di | ven 17 giu 2011 ore 12:15
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idee chiare

Dichiariamo ufficialmente aperto il boicottaggio delle bottiglie pesanti

Poche cose dicono tanto di un produttore di vino come l’utilizzo di bottiglie pesantissime. Appariscenti e voluminose, scomode da trasportare e tenere in mano, modaiole, di nessun beneficio per l’affinamento e nemiche dell’ambiente. Degenerazione figlia del marketing, in sintesi. È di questi giorni una buona notizia, riportata da Maurizio Gily (Millevigneblog), che viene dagli Stati Uniti:

Lo stato canadese dell’Ontario, maggior produttore di vino della nazione e maggior consumatore, vieterà la commercializzazione di vino non spumante in bottiglie di peso superiore a 420 grammi a partire dal 1 gennaio 2013. Lo ha spiegato in una lettera alla rivista britannica “Decanter”  Bob Downey, vice presidente del Liquor Control Board of Ontario (LCBO).

In Italia, quella contro le bottiglie pesanti è una battaglia portata avanti da Carlo Macchi, “giovane” giornalista e blogger toscano (WineSurf) che si augura una diffusione della norma su scala internazionale. Noi ci aggreghiamo rilanciando: attirare l’attenzione sul contenitore perdendo di vista il contenuto è uno dei mali del vino e ogni tanto vorrei vedere l’enofighetto riappropriarsi del suo potere. Parlo di boicottaggio. L’imperativo morale del consumatore consapevole di vino è boicottare le bottiglie pesanti e dire al produttore: “Non la compro perché questa bottiglia è insostenibile”. Sia chiaro, non sono un talebano ma l’economia di mercato non è una partita a dadi. Se giochi con criterio siamo amici, se mi tratti come un pollastrone d’allevamento, io non ti sostengo. Stop e fine.

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Info su Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, vende vino su Doyouwine.com. Marchigiano, vive a Barbaresco. Apprendista contadino per un anno e oste di sala per due, è laureato in Scienze della Comunicazione con tesi in sociologia della cultura dei ristoranti, sommelier AIS e scout.
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45 commenti a Dichiariamo ufficialmente aperto il boicottaggio delle bottiglie pesanti

  1. e come la mettiamo con i cinesi che le comprano più volentieri proprio perchè “più pesante è la bottigli più prezioso sarà il vino”?!?

    • avatar ALAN

      Occorre fare capire ai cinesi che la qualità di un vino non è proporzionale al peso della bottiglia.
      Non credo che i cinesi siano degli stupidi…

      • però bisogna imparare il cinese…si fa prima a far pesare le bottiglie!

    • caro Andrea, come sempre apprezzo il tuo sano pragmatismo, da persona che col vino ci lavora davvero.

  2. sottoscrivo in toto l’idea del boicottaggio alle stupide bottiglie pesanti. Anche se così facendo capiterà di imbattersi nel solito produttore, com’é capitato a me in una grossa cantina in Puglia, che ti dice che la bottiglia pesante sistemata sullo scaffale si fa notare e fa la differenza. Al che gli ho risposto: allora visto che vi serve per farvi notare, visto che il contenuto non é sufficiente e non pensate che la qualità dei vini sia premiante, perché non mettete una bella donna nuda in etichetta, così vi notano di più?
    E’ contro la stupidità di certi produttori, che usano simili mezzucci da magliari, che bisogna lottare, dimostrando l’inconsistenza e la banalità delle loro tesi…

    • avatar Fabio

      Ziliani, una comune conoscenza mi ha detto che lei NON è andato a votare per i referendum, ed in tal senso ha predicato.
      E’ vero?
      Cosa c’entra col post? Per fer comprendere ai lettori che lei è poco attendibile. Anche quando parla di vino.

      • Se Ziliani abbia o meno votato importa poco ai lettori di questo blog. Si è espresso al riguardo e così ha fatto ora. Se poi una multipla personalità si nasconda dietro al franco tiratore, davvero, non è argomento che ci riguarda, tantomeno in questa sede.

        Considerazioni simili intendono screditare gli interlocutori più che contribuire realmente alla discussione.

        ps: signor Fabio, una conoscenza comune mi ha detto che è il decimo commento in cui inserisci la parola “Ziliani”. Facciamo basta? ;-)

        • avatar Fabio

          Allora me ne restano 9. Non ho mai parlato di Ziliani in questo blog.
          Non nego però che nutro una certa antipatia per il personaggio, che ho l’onore di conoscere.

