di | mer 22 feb 2012 ore 13:27
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Chianti Classico Riserva | Gli assaggi delle annate 2007, 2008 e 2009

Chianti Classico Riserva 2009
Annata piccola e maledetta da molti. In effetti le riserve di questa vendemmia non convincono appieno e riescono bene solo i fuoriclasse del territorio (Radda) o i maghi di cantina (Gaiole soprattutto). Stili consolidati comunque e ottimi vini anche per Castelnuovo Berardenga e Greve, che in genere non brillano così tanto sugli altri. Non molti per fortuna i campioni di botte, quindi si riesce ad avere sul serio un’idea precisa dell’annata. L’acidità è buona ma c’è qualche problema di maturazione con tannini verdi qua e là; il 2009 non ha favorito i terreni più leggeri.

Agricoltori del Geografico Montegiachi. Profondo “Berardenga”. Note di sottobosco, humus, ghiaia, amarena sotto spirito e liquirizia. Bella la bocca segnata da un tannino vivace. Finale delizioso. 86
Bandini Villa Pomona. Sbilanciato sul frutto. Ricordi di visciola in confettura e sentori di pepe. Un filo esuberante. 83
Barone Ricasoli Rocca Guicciarda. Naso caratterizzato da sensazioni salmastro-minerali, penalizzato un poco dall’eccesso di rovere. Bocca leziosa e agrumata, tannino fitto. 83
Brancaia. Ricco e pepato. Ricordi di liquirizia, cardamomo e china. Bocca ricca, anche se più asciutta del solito. Bello il finale, per gli amanti del genere. 85
Capannelle. Intenso, sontuoso e felpato. L’andamento olfattivo e caratterizzato da accenni di arancia e cannella. In bocca è carnoso, chiude fruttato su sensazioni di ciliegia matura. Da aspettare. 81
Casa Sola. Etereo, intenso. Naso caratterizzato da note di sacrestia, erbe officinali e lavanda. Bocca segnata da un tannino “appassionante”. 84
Castellare di Castellina. Al naso: durone di Vignola, confettura di ribes e torrefazione. La bocca, compatta e rocciosa, lascia presagire ulteriori sviluppi. 86
Castello di Monastero. Boscoso ed etereo. Ricordi di amarena e caffè. Al palato riesce ad essere largo ed appuntito allo stesso tempo. 82
Castello di Radda. Salino e agrumato già al naso, si distende su cenni di melissa e chiodi di garofano. Bocca fresca e sapida. Ricordi di pesca nel finale. 88
Cecchi, Riserva di Famiglia. La fase olfattiva è connotata da note di iris e pout-pourri di fiori secchi, lavanda e malva. Chiude in bocca con un finale succulento, ricco di frutta e sottobosco. 85
Fattoria di San Giusto a Rentennano, Le Baroncole. All’olfatto, pur attaccando in maniera abbastanza intensa, gioca più sull’eleganza che sull’impatto. Snocciola sensazioni di fiori appassiti, visciole e piccoli frutti. La bocca, profonda, allunga nel finale su ricordi di pesca. 87+
Fattoria San Pancrazio. Speziato, elegantissimo. Il naso verte su note di “mon chéri” e rabarbaro. Bocca estremamente fine, quasi leziosa. 90

Fattoria Viticcio. Fin troppo ricco. All’olfatto si dilunga su note di pepe e tostatura. La Bocca, appena monocorde, è risvegliata sul finale dalla bella sapidità. 81
Fèlsina Rancia. Humus e alloro, cardamomo e tè nero, rosmarino e amarena. All’assaggio si distende in maniera adeguata. Il tannino, ancora in evoluzione, è di ottima fattura. 88
I Sodi. Penalizzato inizialmente da note di riduzione, apre su ricordi di chinotto. In bocca è deciso, financo prepotente. Croccante e sapido sul finale. 80

