La severità di Antonio Galloni con certi Brunello di Montalcino farà discutere un bel po’

di Alessandro Morichetti

Tutto si può dire tranne che The Wine Advocate italiano, Antonio Galloni, abbia peli sulla lingua. Impegnato negli assaggi in loco dei vini di Montalcino, uno dei più influenti wine critic mondiali non si lancia in vuoti giri di parole ma va dritto al punto dopo aver messo nel database oltre la metà delle etichette protagoniste di Benvenuto Brunello 2013. Riprendo fedelmente da Montalcino News:

“È il giornalista italo-americano Antonio Galloni di “The Wine Advocate” di Robert Parker che definisce l’annata 2008 del Brunello di Montalcino “inconsistente, di struttura media”, sottolineando che sono “vini da bere giovani, di approccio facile, probabilmente ideali per la ristorazione”. E la Riserva? “Un discorso complicato – dice Galloni – ci sono solo un paio di Riserve che hanno la capacità di essere grandi vini. Non sono un fan delle Riserve”.

Galloni ha quel visino d’angelo che nasconde determinazione e penna affilata, oltre a una pronuncia italiana che gli invidio alla follia! E sebbene stili elenchi centesimali da paura, le poche volte in cui l’ho sentito parlare mi è sembrato tutt’altra musica, per dire, rispetto allo sfoggio di Suckling points© (dal noto ex critico James Suckling, ora organizzatore di eventi top a livello mondiale) cui mi ero abituato. Chi ha un feedback sulla zona, non tiri indietro il braccino e parli ora.

[Fonte: Montalcino News]

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

13 Commenti

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Montosoli

circa 7 anni fa - Link

Diaciamo che il fattore Riserva e piu un fattore "commerciale" che di qualita'. Chiedete a gli Enotecari dove il pubblico punta di piu il dito.... Non e neanche una novita'..............basta vedere come molte Aziende si sono dedicate ad un Brunello singolo vigneto o specifico plot in vigna.....piuttosto che fare la Riserva.. Che poi l'annata 2008 e da bere subito.....ben venga .......tanto quelle passate sono da invecchiare..... Gli Americani saranno contenti di comprare il 2008 a meno di $40 a bottiglia

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AG

circa 7 anni fa - Link

Forse anche a meno di 30.....

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MadeinVino.COM

circa 7 anni fa - Link

Uno pensa al "Brunello di Montalcino" e subito pensa che sia un vino fantastico. Il bello del vino però sono proprio le annate, è infatti risaputo che il vino non viene sempre uguale, ed un buon sommelier/critico ed una buona enoteca deve per forza considerare questo aspetto, altrimenti si vende il vino in base al "nome" e non in base alla qualità. Ottimo spunto, come sempre!

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Stefano Cinelli Colombini

circa 7 anni fa - Link

Ma siete proprio sicuri sicuri che il vero punto cruciale del vino siano i giornalisti che danno punteggi? Sarebbe come dire che i protagonisti del gioco del calcio sono gli arbitri, e che sono loro a determinare chi vince il campionato. Moggi a parte, qualche dubbio su questa impostazione ce l'avrei.

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Alessandro Morichetti

circa 7 anni fa - Link

Stefano, l'immagine è stuzzicante ma mi sembra poco aderente. Segui il pensiero e correggimi se sbaglio. Nel calcio ci sono squadre di giocatori che si confrontano, risultati che si accumulano e gerarchie aritmeticamente ordinate. Vince chi fa più punti. La matematica dei gol regna (o dovrebbe farlo). Poi vengono i commentatori a fornire impressioni e letture, dando anche le pagelle ai singoli giocatori. Ma queste in nulla e per nulla influiscono sui risultati delle partite. Nel vino c'è una quantità di bottiglie anonime, con prezzi diversi (come il costo dei giocatori), che vengono da ogni parte del mondo. Oltre alle strategie di marketing, i punteggi della critica influiscono potentemente su classifiche di valore e bilanci aziendali, cioè sui risultati. Non a caso, credo, più volte ho letto di Robert Parker come del più influente critico nella storia della critica. Non enoica, della critica punto. A torto o a ragione, favorevoli o contrari, l'argomentazione ha molti margini di verità. Ti torna il discorso? PS: Ho sostituito i giornalisti con i tuoi "arbitri" perché penso che il loro ruolo sia più facilmente equiparabile a quello dei vari enti di controllo. Con buona pace dei giornalisti sportivi, la cui unica influenza commerciale avviene in un simpatico mercato secondario: il Fantacalcio :D. Per fortuna, spadroneggiano in quella simbolica.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 7 anni fa - Link

Certo, Parker è influente, ma le vere classifiche nel mondo del vino le fa chi prende le bottiglie dallo scaffale o le ordina al ristorante. E questo accade molto, ma molto più grazie al passaparola e alla bravura dei venditori che a causa di guide o giornali. Oggi come oggi i punteggi sulle riviste servono molto di più a sollazzare l'ego di noi produttori che a vendere il vino.

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Luciano Ciolfi

circa 7 anni fa - Link

Ha ragione Alessandro ma anche Stefano dice una grande verità. Da considerare anche la relatività dei giudizi sui vini, forse più di quella sui giocatori!! PS mi stinge però che non assaggi tutti i vini ma ne richieda solo alcuni, in questo meglio Suckling, Larner etc PPS da me la 2008 è un'ottima annata!!!

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Montosoli

circa 7 anni fa - Link

@Luciano; domande in generale; Ma perche' e come mai i wine writer da te menzionati non aspettano il Benvenuto Brunello come tanti altri provenienti dal Mondo .....e assaggiando tutti i vini alla cieca ? Questo Benvenuto Brunello e talmente inospitale e difficile per loro che non ci vogliono partecipare ??

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Luciano Ciolfi

circa 7 anni fa - Link

probabilmente per privilegi acquisiti e se tali forse non giusti e nemmeno facili da togliere!!

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Giovanni Solaroli

circa 7 anni fa - Link

Un giornalista deve informare,ma un acquirente non deve bersi tutto. Solo il vino.

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Angelo D.

circa 7 anni fa - Link

Di certo non lo manda a dire. Condivido al 100% alcuni passaggi, sulle Riserve per esempio, che dovrebbero essere espressione massima della denominazione ma ahimé non sempre è così visto che ormai pare che tutte le annate siano buone per farne. Poi usa parole un po' troppo forti, come quel "alcuni vini già svaniti". Didascalizzami "svaniti" please che qui da noi ha un significato molto forte e definitivo. Per il resto mica è un male che il 2008 sia un millesimo buono per la risotorazione, mica vogliamo fare Brunello solo per trastullarci il palato in quelle noiose cene dove ognuno dice la sua nel vuoto più assoluto!

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martian

circa 7 anni fa - Link

ragazzi io da cliente e bevitore la frase "Non sono un fan delle Riserve" la condivido nel senso che il vino buono per me deve essere già quello base. l'entry level, per intenderci. se per avere qualcosa di significativo ci vuole la riserva o il millesimè (o quel che è) la sensazione che io ne ricavo è che il base non sia un granchè. mi riferisco per lo champagne al fatto che moet base e janisson-baradon base non sono due basi uguali. per il resto non so.

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Montosoli

circa 7 anni fa - Link

Cambiando leggermente il discorso; Oggi il New York Times riporta una piccola intervista che Antonio Galloni lascia TWA ...per andare in conto suo... Auguriamo il meglio !

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