Pagava i braccianti 3 euro l’ora, arrestato produttore di vino bio e naturale

Pagava i braccianti 3 euro l’ora, arrestato produttore di vino bio e naturale

di Antonio Tomacelli

Si susseguono le inchieste nel mondo del vino. Dopo gli arresti effettuati ieri per la contraffazione di bottiglie di vino pregiate, c’è oggi la notizia degli arresti domiciliari per Settimio Passalacqua, titolare di una grossa azienda agricola e vinicola di Apricena, in provincia di Foggia. Settimio è, secondo le indagini, legale rappresentante delle “Tenute Passalacqua srl società agricola”, dell’impresa individuale “Passalacqua Settimio” e di amministratore di fatto dell’impresa individuale “Passalacqua Nazario Guido”, dell’impresa individuale “Passalacqua Pierpaolo”, e dell’impresa individuale “Passalacqua Valentina”tutte con sede legale ad Apricena.

Proprio quest’ultima azienda è nota per essere azienda vinicola rispettosa (a suo dire) dei principi del vino naturale, oltre a possedere la certificazione Bio.

Nell’ordinanza firmata dal gip Manuela Castellabate, su richiesta delle pm Pirrelli e Pensa, si legge che i due indagati (l’altro è Antonio Piancone, Braccio destro di Settimio) “utilizzavano-assumevano e/o impiegavano manodopera costituita da un numero rilevantissimo di lavoratori comunitari o extracomunitari di varie etnie – per lo più di etnia africana e di etnia albanese – approfittando del loro stato di bisogno, riconducibile a precarie condizioni economiche conseguenti, anche disgiuntamente, alla penuria di sbocchi occupazionali alternativi nelle località di dimora, alla carenza di cespiti e fonti di reddito alternative…”

Recita ancora l’ordinanza:
“Lo sfruttamento sarebbe consistito nella corresponsione reiterata ai lavoratori, per lo più a mezzo di denaro contante, della somma oraria variante tra un minimo di euro 3,33 ed un massimo di euro 5,71 ovvero di una paga giornaliera variabile tra 30 e 45 euro, in violazione dei contratti collettivi nazionali o territoriali stipulati dalle organizzazioni sindacali”. Si tratta dunque di un ammontare ritenuto dal giudice “sproporzionato rispetto alla qualità e quantità del lavoro prestato” che dovrebbe equivalere ad una paga oraria netta di 7,70 euro.

I lavoratori venivano impiegati tutti i giorni della settimana “per una media variabile tra le 7 e le 9 ore giornaliere senza concedere loro alcun giorno di riposo, e con una pausa di soli 30 minuti per il pranzo che peraltro non sempre veniva concessa”. Non pervenuta persino la “concessione dei prescritti periodi di ferie e dei periodi di malattia”.

Assenti i dispositivi di protezione individuale: i lavoratori nelle attività di coltivazione di ortaggi, lavoravano “in violazione della normativa in materia di sicurezza e igiene sul lavoro”.

Relativamente alle aziende “Passalacqua Pierpaolo” e “Passalacqua Nazario Guido”, “Tenute Passalacqua srl”, “Passalacqua Settimio” non sarebbero state fornite informazioni ai dipendenti sui rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro, sulle procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio, l’evacuazione dei luoghi di lavoro e altre misure preventive.

Scarsi anche l’igiene e i soccorsi, gli investigatori non hanno trovato guanti protettivi, scarpe anti infortunistiche e occhiali di protezione. I dipendenti erano inoltre sprovvisti di materiale relativo al soccorso sanitario. Assente anche il bagno chimico nei luoghi di lavoro.