Il Colombaio di Cencio, I Massi. L’andamento olfattivo è caratterizzato da sensazioni di arancia e china. La bocca è fitta, resa saltellante da tannini ed acidità. Da aspettare con fiducia. 85
La Porta di Vertine. Il naso, ricco di note fruttate (visciola e lampone in confettura), è penalizzato da una nota alcolica un poco invadente. La bocca è rocciosa e floreale. 83
Le Miccine. Note di iris e torta di mele. Bocca succulenta, piacevole, ma non particolarmente complessa. 82
Monteraponi. Suadente e ricco di polpa, già al primo impatto, mostra un corredo olfattivo ricco di toni agrumati e frutta matura. All’assaggio svela un sorso complesso, cangiante. 91
Pieve di Campoli. Note eteree, confettura di pesca e liquirizia. Bocca che ricorda l’amarena e il pepe. 83
Podere Castellinuzza, Paolo Coccia. Intelaiatura floreale e sassosa, ricordi di mandorla nel finale. Non particolarmente ampio. 82
Poggio al Sole, Casasilia. Un vino solare, radioso. Mostra un frutto denso, caldo, eppure integro. Ottime prospettive d’evoluzione. 88+
Querciavalle. Lavanda, erbe officinali ed umami. Bocca semplice. 79
Tenuta Nozzole, La Forra. Succo di Mirtillo e ribes, cassis e vaniglia. In bocca attacca opulento, rafforzandosi sul finale grazie a note vagamente affumicate. Un vino sostanzioso anche se poco variegato. 85
Tenuta La Novella. E’ un vino connotato da un fruttato leggero e da particolari note speziate (teroldego!). Ricordi di fiori appassiti e menta. Bocca sapida, discreta profondità. 86
Terra di Seta. Al naso apre su profumi di ciliegia, lavanda e alloro. In bocca torna la frutta rossa. Discreta prova. 80
Terreno. Cotognata, rabarbaro e confettura di fragole. Bocca lieve, bell’equilbrio fra polpa e freschezza. Finale agrumato, tannino pregevole. 88+
Tolaini. Fiori di campo, lavanda, lampone e ribes rosso. Bocca scontrosa, marcata dal tannino. Da riassaggiare. 84
Villa Calcinaia Villa Bastignani. Ricordi di piccoli frutti e sottobosco. Bocca in contrapposizione: tagliente, sapida e minerale. Finale agrumato. 86+
Villa Cerna. Al naso: mirto e lavanda, bergamotto e sandalo. L’assaggio è caratterizzato dalla struttura e dalla qualità del frutto. Fresco. 87
Villa Mangiacane. Un vino gradevolmente sornione, apre su note di chiodo di garofano e amarena. La bocca è rotonda, pulsante. Godibile anche se non particolarmente tipico. 86

Chianti Classico Riserva 2008
Annata dall’andamento non lineare ma che rivela le sue doti (notevoli) nel bicchiere. Ottimi i risultati a Greve e Lamole, eccellenti a Radda. Panzano sfoggia larghezza e grande ricchezza di frutto. Maggiori problemi nelle zone più calde. In linea generale rileviamo un andamento espressivo segnato da una grande godibilità.

Badia a Coltibuono. Mallo di noce e china. Bocca ben scolpita, fruttata e ampia, con ritorni eterei e floreali. 92
Borgo Casal al Vento, Foho. Naso complesso e cupo. Riconoscimento di mora e mirtillo, lievi note affumicate. Bocca decisa dal tannino finissimo. 86
Borgo Salcetino, Lucarello. Pepe, fiori di campo e tabacco. Un vino solido e minerale in cui latitano le note fruttate. 81
Caparsa, Caparsino. Intenso come pochi: elegante e roccioso allo stesso tempo. Ricordi di liquirizia, sandalo e alloro. Al palato attacca in maniera originale, appassionante. Un vino di grande stoffa e struttura. 90
Caparsa, Doccio a Matteo. Ombroso, affumicato e minerale. La fase gustativa è ricca, corredata da un finale profondo, di mirtillo e mora. Tannino in evoluzione. Da aspettare per 5-6 anni, almeno. 88
Casaloste. E’ un vino che verte su sensazioni dolci senza per questo però risultare stucchevole. La fase olfattiva (marcata da note di spezie, liquirizia e anice) schiaccia quella gustativa, che appare troppo esile. 79

