Che gran verticale quella del Bolgheri Rosso de Le Macchiole

Che gran verticale quella del Bolgheri Rosso de Le Macchiole

di Jacopo Cossater

L’occasione per tornare a parlare de Le Macchiole dopo le ricognizioni del 2010, del 2016 (mie) e del 2018 (Ale Morichetti) è una verticale completa, di tutte le annate, dedicata a quello che viene considerato come il vino di ingresso della cantina di Cinzia Merli: il Bolgheri Rosso.

A guardare tra i vini de Le Macchiole questo è l’ultimo prodotto, almeno in ordine cronologico. Prima annata: 2004, pensato da una parte per un’ovvia necessità commerciale, dall’altra per produrre un vino che rappresentasse il territorio e che quindi si smarcasse dall’idea dei monovarietali nei quali da sempre Le Macchiole è identificata. Un rosso di quantità (ovviamente rispetto alla produzione complessiva della cantina), volutamente meno “importante” dei vari Paleo, Messorio e Scrio, nato anche con l’intento di sfatare la credenza che i Bolgheri DOC dovessero essere sempre e solo vini adatti a un lungo affinamento.

Qualche dato: fino all’annata 2009 ha mantenuto nel taglio gli ultimi filari di sangiovese presenti in azienda, varietà poi sostituita dal cabernet sauvignon. Oggi le vigne utilizzate nella sua composizione sono 4 (Vignone, I Sommi, Ulivino e Casa Nuova), con parcelle espressamente dedicate. Negli ultimi anni è sempre stato composto da merlot, cabernet franc, cabernet sauvignon e da una minima parte di syrah in percentuali che variano di poco da annata ad annata. Vinificazioni sempre separate e sempre in acciaio, quella che nel tempo è cambiata è la tipologia di legni utilizzati per la sua maturazione, un percorso che è andato via via “scaricandosi”: se il progetto Bolgheri Rosso era iniziato con barrique di primo e di secondo passaggio oggi il venti per cento del vino va in cemento (dal 2011), mentre il restante ottanta per cento matura in barrique di secondo, terzo, quarto passaggio.

Macchiole 1

Le Macchiole, Bolgheri Rosso 2004

Andamento Climatico
Uno degli andamenti climatici più regolari mai registrati. Nel periodo invernale si è avuto un buon apporto idrico e temperature basse, ma senza eccessi. In primavera ancora piogge regolari non dilavanti, soprattutto in aprile, con una buona alternanza di giornate soleggiate. Anche l’estate è stata tutto sommato regolare senza eccessivi picchi di temperature. Tutto questo ha permesso alle uve di maturare in maniera perfetta e, soprattutto, con i tempi giusti.

Granato chiaro. Tonalità balsamiche su note di frutta rossa passita. Vino accogliente, morbido, giocato su note terziarie appena affumicate e caratterizzato da una freschezza che ricorda il tramonto. Sorprende per tenuta, per tenacità e più in generale per personalità. Uno degli assaggi della degustazione.

Le Macchiole, Bolgheri Rosso 2005

Andamento Climatico
Durante l’inverno si sono avute temperature medie piuttosto basse e qualche nevicata. Ottimo è stato l’andamento della primavera, con temperature miti. Giugno e luglio sono stati soleggiati e caldi, con qualche occasionale precipitazione, fattori che hanno accelerato comunque l’invaiatura. Agosto, invece, è stato un mese piuttosto freddo, con temperature medie intorno ai 24°C e con copiose piogge nel periodo di Ferragosto. Qualche pioggia si è avuta anche a settembre, ma le brezze marine hanno provveduto ad asciugare velocemente i grappoli. Grazie a un buon lavoro in vigna, si sono ottenute uve sane e con buone maturazioni e un buon potenziale polifenolico.

Granato con riflessi rubino scuro. Balsamico, leggermente vegetale su note di muschio, di licheni, di corteccia bagnata. Assaggio più liquido, sia caratterizzato da un minore grip tannico che da una minor solarità, oltre che da un frutto scuro, molto succoso. Un vino teso nell’acidità ma anche introverso, con cui si fatica a entrare in sintonia.

