Lo accettate un consiglio? Non bevete questi vini!

Lo accettate un consiglio? Non bevete questi vini!

di Vincenzo Le Voci

Quante volte avete sentito o letto la frase : “I vini del produttore X dall’annata Y non sono più gli stessi?”

Può capitare, vedi Gravner che ha cambiato filosofia di produzione negli anni, oppure può succedere ad esempio che la prematura scomparsa di un produttore X con il relativo cambio di gestione della proprietà abbia effetti sulle produzioni future.

In questi casi il rinnovamento è tangibile, positivo o negativo che sia, è innegabile.

Tuttavia molto spesso si usa la frase sopra virgolettata a sproposito senza avere una reale conoscenza del prodotto e nemmeno del povero produttore incriminato (che nulla ha cambiato negli anni). Sovente si sputano sentenze senza dare motivazioni valide a sostegno di una tesi infondata, frutto di un assaggio distratto o di un pensiero troppo affrettato( goccio di vino ad una  fiera) o, peggio, in alcuni casi l’ego dello pseudo degustatore in questione è talmente spropositato che crede bastino un naso piccolo e una bocca grande per avere il diritto di smontare il lavoro di un produttore che, magari per anni, è stato ai vertici della sua denominazione.

Io non sono fatto così, vado a fondo, scavo, studio, approfondisco, e solo dopo un’attenta analisi esprimo il mio giudizio, accompagnato da quelle che ritengo valide motivazioni.

Oggi voglio parlarvi di 4 produttori che per motivi concreti, non cazzate ( vi illustrerò tutto in maniera dettagliata)  sono finiti nella mia Blacklist che, spero, vi sia di aiuto per i prossimi acquisti.

Domaine Jean-François Ganevat: vini peggiorati dalla 2010, dopo una lesione al minolo sinistro del piede destro durante una partita di calcetto ad Arbois, Fanfan non è più lo stesso. Ripeto, i vini sono cambiati tantissimo, non comprateli.

Domaine Jamet: purtroppo dalla 2006 i vini hanno qualcosa di diverso, la miopia ha colpito i poveri occhi del mitico produttore di Ampuis. Niente hanno potuto fare i Ray-ban all’ultimo grido comprati al centro storico di Lione in una fresca giornata estiva. Sono solo serviti a rendere più moderno uno dei più classici produttori del Nord del Rodano ma ahimè solo nell’aspetto estetico. Mi raccomando, non comprate più questi vini dalla 2006.

Emmanuel Rouget: che sia un produttore sopravvalutato lo sapevamo già, nonostante abbia avuto come maestro il mitico Jayer, ma dalla 2008 i vini hanno avuto un calo pazzesco. Mi ha detto mio cugino che ha una casa al mare in Borgogna, che il Sig. Rouget dopo aver perso una partita a briscola in un bar al centro di Nuits-Saint-Georges con lo Zio di Beaufort (il produttore di champagne) non è più lo stesso. La partita è stata giocata a maggio del 2009, ma i vini, non ha saputo spiegarmi di preciso il motivo, non sono più buoni dalla 2008.
Saró ripetitivo ma mi raccomando non comprateli.

Tierry Allemand: dopo aver scoperto ad Aprile del 2013 che il suo cognome significa tedesco, ha avuto una forte crisi esistenziale essendo lui un grande patriottico. A nulla sono servite le piste da sci che ha costruito sulle ripide terrazze di Cornas, anzi hanno rinforzato la sua passione per gli sport invernali a discapito del lavoro in vigna. Per cui mi raccomando dalla 2013 niente più Allemand.

Oltre a questi ce ne sono tanti altri che da una determinata annata non producono più vini di qualità:

Si passa da Accomasso – l’annata del cambiamento è la 2010 e chi fa parte del movimento terrapiattista lo sa bene – si continua con Lafon, Roulot, Rousseau, grandi nomi insomma, ma anche piccoli produttori di vino naturale. Insomma ce ne sono di ogni, quindi mi raccomando massima attenzione, perchè la fregatura nel mondo del vino è dietro l’angolo e a sbagliare annata è un attimo.

