e con residuo zuccherino, noi cerchiamo sempre di andare in profondità ed esplorare cosa li fa nascere. C’è continuo progresso verso un equilibrio tra tecnica e territorio che, qualche anno, fa non era così evidente.

Oggi l’appassimento è molto più curato e specifico e si basa sulle uve di partenza, non può prescindere dalla sua qualità e caratteristiche iniziali. Il problema recente è lo zucchero delle uve di partenza e quindi problemi di vinificazione da parte dei lieviti e il residuo zuccherino che è ineliminabile.

C’è stato un progressivo abbandono dell’allevamento a pergola in favore del guyot e filari che, nella zona classica, ha cominciato a sparire dagli anni ’90. Il Guyot è oggi al 20% del totale e aiuta per l’epoca di maturazione che viene gestita meglio ma richiede manodopera più specializzata sia nel coltivarla che per vendemmiare. In questo flight si confrontano dapprima le ricche 2015 con le complicate 2014 e poi tre cru ormai storici e ben caratterizzati.

Tommasi Amarone della Valpolicella Classico 2015
Corvina 50%, Corvinone 30%, Rondinella 15%, Oseleta 5% dai Cru La Groletta e Conca d’Oro, nella zona collinare della Valpolicella Classica, Alc 15,50 % Zuccheri: 5 g/l Acidità: 5,35 g/l Estratto: 33 g/l.
Ciliegie, more e ribes nero, viole, fragola, lavanda e liquirizia. Bocca in cui si rivela secco e che entra come un lama, rinuncia a potenza e intensità, gentilezza ed agilità basata su acidità e sapidità, tannino ben presente e ricco ma mai invadente. 90

Guerrieri Rizzardi Villa Rizzardi Amarone Classico della Valpolicella Riserva DOCG 2015
Comune di Negrar. Selezione delle uve in vari vigneti, principalmente a Pojega, Terreno con tessitura argillosa-sabbiosa, mediamente calcareo, 35% corvina, 30% rondinella, 25% corvinone, 10% barbera, 16.63 % alcol, acidità 5.77 g/l, residui zuccheri riduttori 3.8 g/l.
Ciliegia piena e ricco frutto tipico di Negrar, giuggiole e more di rovo, lato erbaceo che raffresca, raspo e carnosità intrigante. Sorso con dolcezza e intensità decise e con ruvidità di tannino che aiuta nell’impresa di sorseggiarlo ma lo stile decisamente punta sulla pienezza nonostante lo zucchero residuo sia poco lo si percepisce come sensazione, decisamente indietro come evoluzione, da aspettare. 88+

Musella Amarone della Valpolicella Docg 2014
Corvina 40%, Corvinone 50%, Rondinella 5%, Oseleta 5%, nord-est di Verona, nella collina che divide Montorio dalla Valle d’Illasi, 27 ettari vitati di nuovo impianto a spalliera dal 1960 al 2001. Calcareo con prevalenza di argilla rossa ferrosa nei vigneti Il Perlar e Palazzina, medio impasto argilloso tufaceo nel Monte del Drago, Alcol 15,63%, Acidità Totale: 6,25 g/l, Zuccheri 5,30 g/l.
Amarena, lavanda, ribes nero, floreale e speziatura fitta, sorso con tannino deciso, agilità e freschezza dell’annata lo rendono piacevole e croccante senza dolcezze avvertibili, si sorseggia e si abbina benissimo a tavola. 91

Tommasi Ca’ Florian Amarone della Valpolicella Classico Riserva 2012
Corvina 75%, Corvinone 20%, Rondinella 5% 4 anni di affinamento, il primo in tonneau da 500 Lt e gli altri 3 in botti grandi in rovere di Slavonia, Alc 15,61%, Zuccheri 4,40 g/l, Acidità 5,69 g/l, Estratto 36,28 g/l
Vigneto storico della famiglia a pergola pianta di età matura, grappoli e produzione si autoregolano, un bellissimo propotipo di vino elegante, ricco, balsamico, con la frutta in confettura e sotto spirito ben armonizzata da zenzero, anice stellato, cardamomo e ribes nero. La bocca è sottile ed elegantissima, forza potenza e struttura in nota sapida , lunghezza ed eleganza. 94

Guerrieri Rizzardi Calcarole Amarone Classico della Valpolicella DOCG 2013
Comune Negrar – Località Rovereti – Vigneti Calcarole. Terreno con tessitura argillosa-sabbiosa, fortemente calcareo, su uno strato di 50 cm su sottosuolo di roccia calcarea, Corvina 63%, Corvinone 20%, Barbera 10%, Sangiovese 7 %, alcol 15.83 %, acidità 5.58 g/l, zuccheri 7.4 g/l.
Pepe e fragole in confettura, vaniglia, caffè e amarene molto fitte, mallo di noce, sandalo, carrube, albicocche passite, sorso arioso con note di acidità e tannino a reggere una impalcatura molto decisa. 92