          La prossima volta comunque userò la parola “Franco”, va bene?

          • avatar Nelle Nuvole

            @Fabio, mi sembri una persona con un poco di conoscenza del vino e anche abbastanza cervello. Per questo non ho remore nel rivolgermi a te con un “tu” cameratesco. Sai com’é non é che poi abbondino oggigiorno, persone a cui dare del “tu”.
            Se lo faccio con te é perché una domanda regna sovrana: “perché diavolo in così tanti danno addosso a Ziliani?” saranno forse milanisti? O Lucamaronisti? O Gamberorossiti? O Danielecernilleschi?
            O é che lui ha un modo di fare e di scrivere che ispira un cazzotto sui denti?
            Illuminami Fabio, così magari sei anche più contento.

        • lascia fare Alessandro: essere bersaglio degli strali di cotanto personaggio, che sostiene di conoscermi (e non so proprio chi sia), che ho invitato a non votare per i referendum, quando di questa consultazione non mi sono mai curato né occupato, né tantomeno ho preso posizione, a favore o contro, che sostiene che sono “poco attendibile” anche quando mi occupo di vino, é un fiore all’occhiello, un titolo di merito.
          Sarei molto preoccupato se avessi il consenso di una persona del genere, che ha tutto il diritto di considerarmi antipatico, ma non di contare balle…

    • avatar AAA

      Giusto, impariamo dal Piemonte o dalla Lombardia o dalla Toscana, che sono secoli e secoli che adottano bottiglie più leggere, vero? Il cui contenuto è sempre e solo di qualità , e che non hanno bisogno di miseri mezzucci come la Puglia, che purtroppo e troppo spesso la ospita.
      Ma sorge spontaneo un dubbio: non è che per sfortuna Le si aprano solo i portoni di certe cantine?

  3. avatar Armando Castagno

    Un argomento un po’ “di pancia”, a proposito del quale mi aspetto, presto o tardi, una litania di “distinguo”. Che abbia un fondo di verità è incontestabile: ci sono -- nella mia regione, ad esempio, o in Campania -- diversi produttori dei quali sono certo che pensino o abbiano pensato all’acquirente finale più o meno come al pollastrone d’allevamento, e più o meno a noi come stampa come a una massa di incompetenti scroccapranzi, assai agevolmente raggirabile.
    Altri no. Il primo che mi viene in mente, Gerardo Giuratrabocchetti (Cantine del Notaio, Rionero in Vulture, PZ) è una persona perbene, non è un magliaro, non la pensa così e io non avallerei un boicottaggio ai suoi vini solo perché le sue bottiglie pesano.
    Ultima cosa: sarebbe interessante, e purtroppo non ne ho il tempo, contare il numero di “bottiglie pesanti” nelle classifiche o nelle selezioni dei migliori vini italiani secondo le varie guide nazionali; chiedersi se e quanto la cosa conta. Si avrebbero sorprese, ritengo.

    • A spanne ce ne sarebbero poche, per fortuna. Certo non è saggio fare di tutta l’erba un fascio, per quanto l’argomento sia incontestabile. La bottiglia pesante è tecnicamente inutile e dannosa seppur funzionale a certi mercati, evidentemente non poco.

      A volte conserva buoni vini di brave persone, ma le brave persone dei buoni vini potrebbero spingersi verso una scelta più saggia e parlarne potrebbe invitarli a pensarci sù. Quando il prodotto non necessita trucco e parrucco, cui prodest?

      • avatar Armando Castagno

        E invece in alcune classifiche ce ne sarebbero parecchie. Parecchissime.

        • Sottoscrivo pensando alla guida di “sontuose surplesse gustative, di balsamico frutto porgersi in evidenza”…

      • avatar Min Cul Pop

        Mi inserisco in questo commento perchè mi pare (sottolineo mi pare)doveroso richiamare un senso di concretezza e di realtà. Quindi bando alle battaglie tutto sommato inutili e depistanti e rimettiamoci alle formule:
        BP+VV=BL+VL. Calcolatemi il peso di co2 necessario per consumare a Perugia o Raoma un Gevrey Chambertin in bottiglia da 420gr e poi fate lo stesso con un Amarone in bottiglia da 750 gr e poi ne riparliamo. Ne avete di tempo che avanza,nevvero?

      • avatar AAA

        per quanto si possa e si voglia essere “sensibili” ed ecologicamente corretti, il discorso di bottiglie pesanti, ha al momento un valore irrisorio, forse più utile a movimentare il web.