Castelli del Grevepesa, Clemente VII. Al naso note di ribes nero, amplificate da tenui sensazioni eteree e accenni di affumicatura. Bocca più distesa, fine e delicata 85
Castell’invilla, Poggio delle Rose. Naso finissimo (malva e melissa), etereo e mutevole. Tannino fantastico. 90+
Castello di Ama. Al naso è denso, carnoso, appena balsamico. La bocca, croccante, ci regala un finale di razza. 84
Castello di Monsanto. L’olfazione è impreziosita da note di viola, arancia sanguinella e roccia. La Bocca è da standing ovation. Finale dritto e dinamico. Tannino perfetto. 90
Castello di Querceto. Un vino dal carattere “silvestre”. Al naso: ginepro, rosmarino e ribes nero. Finale ricco, potenziato da intensi ritorni fruttati. 86

Castello di Starda. Lo spettro olfattivo è caratterizzato da leggere note agrumate, ricordi di spezie e pepe rosa. Bocca dinamica. Finale sapido. 85
Castello di Verrazzano. Al naso: pepe, tabacco, sottobosco. Il sorso è succulento, l’incedere piacevole. Avremmo preferito maggiore naturalezza espositiva. 88
Castello di Volpaia, Coltassala. Resina e miele di castagno, erica e rosmarino. Bocca “dolce” con ricordi di fragola e amarena. Finale godibile, cesellato. 90
Castello Vicchiomaggio, Vigna la Prima. All’olfazione si distende su intense sensazioni di cotognata, ginger e resina. La bocca è dissetante e divertente. Sorprende e convince. 91+
Casuccio Tarletti, Campo Alto. Al naso è ricco, profondo e maturo. Di contrappunto la bocca appare “cruda”, non perfettamente allineata. Da aspettare? 79
Cinciano. Un vino che mostra grande personalità, a partire dal naso, scoppiettante nel turbinio dei riconoscimenti (cipria, pepe rosso e fragola, fra gli altri). Sorso notevolissimo. Lodevole l’equilibrio dolce-tannico. Finale fresco, floreale. Una bella sorpresa. 89
Colle Bereto. Naso scuro, ombroso. All’assaggio svela pregevoli nuances fruttate, agrumi e sapidità. Vino tecnico ma ben realizzato. 88

Dievole, Novecento. Naso deciso, appena appesantito dal legno. Bocca a metà fra ricordi di frutta matura (confettura di mora) e note speziate (pepe e sandalo). Bel finale. 85
Fattoria di Petroio. Naso lieve e floreale. Ricordi di pepe rosa e iris. Bocca altrettanto sussurrata, ravvivata da un tannino grintoso. Finale non lunghissimo. 82
Fattoria Ispoli. Al naso: fragola e pepe nero, mirto e un pizzico di goudron. Bella la bocca, ricca di frutto (mandarino e amarena). 88
Fattoria la Ripa. Il vino sfoggia grande maturità nella palette dei ricordi aromatici. Bocca minerale, finale medio. 83
Fattoria le Fonti. Cotognata e mirtillo, senape e ligustro. Bocca dolce e delicata, bel tannino. 86
Fattoria Nittardi. Scuro nel bicchiere e al naso, segnato da intense note di tostatura. Bocca intrigante, profonda. Bella trama tannica. Moderno ma non scontato. 87+

Fattoria San Michele a Torri Naso pepato e pungente. Ricordi di frutta sotto spirito,visciole e fiori appassiti. 84
Fontodi, Vigna del Sorbo Frutta e acidità, nespole e mallo di noce. Tannino ancora spesso. 87+
La Camporena Al naso note leggermente affumicate. Sensazioni di scorza di agrumi.84
La Madonnina Andamento dicotomico: carnoso ed acuto, senza essere eccezionale, però. 79
Lamole di Lamole L’olfazione fa perno su sensazioni raffinate di fiori e frutta. Elegantissimo, delicato, con tannini razionali e eccellente spalla acida. 93

Lanciola, Le Masse di Greve Piacevoli note fruttate, al naso. In bocca risulta ruvido, segnato da note maliche. 83