Le Macchiole, Bolgheri Rosso 2006

Andamento Climatico
L’andamento stagionale della vendemmia 2006 è stato molto regolare. A un inverno piuttosto rigido e piovoso, è seguita una primavera calda e soleggiata. L’allegagione è stata buona, grazie alla scarsa piovosità dei mesi di giugno e luglio, con un’ottima invaiatura malgrado l’assenza di apporto idrico del mese di agosto. Le temperature mai troppo torride hanno consentito la conservazione delle riserve idriche necessarie ad uno sviluppo ottimale del potenziale aromatico e produttivo.

I colori tendono in questa fase a essere molto omogenei, non è necessario sottolinearli per ogni annata. E quindi: solare, agrumato, cesellato sul frutto. Fresco, splendido per definizione tannica che apre a una pulizia espressiva di mirabile puntualità. C’è frutto ma anche una piacevole nota di rovere che solo in chiusura sembra prendere il sopravvento. Dopo un’ora è vino che ha perso qualcosa in termini di vivacità ma che rimane molto espressivo, divertente, giocoso.

Le Macchiole, Bolgheri Rosso 2007

Andamento Climatico
Il 2007 è stato nel complesso una discreta annata sotto il profilo meteorologico. L’inverno è stato molto mite con sufficiente piovosità. A fine marzo si sono verificati abbassamenti della temperatura sotto la media stagionale, con valori vicini allo zero. Nel proseguo dell’annata le temperature non sono state mai eccessivamente afose e con buona escursione termica tra giorno e notte. Annata di piogge abbondanti, molto regolare dal punto di vista fenologico, con tutte le date canoniche rispettate (germogliamento nella seconda settimana di aprile, fioritura nella terza settimana di maggio, invaiatura nella terza settimana di luglio) e con una vendemmia posticipata di qualche giorno (inizio settembre). La qualità delle uve è stata molto buona dal punto di vista sia sanitario sia della maturazione.

Agrumato con leggerissimi cenni di china, oltre che di frutta rossa matura, ancora polposa. Il tannino è appena polveroso, l’acidità laterale, al centro dell’assaggio emerge un cenno di rovere appena invadente, che sembra prevaricare sul vino e sulla sua evoluzione. Compatto, non così cesellato.

Pensiero di fine degustazione: da 2006 e 2007 sembra emergere con decisione il sangiovese, seppur residuale nel taglio (rispettivamente appena il dieci e il cinque per cento). Un tocco di selvaticità in un contesto mediterraneo che attira e che coinvolge.

Le Macchiole, Bolgheri Rosso 2008

Andamento Climatico
L’andamento climatico durante la stagione invernale è stato abbastanza regolare senza temperature particolarmente rigide. Le piogge sono state ben distribuite. Primavera mite e regolare. Durante la fioritura ha piovuto incessantemente per venti giorni. Nel mese di luglio le temperature sono state abbastanza elevate di giorno ma con ottima escursione termica durante le ore notturne. Le invaiature sono iniziate la prima settimana di agosto e le maturazioni sono avvenute in modo graduale e omogeneo. Le varie combinazioni dei differenti aspetti climatici hanno portato ottimi risultati di maturazione consentendoci di vendemmiare in perfetta regolarità.

Emerge una leggerissima nota di smalto, oltre che sentori molto fruttati che si affiancano a una leggera idea di umidità. Qui quel sangiovese squillante che sembrava più presente nelle annate precedenti sembra in secondo piano: c’è una punta pepata e soprattutto una vena vegetale di grande completezza. Vino importante, definito, anche gastronomico, che invita all’assaggio. Con il passare dei minuti perde qualcosa in termini di intensità, pur rimanendo concentrato.

Le Macchiole, Bolgheri Rosso 2009

Andamento Climatico
Un inverno all’insegna della regolarità e una primavera all’inizio fresca e piovosa caratterizzata poi da un lungo periodo di asciutto. Il caldo che ha condizionato l’inizio estate ha anticipato lo sviluppo delle piante e le scarse escursioni termiche tra giorno e notte hanno determinato una rapida maturazione delle uve più precoci nelle ultime settimane di agosto.