        Allora perchè non proporre di ridurre tutto l’impatto di tutta la filiera, fino ad evitare tutto l’impatto derivante dalla movimentazione stessa del vino?

        Dopo la raccolta lo si lavori in loco, lo si venda in loco ed i consumatori virtuosi consumino solo vini del loro tesrritorio, eviteremo costi e inquinamenti dovuti al trasporto.

        I toscani bevano il loro, i campani il loro, i pugliesi il loro, i fracesi anche, i cinesi incominciassero a fare il vino…

        So che è una emerita str*****a, ma anche la discussione sul vetro non scherza

  4. mai usato bottiglie pesanti. ciò che conta è il contenuto. il resto è fuffa

  5. Qualche tempo fa ho acquistato una bottiglia di un produttore bio-dinamico e ho notato che la differenza peso bottiglia piena, peso bottiglia vuota, era quasi nulla.
    Ma allora non pensate che, in tal caso, il biononsochecosa vada bellamente a farsi benedire?
    Personalmente uso le bottiglie da 450 g. solo perchè quelle da 400 g. hanno il fondo piatto e quindi, non facendo alcuna stabilizzazione al vino, può accadere che esso faccia i tartrati che poi, depositandosi sul fondo, rischiano di “venire dietro” agli ultimi bicchieri. Problema che si ovvia quasi del tutto con le bottiglie a fondo concavo.
    Ciao.

  6. avatar Nelle Nuvole

    @Andrea Gori: le bottiglie di Chateux Lafite non mi sembrano particolarmente pesanti, tut’altro, direi che il peso é inversamente proporzionale al prezzo. In Cina se le contendono a colpi di bigliettoni.

    @Armando Castagno se uno di cognome fa veramente Giuratrabocchetti, le sue bottiglie vanno comprate comunque.

    Le bottiglie di Brunello di Montalcino Biondi Santi sono fra le più leggere e anonime che conosco, non mi sembra che questo abbia danneggiato l’immagine del vino nei decenni.

    Le bottiglie pesantone-one-one con i tappi lunghi-lungherrimi sono comparse nei primi anni ottanta. Così come comparse possono scomparire. Plaudo al LCBO e a Carlo Macchi.

    nb LCBO però farebbe bene a darsi una mossa riguardo alla scelta dei vini e alla burocrazia per entrare nel Monopolio, ma questo é un argomento che vale altri post.

  7. @ Nelle Nuvole:il produttore in oggetto si chiama davvero Giuratrabocchetti, ed é anche una persona molto simpatica, ma se vuoi capire cosa sia il vero Aglianico del Vulture nella sua essenza ti consiglio di rivolgerti altrove… Troppo legno nei vini di Cantina del Notaio

    • avatar Nelle Nuvole

      Troppo legno e troppo vetro?

      ps Per me la palma di cognome strambo col Signor Giuratrabocchetti se la contende Jo Cartafalsa, veramente esistente in New Jersey nella persona di contabile.

      pps si sente che il week-end é in arrivo.

      • avatar Armando Castagno

        In effetti è un cognome inusuale. Gerardo si chiama Giuratrabocchetti perché la sua famiglia si tramanda il mestiere del notaio sin da prima che si formassero i cognomi. Ad est del Vulture, a Maschito, esiste il toponimo “Trabocchetti”; è una loro proprietà da diversi secoli.

  8. avatar Andrea

    Per poi qui si parla di Bottiglie pesanti ma ne vogliamo parlare delle Bottiglie trasparenti dove la luce altera il colore del vino se lasciato troppo tempo alla luce ? Una volta le Bottiglie erano di un unico colore in modo per tutelare il prodotto.

    Ma comunque tornando al Discorso, Trovo più Sensata una campagna di Unificare le bottiglie in modo di poterle riciclare in diverse parti dell’italia in modo di risparmiare rifiuti ed creare un riciclo visto i tempi che corrono, che non il boicottaggio solo di un tipo…

  9. Il “60 anni” di Feudi di San Marzano pesa un accidenti… prima vittima! (ed in cima a parecchie classifiche, mi pare :-) )

    Un altro aspetto invece cui sarebbe opportuno guardare con occhi diversi, parlando di packaging, è il confezionamento di certe bottiglie, taluni sono incredibili quanto incomprensibili: stringa di plastica punzonata, cartone, secondo cartone (quando ti va bene, se no cassetta in legno), bottiglie incartate una ad una, divisori tra bottiglia e bottiglie grossi come compensati. Ecchedéee…

    Il vino è un bene prezioso, ma non esageriamo per favore.