P.s.: Ricordatevi sempre, non c’è giudice migliore del vostro palato.

Diffidate dagli pseudo intenditori e prima di smettere di comprare i vini di un determinato produttore a partire da una specifica annata, provatene 1/2 bottiglie, andate in visita dal produttore e cercate di approfondire, perché potrebbero essere tutte leggende metropolitane quelle che sentite in giro e credetemi ce ne sono di ogni tipo.

Dimenticavo, se in futuro vi dovesse capitare di vedermi bere delle bottiglie di vino di uno dei 4 produttori citati, non giudicatemi, la mia filantropia è nota, lo faccio in maniera inconscia, per cui no, non smetterò di comprare quei vini anche se non sono più gli stessi.

Note:
*Ganevat: Produttore tra il poliedrico e lo psichedelico. Vini elettrizzanti, stravaganti, senza solfiti aggiunti. Ha “borgognizzato” lo Jura e si è creato una setta di seguaci disposti a mettere a soqquadro il web alla ricerca dei suoi vini del Domaine.

*Jamet: Il Bartolo Mascarello del Rodano, produce solo 3 Cote Rotie nonostante abbia a disposizione ben 17 lieux-dits. Vini sensuali, carnosi, speziati, il Cote Rotie è eleganza, il Cote Brune è inaudita potenza. Un must che non deve mancare nelle cantine dei veri Rodaniani, anzi dei veri appassionati di vino Francese.

*Rouget: Non ha bisogno di presentazioni, il vero erede  del mitico Jayer, produce vini puri, precisi, longevi, a volte austeri in gioventù ma di grandissimo fascino. Purtroppo vittima di forte speculazione come tutti i grandi vini della Cote de Nuits.

*Allemand: è riuscito a dare luce in pochi anni ad una denominazione in passato spesso bistrattata. Tra i produttori naturali più ricercati del globo, produce 3 Cornas di cui un sans soufre in grado di sfidare gli anni come fossero mesi, uno schiaffo per chi pensa che la solforosa sia necessaria per garantire longevità al vino. La spezia, il fiore, l’intensità, wow.

 

 

 

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Vincenzo Le Voci

Farmacista con un passato da bevietichette spinto in via di redenzione, beve tanto e di tutto dal naturismo estremo alle bombe certificate passando per il vinoverismo che non dissangua e convince. Non è tipo che si perde in chiacchiere e va dritto al punto

59 Commenti

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Francesco Fabbretti

circa 2 mesi fa - Link

Il titolo mi aveva illuso: finalmente qualcuno che parla di vini, magari noti, fortemente sopravvalutati e invece no...peccato

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Nicola Micheletti

circa 2 mesi fa - Link

Grazie per la simpatica segnalazione. Anche io però speravo di leggere finalmente la lista di grandi vini da evitare inspiegabilmente da anni citati e riveriti. Chissà che prima o poi non si riesca finalmente a fare !

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marcow

circa 2 mesi fa - Link

Che dire. Niente di nuovo. Vengono ribaditi gli stessi "dogmi" di chi vuole che il mondo del vino (e il relativo metodo di degustazione) resti immutato nel tempo. E...che... in particolare... non vengano messi in discussione i SACERDOTI della DEGUSTAZIONE. Da seguire.. con FEDE... a-criticamente... come tante pecorelle che hanno bisogno di un BUON PASTORE. PS "P.s.: Ricordatevi sempre, non c’è giudice migliore del vostro palato" (Vincenzo Le Voci) ____ In questo blog sono tra quelli che esaltano il GUSTO PERSONALE. È uno dei tanti modi... per rimanere.. un.. po'...l-i-be-r-i. Non OMOLOGATI. Al gusto personale dei sacerdoti della degustazione: perché, non ve lo diranno mai, ma anche loro... hanno... un gusto personale.

