Bio in Francia | Sylvie Augerau parla di scienza, e di politica

di Danilo Ingannamorte

Arrivati alla terza ed ultima parte del nostro incontro con Sylvie Augerau e i vini naturali in Francia, l’abbiamo buttata in politica. Ma soprattutto abbiamo cercato di capire in che modo i cugini guardano agli scienziati, cioè a chi fa enologia tradizionale: tecnici o vignaioli che dimostrano (diciamo) minore sensibilità alle pratiche un po’ arcane dei bio. E a volte, hanno molto da ridire.  La lettura della prima e della seconda parte dell’intervista vi aiuterà a non perdervi in questi meandri naturisti.


Domanda. La scienza e la tecnologia hanno diritto di cittadinanza nel mondo del vino naturale?

Risposta. Ma è ovvio! È comprendendo il loro strumento che questi vignaioli arrivano a maneggiarlo naturalmente. Mi sembra che Jules Chauvet (maestro incontestato di tutti questi vignaioli) dicesse: “Bisogna averne fatta tanta, di enologia, per farne a meno”. Molti hanno anche seguito corsi di studio nel settore. Sono rari i vignaioli altrettanto curiosi e colti. D’altronde molti provengono da altri settori e hanno un’altra vita prima del vino. Possiamo considerare individui come Anselme Selosse, Pierre Overnoy, Nicolas Joly o Bernard Plageoles dei veri e propri ricercatori. Sono anche appassionati di geologia, di microbiologia, di storia, di genetica. Hanno inventato strumenti, torchi, prodotti meno inquinanti…

D. L’arma più usata dai sostenitori del naturale contro gli scientisti scettici è l’esempio illustre di alcune cantine universalmente riconosciute come produttrici dei migliori vini al mondo: Leflaive e Romanée Conti in primis. Il problema è che non tutti sono abituati a stappare simili bottiglie né tanto meno di varie annate: si può dire che adottando le pratiche naturali questi vini siano cambiati in meglio?

R. In ogni caso è quanto afferma Aubert de Villaine (cogerente della DRC¹). In molte interviste egli ammette di essersi convertito al bio (e alla biodinamica) a causa dell’effetto gustativo. Molti biodinamici lo sostengono. È innegabile che si ritrovino un’armonia e una mineralità nei vini che provengono da vigne e da terreni equilibrati. Questo si verifica in parecchie bottiglie a minor costo.

D. Tra un vino naturale che sa solo di barrique e un buon vino convenzionale con grande mineralità e complessità cosa scegli?

R. Vini convenzionali di grande mineralità e complessità ne esistono? Per definizione, è difficile. Il minerale non parla se la chimica tronca il suo legame con la terra e la complessità deriva dai lieviti del terroir, non da quella selezionata in sacchetto per il suo gusto di chardonnay mentre si produce dello chenin. Quindi tra un vino convenzionale “ben fatto” e un vino naturale che sa solo di barrique (e anche questo succede piuttosto di rado nella cantina di un vignaiolo che si rispetti) scelgo di tenere il secondo in cantina nell’attesa che l’invecchiamento porti armonia, e apro una terza bottiglia!

D. In Italia è avvenuto e avviene tuttora uno strano fenomeno: il mondo dei vini naturali assomiglia fortemente alla sinistra, un po’ perché è passato il cliché del vigneron naturale che sparge cornoletame con la maglietta di Che Guevara addosso (inutile citare il fatto che i figli di Berlusconi vadano tutti alla scuola steineriana), un po’ perché proprio come in politica abbiamo assistito a svariati litigi che hanno diviso e dividono i produttori e che hanno portato anche quest’anno a due manifestazioni distinte di vini naturali contemporanee al Vinitaly. Spero che in Francia possiate darci un miglior esempio da seguire…

R. Mi sembra che in Francia andiamo un po’ più d’accordo. Nell’Anjou organizziamo due grandi manifestazioni: Renaissance e la Dive Bouteille. Mark Angeli (per la prima) ed io (per l’altra) ci intendiamo benissimo e ci chiamiamo molto regolarmente per restare coerenti e complementari. C’è anche qualche ego che a volte esce dal gregge e qualche integralista che esprime un po’ troppo facilmente giudizi sul vicino. Sì, la provenienza da una matrice di sinistra è piuttosto percepibile nella coscienza ecologica e nell’ideale del collettivo. Ma la nozione di mutua assistenza è una delle basi del mondo contadino e la trasmissione da uomo a uomo è vitale: ripetiamolo, questo è un sapere che si trasmette solo oralmente. I vecchi lo trasmettono ai giovani e li aiutano a sistemarsi. I più ricchi aiutano i più poveri a vendere (Anne-Claude Leflaive ha promosso iniziative commerciali in tal senso). La rete costituita da enotecari, ristoratori e importatori è ben tessuta. Nella grande maggioranza dei casi si tratta di belle persone. È questo che va mantenuto e incoraggiato.