Musella Amarone della Valpolicella Senza Titolo 2011
Corvina e Corvinone 70%, Rondinella 10%, Oseleta 10%, Croatina 7%, altre 3%. Nella collina che divide Montorio dalla Valle d’Illasi, suolo calcareo con prevalenza di argilla rossa ferrosa nei vigneti Il Perlar e Palazzina, medio impasto argilloso tufaceo nel Monte del Drago. Alcol 16,45 %., Acidità totale 6.90, PH 3.44, Estratto secco: 40,70 gr Residuo zuccherino: 5,90.
Amarena e visciole, ginepro, resina di pino, tostatura di caffè e legno, rose, agrumi canditi, sorso di bella armonia e scorrevolissimo, si esalta nel finale e nel ritmo sempre diverso ad ogni sorso, finale oltretutto lunghissimo e sfaccettato. 94


4° incontro – Lunedì 29 Marzo – Come gli ultimi decenni abbiano profondamente inciso sulla nascita del gusto dell’Amarone moderno. Aziende presenti: Allegrini, Brigaldara, Begali, Torre d’Orti.

Una sessione conclusiva con fuochi d’artificio nei vini ma anche per come viene affrontato di petto il tema “caldo” della famigerata ma ormai attempata concezione dell’Amarone vino dolce e zuccherino. Tutto è dovuto al fatto che l’Amarone è nato commercialmente dolce e rotondo perché alla fine degli anni ’90 c’è stato il combinato disposto di vari fenomeni, ovvero, l’inizio del cambio del clima unito al cambio di modalità di coltivazione, epoca di vendemmia ma soprattutto affinamento delle modalità di appassimento.

Tutto combinato ha portato a vinoni con molti zuccheri residui che hanno aiutato a conquistare mercati come nord America e Nord Europa e creare nei consumatori la voglia di prodotti nuovi per l’epoca, vini da meditazione e serate tra amici. Altro aspetto la nascita di Riserve giocate sull’ancora maggior concentrazione e ricchezza che ha portato a dei frankenstein enologici oggi non più proponibili. Di certo non è il caso delle riserve di questa sessione per la maggior parte cru di collina e di vecchi vigne con spessore e dimensioni principale nel regno dell’eleganza. Sui vini d’annata ottima la prova delle 2016 e anche della 2017 presentata che mostrano tutte una capacità di Amarone di essere sempre meno Amarone e sempre più Valpolicella.

Amarone della Valpolicella 2017 Torre d’Orti
Sembra di bere un amarone comunque di un bianchista, fresco pimpante, netto definito, ribes rosso, acidità che si manifesta in floreale di rosa e viola, più mela e fragola più che amarene. centro bocca fine e saporito con grande intensità e lunghezza.

Amarone della Valpolicella Classico Allegrini 2016
Grado alcolico: 15,84 % Vol, Acidità totale: 5,80 g/l , Zuccheri residui: 2,6 g/l, Estratto secco: 34,1 g/l, pH: 3.42. Corvina Veronese 45%, Corvinone 45%, Rondinella 5%, Oseleta 5%.
Un vino complesso e sfaccettato, uve da molte zone diverse legato a freschezza ma anche intensità, l’idea di ciliegia croccante si sente moltissimo, finale sapido, ricco e carnoso ma che si mantiene agile e saporito sempre, stupisce soprattutto a centro bocca per come sa imporsi senza occupare il sorso. 93

Amarone della Valpolicella Classico Brigaldara 2016
pH 3.25. Estratto secco 34.3., Residuo zuccherino 1.8, Gradazione 16,5%
Fragole e lamponi, frutta rossa matura, bello il lato speziato con alcune note fumè e struttura salda che in bocca si rivela succoso senza pesantezza, sapido e succoso, succo di visciole e ribes rosso, arancio e alchechengi, sandalo e anice nel finale di eleganza e freschezza. Assoluta secchezza e freschezza di stile e di sensazione. 93

Amarone della Valpolicella Classico Begali 2016
In tutto 12 ettari collocati nella parte meridionale della zona classica della Valpolicella in vari e piccoli appezzamenti, a Cengia intorno alla cantina, a Masua, a Castelrotto e a Monte Ca’ Bianca. Tradizionale e saldo nella sua determinazione a restituire un grande frutto ma sempre percorso da vena sapida gessosa, appuntita ferrosa e agrumata. Sorso di slancio e animo, tannino piacevolissimo che sferza e punge senza ferire ma sa farsi ricordare. 91

Amarone della Valpolicella Classico Begali Monte Ca’ Bianca 2015
Vigneto che ha molte più viti di una volta, sempre pergola, 4000 ceppi per ettaro (che per una pergola sono tanti) 2 kg di uva per ogni ceppo (di cui un kg per la produzione e di questo il 40% diventa vino).
Intensità e rotondità, spezia, pepe, cumino e ginepro, roccioso e fruttato di more e amarene, sorso dal tannino ricco e bello, molto sfaccettato, profondo, ferroso, sapido e saporito. 93