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Mattia

circa 2 mesi fa - Link

Ma secondo te spendiamo 200-300 euro per una bottiglia di vino..? Dai, torna a letto che è tardi

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vincenzo

circa 2 mesi fa - Link

Innanzitutto ti ringrazio per il prezioso consiglio, un po’ di sano riposo fa sempre bene, nonostante mi venga consigliato in un orario non proprio consono alle mie abitudini. Ti chiedo umilmente di farmi notare in quale parte dell’articolo consiglio ai lettori di acquistare vini da 200 o 300 euro. Infine, giusto per darti un’ informazione economica, alcuni vini dei produttori citati hanno un prezzo di circa 50 euro( che sono una cifra molto alta per una bottiglia di vino, non fraintendere ) ma sono molto interessanti.

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Mattia

circa 1 mese fa - Link

Guarda, molto umilmente ti faccio altresì notare buon uomo il prezzo di una bottiglia di Thierry Allemand. Ora torna a letto però, che ti fa bene.

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gabriele

circa 1 mese fa - Link

Costa molto ?

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Vanni

circa 2 mesi fa - Link

Dipende da chi li degusta chiaro. Che non è una prassi comune ma ci può stare alcune volte esaltare un palato a volte è certamente nobile se si sa capire la differenza ..la vita è troppo breve per viverla sempre con mestizia.

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Mattia

circa 1 mese fa - Link

Se ti metto 4 bottiglie da 30, 80, 150 e 400 euro ci metto la mano sul fuoco che non capirai mai cosa hai bevuto!

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franco

circa 1 mese fa - Link

porta, porta pure che intanto beviamo qualcosa...

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Alessandro Morichetti

circa 1 mese fa - Link

Mattia, siamo al cartellino arancione. Va bene tutto ma non stiamo qui a sorbirci i tuoi sfoghi quindi per i commenti su questo post basta così, grazie. E' un caloroso invito che sei libero di non accettare ma poi non commenti più. Fai come credi. Grazie

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refosco

circa 1 mese fa - Link

Un buon vino nostrano fatti in casa non ha rivali. Donen e buoi dei paesi tuoi.

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arnaldo

circa 2 mesi fa - Link

Sono frasi legatespesso ai romanticoni /nostalgici del tempo che fu. Dimenticando che il palato di ciascuno muta nel tempo e che i ricordi di bevute di 20 o 30 anni fa sono delicatamente offuscate e/o confuse con altre. Fa bene pertanto Vincenzo ad ironizzare sui soliti triti e ritriti,giusto per stemperare e rendere tutto molto piu' leggero.

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marco

circa 2 mesi fa - Link

Casa al mare in Borgogna? Come avere un dammuso a Cortina d'Ampezzo........

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Renzo

circa 2 mesi fa - Link

Meno male che qualcuno ci spiega questa cose . Grazie

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marcow

circa 2 mesi fa - Link

Arnaldo, certamente il gusto personale può mutare nel tempo. Mi spiego, allora, meglio. Quello che volevo dire, ma era implicito, è che a mutare il proprio gusto personale dobbiamo... essere noi stessi. E non seguire le mode... perché... qualcuno ci dice quello che dobbiamo fare: quali libri libri leggere. Quali film vedere. Cosa mangiare. Cosa bere. ecc... E, si badi, questo non esclude il confronto con gli altri. Volevo soltanto ribadire che... non dobbiamo... farci INFLUENZARE... FACILMENTE... come SPESSO avviene invece nell'epoca contemporanea. __ Gli Esperti, in qualsiasi campo, io li leggo. ____ Ma faccio prima di tutto una SELEZIONE: secondo alcuno CRITERI PERSONALI. E poi valuto... criticamente... quello che dicono(quelli che ho scelto): non mi... bevo...passivamente... tutto quello che mi propongono. Insomma, rimaniamo Indipendenti e liberi. (per quando sia molto difficile non farsi condizionare... dalla forza straripante della Comunicazione...che TUTTO avvolge)