Ricordiamo che a pochi chilometri da Apricena sorge il ghetto di Rignano Garganico, da sempre bacino di sfruttamento per le aziende agricole della zona.

avatar

Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

45 Commenti

avatar

Francesco Fabbretti

circa 1 mese fa - Link

Mi pare così difficile che Valentina possa essere implicata in questa brutta storia, soprattutto perchè nel suo sito , per quello che riguarda i lavori in vigna scrive "La filosofia del peaceful living, cioè trarre piacere dalle piccole cose quotidiane, sta alla base di ogni attività che affrontiamo. La vigna è il nostro tesoro e la curiamo nei dettagli con massima attenzione e immancabile rispetto. Il lavoro di ciascuno trova senso e realizzazione nell’integrazione con il lavoro di tutti gli altri."...staremo a vedere. Ah comunque i suoi vini mi piacciono molto

Rispondi
avatar

Antonio cascarano

circa 1 mese fa - Link

Non si sta parlando di vino naturale si o no se piace o meno ma di Etica ,di rispetto dell'essere umano caro Fabretti

Rispondi
avatar

Maria Postiglione

circa 1 mese fa - Link

L’azienda ortofrutticola condotta da mio padre è stata sottoposta a procedimento penale per asserite irregolarità nella gestione della manodopera. Formalmente ci unisce lo stesso cognome, tuttavia le condotte ascritte a mio padre, peraltro tutte in fase embrionale e tutte da accertare, non sono riconducibili alla mia azienda ed al mio operato. Peraltro, la filosofia gestionale della mia azienda è - da sempre - virtuosa e si è sempre distinta per la correttezza del suo operato, anche con la manodopera. Spero ardentemente che mio padre possa chiarire al più presto la sua posizione e risultare estraneo alle ipotesi di reato che oggi lo vedono indagato. In ogni caso, ove così non fosse, confido che questa dolorosa esperienza possa offrirgli un’opportunità di cambiamento e di revisione degli schemi. Confido nel supporto di tutte le persone con cui ho condiviso principi ed ideali che mi hanno sempre dimostrato grande fiducia in tutti questi anni di promozione di valori universali nei quali credo personalmente. Sono perciò disposta a lottare anche per ottenere il cambiamento della mentalità che dilaga nella mia terra . Voglio bene a mio padre,come non potrei? Ma chiedo a tutti voi di sostenermi in questa azione di cambiamento e di riappacificazione con Madre Terra e con quanti se ne prendono cura. Potrei sentirmi affranta e disperata. Tuttavia, il mio cuore mi dice che, con l’aiuto di chi ha creduto finora in me, sarà davvero possibile fare la differenza e lasciare alle future generazioni un futuro migliore. #Peaceful living non è solo uno slogan, è la filosofia che mi ha sempre ispirato in questi 20 anni e che, sopratutto ora, mi da la forza per andare avanti con trasparenza, positività e integrità, nella consapevolezza che non camminerò da sola.

Rispondi
avatar

giuseppe

circa 1 mese fa - Link

ma va' ...

Rispondi
avatar

Ivana Limata

circa 1 mese fa - Link

Ma se protagonista di questa notizia fosse stata un'azienda convenzionale avreste pubblicato la notizia? Dubito. Che tristezza. Vi rode proprio.

Rispondi
avatar

Gino Della Porta

circa 1 mese fa - Link

Cara Ivana, il fatto che sia coinvolta un’azienda del settore dei naturali rende la notizia ancor più grave, perché il naturale disgiunto dall’etica è solo una mera operazione di marketing. Ovviamente sempre che la notizia sia confermata, per mia inclinazione culturale ognuno è innocente fino a prova contraria.

Rispondi
avatar

Marco Botti

circa 1 mese fa - Link

Carissimi, io produco vino in una piccola realtà nel Bresciano e non mi stancherò mai di perorare la mia causa nell'anti biologico, metodo che serve solo come business per chi lo produce e per tutta quella filiera. A chi ama la terra non serve insegnare il rispetto per questa, non gli serve di fregiarsi di un nome. Lavora con rispetto e coerenza. Poi mi astengo da commentare un azienda che non conosco ma se questa indagine é vera, sono contento che sia emerso tutto. Perché aziende come la mia se pur minuscola e non biologica porta rispetto a 360 gradi a chi ci ruota intorno. E impariamo a ragionare con la propria testa e a documentarci che sarebbe meglio.