  10. avatar Carlo Gola

    la bottiglia piu orribile e pesante e aggiungo senza senso e riaggiungo presentata allo scorso vinitaly è il saten di ferghettina..!!!!!!!!ma dico io e non solo c’èera davvero bisogno di una bottiglia del genere???????

  11. Sono contento che questa idea, lanciata da me alcuni anni fa nel mio vecchio blog e poi ripresa brillantremente da Carlo Macchi stia avendo successo anche su intravino.
    http://www.winesurf.it/index.php?file=onenews&form_id_notizia=297
    Questo dimostra come internet riesce a far circolare le idee di tutti, se c’era bisogno di dirlo di nuovo.

    • E’ vero! Diamo a paolo quello che è di Paolo. Me ne parlò diversi anni fa e da allora cerco di far capire che quello che si dovrebbe vendere è il vino e non la bottiglia. Ringrazio il Morichetti per essersi schierato dalla parte dei buoni e leggeri.

  12. avatar a vista......

    Classifica Puglia:
    Lui: Albea
    Due Palme: Selvarossa
    Alessia Imperatore: Invisibile (ossimorica direi….)
    Teanum: Otre (vari vitigni….)

  13. avatar Signora

    Giusto che le bottiglie siano leggere, giusto che in un mercato aperto ci siano bottiglie più pesanti, (non pesantissime diciamo, quelle sono demode’) perchè quando vado a casa di amici e mi presento con un regalo (amici, non conoscitori dell’enoico mondo) voglio che apprezzino l’oggetto e quindi anche il Vino.

    Poi sostenibili o no, mi sembra importante, ma la cosa va rivista in toto. Anche l’elettricità che stiamo usando per scrivere è nel 90% dei casi, non sostenibile.

    • Purtropppo, un po’ di elettricità è necessaria per farci comunicare così. Sono scelte. Le bottiglie pesanti di utilità non ne hanno nessun’altra che quella strettamente commerciale.

  14. In linea assoluta di principio appoggio la battaglia di Carlo Macchi dall’inizio. Sul principio del “no frills” sono d’accordo al 100%: i contenuti dovrebbero sempre fare premio sul contenitore, e anche sui gadgets e sul packaging, sulla pubblicità, sul marketing, sulle pr, sulle amicizie potenti, sui nepotismi e gli appoggi di famiglia ecc ecc.
    Addirittura arrivo a dire che preferisco un pubblico amministratore bravo onesto e produttivo rispetto a uno inetto, disonesto ladro e fannullone… se donna, addirittura preferisco una ministra brava e bruttarella invece che una bonazza rifatta e disponibile ma incapace e costosissima.
    MA, e purtroppo il MA c’è sempre, il mondo non funziona va propriamente così.
    Per cui nel vino i listini prezzi onesti e sinceri con ricarichi minimi che io consiglio ai miei clienti spesso sono accusati di essere troppo “cheap” per cui poco attrattivi (il cliente prenderebbe il prodotto sottogamba!), così come le bordolesi leggere rispetto al vetro pesante, l’etichetta da 120.000 € di studio grafico, i tappi ipertecnologici, gli scatoloni dove il progettista della nasa ha sostituito la cara vecchia cartotecnica vicina alla cantina, la campagna promozionale tutta lustrini, megacene all-inclusive per giornalisti e opinion leaders, le vendemmie notturne con diretta tv, gli stand in fiera firmati dal grande architetto. Oggi tirano molto anche i bianchi aranciati finto-naturale e vero-ossidati, rigorosamente in bottiglia bianca, che si veda bene quello che normalmente dovrebbe essere un difetto ma si vende bene.
    In conclusione, il FUMO da queste parti prevale ancora, come meravigliarci se anche i clienti “di ultima generazione”, come russi e cinesi, ne sono ancora così irresistibilmente attratti?

  15. I 420 gr. dell’Ontario francamente mi sembrano pochini, 420+750 (più o meno) = 1170 (più o meno), penso che fino a 1.300 gr.(piene) sia un discorso accettabile, oltre bisogna cominciare ad incazzarsi, come consumatori che finiscono col pagare anche il vetro e come cittadini che subiscono l’inquinamento di tutta la filiera produttiva e distributiva.
    Per le bottiglie che, piene, pesano attorno al chilo e mezzo (e sono tante), TUTTE le Guide dovrebbero come minimo evidenziarlo come nota di demerito, ma sarebbe auspicabile anche un declassamento nelle valutazioni.