Amarone della Valpolicella Classico Fieramonte Allegrini 2013
Vigneto storico di famiglia , dal 1965 al 1985 si produceva amarone solo da questo poi si è dovuto impiantare ed è stato lasciato a riposo per poi ripiantare a fine anni ’90. Siamo a 380 mt sopra Villa della Torre sui tornanti di Fumane, esposizione ad est importante per evitare escursioni che per l’Amarone non sono così benvenute. Oggi è a Guyot, inerbito per avere più naturalità.
Esordio su ciliegie croccanti e giuggiole sotto spirito, fava di cacao, erbe balsamiche, ginepro e chiodi di garofano mentre in bocca ha sorso di sorprendente vitalità: bocca estrattiva ma senza sovrastrutture, pieno e secco con un graffio di freschezza dato dall’acidità. Affiorano note di mallo di noce, balsamico, mentolato, rivelandosi fitto e speziato, roccioso e intraprendente, duetta con legno senza essere assorbito, grande sviluppo ed eleganza nel finale. Non è un vino del “popolo degli zuccheri” ma con i suoi 16,5 gradi e con 6 grammi di zucchero residuo naturale dovuto al delicato appassimento, si manifesta teso e definito, tridimensionale ed equilibrato, coinvolgente e di aristocratica eleganza. 97

Amarone della Valpolicella Classico Brigaldara Case Vecie 2012
pH 3.47, Estratto secco 35.1, Residuo zuccherino 2.5, Gradazione 16,5%.Vino che prende il nome dall’omonimo vigneto di circa 10ha situato nel comune di Grezzana, in Valpantena. Siamo a 450 mt/slm con una perfetta esposizione a sud/est che fa maturare le uve molto lentamente e che permette di mettere a riposo le uve in un periodo dell’anno freddo e di condurre un appassimento più lento e prolungato nel tempo. Lo si sente in questo naso intenso e struggente di pesca quasi poi cassis, confettura di prugne, carrube e ribes rosso, quasi sfacciatamente dolce che innamora subito e invita alla beva. Beva che resta sorpresa da equilibrio e solidità complessiva fino a scoprire alcune parti nervose, tanniche e fresche che chiudono il sorso in una fase iniziale molto dolce. Un vino che vale un incantesimo ma che richiede un bel piatto per essere apprezzato del tutto…in Valpolicella una rarità e un grandissimo complimento per Brigaldara. 95

Amarone della Valpolicella Riserva Brolo Camozzini 2015
Barrique in parte nuova e in parte no, botte grande per le masse, amarene, pepe e sottobosco, note ricche ma anche continuamente raffrescate da balsamico, eucalipto e zenzero, noce di cola, peperoncino, cumino e senape, tannino è fitto e aumenta la sensazione di sapidità nel finale che si attarda bene nel palato. 92

 

N.b.: qui trovate la prima batteria di degustazione

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

6 Commenti

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Nicola Micheletti

circa 2 settimane fa - Link

Ottime note di degustazione, grazie. Mi confermi la mia ottima considerazione per il Ca Bianca di Begali e i vini di Brigaldara. Di quest’ultima cantina preferisco il Classico che trovo più elegante (il Case Vecie mi pare fin troppo concentrato) ma in ogni caso sono dei grandi vini.

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Stefano Brognara

circa 2 settimane fa - Link

Concordo pienamente sul suo commento per quanto riguarda Brigaldara,secondo il mio punto di vista il Classico, Amarone, è uno dei migliori in assoluto.Rapporto qualità prezzo veramente conveniente.

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Andrea Gori

circa 2 settimane fa - Link

Case Vecie eredita una base di fan che lo vogliono così ma ti devo dire che anche se a parole dico sempre di preferire Amarone meno concentrati questo lo bevo molto volentieri!

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Nicola Micheletti

circa 2 settimane fa - Link

Stessa cosa per me. Ormai di questo vino tendo a bere solo le declinazioni più “scariche”. Inoltre l’aumento di temperatura a mio parere non potrà che dare luce a dei vini sempre più difficili da bere se si insisterà sulla declinazione “muscolare”. Sarà interessante vedere come si potrà coniugare questa evoluzione con un mercato che per buona parte premia tuttora soprattutto le versioni più concentrate e con residuo zuccherino generoso.

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Bonazzi Giorgio

circa 2 settimane fa - Link

Dire che la gestione del guyot è più complicata del sistema a pergola veronese denota solamente la totale estraneità alla gestione del vigneto e della vendemmia...ma tant'è....il mondo va così

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Littlewood

circa 2 settimane fa - Link

Il problema e' che in valpollicella il guyot e' uno sconosciuto come gestione Prendiamo Brigaldara le cui vigne vedo se mi affaccio dalla finestra...nn e' un vero guyot ma un doppio guyot nello spazio di un guyot semplice...per cui i cordoni sono tutti sovrapposti...ora immaginate l' affastellamento vegetativo ....tenete conto che in un' annata su tre (es il 2020.) Il corvinone a 450 mt nn matura assolutamente per cui. Ma nn e' un problema solo di Brigaldara sia chiaro...

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