Frutto! Ciliegia ma anche ribes in un contesto di grande intensità, solo in seconda battuta di stampo mediterraneo: sul finale emerge una bella una nota di macchia. Bocca molto fruttata, dal tannino levigato, invitante, solare. Un vino potente ma non muscolare, che arriva tutto e subito, che paga qualcosa in termini di definizione dei dettagli ma che è una gioia da bere, ancora così vivido nel suo essere a tratti crepuscolare.

Le Macchiole, Bolgheri Rosso 2010

Andamento Climatico
In questa annata l’equilibrio del vigneto e il clima molto fresco sono stati decisivi per raggiungere il risultato che avevamo in mente. Ogni passo ha richiesto grandi cure e attenzioni, soprattutto durante la vendemmia. L’annata 2010 si è sviluppata in modo perfetto con una crescita lenta e graduale, dovuta soprattutto a una primavera fresca e piovosa e a un’estate con temperature medie perfettamente in linea con la media stagionale e poche precipitazioni. Questa regolarità ha permesso di impostare la vendemmia come volevamo. Abbiamo infatti volutamente ritardato il periodo di vendemmia di tutte le varietà eliminando le foglie per arieggiare i grappoli e consentire una maturazione e concentrazione ottimale. Aiutati da un tempo splendido di fine estate, abbiamo raccolto, in condizioni eccellenti, uve ricche di polifenoli, acidità e zuccheri. La forte escursione termica tra giorno e notte ci ha aiutato a mantenere gli aromi, così da conferire al vino grande complessità.

Scuro, monolitico, balsamico sulla liquirizia e addirittura minerale oltre che caratterizzato da sfumature vegetali molto fresche, ben integrate. È vino compatto, concentrato nel frutto (scuro, ancora), e serrato nonostante un tannino tutt’altro che fitto. Fresco, l’acidità sembra quasi algida per un sorso che non fa certo della generosità il proprio tratto più distintivo. Un rosso decisamente serrato, ancora giovanile in termini di energia ma con cui appare complicato aprire una qualsiasi forma di comunicazione tale è la sua ritrosia espressiva. Curioso questa annata sulla carta così celebrata rimanga così in secondo piano rispetto ai due vini, fantastici, che le stanno affianco: 2009 e 2011.

Serratissimo.

Le Macchiole, Bolgheri Rosso 2011

Andamento Climatico
L’annata 2011 ha avuto un andamento piuttosto altalenante. L’inverno è stato piovoso e una primavera calda ha anticipato il ciclo vegetativo con un veloce germogliamento. Questo anticipo è stato però rallentato dalle temperature più fresche di giugno e luglio. Le piogge sono arrivate al momento giusto e hanno permesso un ottimo sviluppo dei grappoli. Un picco di caldo a fine agosto ha di nuovo accelerato la maturazione. L’estrema attenzione data al bilanciamento della produzione su ogni singola pianta ha permesso di raccogliere uve sanissime e perfettamente mature seppur in leggero anticipo. Una nuova area di cernita ha reso più veloce e ancor più selettiva la scelta delle uve per ogni singolo vino.

Vino della festa: fruttatissimo eppure non sfacciato, con belle sfumature agrumate, solari, con note di cannella, lontanissima, come di coriandolo e un soffio di tabacco per un assaggio pieno, appagante, ricco, ancora fresco. Paga qualcosa in persistenza ma è dettaglio: da bere con gioia.

