Una lettrice ci chiede e voi rispondete: come faccio a lavorare nel mondo del vino?

Una lettrice ci chiede e voi rispondete: come faccio a lavorare nel mondo del vino?

di Antonio Tomacelli

Qualche giorno fa abbiamo ricevuto una mail che vi giriamo integralmente:

Buongiorno Team di Intravino, è bellissimo aver scoperto il vostro blog!!!
In ufficio tra un disegno e l’altro mi diverto e appassiono a leggere i vostri articoli, ascoltare i podcast e seguire i suggerimenti per la bibliografia (ho già letto ed acquistato due libri da voi consigliati)

Mi presento: sono Marika, nata a Novara ed espatriata per scelta da 6 anni in Germania.
Di mestiere sono fashion designer, ma la mia anima viaggia molto più veloce del ritmo modaiolo, e per questo forse mi sono anche stancata in fretta di questo mondo.
Da qualche anno mi sono avvicinata all’universo del vino per curiosità, e ora si sta rivelando una passione interessante, che si evolve e mi piace sempre più, tanto che ho deciso di abbandonare prossimamente il mondo della moda e di inoltrarmi in quello del vino.
A gennaio vorrei iniziare il percorso per diventare Sommelier in Italia a Milano presso un’associazione, tentando di finirlo entro l’anno. Nel frattempo mi piacerebbe iniziare a curiosare tra i lavori che offre il campo vinicolo per iniziare concretamente a introdurmi, partendo dal basso.

Il mio piano finale tra qualche anno è di aprire un piccolo wine bar enoteca in Olanda con soli prodotti italiani provenienti da piccole cantine magari sconosciute.
Come potrei iniziare a lavorare, o meglio che tipi di lavori sarebbero interessanti per iniziare?
Meglio il settore ristorazione o un approccio nel commerciale? In Germania ovviamente c’è un altro tipo di mercato, ma magari avete qualche spunto interessante per me
Vi ringrazio moltissimo per avermi letto 🙂

Insomma, Marika vuole cambiare mestiere avvicinandosi gradualmente al vino. Noi qualche ideuzza ce l’avremmo ma vogliamo sentire anche voi che, magari, avete già fatto lo stesso percorso, per cui vi giriamo la sua domanda: che tipi di lavori sarebbero interessanti per iniziare?

 

 

 

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

8 Commenti

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Filippo Apostoli

circa 2 anni fa - Link

Fatti un po' di corsi del WSET. Poi pensaci.

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Ale

circa 2 anni fa - Link

Dove si fanno i corsi WSet?

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Nomiecognomi

circa 2 anni fa - Link

Bevi tanto con curiosita' e spensieratezza...

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Gurit

circa 2 anni fa - Link

A logica, se vuol aprire una enoteca, che vada a fare esperienza in tale ambiente. Il corso da sommelier deve essere seguito parallelamente a quotidiane bevute, anche se in un solo anno sarà difficile educare il palato. Buona fortuna, puoi farcela!

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Massi

circa 2 anni fa - Link

Sarebbe interessante capire quali sono i consigli del team di Intravino, lo dico anche con interesse personale!

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pirri

circa 2 anni fa - Link

mi accodo...

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Vincenzo Busiello

circa 2 anni fa - Link

Studiare più da enologa che da sommelier.1 anno. Fare tanta pratica in giro per l italia. 1 anno. Poi tanta fortuna.

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Roy

circa 2 anni fa - Link

Gira luoghi di produzione, cantine e vigne. Parla con le persone del mestiere, quelle che pensano prima a farlo il vino, che a smerciarlo; Nessun corso può ridarti ciò che tanti piccoli contatti umani restituiscono, perciò non allontanarti dalle mani che quel vino lo fanno, per metterti dietro qualche banco a capire nozioni che sono scritte su decine di testi seri, che poi puoi seguirti da te. Sul discorso commerciale punterei molto sull'estero, in zone dove si possono aprire strade interessanti su terreni non ancora battuti: il modo italiano fa presa quando è veicolato senza fronzoli, ma anche quando non è annacquato in un mare di proposte troppo differenti tra loro..in questo considera anche la lontananza da posto dal quale ti arrivano le materie prime in relazione ai costi di gestione e all'utile per tirare avanti:far fare 3000 km a 100 bottiglie per promuovere il verde italiano al 400% del ricarico secondo me non è la migliore delle scelte. Infine mi chiederei "se fossi un italiano all'estero, quale sarebbe quel posto seriale dove risentirmi un po' a casa?".

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