Presentazione di Slow Wine 2014 a Venezia. Tanti ottimi vini e tutto fuorché una splendida cornice

di Andrea Marchetti

Dici Venezia e immagini la cornice più suggestiva del mondo per un qualsiasi evento. Niente di tutto questo però mi è saltato in mente alla presentazione di Slow Wine 2014. Prima e dopo tanta bava alla bocca da togliere il fiato, sia chiaro, ma l’organizzazione della degustazione in un tendone presso il Terminal Passeggeri ha lasciato non poco a desiderare. Non parlo delle parole introduttive o delle degustazioni a margine, ospiti di GUSTO – biennale dei sapori e dei territori, ma proprio del momento in cui la folla si è avventata sui 237 Vini Slow232 Vini Quotidiani e 141 Grandi Vini, cioè le etichette premiate segnalate in assaggio.

Varie le note dolenti. A cominciare dalle bottiglie, tutte collocate in cantinette refrigerate -con i rossi che risultavano assolutamente troppo freddi- per arrivare poi al servizio, con ogni sommelier che doveva dedicarsi ad almeno una trentina di etichette, ordinate da una lista cartacea. Lo spazio estremamente ridotto rispetto alle reali esigenze ha fatto il resto ed il risultato non poteva che essere una bolgia infernale in cui degustare seriamente è stata impresa non da poco.

Il culmine si è verificato durante la prima ora di degustazione davanti alla zona di banchetto dove si trovava il Monfortino: ho assistito a scambi di insulti e c’è mancato poco che si arrivasse alla rissa per assaggiare il vino di Roberto Conterno. Per non parlare poi della temperatura e degli odori in sala. Si spera che gli organizzatori tengano conto dei problemi verificatisi in vista del prossimo un anno. Non puo’ mancare, comunque, un applauso ai sommelier Fisar* che hanno retto con grande professionalità l’imponente onda d’urto del pubblico davanti ai banchetti.

L’assaggio. Le note che seguono potrebbero aver risentito delle difficili condizioni ma il desiderio di portare a casa una fotografia attendibile dei vini è strato troppo forte per non lanciarsi con la massima attenzione tra le etichette che più mi incuriosivano. Il riferimento centesimale si intende come supporto esplicito all’indice di gradimento del vino.

Barolo Monfortino Riserva 2006 – Giacomo Conterno
Un monfortino da 100/100, la considero già una descrizione sufficiente. Monumentale.
Barolo Le Rocche del Falletto 2009 – Bruno Giacosa
Il frutto è delicato, ma polposo, bocca già fruibile con piacevolezza. 92
Barolo 2009 – Bartolo Mascarello
Rientra a mio avviso nei Barolo un po’ caldi e sfuocati abbastanza tipici per l’annata, il frutto tende leggermente al surmaturo, c’è una lieve nota smaltata, in bocca si avverte un po’ di alcol non integrato. 85
Barolo Brunate 2009 – Poderi Marcarini
Bel colore brillante, lo preferisco al precedente per il frutto più fresco e la buona fattura tannica. 89
Barolo Margheria 2009 – Massolino
Davvero bel vino, dal naso fine, elegante, delicato e floreale, in bocca cede qualcosina nella definizione del tannino, ma raggiunge tranquillamente. 92 
Barolo Cannubi 2009 – Brezza
Frutto dolce al naso e bocca calda. 81
Barbaresco Crichet Pajè 2004 – Roagna
Gioca più in sostanza che eleganza, classica trama balsamica firmata Roagna, ma è la bocca che ha una marcia in più, una bella espansione e pienezza, il tannino è deciso, non finissimo, ma di forte impatto. 91
Barbaresco 2010 – Castello di Neive
Bellissimo vino, l’olfatto è limpido e pulito, il tannino è maschio, ma ben disegnato, un vino molto ben riuscito in una grande annata. 93
Barolo Cerretta 2007 – Elio Altare
Il frutto è dolce, ma molto ben fatto, la bocca è raffinata e setosa. 90
Barolo Aeroplanservaj 2008 – Domenico Clerico
Mi è piaciuto poco, lo ritengo un vino non ben riuscito, con un naso non ben definito ed una bocca scomposta. 77 
Barolo Cannubi 2009 – Paolo Scavino
Discreto, ma non lascia il segno. 82 
Barbaresco 2010 – Gaja
L’annata 2010 influenza positivamente anche questa etichetta, in cui non trovo la solita ingombrante pesantezza del legno, il naso è espressivo e la bocca è lunga e distesa. 92 
Barbaresco Rabajà 2010 – Giuseppe Cortese
Con questo vino Cortese ha davveo centrato il bersaglio, il frutto è chiaro e pulito, perfettamente definito, la bocca è veramente bella, bel disegno di tutta la parte gustativa, in equilibrio e dinamismo, buona persistenza. 94 
Barolo Villero 2008 – Giuseppe Mascarello
La bottiglia degustata era problematica, il vino in realtà era aceto. Ho chiesto di aprire una seconda bottiglie e il vino era persin peggiore. NG
Percarlo 2009 – San Giusto a Rentennano
Si avverte il legno al naso, la bocca è forte e potente, solida, il vino giovanissimo. 88
Fontalloro 2010 – Felsina
Al naso un frutto dolce e scuro, si avverte la speziatura, in bocca è duretto, chiude amarognolo e cioccolatoso. 79
Montevertine 2010 – Montevertine
Gioca al naso in eleganza e sottigliezza, in bocca ha una gran bella bevibilità. 90 
Bolgheri Sassicaia 2010 – Tenuta San Guido
Ancora centrato quasi totalmente sul frutto, bello e definito, la bocca coniuga sostanza, scorrevolezza ed una aggraziata fattura. 93