    Bravissimi per questa iniziativa!

    • avatar vinogodi

      …mmmmhhh … c’avevo un pò di tempo da perdere , mò sono andato con la bilancina in cantinetta pesando un campione rappresentativo :
      - Tutti i grandi Barolo e Barbaresco in bordolese ci stanno dentro
      - Tutti i Barolo e i Barbaresco in albeisa sono al limite (Liste leggermente over)
      - Quasi tutti gli Amarone over (Quintarelli e DalForno ….ahi,ahi,ahi….Zymé con L’Arlequin da fucilazione sul posto…)
      - Tutti i Brunello OK , con soldera al limite
      - Ci stanno bottiglie senza senso come Patrimo ,ma anche pesantissime come Bue Apis,Cantina del Notaio , alcuni Taurasi, nonchè Planeta tutta …
      - Tutto Bordeaux è OK, salvo Pavie e La Mondotte decisamente fuori, possiamo berla senza scrupoli di coscienza ecologici .
      - Fuori tutta la Borgogna , salvo Gouges , Ramonet , Domain Gros e Potel ( ma anche la maggior parte di Bianchi e Bruno Colin) che sono al limite … il resto out e di un bel pò … in alcuni casi da denuncia alle autorità competenti europee, come DRC ,Domain Leroy e il suo D’Auvenay , ma anche Tremblay , D’Eugenie, Pacalet, i top di Rousseau come il Clos de Beze , il Chambertin e il Clos S.Jaques , Fourrier , Prieur , Voillot, Remy,Comte Lafon , La Chablisienne , Chateau de La Tour , Comte Armand … insomma , boicottiamo quei cazzoni della Borgogna in nome dello sviluppo compatibile …

      • avatar vinogodi

        …chiaramente le bottiglie over le ho già incartonate (2770) , tolte dalla cantinetta e pronte a regalarle per chi avesse il coraggio di non boicottare sti cazzi di inquinatori impenitenti e poco sensibili allo sviluppo sostenibile. Ho già qualche richiesta da Acerra e dall’interland napoletano…

        • avatar Massimiliano Montes

          Dimentichi il Campè della Spinetta, ho pesato il 2001: 910 g di bottiglia!
          Il DRC è in cima alla classifica: 950 g.

          I francesi li regali a me???

          • avatar Massimiliano Montes

            Oooops… avevi detto soltanto i grandi barolo, scusa

  16. Nel 2005 cambiai le bottiglie facendole piu’ pesanti (650gr) , e troncoconiche. Diciamo la verita’, un po’ “troppo”.
    Con le nuove annate, che stiamo imbottigliando in questi giorni per uscita a settembre, si ritorna alla bordolese “classica”, quella da 550 gr. Da piu’ parti ho avuto riscontri positivi, ma non sono mancate le critiche sopratutto dalla Germania. Ho testimonianza diretta della Cina, dove effettivamente esistono bottiglie dal peso mostruoso, e dove il peso e’ sicuramente (ed erratamente of course) sinonimo di qualita’.
    La 430 gr e’ la bottiglia meno pesante di tutte, la cosidetta “bordolese standard”, che effettivamente oggi non e’ quasi mai utilizzata per i vini che non siano proprio i base (eppero’ i grandi bordolesi sono con quelle bottiglie, credo). Io credo che la 500-550 gr sia accettabile, vedremo.

    • Noi usiamo sia la bodolese standard per il vino base, sia la tronco conica leggera per il bianco,infine quella da 650gr per gli aglianico di prezzo maggiore (senza arrivare alle bottiglie pesantissime). Ci piacerebbe molto passare con tutti i vini alle più leggere, anche il portafogli ne gioverebbe. Rimane un problema, quello del trasporto. Facciamo molte spedizioni piccole con corriere espresso e le rotture sono 1 a 5 a favore di quelle più pesanti.
      E le rotture sono rotture a 360 gradi perchè oltre al vino perso devi gestire il cliente e il trasportatore e insomma…noi non siamo ancora pronti

  17. avatar Manilo

    Nella mia cantina non alloggiano bottiglie pesanti, non sono un ambientalista o verde che sia, c’è una logica in tutto, ogni 10 vuote, la campana del vetro attende, e voi?.