1. DRC è l’acronimo di Domaine de la Romanée-Conti, probabilmente il produttore di Borgogna più adorato, celebrato – e pagato – da tutti gli enoevoluti del pianeta. Però tra questi nessuno chiama il Domaine col nome per esteso: usa sempre e solo l’acronimo. Ora che lo sapete, fate altrettanto; passerete per uno di loro, se vi va bene, senza pagare pegno. Esempio: “quello beve solo di erre ci”.

79 Commenti

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Marossi

circa 8 anni fa - Link

Grazie per l'intervista. Naturalmente il fenomeno del vino naturale ha bisogno di tutto fuorché di essere etichettato politicamente, con tanto di faccetta di Ernesto Guevara. Detto ciò, è chiaro che il vino naturale è di destra. Tradizione, memoria e difesa del mondo contadino, Dio e Natura, contro produzione di massa, corsi meccanicistici da sommelier, Gambero Rosso (rosso, eh), grande distribuzione proletaria internazionale: non ci vuole Pasolini per capirlo. Amen.

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Vinogodi

circa 8 anni fa - Link

...mi dispiace deluderti , ma DRC,Leroy e Leflaive sono notoriamente i vini ufficiali delle Feste dell'Unità emiliane...

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Gabriele Succi

circa 8 anni fa - Link

Mai beccati, che sfiga! E io che mi sono sempre sciroppato o Lambrusco o Sangiovese di IV ordine....

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kenray

circa 8 anni fa - Link

succi stia calmo. abbiamo sdoganato il sangiovese superiore di romagna ed ora è tra i top ten della classifica "bevi bene spendi poco in culo ai francesi" se l'avessero loro (il sangiovese) sai che due maroni a sentire l'espertone di turno lodarne le qualità? addednum il sito di Cernilli non migliora, secondo me dura poco.

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luigi fracchia

circa 8 anni fa - Link

ken ti adoro (100.000 baci). Avverti il Succi che una delegazione torinese assaggerà i suoi sangiovese. E non devono essere meno che ottimo se nò. vi anneghiamo nel Nebbiolo.

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Vinogodi

circa 8 anni fa - Link

... non penso ...[img]http://www.vocinelweb.it/faccine/varie/pag4/09.gif[/img]

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dioniso2005

circa 8 anni fa - Link

Ci sei potuto andare a scuola?

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GIAMPIERO PEZZUTI

circa 8 anni fa - Link

Grande Marossi, finalmente uno che fa una bella,netta distinzione fra Destra e Sinistra. Cosa dice quell'altro?Che il Rosso è il simbolo della Sinistra e il Bianco della destra? Mi sa che manca qualcosa all'acqua rello..Ci sono delle belle bandiere rosse del secolo scorso,mi sembra di ricordare non di sinistra. Magari con qualcosa in mezzo.

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Gli estremi si toccano. Da forza nuova a rifondazione spesso si sentono le stesse cose.

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kenray

circa 8 anni fa - Link

tipo?

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Ciao Ken Da Israele alla massoneria alla mafia allo stato sociale. Differenze: gay razzismo e nazionalismo... lo so... non è poco

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kenray

circa 8 anni fa - Link

montes sai che io dissento quello che dice non solo la destra ma anche il centro sinistra (questi si che si toccano spesso tra di loro, al limite della masturbazione). tra l'altro dissento anche sulla visione dello stato sociale della destra e sulle posizioni filo palestinesi per quanto riguarda la mafia è un lungo discorso che altri ben più preparati possono affrontare la massoneria la paragono alla mafia. montes massimiliano avrai capito che dissento su tutto

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

:-) Dissidente (o dissenziente?) :-)

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Marossi

circa 8 anni fa - Link

No no, Montes, è proprio pochino. Infatti una mia amica, sbandieratamente di sinistra proletarchic, prima delle ultime elezioni fece un test su internet, rispondendo a diverse domande su alcune problematiche politiche sociali ed economiche. Alla fine, stando a quello che aveva risposto, venne fuori che le sue posizioni erano in maggior parte rappresentate dal partito degli innominabili nostalgici. Tuttavia, in un sito di politica e non di vino si potrebbe discettare di quale destra e di quale sinistra stiamo parlando. Perché è chiaro che quelle cui si fa riferimento qui sono le posizioni della destra sociale e della sinistra radicale.