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Rino

circa 2 mesi fa - Link

Ho visto anche,spulciando su Internet, i prezzi dei vini dei produttori indicati ed in effetti sono "leggermente" fuori portata...possibile che in Francia non si riesca a bere bene se non a quelle cifre? Poiché penso non sia così magari sarebbe carino fare qualche volta articoli su produttori di qualità, ma meno noti al grande pubblico e soprattutto che non facciano pagare i loro vini un occhio della fronte visto che penso che il 99,9% delle persone che legge questo blog non possa permettersi quelle cifre ( ma se se le può permettere buon per lui/lei). Attendo fiducioso

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vincenzo

circa 2 mesi fa - Link

Ciao, purtroppo molte volte è colpa della speculazione non dei produttori. In Francia si può bere in maniera egregia con 20/30/40 euro...se mi dai qualche indicazione( Borgogna, Rodano, Champagne, Jura, Loira etc) posso provare a darti qualche consiglio in base alla mia esperienza e ai miei gusti.. oppure magari più in lá scriverò un articolo...

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Rino

circa 2 mesi fa - Link

Borgogna e Rodano sono quelle che mi incuriosiscono di più

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vincenzo

circa 2 mesi fa - Link

Rodano Sud: Domaine De L’anglore: vini fatti con macerazione carbonica, naturali. Super frutto e grande beva, deve piacere lo stile, non è per tutti. Prezzi dai 15 ai 25/30 euro. Il Tavel Vintage costa qualcosina in più. Le Clos des Grillons Calcaires: vino di punta di Nicolas Renaud allievo di Pfifferling, da vigne vecchissime di Grenache noir e Cinsault, simile ai vini dell’ Anglore ma meno stravagante, da bere a canna. Prezzo circa 20/25 euro Domaine des Tours e Chateau des Tours di Emmanuel Reynaud: sono tutti buoni i suoi vini, fa vari Blend e sono molto particolari. Occhio perchè purtroppo c’è speculazione, il prezzo reale va dai 20 ai 50/60 euro per Vacqueyras. Rodano Nord: Alain Graillot Crozes Hermitage: speziato,fresco, goloso, da provare. 25 euro circa Pierre Gonon les Iles Feray 2017: Siamo a Mauve, zona di grande pregio per l’appellation Saint Joseph. Les iles ferays è il secondo rosso dei fratelli Gonon. Fiori,spezia e spensieratezza, grande bevibilità senza scadere mai nella banalità. Meno profondo, più teso e scarno del Saint Joseph ma che goduria. 30/35 euro Cornas: ti direi Vincent Paris e Gilles E ancora: Souhaut Hervé Romaneaux Destezet Saint Joseph Clos des Cessieux Dard e Ribo Saint Joseph Mancano i Cote Rotie, ma i miei preferiti superano i 50 euro quindi è inutile scriverli. Fuori zona: Domaine Thierry Navarre Ribeyrenc (Languedoc): Ribeyrenc un’uva antica della Linguadoca, un tempo comprendeva 1/3 dei vigneti di tutta la regione, oggi sono solo tre produttori a coltivarla, Thierry navarre è uno di questi. Prodotto da uve a grappolo intero, fermentazione in cemento. Il risultato è una bevanda dalla leggerissima gradazione alcolica( 11 gradi). Tisana di fruttini rossi e spolverata di pepe nero, è fragrante,snello, delicato in bocca, buonissimo. Prezzo 13/15 euro Borgogna: qui vado di fretta altrimenti non finisco più e lascio a te la scoperta. Claire Naudin Ferrand Orchis Mascula Marc Soyard Hermaion Domaine Durochè Gevrey Chambertin Denis Bachelet Cote de Nuits Villages Lienhardt Emphase Bruno Clair Marsannay Les Longeroies Sylvain Pataille Clos du Roy De Villaine la digoine Francois Lumpp Clos du Cras Long E ce ne sono ancora tanti, tutti i vini sotto i 50 euro. Bonus Fuori zona: Domaine la Terrasse d'Elise 'Les Hauts de Carol's', IGP( Linguadoca): 100% cinsault da un singolo vigneto, l’etá delle viti è compresa tra i 40 e i 60 anni. Non ha nulla a che vedere con i Pinot Nero di Borgogna ma in quanto a fragranza, intensità e ampiezza aromatica non ha nulla da invidiare ad alcuni vini che ti ho consigliato su. Prezzo sui 30/35 euro Potrei continuare con i bianchi, ma già sono stato prolisso, magari la prossima volta. Ps. i prezzi che ti ho indicato sono tali solo i vini vengono acquistati in Francia, in Italia giustamente potrebbero costare di più, vedi costi di importazione.