Brunello di Montalcino Riserva 2007 – Biondi Santi
Bottiglia problematica, acetica, quasi come il Villero di Mascarello. NG
Brunello di Montalcino Poggio al Vento Riserva 2006 – Col d’Orcia
Naso classico, rilassato, disteso, espressivo, la bocca è spigliata, con la giusta acidità e sapore. 94
Brunello di Montalcino Riserva 2007 – Il Paradiso di Manfredi
Il naso è caldo, avvolgente, terroso, forse un filo rustico, ma in bocca si espande con bella progressione e sostanza. 90
Chianti Classico 2010 – Val delle Corti
Naso sottile, elegante, minerale, bocca dritta, snello e scattante. 90 
Brunello di Montalcino 2008 – La Cerbaiola Salvioni
Il naso è veramente espressivo, in evidenza frutta rossa ed una speziatura tendente allo scuro, in bocca ha struttura ben calibrata e lunga persistenza. 93
Fiano di Avellino 2012 – Pietracupa
Il mio assaggio non è dei più felici, risulta un vino molto pulito ma anche abbastanza povero, naso monocorde su note citrine, la bocca è discreta e abbastanza dritta, ma non lascia un particolare segno. Amici fidati però me ne parlano molto bene, da riprovare. 75
Fiano di Avellino 2011 – Ciro Picariello
Molto più interessante, articolato ed intrigante del vino precedente è il naso del Fiano di Picariello, bello il finale salino. 85
Alto Adige Muller Thurgau Feldmarschall von Fenner 2011 – Tiefenbrunner
Salvia netta ed erbe aromatiche. La bocca amplifica questa aromaticità che risulta addirittura eccessiva. 80
Alto Adige Valle Venosta Riesling 2012 – Castel Juval
Molto bello, perfetto connubio tra richiami di frutta acerba e mineralità, bocca con personalità e salinità. 91
Alto Adige Pinot Bianco Vorberg Riserva 2010 – Terlano
Naso pacato, erbe di campo, la bocca è saporita. 88
Derthona 2011 – Vignati Massa
Naso ancora acerbo, centrato su frutto e vegetalità. In bocca è discretamente elegante, anche se un filo troppo caldo, buona lunghezza. 85
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Classico Villa Bucci 2010 – Bucci
Il naso è sottile ed elegante, ha una grazia che non ha bisogno di gridare, la bocca è amichevole e distesa, ma molto giovane e vitale. Un grande classico delle Marche che chiude su un finale di perfetto equilibrio sapido-acido. 91
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Classico Il Cantico della Figura 2010 – Andrea Felici
Anello di congiunzione tra la zona di Jesi e quella di Matelica (cit. Rastelli) ha un naso freschissimo ed agrumato, qualche richiamo vegetale. In bocca ha notevole progressione e ritmo. 92
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Rincrocca 2011 – La Staffa
Il naso è discretamente elegante e tipico, buon sapore in bocca, un filo sbilanciato l’alcol. 85
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico La Selezione G.Garofoli Riserva 2008 – Garofoli
Olfatto intenso, mandorla e mineralità, idrocarburi, la bocca ha sostanza ed avvolgenza. 88
Frappato 2011 – Occhipinti
Mi è piaciuto parecchio, bel naso, pulito e mediterraneo, erbe aromatiche, sale, capperi, fiori rossi e speziatura delicata, la bocca è in buon equlibrio, chiude su una scia fruttata. 88
Es 2011 – Fino
Uno dei vini più discussi d’Italia, si ama o si odia. È un primitivo molto tipico, l’olfatto è complesso e spazia dalla frutta rossa e scura, sia in confettura che matura (ma non surmatura) ad una speziatura avvolgente, passando per una trama sia balsamica che di torrefazione. La bocca è imponente, ma una freschezza molto ben integrata sorregge il tutto. 90
Carema 10 – Produttori di Carema
Ha discreta finezza al naso, note affumicate, sapido. 82
Barolo Serralunga 2009 – Principiano
Non so se fosse una bottiglia sfortunata, ma il vino era veramente anonimo. NG
Taurasi Poliphemo 2009 – Tecce
Ridottissimo al naso. NG