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Nic Marsèl

circa 8 anni fa - Link

E con questo esempio da bambino dell'asilo cosa pensi di avere dimostrato?

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Nic Marsèl

circa 8 anni fa - Link

Complimenti per la kazzata del secolo

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Marossi

circa 8 anni fa - Link

Nulla cambia. Poi quelli so' franzosi. Vade retro.

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dioniso2005

circa 8 anni fa - Link

Ma ci mai andato in Francia?

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gianpaolo

circa 8 anni fa - Link

mi sembra una posizione equilibrata e niente affatto integralista, quindi, almeno per me, condivisibile. io credo che il fenomeno dei vini naturali sia danneggiato da quei pochi integralisti che ne hanno abbracciato la filosofia solo perche, oggi, e' una moda vincente. Stare li' col ditino alzato a dare lezioni di etica oppure di enologia e' un difetto spesso riscontrabile sia in chi difende che in chi critica questo modo di fare vino.

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Nelle Nuvole

circa 8 anni fa - Link

Mi piace di questa intervista come viene rappresentata la collaborazione fra i produttori e come viene raccontato il sostegno fra enotecari, ristoratori ed importatori. A quanto ne so anche i Consorzi si adoperano a favore dei produttori più "deboli", e questo vale per tutti, convenzionali e non.

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Francesco Maule

circa 8 anni fa - Link

Io do il mio parere: i francesi non se la menano tanto con discorsi politici. Per loro è normale che nello stesso periodo ci siano due grosse fiere di vini naturali in due posti diversi, come nel caso de La Dive e Reinassance. Durante il Vinexpo di Bordeaux ce ne sono 7/8 di fierette alternative, e nessuno si fa la guerra o ne parla male. In Italia siam diversi, ci piace fare i politichetti e parlare alle spalle. E rovinare cose che, quando nascono, sono bellissime. Infine ci tengo a precisare che anche in Francia ci sono vari movimenti e associazioni di vini naturali (Reinassance, AVN, Haut le Vins, i biologici...) e qualche contrasto, invidia, discordia a volte ce l'hanno anche loro, come è naturale che sia. Una nota di disgusto per il tono dell'argomentazione politica, giusto il giorno dopo la festa per la Liberazione. Ciao a tutti e visitate il mio sito!

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kenray

circa 8 anni fa - Link

il rosso è di sinistra, il bianco di destra. è risaputo

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Danilo Ingannamorte

circa 8 anni fa - Link

e il rosato? di centro? azz...ne ho appena ordinato un po' per l'estate...

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kenray

circa 8 anni fa - Link

se è quello di kobler lo tramortisco a colpi canederli mi ha appena negato una modica quantità di kotzner. (il rosato non esiste, non è mai esistito, non esisterà mai se non nelle bacate menti di qualche sconsiderato appassionato)

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carolina

circa 8 anni fa - Link

ken devo farti assagiare il ro0sato di raboso limited edition...

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Fabrizio pagliardi

circa 8 anni fa - Link

L'affermazione Che un vino convenZionale minerale e complesso non esista e' una stronzata che mette in dubbio la credibilità di tutto il resto dell'intervista per quanto mi riguarda... Ma questa signora a parte i vini naturali o sedicenti tali si e' mai interessata al vino??? Ha mai sentito parlare dei vini della mosella per fare l'esempio più idiota??? .... A me non sembra un'intervista equilibrata.

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luigi fracchia

circa 8 anni fa - Link

su questa uscita ti dò ragione, ne ho bevuti tre o quattro di bianchi vivi, minerali e pietrosi dannatamente convenzionale e dannatamente buoni, proprio nell'ultima settimana.

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ALAN

circa 8 anni fa - Link

quali?

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luca ferraro

circa 8 anni fa - Link

pienamente d'accordo con Fabrizio.