Rispondi
avatar

Daniele S

circa 1 mese fa - Link

L'anti biologico é una definizione fantastica. Il nonsense dell'era contemporanea. Industrializzate, inquinate e poi bevete. Bravi

Rispondi
avatar

Daniele S

circa 1 mese fa - Link

Non é una questione di marketing, é un fatto di gusto.

Rispondi
avatar

SALVATORE AGUSTA

circa 1 mese fa - Link

Ivana, che io sappia, Intravino è sempre stato dalla parte dei produttori di vino naturale, quindi non comprendo proprio il commento; immagino che se fosse capitato ad una azienda convenzionale avrebbero pure pagato facebook per sponsorizzare la notizia ahahahaha.

Rispondi
avatar

Lanegano

circa 1 mese fa - Link

Se verrà provato che sono colpevoli è ancora più grave perchè l'idea di vino naturale o 'sostenibile' che dir si voglia esula dal mero liquido dentro la bottiglia ma coinvolge un'idealità di futuro e di 'way of life' ben diversa dalle modalità di neocapitalismo imperante. Mi chiedo se non sia capitata nel blog sbagliato per non avere capito ciò di cui si sta parlando.

Rispondi
avatar

Maurizio

circa 1 mese fa - Link

Hai proprio ragione Ivana, dopo anche i recenti articoli sul Santa Cristina proprio non se ne può più del servilismo di intravino verso le grandi aziende. Sempre e solo ad attaccare i piccoli produttori alternativi... No aspetta, forse volevo scrivere il contrario!

Rispondi
avatar

Edoardo

circa 1 mese fa - Link

Gentile Ivana, ha letto l'articolo? Stiamo parlando di un'indagine giudiziaria... non di gusti sul vino, opinioni o pettegolezzi, ma di un arresto di un produttore per un reato gravissimo che dovrebbe suscitare indignazione in tutti, produttori convenzionali e non . Le auguro di non trovarsi mai nelle stesse circostanze di disperazione delle persone che quotidianamente si piegano a tali condizioni inumane di lavoro... le assicuro che il ''rodere'' o meno di alcuni sarebbe l'ultima delle sue preoccupazioni.

Rispondi
avatar

Sancho P

circa 1 mese fa - Link

Mercanti di carne umana. Il vino e l uva sono solo il pretesto per sfruttare chi non può far altro che vendere la propria forza lavoro per vivere. in casi come questo mediazioni non sono possibili. Nella vita bisogna scegliere da quale parte stare.

Rispondi
avatar

Nicola

circa 1 mese fa - Link

Ivana non capisci un c.... O, come purtroppo tanta gente che ci circonda

Rispondi
avatar

Mike

circa 1 mese fa - Link

For our friends abroad: Settimio Passalacqua is the legal representative of the ''Valentina Passalacqua'', the land (la terra) that Valentina so often mention in her marketing pitches was bought with her father's money. She has worked in her father's company for years - as herself has told several times in her marketing speeches available online. This is the second time the guy has been arrested, Valentina and her father live in the same building, how people can still believe her when she says she had no idea he was doing that? She had no idea 200 black workers were systematically exploited? She says that now she wants to change things... how convenient, how come she hasn't done anything until now? This is a crime and in the natural wine world or any world for the matter, there should be NO place for this kind of people #blacklivesmatter

Rispondi
avatar

Jessica

circa 1 mese fa - Link

Hi Mike, I would love to know the sources you've cited here! Thank you in advance <3

Rispondi
avatar

LuigiPeo

circa 1 mese fa - Link

... bene che si indaghi su questi fenomeni. Il prossimo passo che dovrebbe fare la magistratura è indagare su quanti contratti da manovale agricolo mascherano all'interno di "piccole" aziende agricole a "conduzione familiare" - naturali e non - persone che pur di lavorare si devono fingere meno qualificate o appunto manovali quando in azienda fanno tutt'altro, in modo che l'azienda paghi meno tasse, ma senza che il lavoratore prenda contributi. Gli arriva la disoccupazione, ma in realtà ha lavorato tutto l'anno... Per non parlare di quante cantine spesso di categoria naturale non fanno alcuno scontrino al punto vendita...

