È morto Pio Boffa

È morto Pio Boffa

di Leonardo Romanelli

Ci sono personaggi che mettono entusiasmo e vitalità solo a vederli: Pio Boffa, viticoltore in quel di Alba con l’azienda Pio Cesare, era uno di questi.

Era, perché il maledetto Covid lo ha strappato ai suoi cari ed al mondo del vino che lo ha visto protagonista da quando ha raccolto l’eredità familiare. 66 anni ma non sentirli, attivo e presente in prima persona sui mercati del mondo, più di 50 paesi nei quali esportava e che per lui era un piacere andare a visitare, per una voglia innata di conoscere e confrontarsi con importatori e clienti, in profonda comunanza con la moglie Nicoletta.

Un vero apripista per tutti coloro che hanno deciso di investire nella Langhe, grazie anche al suo esempio. L’azienda ha 140 anni, una presenza storica sul territorio grazie al fondatore Cesare Pio ma come era d’uso allora, la registrò mettendo prima il cognome. Non sono pochi davvero i  70 ettari di proprietà, con le cantine presenti in città, volute dal bisnonno, che le ricavò da vecchie stalle e che furono poi perfezionate dal padre, che le rese così moderne che le sue creazioni sono valide ancora oggi.

La cantina in città è il privilegio di chi è diventato un riferimento storico in un territorio ed ha sempre creduto profondamente in questo caso nel Barolo, di stile tradizionale: le stesse etichette dei vini sono a testimoniarlo, con ancora in bella vista le medaglie conquistate nei primi anni di produzione, una sorta di piacevole ricordo del passato.

Si arrabbiava quando definivano i suoi Barolo e Barbaresco “base” tanto da scriverlo in etichetta di non chiamarli così : solo tre le etichette da singolo vigneto, non credeva nell’eccesso delle parcellizzazioni, ma di quelle presenti era giustamente orgoglioso.

Il testimone passa alla figlia Federica e al nipote Cesare. La terra ti sia lieve .

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Leonardo Romanelli

“Una vita con le gambe sotto al tavolo”: critico gastronomico in pianta stabile, lascia una promettente carriera di marciatore per darsi all’enogastronomia in tutte le sfaccettature. Insegnante alla scuola alberghiera e all’università, sommelier, scrittore, commediografo, attore, si diletta nell’organizzazione di eventi gastronomici. Mescolare i generi fino a confonderli è lo sport che preferisce.

2 Commenti

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Sancho P

circa 5 mesi fa - Link

Proprio come lo hai descritto. Era una macchina da guerra e guai a definire il Suo stupendo Barolo Classico un base. Il Suo Ornato 2016, forse il migliore mai prodotto, rimarrà scolpito nella memoria degli innamorati del Barolo. Che la terra ti sia lieve.

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Vinogodi

circa 5 mesi fa - Link

RIP

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