#Intratweet. I 10 migliori tweet food&wine della settimana

di Antonio Tomacelli

Essì, il programma di RaiTre Gazebo ci piace talmente tanto che abbiamo deciso di scopiazzarne uno dei momenti più alti: la classifica dei migliori Tweet. Questo di oggi è il numero zero, bello sperimentale come si conviene a tutti i numerizeri per cui è passibile di migliorie e aggiustamenti. Ci fosse sfuggito qualcosa non esitate a segnalarcelo scrivendo all’indirizzo mail dillo@intravino.com. Vale anche per i prossimi numerizeri, folks!

10. Per colmare la voragine della cultura mitteleuropea, scendono in campo Mutti e suoi “sommelier del pomodoro”. Insomma, passeremo dall’era del tastevin alla cucchiarella e dopo nulla sarà come prima.

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9. Il blog Dissapore pubblica una lista dei 20 cibi letali che mangiamo spesso, cose comuni tipo la manioca, i semi ackee, il pangium edule e, appunto, la rana toro. Io stesso ne ho sempre un paio nello scomparto dei pesci, casomai dovesse presentarsi la suocera a cena.

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8. “Questo vino è verdicchiosamente buono” è la frase che tutti noi avremmo voluto pronunciare, vero?

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7. La produttrice siciliana Marilena Barbera si pone una domanda inutile: la parola  “Apericena” va eliminata senza distinzioni di genere. Ne va della nostra salute mentale.

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6. Un classico, come il tweed.

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5. L’enologa Claudia Donegaglia ne deve sapere una più di Cotarella.

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4. Era una notte buia e tempestosa. A un tratto echeggiò uno sparo! Una porta sbatté. La ragazza lanciò un grido. Il resto è storia dei nostri giorni.

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3. Vedo gente, faccio cose, spartisco il bottino. Niente come la blogosfera se cerchi risposte ai tuoi dubbi.

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2. Il tweet dell’onorevole Maurizio Lupi è scritto sotto l’evidente effetto di sostanze allucinogene. Le mozzarelle di bufala sequestrate nella cucina di Lupi, sono attualmente al vaglio della scientifica.

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1. Nunzia forever!

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

5 Commenti

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claudia

circa 5 anni fa - Link

Premesso che il mio tweet era di molto ironico. Faccio una promessa agli Intravinici lettori che lotterò a colpi di tannini chiarificanti e polverine varie per conquistare la prima posizione di questa classifica . Molto onorata ringrazio e saluto claudia

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Patrizia Arigò

circa 5 anni fa - Link

Grande tweet, grande commento: brava Claudia!

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Marilena

circa 5 anni fa - Link

Dissento fermamente sull'inutilità della domanda, che mi ha invece spalancato le porte delle teste semantiche, risucchiandomi in un buco nero letterario. Ne uscirò, forse, bevendo un prosecchino alla vostra salute.

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Alessandro Morichetti

circa 5 anni fa - Link

E ho una seconda brutta notizia per te: i buchi neri non esistono, parola di Stephen Hawking. Oggi non è giornata ;-).

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Federico

circa 5 anni fa - Link

Premetto che Apericena non mi piace come termine. Premetto anche che uso l'inglese (malino) e lo ritengo basilare quanto italiano e matematica per una persona moderna. Vengo al dunque che trae spunto da questo tweet: l'italiano è morto. In inglese si creano parole nuove ogni giorno, sia tecniche che dalla strada che unendone due precedentemente esistenti per descrivere una nuova cosa. Lo spagnolo prende queste parole nuove e, se servono, le trasforma in spagnolo per poterle usare, in più ne crea un po' di sue. L'italiano prende tutte le parole inglesi e le usa tali e quali, ma fa di più, osteggia sempre ben volentieri le poche parole nuove che nascono sia tecniche che dal volgo. E' solo una mia sensazione? Potrà sembrare banale, ma questo è il chiaro segno di una lingua che piano piano sta morendo perchè non è capace di ricrearsi, modificarsi e rigenerarsi, troppo legata al passato e troppo succube dell'esterno. Scusate la serietà in un post di questo tipo ;-)

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