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Fabrizio pagliardi

circa 8 anni fa - Link

Anche pensare che si possa rimediare a un eccesso di Barrique con la sosta in cantina della Bottiglia....... bah!!! Nella mia esperienza se la Barrique e' usata male aspetta e spera.....

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armando trecaffé

circa 8 anni fa - Link

...che poi si avvera, teniamo alta la nostra bandiera... ci sarebbe moltomolomolto da dire.... cominciamo con: l'intervista è leggerina le domande non paiono tanto sensate mavabbé a gionalistanchio ormai partecipano tutti... Cominciamo solo dall'ossessione di Intravino:le due manifestazioni diverse...ecco il mio punto di vista: Villa Favorita era quasi perfetta giusto lo spazio, il numero di partecipanti, il numero dei visitatori…le sale erano belle, fresche, l’aria pura circolava e c’era tanta luce naturale… Qualche produttore era sacrificato: penso a Cornelissen che doveva condividere un banchetto esiguo col francese Robinot nei corridoi del sottoscala, mentre al piano nobile la Foradori aveva un bel tavolo ampio nella sala nobile… Ma che senso avrebbe aggiungere altri produttori, tenere la fiera in un tendone in un periferia industriale con l’aria condizionata e i faretti alogeni e le standiste e più casino per tutti? Moriké spiegamelo tu che stai ascrivere sempre della stessa cosa (perché due fiere?) da due mesi? Io sono riuscito a gustare un decina di vini in buone condizioni e a me Villa Favorita piace cosi’ anzi la vorrei ancora più piccola e mi piacerebbero 10 manifestazioni più piccole…dove poter gustare i vini in santa pace… Ciao A3C

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Danilo Ingannamorte

circa 8 anni fa - Link

Facciamo a casa tua l'anno prossimo? Io ci sono! Invito anche Sylvie così gli puoi fare tutte le domande che vuoi!:)

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armando trecaffé

circa 8 anni fa - Link

..; affare fatto... tanto intorno casa c'è un parco di tre ettari che dovrebbe bsstare per un decina di stand.. a me poi la tipa non dispiace con quell'aria da borghese-finto-agricola-radical-chic...la potrei stendere con un paio di Joly d'annata e poi farle qualche domanda sulle sue preferenze.. che qui non riporto per discrezione ma ke Ken puo' facilmente immaginare...scusa se te'ho irritato Danilo (in genere mi piace molto quello che scrivi e come lo fai) ma talvolta si potrà pure criticare... dai...senza rancore, A3c

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Danilo Ingannamorte

circa 8 anni fa - Link

Nessun rancore per carità!:) Però mi sa che con le due bottiglie di Joly non pianti un chiodo: lei abita dietro casa sua (di Joly). Qualche cosa avrà assaggiato nei dieci anni di Dive Bouteille. Prova con un lambrusco di Donati, così fai schiattare anche Kenray!

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armando trecaffé

circa 8 anni fa - Link

@ danilo grazie per il consiglio, io adoro il lambro...e le donne pure... ed nonché per il tuo prezioso lavoro a Intravino che ci permette di riflettere, conoscere e intevenire...

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dioniso2005

circa 8 anni fa - Link

Organizziamone uno a Roma verso Maggio Giugno...Quando i vini sono imbottigliati, troppi assaggi dalla botte ad Aprile. In partenza per la Francia come ogni mese, vi saluto e apresto al mio ritorno, se vi interessa qualcosa da lì fatemi avere la vostra email, vi mando un listino....

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kenray

circa 8 anni fa - Link

Aarmando hai ragione da vendere. Moricchia è come il fratello di Rayman, solo meno furbo. ripete ossessivamente le stesse cose da mesi e temo lo farà per anni. io la soluzione l'ho data. ma non sta facendo nulla per raggiungere l'obiettivo. porta pazienza su, è pasqua per tutti. addendum siamo ossessionati dai francesi, manco facessero il vino più buono del mondo... quando e se potrò mai permettermi di assaggiare un drc fornirò la mia versione dei fatti, finchè ne sento parlare da altri anche se autorevoli degustatori, dubito valga quello che costa. ORA UNA BOTTA NAZIONALISTA: monfortino uber drc!

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armando trecaffé

circa 8 anni fa - Link

@ Ken, dai, Ken, dicci il consiglio che hai dato al morika..vogliamo sapere...