Rispondi
avatar

Antonio

circa 1 mese fa - Link

Bravo hai posto l'accento su una pratica diffusissima ma ignorata nell'indifferenza o complicità delle organizzazioni sindacali di categoria....

Rispondi
avatar

Stefano

circa 1 mese fa - Link

Non credo che ci sia obbligo di scontrino per tutti, dipende dalla forma societaria (o da altro, perdonatemi: attendo lumi da chi lavora nel settore)

Rispondi
avatar

Giuseppe

circa 1 mese fa - Link

Gli investigatori non hanno trovato occhiali di protezione?!? Ma per che cosa? Se un chicco d'uva gli schizza in faccia? Ma stiamo scherzando? Di questo passo diverrà obbligatoria la protezione anti sommossa, il casco e la maschera anti gas per andare a letto. Buffoni.

Rispondi
avatar

cosimo casini

circa 1 mese fa - Link

Giuseppe la legge lo prevede, che tu lo ritenga ridicolo è un problema tuo.. se poi al tuo operaio va a finire un tralcio o un rametto di olivo in un occhio e viene fuori che non hai provveduto a consegnare i DPI obbligatori... Vediamo se ti diverti con gli ufficiali dell' ASL in azienda che ti fan un bel multino se non chiudere proprio... Che sarebbe poi il danno minore visto che ti frega benpoco di tutelare le persone che si mettono a disposizione tua per farti fare il business sulla loro pelle.. basterebbe farsi un mesetto di lavoro in paesi anglosassoni per vedere come si approcciano al mondo del lavoro negli altri paesi..

Rispondi
avatar

Ezio

circa 1 mese fa - Link

Bravo.

Rispondi
avatar

Anulu

circa 1 mese fa - Link

Spero ci siano sempre più controlli. La sensazione è che ci sia un sommerso di illegalità nel mondo del vino (sia in campagna, sia in cantina) che spesso è mascherato dalla conduzione familiare o dall'impostazione da "piccolo vigneron" duro e puro. Quante squadre di mediorientali, pakistani, bengali, girano per fare i lavori di campagna che qualcuno sostiene "gli italiani non li vogliono fare più" girano per la Toscana, l'Umbria, il Piemonte, .... ci credo che non gli vogliono fare più, li pagano tre euro l'ora a persona. Poi però i vini costano sempre di più. E ci sono anche sempre più abbocconi che sono disposti a decantare i terroir di zone dove fino a 2-3 anni fa si coltivavano al massimo cavoli e carciofi.

Rispondi
avatar

Anulu

circa 1 mese fa - Link

English version a questo punto! I hope there are more and more checks. The feeling is that there is a flood of illegality in the Italian world of wine (both in the vineyards and in the cellar) which is often masked by "family run management" or by the setting of a "small vigneron" hard and pure. How many Middle Eastern, Pakistani, Bengali teams go around to do the country work that someone says "Italians don't want to do them anymore" go around Tuscany, Umbria, Piedmont, ...Well of course they don't want to do it anymore, these winegrowers would pay them three euros an hour per person!! But then the wines cost more and more. And there are also more and more fools who are willing to praise the terroirs of areas where up to 2-3 years ago cabbage and artichokes were grown at most.

