Breve guida alla Galizia (e ai suoi vini)

Breve guida alla Galizia (e ai suoi vini)

di Giorgio Michieletto

Andare in Galizia fuori stagione è una cosa da fare. E rifare. Non è un viaggio in cima alla vostra lista di priorità? Attaccate questa playlist: auto & albarino. Abbinamenti on the road: in bocca sempre onde rinfrescanti e conchiglie salate, ma sono le sfumature a fare la differenza.

1. Arrivate a Malpica al tramonto. Fronte baia c’è un vecchio hotel con la facciata sgretolata dal vento. Arrampicatevi sulle scale fin dentro il salottino di fianco alla reception dove il sole si sdraia su un divano di pelle consumato dalla tv sempre accesa. Gli ultimi raggi arrivano dritti dall’oceano; raffiche arancioni che filtrano fra le tende ricamate dall’anziana proprietaria e gli infissi da cambiare. Polveroso e kitch, come un quadro in casa della nonna.
Bodega Santiago Ruiz, Rosa Ruiz 2016: limone, papaia, mandorla, mango e foglia di pomodoro. Evocativo.

2. Affacciata sulle scogliere di Loiba c’è la miglior panchina del mondo: d’estate i turisti fanno la coda per un selfie e la scritta incisa sullo schienale certifica che sì è proprio lei, “the best bench”. Non andate via. Qualche passo più avanti sedetevi sulla panchina gemella, dimenticata e intonsa: la vista sulle spiagge è un po’ più stretta, ma ti si allarga il cuore pensando a quando volte ti sei sentito così.
Nanclares, Soverribas 2016: frutta bianca matura, camomilla, vaniglia, fieno, ananas. Ambizioso.

3. Quando si dice “pittoresco borgo di pescatori”. Benvenuti a Rinhlo, ma non perdete tempo a scattare foto ricordo: mangiate tutto quello che potete. Percebes, pulpo, navajas, zamburinas, berberechos. Infilatevi in ogni ristorante, cercate il paradiso: probabilmente lo troverete, ma sarà ora di ripartire.
Paco & Lola 2017: lime, fiori bianchi, timo, lychees, salvia. Affamato.

4. Il faro di Cabo Villano dovrebbe far paura perché segna uno dei punti più pericolosi della costa da morte. Bussate alla porta e aspettate: non vi aprirà nessuno. Immaginate di cambiare vita, diventare romantici guardiani con un binocolo, un Terranova e un giaccone verde col cappuccio: aprireste al primo che bussa? Forse sì, se porta il vino.
Quinta de Couselo, Selección 2014
: gelsomino, miele, lievito, noci, nota salmastra. Impressionante.

5. Se ti svegli in cima alle Isole Cies dove sei? Dipende da che lato ti giri: a sinistra l’oceano incazzato buio schiaffeggia gli scogli neri. A destra acqua immobile, spiaggia candida a mezzaluna, Maldive col bosco attorno. Arrampicatevi nel punto più alto, sdraiatevi dove il sentiero incrocia le nuvole e aspettate di non vedere più nulla.
Albamar, PAI 2016: frutta bianca, zagara, albicocca, pompelmo, bergamotto. Sognante.

6. Ad A Guarda il fiume combatte contro il mare con un braccio di ferro di onde allungate. La frontiera fra Spagna e Portogallo scorre in mezzo al Minho. Solo nei luoghi di confine ti fermi per non fermarti mai e potresti fermarti per sempre. Anche qui c’è quel mistero di attrazione di cui parlava Pietro Chiara a Luino: qualcosa di “inesprimibile e spirituale che non può andare vestito di parole”.
Les tres Amis, Alma 2014: acacia e tiglio, melone, anice, pesca. Suggestivo.

7. Di ritorno da Punta de Estaca de Bares, il punto più a nord di Spagna, sedetevi sul molo di Porto de Bares e aspettate la pioggia. Non muovetevi finché non avrete sentito il mare in faccia e la sabbia negli occhi. Poi camminate sulla spiaggia sgretolando le conchiglie. Le reti non fermano la marea. Puntate verso la canna da pesca che buca la foschia.
Mar de Frades 2017: agrumi, mela verde, erbe verdissime, menta. Tagliente.

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Giorgio Michieletto

Giornalista professionista: ieri cronaca nera, oggi rosa. Ieri, oggi e domani: rosso, bianco & co. Varesino di nascita e cuore, milanese d'adozione e testa. Corsista Ais. Se c'è una storia la deve raccontare.

3 Commenti

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Daniele

circa 5 mesi fa - Link

Suggestivo articolo. Mi ha fatto sognare di quando viaggiavo per la Spagna. BRAVO!!!

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Stefano

circa 5 mesi fa - Link

Non vi prende la tilde su Intravino? Proviamo: Albariño. Diamo giustizia a un grande vitigno!

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Tommaso Ciuffoletti

circa 5 mesi fa - Link

Bello, bello, bello!

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