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kenray

circa 8 anni fa - Link

è top secret. la cosa è al vaglio del triumvirato moricchia tomax bernardi. vediamo se partoriranno qualcosa, ma dubito. voglia di lavorare nessuna.

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Marco De Tomasi

circa 8 anni fa - Link

Basta chiedere ! http://vitisblog.wordpress.com/vieni-in-villa-2011/ sono solo 17 produttori, non tutti e solo naturali, c'è un bel misto, per tutti i gusti !

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Francesco Annibali

circa 8 anni fa - Link

Pagliardi non ha tutti i torti. A fronte di belle domande alcune risposte sono proprio sempliciotte. Tanto da far ipotizzare che sotto quel fazzoletto "furbetto-simpaticacanaglia-trendy-radicalchic-equo-solidal-pasionario" ci sia poca esperienza, o una dopolavorista, o una PR che si spaccia per giornalista. Senza offesa, non lo so, non la conosco. 'Ad salùd

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Vinogodi

circa 8 anni fa - Link

...cito :"R. Vini convenzionali di grande mineralità e complessità ne esistono?" Rispondo : assolutamente no , Chablis , Meursault e Gevrey Chamebrtin sono parto della fantasia malata della Hachette ... [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/biggrin/62.gif[/img]...

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dioniso2005

circa 8 anni fa - Link

Che la Hachette sia pessima è un dato di fatto, che non esistano vini convenzionali con una buona mineralità non lo è.

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armando trecaffé

circa 8 anni fa - Link

Vinogodi, t'imploro non infierire sulle belle tipe, che ce ne sono talmente poche nel mondo del vino....se spararano qualche balla che male c'è? Le rende ancora più belle...

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Gabriele Succi

circa 8 anni fa - Link

Armando, ti sembra solo QUALCHE balla? Secondo me ne ha dette una bella fila....roba da tot al kg. Ehhh 'sti francesi......

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dioniso2005

circa 8 anni fa - Link

purtroppo donne così nel mondo del vino da noi ce le sognamo.... Andiamo avanti con i Maria Ricci, Cernilli, Sabellico, Zaccaria, Maroni.... Me ne trovi uno che abbia un minimo, non dico George Clooney, ma un minimo di fascino? Sarà che non accettiamo che le donne possono darci una pista? O che in Francia stanno secoli avanti e noi invece stiamo a litigare a roderci il fegato perchè quel produttore "x" non ha vinto i 3 bicchieri? Se continuiamo così saremo sempre dietro...

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armando trecaffé

circa 8 anni fa - Link

...e dove li metti Faber Fabretti...Ken Ray e Morichetti? Tra le donne: NN, Ciancio e la sommelier belloccia de Roma...

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Nelle Nuvole

circa 8 anni fa - Link

Un momento di calma per favore. @dioniso 2005, avoglia a fascino maschile, a cominciare dall'autore di questo post! A seguire il duo "espressivo" Rizzari e Gentili, a seguire lo stesso Ziliani, spogliato della giacchetta si difende anche lui. E fra i pupi what about Jacopo Cossater? Moricchia a te non ti nomino perche' sarebbe troppo ovvio. Se poi vogliamo passare ai produttori, a fascino maschile quelli italiani veramente non li batte nessuno, uno su tutti: Giovanni Manetti, proprietario e deus ex machina di Fontodi, che e' stato definito sul Financial Times "assai meglio di George Clooney"! La lista rischia di allungarsi troppo. E' vero che in Francia nel mondo del vino, e non solo in quello, non ci sono distinzioni maschile-femminile, e nemmeno vecchi-giovani. Anche se Mademoiselle Augerau mi sembra che abbia ancora qualcosa da imparare, con tutto il rispetto.

Danilo Ingannamorte

circa 8 anni fa - Link

In generale penso che le domande abbiano colto nel segno, data anche la partecipazione ai commenti che hanno contribuito ad animare un dibattito molto interessante (che poi è il fine di un blog a differenza di un articolo in stile "mo' vi dico io come stanno le cose"). Nella fattispecie la domanda sulla barrique era tendenziosa e la risposta pure. Se qualcuno si è offeso chiediamo venia. Infine, Sylvie è una giornalista seria e preparata. Di parte sì, non c'è dubbio, come anche originale e fuori dagli schemi. Pubblica una guida (editore hachette a proposito) che va controcorrente anche nel senso di essere "non-guida", ma soprattutto racconto e voce dei produttori. In questo senso sì, i francesi sono sicuramente più bravi di noi: non sentono il bisogno di menarsela. Forse perchè non hanno nessun complesso di inferiorità...