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Sancho P

circa 2 mesi fa - Link

Su Borgogna, Il sottoscritto, ovvero l'ultimo dei fessi, segnala Chanson(catalogo Meregalli ) rapporto qualità/ prezzo imbattibile e Jaffelin (catalogo Brut &zero) maison più piccolina ma anche qui buon rapporto qualità/prezzo. Visitate entrambe; dal base ai Grand cru non sbagliano un vino. Buona reperibilità in Italia. Ch Dopodiché, ci sono aziende che sono oggettivamente peggiorate. A parer mio, quella che era una delle migliori aziende dell'Etna, per esempio, da quando è entrata in un catalogo di "selezionatori di aceto", ha avuto un crollo. Bevuto un Nerello Cappuccio 2015, pagato 28 euro e nel bicchiere mi son trovato un vino buono solo per condire l'insalata. E pensare che facevano un Etna Rosso straordinario.

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Alessandro C

circa 1 mese fa - Link

Ti riferisci a Calabretta?

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Rino

circa 2 mesi fa - Link

Grazie mille, lista bella lunga sto a posto per i prossimi 3/ 4 mesi, consigli preziosi

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Mattia

circa 1 mese fa - Link

Questi sono consigli utili. Vedo che ti sei dato una svegliata. Poi, parere mio, vi sono alcune zone del sud della Francia che fanno vini veramente di carattere paragonabili ai migliori vini toscani, parlo sempre di vini naturali senza intrants e manipolazioni varie. Limitarsi a Rodano e Borgogna è chic ma il profondo sud è magico.

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Guido

circa 2 mesi fa - Link

Mah... Cosa non si farebbe pur di creare titoli facilmente cliccabili.. Mi spiace di esserci caduto, non accadrà più, almeno con questo pseudo-autore

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Gaetano

circa 2 mesi fa - Link

Vincenzo, se parli di casa al mare in Borgogna la tua credibilità crolla, mettendo molti dubbi su ciò che scrivi.

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vincenzo

circa 2 mesi fa - Link

Ciao Gaetano, il post è ironico, non pensavo fosse così difficile da capire. Credi davvero che Ganevat si sia rotto il minolo del piede giocando a calcio ?? 🤣

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Nick Gialli

circa 2 mesi fa - Link

Ma perché mi appaiono ste caxx. te sul feed?? Ridatemi indietro due minuti della mia vita

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Carlo

circa 2 mesi fa - Link

Il titolo incuriosisce. Poi leggo i motivi sul primo vino da evitare... Domaine Jean-François Ganevat: vini peggiorati dalla 2010, dopo una "lesione al mignolo sinistro del piede destro" ????? Questo sarebbe un giornalista! Scrivo di nuovo... "lesione al mignolo sinistro del piede destro"!!!! Mah???