Le Fonti. Succulento e iodato, minerale. Note di talco e pout pourri. L’assaggio è arricchito da note di caramello e mirtillo. Ottimo il finale 89
Lornano. Bel frutto maturo: ciliegia durone e pesca. La bocca è pepata quanto basta. Il finale è molto fresco, anche se non particolarmente lungo e un po’ monocorde. 83
Mannucci Droandi, Ceppeto. Al naso: resina, cacao e amarena. Bocca precisa e ben matura. Finale segnato dal bel tannino e dall’ottima acidità che stempera le intense note fruttate del merlot. 86
Monte Bernardi. Netto e tagliente anche al naso. Ricordi di ciliegia, sandalo e mirto. Bocca tipica di Panzano, arricchita da una freschezza naturale e intrigante. 88
Montefioralle. Al naso è floreale ed etereo, imperlato da intense note speziate. Bocca appagante. Finale di fragola e anice. 86
Ormanni Borro del Diavolo. Grande intensità floreale,  note di ebanisteria, sensazioni di eucalipto. Bocca segnata da un tannino croccantissimo ed acidità pulsante. Finale fruttato e preciso. 90
Rocca di Castagnoli, Poggio ai Frati. Il naso, esile e minerale, regala sensazioni di fiori passiti. L’assaggio è fruttato ed elegante, tannino che disseta. 83
San Donatino, Poggio ai Mori. Al naso  un bel mix di pepe e frutta nera, appena surmatura. In bocca trova la sua quadratura grazie al bell’equilibrio fra corpo e sapidità. 88
San Fabiano Calcinaia, Cellole. Naso caratterizzato da lievi note di goudron e da sensazioni di frutti di bosco e mirto. All’assaggio appare non perfettamente compiuto. Da attendere. 83+
San Felice, Il Grigio. Asciutto e netto. Ricordi olfattivi di timo e anice. Al palato si sviluppa con sensazioni fruttate (amarena e mora di rovo). Chiude croccante. 85
Savignola, Paolina. Sensazioni “lamolesi” al 100%: lavanda, erica e bella mineralità. In bocca è  intenso e penetrante. Stiloso. 88
Solatione. Ricco, pieno (al limite del surmaturo) e pepato. Grande sostanza, anche se in questa fase il legno domina il naso e la bocca. 82
Vescine, Lodolaio. Al naso apre su note dolci di mora e lampone in confettura, per poi introdurre sensazioni di caffè e visciole. Al palato attacca senza grande verve, recuperando sul finale grazie a gradevoli sensazioni fruttate. 83
Vignamaggio, Monna Lisa. Nel bicchiere si rincorrono ricordi di lavanda e rosa, bergamotto e ciliegia. All’assaggio non tradisce l’identità lamolese, giocando fra opulenza e rigore tannico. Ottima la chiusura con un ritorno rinfrescante di erbe officinali. 90+
Villa a Sesta. Cupo e speziato, bergamotto e china. Bocca serrata con il legno in evidenza. 80
Poggerino Bugialla. Un vino caratterizzato da un impianto olfattivo abbastanza floreale e speziato, non brilla particolarmente per sostanza e struttura. 85
Poggio Borgoni, Borromeo. Il naso, che fa perno su sensazioni piuttosto  morbide, è in lieve disaccordo con la bocca, connotata da un assetto tannico abbastanza evidente. Buono nel complesso. 86
Querceto di Castellina, Belvedere. Un vino che gioca sulla morbidezza, al naso ed in bocca. Ben fatto, per gli amanti del genere. 85
Rignana. Olfazione dominata da note dolci. Bocca apparentemente “costruita”. Tanta struttura, poca materia. 84
Rocca delle Macìe, Riserva di Fizzano. Abbastanza profumato ed elegante. Trova il suo punto di forza nella piacevole beva. Finale non particolarmente fresco, ma gradevolmente persistente. 88
Tenuta di Arceno. Al naso è abbastanza legnoso e svela sensazioni di frutta sotto spirito. Un vino di buona struttura, penalizzato da lievi note verdi. 85
Tenuta di Lilliano. Un vino non particolarmente largo, caratterizzato da sensazioni di spezie dolci. Abbastanza salino. 86
Tenuta la Novella. Il naso, che non brilla per eleganza, si sviluppa su dense sensazioni fruttate. Finale molto speziato ma non avvincente. 84
Terrabianca Croce. Un vino che, grazie al suo assetto, fresco e balsamico, riesce a convincere. 86
Terre di Melazzo, Elikia. Non particolarmente fine nel complesso, sconta un andamento poco originale, segnato dall’utilizzo delle uve internazionali. 83
Torraccia di Presura, Il Tarocco. Vino dall’assetto un po’ rude, segnato da ricordi vegetali e da note di legno vagamente asciuganti. La frutta “promessa” dal naso non trova corrispondenza al palato. 82