Macchiole 2

Le Macchiole, Bolgheri Rosso 2012

Andamento Climatico
La vendemmia 2012 per le Macchiole è stata sicuramente una delle più lunghe degli ultimi anni (ben 43 giorni!). Un andamento climatico particolare ha permesso di ottenere uve con maturazioni zuccherine e fenoliche ottimali. A inizio estate l‘annata non sembrava essere così promettente; caldo e mancanza di precipitazioni facevano pensare al peggio. Da qui nasce la decisione di impostare il lavoro in vigna sulla protezione dell’apparato vegetativo della vite, con lavorazioni superficiali dei terreni e con un’attenta e oculata gestione della chioma (sfemminellatura e non cimatura), per far sì che la pianta reagisse al meglio per affrontare il periodo “asciutto”. Questa è stata sicuramente una mossa vincente: a metà estate quando la situazione climatica è cambiata grazie all’arrivo di correnti di aria più fresche e buone precipitazioni, il ciclo vegetativo ha ripreso vigore portando i grappoli ad una ottima maturazione. Per le varietà più precoci la resa è stata minore rispetto alla media ma le caratteristiche dell’annata ci hanno consentito di lavorare con meno frenesia, dedicando più attenzione alle varie lavorazioni e alla selezione dei grappoli e consentendoci di scegliere in modo più oculato le varie strategie di vinificazione.

Molto solare, agrumatissimo, coriandolo e lime. Ciliegia. Tenace e goloso al tempo stesso, l’acidità è appuntita, il sorso è pieno e il tannino graffiante. In questo contesto emerge un corpo del vino che riempie il palato e appaga lo spirito. Finale balsamico, appena asciutto, anche se con il passare dei minuti emerge una leggera nota di radice a frenarne lo sviluppo gustativo.

Le Macchiole, Bolgheri Rosso 2013

Andamento Climatico
Un’annata di grandissima qualità dovuta ad un andamento climatico molto particolare e una gestione particolarmente attenta dei vigneti. Dopo un piovoso inverno, la primavera è stata fresca fino alla fine di maggio. Tutto ciò ha comportato un ritardo della fioritura e dello sviluppo delle uve di 10–15 giorni. La fioritura ritardata ha portato ad una fruttificazione irregolare, riducendo la resa in modo naturale. Le temperature sono aumentate a partire dalla seconda metà di luglio, con buone escursioni termiche. L’invaiatura è iniziata lentamente alla fine di luglio. La maturazione lenta e omogenea dei grappoli ha permesso una perfetta maturazione fenolica e lo sviluppo di un grande carattere varietale.

Il frutto è molto composto e sembra giocare in termini di definizione un campionato superiore. È splendidamente composto, pulito, magari non complesissimo in termini di riconoscimenti ma certamente intrigante (anche appena selvatico). Elegante. Raffinato. A ogni assaggio sembra crescere e trovare sempre maggior compiutezza. Uno dei vini della giornata.

Le Macchiole, Bolgheri Rosso 2014

Andamento Climatico
Annata estremamente impegnativa, fresca e piovosa per buona parte di essa. Il lavoro in vigna è stato volto soprattutto alla protezione della sanità della vegetazione e delle uve: una continua gestione del verde, il calcolo dell’adeguato carico produttivo e un’attenzione spasmodica a sfruttare al massimo delle possibilità le ore d’irradiamento solare e il calore, i “grandi assenti” in questa annata. Tutto questo ha allungato enormemente i tempi di gestione del vigneto che, solitamente, terminano con la metà di luglio, mentre in questa annata si sono prolungati fino alla fine di agosto. Per le uve bianche, le cui le maturazioni tecnologiche (zuccheri e acidi) non erano ottime, a causa di un agosto piovoso e poco caldo, e le piante erano in sostanza “ferme”, abbiamo preferito raccogliere in anticipo per salvaguardarne lo stato sanitario. Le uve rosse sono state invece raccolte tutte in ritardo nel tentativo di attendere la miglior maturazione possibile. Malgrado l’annata impegnativa i risultati ci hanno lasciato pienamente soddisfatti.

Naso in sottrazione anche se decisamente intenso, il frutto è introverso, più scuro e non così maturo. È assaggio che tradisce una nota di prugna, caratterizzato da un finale poco persistente e che anche in termini di sapore appare diluito, poco convincente. Annata minore non solo sulla carta nonostante un’intrigante nota salina che da qui in poi, negli assaggi successivi farà sempre più da filo conduttore tra i bicchieri.