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vincenzo

circa 2 mesi fa - Link

Vedo che molti non hanno capito per niente il senso del post. È un articolo ironico scritto per prendere in giro gli pseudo esperti di vino da bar, i quali sostengono che i vini di determinati produttori a partire da specifiche annate non sono più gli stessi... Il problema è che lo fanno senza approfondire realmente la questione, senza fornire valide motivazioni ma basandosi su assaggi superficiali( esempio goccetto di vino al Vinitaly, dopo aver bevuto altre 100 etichette) o per sentito dire in giro da altri espertoni come loro... quello che penso realmente sui produttori che ho citato( che tra l’altro sono tra i miei preferiti) è scritto nelle note, basterebbe arrivare in fondo all’articolo invece di commentare inutilmente. Ps Per i più duri: dove parlo di calcetto, mare in borgogna, piste da sci a Cornas etc.. è ovvio che nulla è vero ma ho solo scritto delle Baggianate come fanno alcuni pseudo esperti, esasperando il concetto.

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Pietro

circa 2 mesi fa - Link

L'ironia, è la cosa che più ho compreso, è quella che più ho gradito, al contrario di alcuni pseudo intellettuali, evidentemente.... Per cultura personale, apprezzo anche la possibilità di conoscere alcuni vini e produttori a me sconosciuti, anche se francesi. Però una cosa mi chiedo...possibile che non ci siano vini e produttori italiani da spiegare con tale passione e fare conoscere a comuni e semplici lettori, interessati ad acculturarsi o quantomeno incuriosirsi a questo argomento ? Spero che questo non accada per "politiche" di comodo.... Ma se ho un po' compreso il personaggio sono sicuro che lo farà e anche alla grande....buon lavoro

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Daniele

circa 2 mesi fa - Link

Solidarietà a Vincenzo dopo aver letto i commenti. 🤦🏻‍♂️

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Daniele

circa 2 mesi fa - Link

Leggo e ascolto gli "esperti", poi nelle scelte faccio di testa mia, ... in genere è il contrario. Lontano dai blasoni si beve e mangia bene al prezzo giusto, con tante sorprese positive.

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Tricolore

circa 2 mesi fa - Link

Ragazzi capisco che la foga sinboler conoscere i nomi dei produttori vi abbia fatto sorvolare su alcuni iro nn ici dettagli. Il mignolino ok, occhiali da sole ok, ma arrivati al cugino con la casa al mare e la famosa partita a briscola ,secondo me qualche domanda potevate porvela: ma sta a scherza? Vero? Un po di sano di senso dell'umorismo non guasta proprio in un ambiente dove ci sono troppi cantastorie, guru, naso,espertoni dell'umami e della violetta di montagna,collina e di mare Vabbe' buonanotte e un saluto a a tutti.Auguri per l'Immacolata ed il resto del mese

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Massino

circa 2 mesi fa - Link

Cosa puoi dirmi del St.Julien di Château Léoville Barton? Mi piacerebbe assaggiarlo e sono tentato di comprarlo. Grazie anticipatamente Vincenzo

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Francesco Fabbretti

circa 2 mesi fa - Link

fatti il "trittico" Barton. Las Cases e Poyferre

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Luciano

circa 2 mesi fa - Link

"".....Rosso rubino brillante. Il naso incontra profumi che richiamano i piccoli frutti di bosco, il mirtillo e la ciliegia selvatica, e a seguire si percepiscono leggere sfumature di vaniglia e liquirizia....etc.etc..! Queste amenità si possono leggere su qualsiasi etichetta . Mio suocero , modesto agricoltore , fa per se e per la mia famiglia un vinello senza pretese. La sera davanti al camino ,beviamo il nettare della sua vigna : gusto semplice, no mirtilli, no ciliegia selvatica ( che è? ) no liquirizia ne vaniglia ,e, udite udite , nessun mal di testa: ..il suo vino sa di uva !. Ragazzi , un sano ritorno alle origini sarebbe salutare per tutti ! Un saluto. Lucio.