Rispondi
avatar

marcow

circa 1 mese fa - Link

Dopo aver letto il commento di Fabrizio Fabbretti avevo provato un po' di delusione perché Fabrizio F lo conosco già come commentatore. Poi è arrivata Ivana Limata......... Ma poi sono arrivati molti commenti che mi hanno risollevato il morale. Anche se penso che nella nostra epoca non c'è quella sensibilità sociale e morale che avete magnificamente espresso________ Il tema, se vi ricordate, lo abbiamo discusso anche durante il lockdown con due articoli di Massimiliano Ferrari: non veniva fatta nessuna distinzione tra aziende convenzionali. biologiche, (cd.) naturali e biodinamiche. A dimostrazione di una LINEA EDITORIALE che non vuole SILENZIARE alcuni ARGOMENTI SCOMODI. Così come fanno ALTRI WINE BLOG che, signori, non hanno dato la notizia.

Rispondi
avatar

Francesco Fabbretti

circa 1 mese fa - Link

marcow hai tutto il diritto di essere deluso dal mio commento...diciamo che io aspetto a vedere quali delle aziende del signor Settimio sono coinvolte. Per ora pare che usasse questa pratica illegale e immorale ma mi pare che si sia fatto 1+1 ovvero si sia ipso facto stabilito che tutte le sue aziende sono coinvolte...se sarà così lo stabilirà la magistratura ma in attesa di ciò posso avere a possibilità di esercitare lecitamente una attesa anzichè correre a gridare all'untore? Concludo con una battutta: ma che t'ho fatto di male se mi chiami anche stavolta Fabrizio? Sono Francescooooo

Rispondi
avatar

marcow

circa 1 mese fa - Link

Scusa, Francesco____Cioè vuoi aspettare...anni...al termine del processo.... prima di esprimere una valutazione sulla vicenda. "Formalmente"(ma soltanto formalmente) il tuo ragionamento non fa una grinza. Molto più debole, "formalmente" e "sostanzialmente" è l'argomentazione che "FORSE".... esistono delle aziende "incontaminate" dalla scandalo... insieme ad ALTRE che, invece, agivano illegalmente.

Rispondi
avatar

Francesco Fabbretti

circa 1 mese fa - Link

non dico di aspettare la fine del processo ma almeno attendere una dichiarazione ufficiale dell'azienda Valentina Passalaqua no eh? Qui è partito il "dagli all'untore" senza se e senza ma...io mi dissocio

Rispondi
avatar

Gianni

circa 1 mese fa - Link

Questi personaggi sono quelli che quando si dice che bisogna regolarizzare gli ingressi dei migranti insorgono in difesa dei poveri immigrati ed accusano di razzismo chiunque non la pensa come loro. Grazie al cavolo che hanno tutta questa voglia di accogliere clandestini, hanno il personale a basso costo e non versano un euro di contributi. Questi sono i veri razzisti.

Rispondi
avatar

Anulu

circa 1 mese fa - Link

Guarda che se li regolarizzi, poi non puoi pagarli 3 euro l'ora. E' proprio a questi invece che fa comodo che siano invisibili. Rifletti prima di digitare.

Rispondi
avatar

Gianni

circa 1 mese fa - Link

Secondo me non hai letto il mio post. Leggilo meglio e vedrai che abbiamo detto la stessa cosa.

Rispondi
avatar

marcow

circa 1 mese fa - Link

In questo link "sembra" che Valentina Passalacqua abbia rotto il silenzio e "sembra" prendere le "distanze" dal padre. http://www.lattacco.it/valentina-passalacqua-le-figlie-non-dovrebbero-essere-accusate-per-le-scelte-dei-padri.html Sempre con molta prudenza mi "sembra" che le stesse parole vengano pronunciate nel commento che si trova in alto, sotto quello di Francesco Fabbretti, ma con un altro nome: Maria Postiglione. "Forse" questa Maria Postiglione ha soltanto riportato le parole di Valentina Passalacqua senza specificarlo. Restano ancora delle zone d'ombra sulla vicenda. Poiché a me non è "ancora" chiaro il coinvolgimento di Valentina Passalacqua nell'indagine dei magistrati. Una cosa è chiara. Valentina Passalacqua non tenta "minimamente" di "difendere" dalle "pesanti responsabilità" il padre. Spero che Francesco Fabbretti abbia ora più elementi per formarsi un'opinione sulla vicenda.

