Manco li cani | La fine ingloriosa del Chianti da autogrill

di Fiorenzo Sartore


La scena è comica. Se non altro perché descritta da un comico, Giorgio Panariello: durante la conferenza stampa di presentazione del suo prossimo show su Canale 5, “Panariello non esiste”, l’attore toscano racconta la sua visita a casa Berlusconi. Sia chiaro, noi non crediamo che la cosa vada presa alla lettera, è evidente che si tratta di una narrazione comica – perlomeno, lo speriamo. Tuttavia la storiella ha qualche significato.

Tornavo da fuori e mi fermai a un autogrill a comprare due bottiglie di Chianti, visto che mi hanno insegnato che non si va mai a casa della gente per la prima volta a mani vuote. Mi aprì la porta Berlusconi, era in tuta. Mi squadrò da capo a piedi e quando gli consegnai le bottiglie disse: “queste le diamo ai cani”.

Ora, al di là dello sketch comico, perché ridiamo? Perché l’idea di andare in visita ad un Silvio Berlusconi, portando un paio di bottiglie di Chianti prese last minute all’autogrill, è già grottesca. Ma l’apoteosi del tempo comico, nella storiella, è la fine ingloriosa decretata, rapidamente, dal destinatario dell’omaggio: «queste le diamo ai cani». La vis comica della battuta sta tutta nella visione surreale di una muta di cani rassegnati a trovarsi, nel menù, i peggiori avanzi, quindi anche l’esecrabile Chianti da autogrill.

Insomma, per i vari consorzi di tutela la strada è perennemente in salita. Auguri di buon lavoro, perché come vedete c’è sempre un gran bisogno di curare, o ricostruire, l’immagine del Chianti. Perlomeno, del Chianti da autogrill.

[Via Oltrequotidiano.com. L’immagine viene da qui: cani assaggiatori. Non meno inquietante].

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

9 Commenti

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filippo cintolesi

circa 10 anni fa - Link

Ma cosa vuoi ri-costruire? Quando si usa un nome (che avrebbe una storia..) per contenere virtualmente tutto il vino rosso prodotto fra Arezzo e Pisa, fra l'Abetone e l'Amiata, soprattutto dopo anni in cui eventuali storici disciplinari, uvaggi o come li si vuole identificare, non sono piu' seguiti... spiegami tu quale sarebbe la ratio del prodotto da tutelare (cui poi dovrebbe corrispondere un'"immagine"): il vitigno no, lo stile nemmeno, il terroir lasciamo perdere. E' soltanto uno scandalo della cui istituzione giusto quest'anno ricorrono gli ottanta anni. Fin troppi.

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Zakk

circa 10 anni fa - Link

Ecco perchè Antinori è rientrato nel consorzi gallo nero :-)))))))))

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Vittorio Vezzola

circa 10 anni fa - Link

Ci sono dei Chianti molto buoni, purtroppo trovare prodotti dai 3 ai 50 euro che si chiamano tutti Chianti è un po' fuorviante per il consumatore medio.

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ag

circa 10 anni fa - Link

Il Presidente beve solo bolle

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Durthu

circa 10 anni fa - Link

A me la "vis comica" sfugge un po': la storiella mi fa solo tanta tristezza per la sorte di un prodotto che potrebbe facilmente essere un vanto nazionale.

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Abdul Ciabath

circa 10 anni fa - Link

Capisco che sei ligure e che non conosci il romanesco ma il titolo preciso deve essere 'manco a li cani'. Correzione, please!

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Fiorenzo Sartore

circa 10 anni fa - Link

veramente "mancu li cani" lo usava un mio amico calabrese. l'ho italianizzato.

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esperio

circa 10 anni fa - Link

E guarda caso potrebbe essere anche siciliano.

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Sandro

circa 10 anni fa - Link

Probabilmente qui nessuno ha assaggiato un Chianti, almeno negli ultimi anni. Certo che il Chianti è un vanto nazionale e i primi a ricordarcelo, visto che noi siamo un pò "distratti", sono gli stranieri che bevono Chianti con gioia ed emozione. Bevete Chianti e sarete meno stressati !

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