Chianti Classico Riserva 2007
Castello Monsanto, il Poggio. Cupo e dolce. Intense sensazioni eteree e balsamiche. La struttura e gli avvolgenti ricordi di frutta matura, sollevano il vino dalle  percettibili note di legno. La bocca è impreziosita da sfumature di incenso, mirra e ginseng. 88+

Cinciole, Petresco. Il vino, pulito e luminoso, riesce a tenere a bada una certa esuberanza di frutto. In bocca è splendido: sapido con continui ritorni di note balsamiche e floreali. 90+

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19 commenti a Chianti Classico Riserva | Gli assaggi delle annate 2007, 2008 e 2009

  1. Spiegati meglio perchè dire liscio a Gaiole ci sono i maghi di cantina è un pò ambiguo.

    • che quando c’è Chioccioli ad esempio in regia i profumi sono sempre incredibili anche in annate più sfigate, ad esempio

      • A posto, ho già capito.

        • avatar Angelo Cantù

          Gradirei capire meglio. La mia impressione leggendo questi commenti da appassionato con conoscenze tecniche limitate, è che in quella cantina succedano cose non del tutto limpide; detto in altre parole che si “tarocchino” un po’ i vini. Correggetemi se sbaglio. Grazie

          • se travasi, filtrazioni e uso di barrique sono taroccamenti…
            oh ma subito pronti a polemizzare e fare la caccia alle streghe eh?
            Non sono un enologo ma penso sia chiaro a tutti che ci sono tecniche legalissime capaci di esaltare meglio di altre il profumo del sangiovese, tutto qua!

  2. avatar Simone e Zeta

    Terra di Lamole, I Fabbri. Voto : 10 Secchi

    • avatar gionni1979

      Guelfo allora?!?!?!

      • avatar Simone e Zeta

        OVVIO!!!

  3. avatar Flachi10

    Come al solito Il Gori non è umano ma bionico! :)
    Contentissimo per i miei amici di Vignamaggio, il loro chianti Monnalisa incanta. Ne ho aperto una bottiglia del 2001 durante le feste natalizie… 10 anni e non sentirli!

  4. @ Andrea Gori
    Scusa ma Riecine e Castello della Paneretta me li sono persi per la strada io oppure tu? :)
    Per me sono i migliori di tutta la sfilza…

  5. avatar Zakk

    Monteraponi, Ormanni, Cinciole. I tre voti più alti e nella mia zona tutti e tre in mano alla stessa persona: tocchera’ chiamarlo e spendere.

  6. Ti do ragione Gabriele! Ma Riecine non ha mandato i campioni e Castello della Paneretta non aveva 2010 nè Riserva 2009!

    • Ho scritto di Castello della P. perchè avevi recensito altre riserve del ’08…

      Riecine non ha dato i campioni? :shock:

  7. avatar Montosoli

    Bocca apparentemente “costruita”. Tanta struttura, poca materia.

    E possibile sapere qualcosa di piu ?

  8. avatar Daniele

    Leggendo e scorrendo mi sembra di intuire che trovare un Chianti Classico non buono sia molto difficile.. no?

    • soprattutto sulle Riserve, si va quasi a botta sicura e i prezzi quasi mai vanno oltre i 30 euro…

      • avatar Daniele

        Io credo che questa sia una notizia…
        ..che fa gran lustro della denominazione; non so quanti altri consorzi / denominazioni possano vantare un livello medio così alto

        Grazie Andrea

  9. avatar cantina gigli

    Ho trovato assolutamente interessanti i vini Antico Lamole del Sor paolo Socci e le basi di piede franco…

  10. Pingback: San Felice Chianti Classico Riserva

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