Rispondi
avatar

Francesco Fabbretti

circa 1 mese fa - Link

caro marcow io non ho mai voluto ridimensionare la gravità del reato contestato ma, e il mio primo intervento andava in quel senso, capire se l'azienda di Valentina Passalaqua era coinvolta...lei dice di no e a maggior ragione ora è necessario attendere. Nessuno è così cieco da ignorare la colpa del padre ma non facciamo che questa ricada sui figli come invece erroneamente il post intravinico dichiara nel titolo...a me pare che sia voluto, magari involontariamente, soffiare sul fuoco della polemica per fini sensazionalistici...e io da ciò mi sono dissociato

Rispondi
avatar

Antonio Tomacelli

circa 1 mese fa - Link

In tanti vedo che contestate il titolo e non capisco perché: Settimio Passalacqua è, da visura camerale, produttore di vino biologico. L’indagine afferma che anche l’az Valentina Passalacqua fosse nella sua effettiva disponibilità e controllo

Rispondi
avatar

Francesco Fabbretti

circa 1 mese fa - Link

provo a ipotizzare: mio padre era amministratore unico della società che avevamo io e mio fratello per pure ragioni fiscali, de facto non c'entrava un fico secco con noi e l'enoteca...è una pratica piuttosto comune nelle società adesso non facciamo le vergini che cascano dal pero

Rispondi
avatar

Antonio Tomacelli

circa 1 mese fa - Link

Può essere anche il contrario

Rispondi
avatar

Ivana

circa 1 mese fa - Link

Mi dispiace ma non essendo un 'assidua lettrice non conosco la linea editoriale di intravino e mi sono limitata ad esprimere l'effetto che ha avuto su di me il titolo. Il fatto in se è gravissimo, chi ha pensato che volessi sminuire non ha ben interpretato il mio commento. Io sono una di quelli che se li è portati a casa sua, per capirci. E 'chiaro che ci sono "false" aziende naturali senza scrupoli etico sociali spero non sia il caso di questa. Ma l'enfasi del titolo mi è suonato tipo "violentata donna in minigonna". A tutti gli altri che mi hanno citata porgo distinti saluti.

Rispondi
avatar

Magrassi Marco

circa 1 mese fa - Link

In qualità di Agronomo e Vignaiolo posso solamente dire che ormai la vitivinicoltura è diventata uno spettacolo non c'è piu conoscenza agricola e dietro il solo interesse si puo fare di tutto . Purtroppo è l unico settore dove le competenze non sono obbligatorie como in tutti gli altri campi .

Rispondi
avatar

Gerardo Leone

circa 1 mese fa - Link

L'italiano, evade tasse, iva, costruisce case e ville, su terreni non edificabili, non effettua scontrini fiscali, sottopaga il collaboratore (che sia bracciante o impiegato), non emette fattura o ricevuta fiscale, ecc.ecc. Però si sente appagato, quando addita o intravede una la pagliuzza negli occhi di noi italiani.. Dio mio, perché? Il fatto: È in corso l’indagine su un italiano che sottopaga i suoi collaboratori ( fosse l’unico), ma per conoscere la verità, se è innocente o colpevole, bisogna attendere il terzo grado di giudizio. Ma per tanti cittadini italiani, è già stato condannato. Intravino, scrive il fatto accaduto, ma informa anche della parentela della figlia, specificando di essere una produttrice di vino da agricoltura bio e naturale. Qual’è il motivo? Qual’è il presunto reato della figlia? Leggo post, con scritte figura di M... o mancanza di etica? Perché cita il nome di una produttrice di vino da agricoltura biologica, biodinamica o cosiddetta naturale? In questa Italia, dove tutti sparlano e tutti credono di essere Giovanni Falcone( a chiacchiere), ma girano la testa, quando assistono ad uno scippo, rapina o soprusi di ogni genere, perché emettono sentenze prima dei magistrati? Ma i figli di persone sottoposte a indagini o condannati al carcere a vita, sono responsabili dei reati deI padre?