  18. come spiego nel secondo post del mio blog il divieto dal 2013 per ora non si estende ai vini con prezzo retail oltre i 15 dollari, il che significa che si applica solo ai vini più economici. Ma credo che sia solo questione di tempo, per consentire a chi produce vini da invecchiamento, e magari già imbottigliati, di adeguarsi. Magari per i vini di maggior pregio si fisserà un limite più alto, tipo 500 grammi. Ma la strada ormai è tracciata. Anche a me risulta che i grands crus del bordolese usino bottiglie relativamente leggere.
    Ne ho parlato tempo fa in questo articolo sulla newsletter Millevigne (ricordo: iscrizione gratuita):
    http://www.millevigne.it/newsletters/112701-i-vini-di-lusso?A=SearchResult&SearchID=61254&ObjectID=19783&ObjectType=7

  19. ..mi si è aperto un mondo!! ..e pensare che noi usiamo solo bottiglie leggere per due motivi: uno il prezzo e due perchè, per me, è più facile spostare i cartoni..
    Auguri di S Luigi a :) ) chi si chiama LUIGI!!!

  20. emh… chi va a suonare il campanello a DRC??

  21. Prima si produce il vino poi si decide la bottiglia

  22. avatar Fabio

    Io la penso come questo signore di cui riporto le sue opinioni.
    Non vedo il perche’ ed il percome boicottare un formato a me piacciono le magnum ecc. ecc.

    Poi pensate la formula 1 senza quei bottiglioni .-))))))

    “”Le bottiglie di grandi formati non sono di uso comune, se ne conosce l’utilità solo per le ricorrenze e per dare una valenza estetica nel momento in cui se ne fa uso. In realtà l’uso di formati maggiori ai 75cl è giustificato anche da motivi diciamo tecnici. In ogni caso il formato grande più noto e quello Magnum pari a due bottiglie da75cl (1,5 Lt). Visto che personalmente sono un amante delle bottiglie di grande formato,mi piace ricordare che la dimensione della bottiglie influisce in larga parte sulla conservabilità e sullo sviluppo dei processi di affinamento del vino. Nelle bottiglie di dimensioni piccole, come per esempio la mezza bottiglia o il quarto, il vino matura più in fretta ed è quindi poco adatta per l’affinamento. La ragione di questa accelerata maturazione è dovuta dalla maggiore quantità di ossigeno in rapporto al vino all’interno della bottiglia, e pertanto il processo di ossidazione si svolgerà più rapidamente. La condizione è invece più favorevole con l’aumentare della capacità della bottiglia in quanto la quantità di ossigeno sarà minore se rapportata alla quantità di vino. Per questa ragione il vino nelle bottiglie di grande formato matura più lentamente e consente un migliore sviluppo delle qualità organolettiche del vino. Un altro fattore determinante per la conservazione del vino nella bottiglie è il cosiddetto `livello di riempimento” cioè il livello raggiunto dal vino all’interno della bottiglia. Minore sarà il livello di riempimento e maggiore sarà lo spazio destinato all’ossigeno con la conseguenza di accelerare i processi ossidativi. Il livello di riempimento può variare durante l’affinamento del vino in bottiglia a causa di cambiamenti repentini di temperatura che producono espansioni del vino e che lo forzano ad uscire dalla bottiglia aumentando, per contro, lo spazio libero che verrà occupato dall’ossigeno. Controllare il livello livello
    di riempimento delle bottiglie è sempre una buona abitudine quando si acquista vino: è buona norma diffidare di quelle bottiglie, soprattutto se si tratta di vini affinati per lungo tempo, che presentano livelli di riempimento bassi. Le bottiglie di grande formato in ogni caso hanno un rapporto minore tra spazio vuoto (dovuto al mancato riempimento) e quantità di liquido e quindi anche questo è un altro fattore a vantaggio della conservabilità del vino nei contenitori di grande formato. Altro fattore a vantaggio dei grandi formati e lo spessore e colore scuro del vetro della bottiglia che deve essere proporzionale al quantitativo contenuto, infatti altro fattore che consente una buona conservazione del vino è la protezione dalla luce. Il colore della bottiglia rappresenta quindi un fattore di estrema importanza che consente di prolungare la vita di un vino nel corso del tempo. Bottiglie di vetro con colori più o meno scuri offrono infatti una buona protezione all’azione della luce e ne prevengono, in buona parte, i negativi effetti che questa esercita nel vino. Tutto questi aspetti combinati insieme premiano le bottiglie di grande formato, ovviamente la scelta del formato deve essere soppesata con il numero delle persone che sarà destinato a degustare……….. “last but not least” è che i produttori utilizzano i grandi formati solo per i vini migliori e tante volte solo per le annate migliori (i super big formati); ergo regalatevi delle MAGNUM se potete!”"

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