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gianpaolo

circa 8 anni fa - Link

ho visto la guida da te al ristorante, mi pare

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Danilo Ingannamorte

circa 8 anni fa - Link

Esatto! Consultabile da tutti...anche se non consumate:)

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Alberto Fatticcioni

circa 8 anni fa - Link

Salve a tutti. Sono un lettore del blog ma al primo mio commento, quindi giusto salutare tutti :) Ci preoccupiamo tanto dei francesi ma almeno nel convenzionale gli spagnoli stanno facendo passi da gigante. Per lavoro sono alle baleari, sull'isola di Ibiza, e per redigere la carta dei vini del nostro ristorante abbiamo partecipato ad alcune degustazioni di vini spagnoli ed abbiamo scoperto cose notevoli a prezzi contenuti. Pensavamo di fare una carta con l'80% di vini italiani ed il 20% di spagnoli ed invece abbiamo cambiato idea. A lavori fatti l'80% è spagnolo, anche se per quanto riguarda il movimento naturale qui mi sembrano ancora un poco indietro.

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kenray

circa 8 anni fa - Link

si gli spagnoli son bravi davvero. da qualche anno ci han fregato il mercato dei vini da taglio (per il rinforzo dei meravigliosi bordeaux annacquati) e i siciliani ancora piangono. ci fregheranno anche sul resto prima o poi

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Francesco Fabbretti

circa 8 anni fa - Link

Sul resto, se continuiamo così, ci hanno belli che presi. A latere della produzione da fine anni '80 con la "migliorazione" dei vitigni indigeni, hanno cominciato a sviluppare una riscoperta delle varietà locali da oltre 15 anni. Due esempi che mi vengono in mente al volo sono "seleciòn especial" di Abadia Retuerta (Tempranillo 75% + Cabernet e Merlot) da un lato e "Petalos del Bierzo" di Descendentes de J. Palacio (100% Mencìa) dall'altro. Il problema è che mentre noi gigioneggiamo convinti che in fondo "Italians do it better", alla ricerca dell'ennesima trovata pulcinellesca che ci permettà di tirare a campare per un altro po' (vale per qualsiasi campo), i cugini iberici si rimboccano le maniche e conquistano fette di mercato, oggi piccolissime in percentuale.... ma domani?

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kenray

circa 8 anni fa - Link

anche se, mio personale gusto, i vini spagnoli hanno ancora da correre rispetto alla meglio produzione italiana. da quello che ho comprato e proposto dalla GDO però ne sono uscito con una convinzione a parità di prezzo sono avanti ai nostri vini di fascia medio bassa, secoli. ma non producono lambro e prosecco. mica poco.

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Vinogodi

circa 8 anni fa - Link

...la tua competenza specifica sui vini spagnoli è ammirevole...

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kenray

circa 8 anni fa - Link

non ho competenze sui vini spagnoli, come non ne ho su quelli francesi e poche sugli italiani. sono un bevitore-consumatore mica uno ziliani o un cernilli. comunque: a volte li compro li assaggio e faccio paragoni a volte al ristorante ne prendo una boccia e faccio confronti se nella gdo i vini spagnoli costano poco e mediamente sono molto migliori dei nostri dello stesso livello sui vini di fascia medio alta credo che ancora debbanoimpegnarsi. parlo ovviamente di vini da 60/70 euros cad. non oltre. ce la faranno? io temo si

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armando trecaffé

circa 8 anni fa - Link

Sempre puntuale ed equilibrato il Faber...io mi permetto un'annotazione meno politically correct...i cugini iberici non hanno fantasia e/o finezza ma sono testardi e in genere più seri di noi...inoltre, cosa importantissima... nonostante le mille difficoltà in Spagna hanno ancora un'idea di futuro... guardano al futuro e lavorano per le prossime generazioni...da noi sembra che la gente si sia stufata di guardare avanti e pensi al massimo al prossimo uichendino....ergo se non ci muoviamo sul serio prima o poi ci faranno il culo...