Rispondi
avatar

Antonio Tomacelli

circa 1 mese fa - Link

A Gerardo Leone e a molti altri commentatori non è chiaro un particolare ma, a dire la verità, un po' è anche colpa nostra: rimediamo subito. La narrazione strappalacrime delle colpe dei padri che ricadono sui figli è completamente fuori luogo: il Gip ha sequestrato le 5 aziende, tra cui quella di Valentina Passalacqua, affidandole ad un curatore giudiziario per consentire il funzionamento delle stesse, Questo perché, secondo i giudici, tutte le aziende coinvolte erano di fatto comandate da Settimio Passalacqua, compresa quella di Valentina più l'azienda intestata al fratello. La cantina di Valentina Passalacqua dunque, non è estranea ai fatti ma direttamente coinvolta e bene avrebbe fatto qualcuno a raccontare meglio le cose, evitando esibizioni strappalacrime completamente fuori luogo. Per l'ennesima volta, lo storytelling aziendale è servito solo a confondere le acque. http://www.foggiatoday.it/cronaca/arresti-apricena-passalacqua-caporalato.html

Rispondi
avatar

Lorenzo Marotti Campi

circa 1 mese fa - Link

Non conosco la produttrice, l'azienda ed i vini, non ho neppure grande simpatia verso un marketing sbattuto là del vino naturale ma questo non c'entra nulla, aspetterei invece che la giustizia faccia il suo corso, ci vuole un attimo per infangare irrimediabilmente un'azienda messa su magari con fatica e dedizione, dovremmo aver imparato che quello che scrive un giornalista può essere uguale, vicino o lontanissimo dalla realtà, notizie e fonti che si incrociano, piccole o grandi inesattezze che fanno la differenza. Un'azienda é una cosa seria, per l'imprenditore e per chi ci lavora quindi aspetterei tempi più maturi prima della lapidazione finale.

Rispondi
avatar

Dani

circa 1 mese fa - Link

Sarebbe interessante leggere l’ordinanza del Gip non mi risulta che la cantina di Valentina sia riconducibile al padre, né che sia stata sottoposta a misura giudiziaria. Avete delle prove per scrivere queste cose? Sarebbe utile per evitare delazioni mettere un link all’ordinanza e citare le fonti che dimostrino la partecipazione dell’arte stato nella cantina della figlia. Altrimenti mi sorge il dubbio che questo articolo sia stato scritto solo per farci parlare. Ps: No al caporalato!

Rispondi
avatar

BT

circa 4 settimane fa - Link

garantismo per tutti, senza se e senza ma (fermo che trarre l'etica dal diritto penale è un grave errore ed è stato il disastro culturale italiano) i discorsi si fanno alla fine. quindi ne parlerà fra tre anni.

Rispondi
avatar

Anonimo

circa 3 settimane fa - Link

Vorrei comunicare la mia esperienza in prima persona. Tempo fa andai a sentire una proposta di lavoro proprio dalla Valentina Passalacqua. Mi offerse ben 3,50 euro all'ora. Capisco tutti quelli che la difendono a spada tratta e i geni dell'anti biologico, ma questo non è ciò che normalmente fanno le aziende che trattano in vini naturali. Credeteci quando dicono che queste persone campano sulla vita di altri, sfruttando il loro sudore. Vivono nello sfarzo mentre gli schiavi aspettano le loro briciole.

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.