[* Noi tutti di Intravino ci uniamo al cordoglio per la morte di Luciano Bertuol, sommelier Fisar morto in un incidente martedì pomeriggio a Venezia, mentre tornava a prestare il proprio servizio presso il padiglione di Slow Food a Gusto]

16 Commenti

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daniele

circa 6 anni fa - Link

certo che tra i migliori vini d'italia trovare tutti questi problemi in bottiglia dà da pensare

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Mauro Manera

circa 6 anni fa - Link

Una location più interessante potrebbe essere l'hotel Monaco, ci sono stato per una presentazione di vini rossi friulani. Ma forse sarebbe troppo piccolo per slowine? http://www.hotelmonaco.it/

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Davide G.

circa 6 anni fa - Link

al sassicaia hai dato 93 solo perche' la sommelier era carina

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Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

Ovviamente..! :)

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Pier Paolo

circa 6 anni fa - Link

Confermo le note dolenti sulla bolgia, io ho ricevuto ben due volte delle minacce da parte di un paio di individui che non capivano il mio amore verso l'angolino delle Langhe.

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Andrea Pagliantini

circa 6 anni fa - Link

E' bello camminare per i boschi e per le vigne. Si fanno dei begli incontri, si ammirano paesaggi da sogno. Non c'è calca. Si vede dove nasce il vino senza pressione.

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Max C

circa 6 anni fa - Link

Mi piace vedere i punteggi che slow non da... Così x uno come me che non c'è stato è possibile avere un parametro e Il Monfo a 100 senza descrizione è malefico ed allo stesso tempo geniale.

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gabriele succi

circa 6 anni fa - Link

Beh? Fotografate la sommelier con la boccia del Sassi e non la recensite???

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Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

Gabri, sai che sono burlone e monello...le due righe di recensione chiaramente non sono riferite al Sassi, ma alla sommelier... :D

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gabriele succi

circa 6 anni fa - Link

Ecco...ho dormito...scusate...visto adesso... :D :roll:

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malavasi rag.michele

circa 6 anni fa - Link

Un post sui grandi vini/vini slow in cui la penna più tagliente del web attribuisce punteggi in centesimi, potrebbe essere una provocazione verso Slow Wine che ha deciso di togliere punteggi e classifiche. Per la formazione che ho avuto , trovo molto interessante il riscontro concreto ed immediatato che il punteggio da, e ho letto quindi con piacere di tante belle conferme e di alcuni ridimensionamenti. Una riflessione che nasce da questo articolo é inerente ai criteri che Slow Wine adotta per premiare i vini. Mentre ormai é abbastanza definita la distinzione tra le tre categorie, con alcune incongruenze riscontrate su vini che costano meno di 10 euro talvolta premiati come vini slow (collestefano o radice)altre come vini quotidiani tipo (Roddolo), non sono a mio avviso ben noti i criteri qualitativi che Slow Wine adotta per premiare i vini. Quali sono i criteri/punteggi minimi utilizzati per premiare i vini? In degustazione, nelle batterie alla cieca vengono dati punteggi? Come buyer seriale di vini, per comprare bottiglie che ancora non conosco, mi affido molto ai giudizi in voto delle guide, su slow wine mi affido al 95% ai vini segnalati nelle tre categorie. Perché in molti casi i vini non premiati, vengono a volte recensiti con solo uno/due descrittori e diventa cosí molto nebuloso intuire il valore e il giudizio del vino. Emilia loves Moricchia♥♥♥

