Hey gente del vino, mi mancate!

Hey gente del vino, mi mancate!

di Davide Bassani

Capisco tutto, capisco che vi manchino le fidanzate, gli amici, gli/le amanti, capisco qualunque cosa davvero, qua siamo gente di ampie vedute; “moderni” direbbero i futuristi.

Fatevi mancare quello che volete ma a me mancano gli eventi, le degustazioni, le anteprime, le fiere dei vini naturali, le sagre dell’uva, le feste parrocchiali del vino da messa ed io in chiesa nemmeno ci vado…

Il 2020 è stato tragico per ben altri motivi e forse a qualcuno di voi verrebbe voglia di mettermi una museruola al posto del megafono web datomi da queste pagine ma, a me, mancano. Mancano perché sono un’occasione preziosa per imparare, godere, confrontarsi e qualche volta rimanerci male – vedete voi per quale motivo. Mancano perché, da quella prima volta (oramai son tanti anni), ho capito perché questo mondo mi piace così tanto, come la gente che lo bazzica – ma non montatevi la testa: non siete tutti belli allo stesso modo.

Mancate tutti; trovarvi solo online, nei commenti o in qualche contatto WhatsApp è anche bello ma non è lo stesso. Un bicchiere me lo posso bere anche da solo ma il parere su un Carménère (oh, chissà perché pensavo al Carménère) rimane una pippetta mentale senza costrutto. Lo strutto ce lo mettete voi che mi rispondete a tono e dite, se dico buono, che quel Carménère è cattivo. Manca la baruffa, la discussione. Che palle.

Mancano gli occhi pesti da post-fiera, quei momenti in cui la boria e l’ebbrezza – soprattutto l’ebbrezza, diventiamo tutti un po’ più fenomeni con un goccio di alcool addosso ma forse è proprio questo il bello – portano a confondere una Ferrarelle con un Satèn ed un Lambrusco per una PEPSI, ma tanto al ritorno guida la fidanzata – come allo stadio non è solo fidanzata ma un po’ badante.

Mancano i vignaioli sfiniti da una giornata passata in piedi e nonostante tutto (e con tutto ci includo tutti, anche quelli che criticano l’uso del legno confondendolo con il sughero del tappo) trovano la voglia di aprirsi in un sorriso e di versarti un goccio di vino nel bicchiere e spiegarti qualcosa anche se non sei interessato; perché loro lo sanno e lo capiscono subito: è la legge della campagna che distingue un idiota che vuole solo bere e basta da uno che vuole capire.

Da soli non è lo stesso vino. Anche lui patisce la solitudine, ed io con lui.

5 Commenti

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Roberto

circa 6 mesi fa - Link

Sono dalla tua...obiettivamente...mancate....

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Vinogodi

circa 6 mesi fa - Link

...non penso ci sia bisogno di eventi e fiere per bere in compagnia...

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Marcello Sensi

circa 6 mesi fa - Link

Il suo sentimento e' comprensibile e condivisibile. E' altresi' vero che la stragrande maggioranza di coloro che affollano qualsivoglia evento legato al mondo del vino capisce poco o nulla della materia e - cosa ancor piu' biasimevole - reca noia agli altri. La cosa suscita in me sdegno e raccapriccio, quindi nessuna nostalgia del passato. Odi profanum vulgus et arceo... Preferisco degustare tra le quattro mura domestiche in piacevole compagnia

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Giacomo

circa 6 mesi fa - Link

Ma è la mia descrizione. Anni fa, forte della mia ignoranza enoica e dotato di una naturale predisposizione alla teppa, a tali eventi cercavo di ingollare più quantità possibili dei vini più costosi. Ora la terribile nemesi; mi trovo ogni tanto e mio malgrado, per esigenze lavorative a frequentare produttori vinicoli. La colonna sonora è Giorgia, mangio troppa cioccolata. E più son produttori famosi, più cioccolata mi tocca ingoiare. Quindi ad Orazio aggiungiamo Pascal e restiamo per quanto possibile nella nostra stanzetta, ben lontani da un certo milieu, ben solidale col Signor Sensi.

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Invernomuto

circa 6 mesi fa - Link

Se c'è una cosa bella del 2020 e ora anche del 2021, è essere riuscito finalmente a non dover subire l'orribile ordalia del Vinitaly e delle degustazioni in genere. Gioia personale a parte, credo che il mondo del vino gestito tramite fiere dal taglio più o meno omnicomprensivo, andrà finendo, sostituite da degustazioni mirate di poche realtà e territori. Meglio per chi sta da una parte e dall'altra del banchetto.

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