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Vinogodi

circa 8 anni fa - Link

...CITO: "ergo se non ci muoviamo sul serio prima o poi ci faranno il culo…" RISPONDO: " purtroppo penso sia una delle cause del nostro immobilismo : l'attesa di ..."...[img]http://www.vocinelweb.it/faccine/biggrin/34.gif[/img]

Danilo Ingannamorte

circa 8 anni fa - Link

benvenuto alberto! Ti invidiamo già un po'... e in bocca al lupo per il vostro ristorante. sono sicuro che grazie al clima secco molti produttori spagnoli anche se non sono "naturali" riescono comunque ad evitare molti trattamenti in vigna. tienici aggiornati sulle novità!

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Alberto Fatticcioni

circa 8 anni fa - Link

Tanto per darvi una novità, fra i bianchi, ho trovato molto interessante il Savina dell'azienda vinicola Terramoll http://www.terramoll.es/php/sl.php?shop.showprod&numusr=7459%2F3077&lang=1&m=Eur&ref=TM008&fldr=0 molto gradevole, fruttato e minerale. L'azienda è giovane, produce a Formentera e per noi che siamo ad Ibiza è quasi a km 0. Per me che amo i bianchi, di questo, quando tornerò in Italia me ne porterò dietro qualche bottiglia :)

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Francesco Fabbretti

circa 8 anni fa - Link

Fortunatamente il gusto del vino passa attraverso una concreta esperienza sensoriale e non attraverso atti di fede. Chiunque faccia precedere il suo vino da un'etichetta sta usando la classica foglia di fico per nascondersi. Oggi, sfortunatamente, si usa la foglia della naturalità che rischia di finire nel tritacarne del chiacchiericcio come è stato per "barrique", "vino frutto" ed altri tormentoni semantici. Mi auguro che le luci sul fenomeno naturale si abbassino in fretta, affinchè chi ha sempre operato in tal senso continui a farlo serenamente mentre chi "cavalca l'onda" migri verso altri lidi.

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fabrizio pagliardi

circa 8 anni fa - Link

Il carnet l'ho comprato la scorsa settimana in francia, io non la definirei una guida, è semmai un libro promozionale per i produttori segnalati. Con questo non intendo dire che sia una marchetta, è un libro nel quale viene data visibilità ai produttori che piacciono all'autrice & c.. Per il resto sulla Champagne avrei qualcosa da ridire. Ci sono un paio di produttori contestabili come "Naturali" e non ci sono produttori che stanno eliminando del tutto la solforosa e altri che hanno iniziato, con grande difficoltà e grandi rischi, a lavorare anche la spumantizazione con i loro lieviti indigeni.

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Francesco Maule

circa 8 anni fa - Link

caro fabrizio, mi interessa questo commento per la parte sugli champagne. chi sta eliminando completamente la solforosa ed usando lieviti indigeni per la spumantizzazione?!? grazie

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luca ferraro

circa 8 anni fa - Link

boulard non usa lieviti indigeni sul suo champagne?

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fabrizio pagliardi

circa 8 anni fa - Link

A braccio senza appunti alla mano..... J beaufort, charton taillet, fleury, vuette e sorbèe, leclapart e attenzione attenzione..... una maison Drappier hanno già delle cuvèe senza solforosa, questi mi ricordo ora ma ce ne potrebbero essere altri. Comunque più o meno tutti i produttori biologici o biodinamici che ho avuto modo di incontrare stanno facendo dei tentativi se non per eliminarla per utilizzarla il meno possibile. gia difficilmente un produttore bioqualcosa certificato o non che sia ne usa veramente poca. Boulard è uno di quelli che la solforosa l'ha ridotta al minimo ma ancora la usa. Per i lieviti indigeni nella seconda fermentazione io ho assaggiato Beaufort di polisy, e alcune cuvèe di charton taillet e alcuni che però hanno fatto esperimenti non commercializzati. Per la prima fermentazione Fleury che per altro seleziona e vende i suoi, beaufort, vuette e sorbèe, leclapart ma non sempre e quando non ci riesce usa i lieviti di fleury, poi charton taillet, laherte, Agrapart, boulard, laval, bliard, ardinat.... e qui ce ne sono molti alcuni anche assolutamente convenzionali.

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Francesco Maule

circa 8 anni fa - Link

si ok. per la prima fermentazione ci stanno provando. ma per la seconda tutti nel liquer mettono i lieviti selezionati, dai. se c'è qualcuno che prova senza mi piacerebbe capire come fa...tutto lì. io son fortunato, abbiamo il recioto, e quest'anno abbiamo fatto una prova con quello. tanto per avere un po' di brio durante l'estate.