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franco

circa 1 mese fa - Link

cigliegia selvatica ce ne sono diverse specie... quella che trovo io dalle mie parti, provincia di RE, sono piccoline arrivate a maturazione, dal gusto verde e amaro, simile alle marasche.

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Dani

circa 2 mesi fa - Link

Che palle, mai nulla di serio

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Alessio Antolini

circa 2 mesi fa - Link

Comprare italiano era un consiglio migliore soprattutto di questi tempi.

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Capex

circa 2 mesi fa - Link

Les Clos Perdus , tutti i loro vini da l'annata in su. Mir la mer il mio preferito.

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Marco Aurelio probo

circa 2 mesi fa - Link

Mortandela e groppello de chel BON cantine in val di non cantine in val di non!!! consiglio laste rosse ze Geremia e maso sperdossi che fa anche un eccelso gewurztraminer campione del mondo vini estremi due anni fa quindi come dice il marito di donna Imma Polese FAVORITE!!!

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Emanuele

circa 2 mesi fa - Link

C'è una questione di fondo che nessuno considera, forse per contro-snobismo e pregiudizio anti-intellettualistico (a proporla di recente è stato un intellettuale): "esperto" è una parola sdrucciolevole. Un participio perfetto. Allude a ciò che è stato, non comprende (include, capisce) ciò che sarà. È una grandezza di stock, non di flusso, dove per flusso va intesa l'esperienza in corso e a venire. Io ho in tanto rispetto per gli esperti e per la loro cultura, in quanto non la ostentano. Non li seguo, né chiedo loro dritte o expertise, semplicemente perché a partire da expĕrīri, cioè dal modo infinito, i participi più interessanti sono il presente e il futuro. Per me i buoni vini a venire sono sempre e per principio più buoni dei vini grandi et optimi et excelsi impiombati negli incunaboli di un esperto.

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Maurizio

circa 2 mesi fa - Link

Riflessione molto interessante

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Spanna

circa 2 mesi fa - Link

L'ironia sui sommelier, sugli esperti, sulle idiosincrasie degli amanti del vino ultimamente mi ricordano le barzellette sull'inter di qualche anno fa. Non mi divertono più molto.

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marcow

circa 2 mesi fa - Link

Spanna, con il suo commento, mette in rilievo un concetto, secondo me, importante. ____ Non è vero che l'IRONIA deve sempre stimolare l'intelligenza...divertendo, come dicono quelli, che in questo bel dibattito, si sono divertiti molto a leggere le baggianate(così le ha chiamate l'autore) di Vincenzo Le Voci. È un grande strumento(L'IRONIA) della retorica... ma va saputo usare. Alcuni si sono divertiti. Altri no. Alcuni ne sono usciti, dopo la lettura, migliorati. Altri no. ____ Poi, aggiungo, che non si può pretendere che il discorso "ironico" non sia oggetto di replica critica, anche dura. Ma dove sta scritto che debba piacere a tutti... soltanto perché... è ironico. ____ Signori, in questo magnifico blog, sono stati scritti altri articoli... AUTOIRONICI.... che, invece, ho apprezzato molto. Ironia e autoironia non vanno confusi. Se ci fosse stata qualche spruzzata di AUTOIRONIA l'articolo mi sarebbe, forse, piaciuto di più. ____ Non è molto chiaro, forse, qual è lo scopo del discorso ironico di Vincenzo Le Voci. Ho tentato di darne una spiegazione nei miei primi commenti. Lo scopo è autoreferenziale. Lo scopo è di esaltare la "casta" a cui Vincenzo Le Voci "crede" di appartenere. Perché la "CASTA" ATTACCA SEMPRE E COMUNQUE il... mitico... GUSTO PERSONALE? Perché in questo articolo Vincenzo Le Voci attacca il gusto personale con un PS? ____ Per concludere: Finiamola di dire che chi non apprezza il CONTENUTO dell'articolo...non è in grado di CAPIRE un discorso ironico. E prima di usare delle figure retoriche molto affilate e taglienti(come ll'ironia) ... andiamo a frequentare qualche corso di scrittura creativa. ____ Perché non bastano i corsi AIS a "formare" degli ottimi scrittori. Anzi, il pericolo è che questi corsi AIS "formino"... delle GABBIE MENTALI...RIGIDE.