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Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

Complimenti esimio ragioniere, le sue osservazione sono molto interessanti..! :) Attendiamo fiduciosi qualche risposta..! :D

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Sir Panzy

circa 6 anni fa - Link

Non voglio fare la polemica sterile da anonimo ma vorrei accendere le luci su questo enorme problema delle degustazioni fatte in luoghi pessimi, dove è impossibile parcheggiare, degustare, scambiare 4 battute con il produttore senza sentire l'ascella pezzata del galantuomo di turno. In più, se non fosse per la professionalità dei ragazzi della FISAR (in questo caso) o AIS in altri casi, ci sarebbe da andare a prendere gli organizzatori per la collottola. Sembrano organizzate apposta per fare solo della gran confusione, solo per poi pubblicare da qualche parte la foto della folla oceanica. Perchè a cosa diavolo serve presentare i vini in un postaccio, alla temperatura sbagliata e con l'impossibilità di respirare aria normale?? Un danno per i produttori e una sonora presa per i fondelli per la gente. Contenti voi......

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RiccardoB

circa 6 anni fa - Link

Non voglio spezzare lance a favore di nessuno si intenda, voglio solo dare due note di colore: 1) SlowFood non chiede nessun contributo economico ai produttori presenti alla degustazione , cosa che "gli altri" invece fanno ordinariamente , con cifre che superano anche le 500€ a manifestazione. 2)Bell'immagine di Fabio Giavedoni che, smessi i panni di curatore , scende nella mischia ed affianca assieme ad altri alti collaboratori i sommelier Fisar per tutto il pomeriggio dietro i tavoli d'assaggio. Mostrando grande amore per la buona riuscita della manifestazione. Detto questo non sto qua a dire che la manifestazione era organizzata perfettamente, se non ricordo male lo hanno ammesso loro stessi nella nota che dice che l'anno prossimo si tornerà al lingotto.

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Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

No Riccardo, dissento. Fabio è un curatore e deve fare il curatore, non stare a servire i vini. Capisco la tua logica ma è distorta. Se gli tocca servire i vini è disorganizzazione e basta, purtroppo. Gratis o a pagamento che sia. Lo dico con dispiacere ma quando il 95% delle persone sentite ha espresso un parere negativo sulla degustazione, qualcosa effettivamente non è andato. Ed Andrea ha enucleato molti degli aspetti. 500 euro + iva sono troppi? Ok. Ognuno si organizzi come può e chieda quello che serve per offrire un servizio all'altezza del nome di Slow Food. Il primo anno a Venaria Reale fu un trionfo. Quest'anno, purtroppo, col meno davanti. Ben venga il ritorno al Lingotto.

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monia zanette

circa 6 anni fa - Link

Monia Zanette,sommelier Fisar Treviso "Buffone! Guarda come centrifuga il vino ...Dio...me lo vedo con una bollicina! ". Questi i miei primi 3 min sullo sconosciuto Marchetti perchè,su questi banchi di degustazione,TUTTI SANNO TUTTO! Ma poi ...Sensi spiegati,senza pregiudizi,si butta a capofitto nelle degustazioni, lasciandosi trascinare dal liquido divino. Immediato ed istintivo nella decantazione e nell'ossigenazione del vino nel bicchiere, dal suo archivio degli assaggi ,abbiamo percepito il carattere,la fragranza,il sapore e la personalità di tanti vini. E' nelle sue descrizioni che sviluppa il proprio stile ...Animo sensibile, olfatto fine, palato attento, un po' tagliente,un po' frivolo ,comunque franco e schietto ,spacca la monotonia! Per fortuna la mia idea dei frighi aperti ...povere riserve...e povera me ,non l'avessi fatto, di fronte a tal pepato ragazzo, chissà cos' avrei rimediato insieme ad un'orribile foto?!?! Ora... il vino giusto al momento giusto! Grazie a Slow Food per l'opportunità data a noi sommelier Fisar e per aver fatto del Vostro meglio! Di certo la manifestazione è stata molto chiacchierata...piuttosto che l'indifferenza,per quest'anno ...il prossimo ,si farà benissimo ! Bell'articolo ....Marchetti, ti tengo d'occhio!!!

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