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Stefano Menti

circa 8 anni fa - Link

io sono già due annate che faccio un metodo classico di garganega facendo ripartire la fermentazione con mosto di recioto. Quindi zuccheri e lieviti naturali. Funziona. Basta imbottigliare quando si è sicuri che il vino si stia muovendo.

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Vinogodi

circa 8 anni fa - Link

... comunque stampatevi bene nella mente che tutto ciò che non rientra nella categoria "biologici o biodinamici" è tutto fasullo e frutto della chimica , pronto ad avvelenarci ...

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gian paolo

circa 8 anni fa - Link

vingodi perchè non mi passi a trovare , così magari ti faccio cambiare idea; io mi firmo e mi puoi trovare facilmente.Sai ,come ho ripetuto qui in questo blog diverse volte, odio chi sputa sentenze e chi fa di tutta l'erba un fascio o giù di lì,per dirla alla Succi-grande produttore romagnolo- mi fanno andare i maroni in giostra.per tua informazione ho cominciato lavorando in una azienda biologica-e forse qualcosa in più- ,magari il problema l'ho anche visto e lavorato!!ciao e buona giornata . Gian Paolo

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Vinogodi

circa 8 anni fa - Link

...certo , poi , chiamare "convenzionale ('un se pò sentì...)un vino non classificato nella categoria dei "biologici" è come definire Rocco Siffredi "diversamente frocio"...

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fabrizio pagliardi

circa 8 anni fa - Link

non conosco altro termine per definirla

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fabrizio pagliardi

circa 8 anni fa - Link

.....normale...???

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Pasquale

circa 8 anni fa - Link

I Francesi sono messi come sono messi. Bene? Male? Non lo so Vini naturali, biodinamici,rossi,bianchi,frizzanti, mossi, in botte nuova, usata ecc.? Non mi importa I vignaioli sono di Destra? Sinistra? Che Guevara? non mi importa so solo che in Italia il progetto e la manifestazione piu' interessante che parla e agisce nel mondo del vino e dell'agricoltura è LA TERRA TREMA senza sponsor e patrocini che nasce e attraversa degli spazi autonomi, autogestiti,occupati con una storia che parla da sola...e i vignaioli che ci vanno lo sanno bene e fanno una scelta di campo!

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Francesco Maule

circa 8 anni fa - Link

e fa cosa, oltre alle fierette in giro per l'Italia?

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Giuseppe Improta

circa 8 anni fa - Link

Signor Maule, perchè non si informa. Di fierette in giro ce ne sono tante, ma che io sappia il progetto di cui parlo non organizza fierette.Ma si fidi che la qualità della terra trema è tanta quanto i suoi vini.Non so se lei ha mai avuto occasione di attraversare i progetti della TERRA TREMA...se non l'ha fatto ci provi (basta anche solo dare un 'occhiata al sito )!

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Fabrizio pagliardi

circa 8 anni fa - Link

@francesco maule. Se mi dai una mail domani ti scrivo e cerco di essere più chiaro.

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Francesco Maule

circa 8 anni fa - Link

la trovi la mail se mi clicchi sopra. ci son pure stato una volta, a Milano e qualche volta ho guardato il sito Fate un bel lavoro, l'idea di partenza era nobile e partita dal più grande dei giornalisti italiani di vino, per carità. Partecipano vari miei amici produttori e ve ne seno molti di davvero bravi. Ci sono parecchi articoli davvero interessanti e ben fatti su argomenti attuali. Scusatemi se son stato un po' irruento nella domanda, ma la frase di Pasquale mi sembrava troppo autocelebrativa, mi suonava come "gli unici che fanno una fiera interessante e alternativa sul vino...". E son stato un po' affrettato, non era poi così pretenzioso. Ma capitemi. Faccio parte integrante di http://www.vinnatur.it/ e potete capirmi: tentiamo di fare cose concrete per i vini naturali, cioè ricerca in vigneto ed in cantina ed analisi dei pesticidi. Poi, se posso permettermi, siete un po' troppo schierati politicamente su slogan e principi che anch'io ho passato, ma che mi sembrano passati. Non voglio fare polemica comunque, anche perchè non sarebbe il posto adatto!

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Durthu

circa 8 anni fa - Link

Bello il manifesto. Ma la cristallizzazione sensibile e la Biolettronica non si possono proprio sentì...

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