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Giacomo

circa 2 mesi fa - Link

Sentivo il bisogno di un thread antifrastico in cui si consiglia di non acquistare bottiglie da trecento scudi, per tacere di quelle economiche, che vengono via a quaranta. Invidio ai siciliani il concetto "cosa inutile". Limitommi quindi al mio idioletto di langa: ah pòr pan...

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vincenzo

circa 1 mese fa - Link

Ciao Giacomo se leggi bene i commenti, a chi me l’ha chiesto, ho consigliato una trentina di vini sotto i 50 euro, frutto di una ricerca che va avanti da anni. Inoltre i vini di Ganevat e alcuni di Jamet non superano i 50 euro. Gli unici vini da 300 scudi sono quelli di Rouget e nemmeno tutti.

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Giuseppe Carandente Tartaglia

circa 1 mese fa - Link

Articolo interessante e divertente Inoltre grazie per la lista,ho tantissimo da imparare

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Angelo

circa 1 mese fa - Link

Naso piccolo e bocca grande è bellissima! Te la rubo.

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Max

circa 1 mese fa - Link

Ciao Vincenzo, l'ironia non è immediata x tutti.... i più hanno subito puntualizzato che il mare in Borgogna nn c'è 😂😂😂 ma si potrà???

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vinogodi

circa 1 mese fa - Link

...dipende dalle sensibilità personali : personalmente la intro del thread di Vincenzo ha divertito . Ma forse per carattere sono scanzonato e un pò irriverente verso il mondo del vino ...

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TcTiger

circa 1 mese fa - Link

Io continuerò con i "vinacci" italiani, che li do a fare i soldi ai francesi...

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Raffaele

circa 1 mese fa - Link

Del blà-blà-blà salvo solo il p.s.

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Stefano

circa 1 mese fa - Link

Nessun problema per me. Io bevo solo italiano. Valico i confini nazionali solo alcune volte per la birra ma anche in questo caso prediligo quella artigianale italiana

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franco

circa 1 mese fa - Link

molto male Stefano... non sai cosa ti perdi!

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Luke

circa 1 mese fa - Link

Ennesimo articolo evitabile che denota la solita presunzione e senso di superiorità di voi collaboratori. Non lo avete notato? Ci sono gli snob del vino, i cosiddetti radical chic enoici e poi dall'altra parte della barricata ci sono quelli come voi. Diversa faccia ma stessa medaglia. O che siano enofighetti o nabbi del vino, avete sempre qualcuno su cui puntare il dito e condannare! Il mondo è vario, vivete e lasciate vivere.

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Massimiliano

circa 1 mese fa - Link

Si in effetti questo commento non punta il dito e non condanna...o è una performance autoreferenziale?

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Francesco

circa 1 mese fa - Link

Il periodo duro non concede di farsi due risate su un articoletto ironico? C'è chi ha scritto di aver perso del tempo leggendolo, come se avesse qualcosa di meglio da fare. Chi accusa persone sconosciute di presunzione e snobismo. Chi, componendo il proprio commento in endecasillabi ed esagerando con i puntini di sospensione....... critica l'autore sia su forma che su contenuto, (Vincenzo ben specifica nella sua bio di essere farmacista, non giornalista e tantomeno poeta) arrivando perfino a consigliare corsi di scrittura creativa. Ormai non ci è concesso neanche più sorridere. Credo in realtà che, mai come ora, bisognerebbe rilassarsi e bersi un buon bicchiere di vino, perché no, anche da 300 euro, se le finanze lo permettono. La vita è troppo breve per bere vini mediocri (cit. di uno che sicuramente non aveva bisogno di corsi di scrittura creativa)

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