Le Macchiole, Bolgheri Rosso 2015

Andamento Climatico
La 2015 entrerà a pieno diritto tra le più belle annate di Bolgheri. Inverno mite e con piovosità nella media, una primavera ottima, inizialmente fredda, poi con temperature regolari, escursioni termiche generose e buona piovosità. A giugno abbiamo avuto una piccola anticipazione d’estate: temperature alte intorno ai 32 gradi e assenza di pioggia. Le escursioni termiche sono rimaste buone, con notti intorno ai 20 gradi e terreni che hanno sfruttato le riserve idriche accumulate nel 2014 e nel primo trimestre del 2015. A luglio le temperature sono state tipicamente estive ma con un abbassamento delle medie notturne, ventilazione costante e assenza di pioggia. Il lavoro in vigna si è concentrato sul mantenimento della freschezza della parete fogliare, evitando le cimature e compiendo lavorazioni superficiali del terreno, così da affrontare nel modo migliore l’invaiatura. Agosto è stato un po’ atipico, più fresco e equilibrato del solito e con una buona piovosità (80 mm): questo ha portato una maturazione lenta e costante delle uve e una sanità perfetta. Settembre poi è stato l’ideale “chiusura del cerchio”: temperature, sbalzi termici, irradiazione solare, pioggia, tutto calibrato perfettamente ad accompagnare le uve al raggiungimento del punto di maturazione migliore.

Agrumato ma anche caratterizzato da un sentore vegetale che ne impreziosisce il profilo. Una nota più scura, di inchiostro, apre a un assaggio pieno, compatto, che con il passare dei minuti muta verso un’affascinante mediterraneità. Setoso nel tannino, elegante e goloso. Una sintesi dei migliori fino a qui. Anche il finale bellissimo, ritmato, invita a tornare sul bicchiere ancora e ancora anche se con il passare dei minuti tende un po’ ad allargarsi. Cosa che -questo è sicuro- non è capiatata al succerssivo.

Le Macchiole, Bolgheri Rosso 2016

Andamento Climatico
La 2016 è stata sicuramente una delle annate più regolari dell’ultimo decennio. Non ci sono infatti state condizioni estreme da nessun punto di vista. Abbiamo avuto regolarità per le precipitazioni che sono cadute quasi come fossero pilotate dal fabbisogno delle viti stesse: abbondanti in marzo, maggio e giugno regolari, importanti sul finire del mese di luglio e, infine, un agosto e metà settembre caldi e soleggiati. Anche le temperature sono state ottimali: un fine inverno mite che aveva fatto preoccupare è stato poi regolarizzato da una primavera tendenzialmente fresca che ha rallentato la fisiologia e fenologia delle piante che poi hanno beneficiato dell’estate calda ma non torrida, con escursioni termiche importanti. Il lavoro in vigna si è concentrato sul contenimento e la gestione della parete fogliare, con sfemminellature e defogliazioni dove necessarie e con un allargamento delle zone non cimate a beneficio di una così detta “accapannatura”, con lo scopo di far sfogare la pianta e evitare la produzione eccessiva di femminelle. I terreni sono stati lavorati più volte con l’intenzione di riequilibrare il rapporto calore umidità per facilitare la fioritura e l’allegagione. La crescita dei grappoli è stata regolare e ottimale, buonissima la produzione e perfetta la maturazione.

La stoffa si avverte da lontano: c’è tutto, da quell’agrume così squillante delle migliori annate fino a un frutto di stupafacente espressività colorata. Succoso, goloso, ricco senza strabordare. È elegante e gioioso, setoso nel tannino, dettagliato nei sapori e in generale saporitissimo, caratterizzato da un finale bello, avvolgente, fresco, invitante. Il vino della giornata, quello che vorrei portare a cena e far assaggiare agli amici più cari.

Le Macchiole, Bolgheri Rosso 2017

Andamento Climatico
L’annata 2017 è stata un’annata decisamente asciutta e siccitosa, con poche piogge e tassi di umidità molto bassi. Un inverno con pochissime, se non quasi assenti, piogge e con temperature nettamente al di sopra della media stagionale. A seguire una primavera asciutta e altalenante: a marzo le temperature sopra la media hanno portato ad una veloce apertura delle gemme e crescita dei germogli, per poi passare nel mese di aprile ad un periodo caratterizzato da un leggero abbassamento delle temperature, facendo anche presagire nella seconda settimana del mese, di rischio gelate, mai avvenute, per due notti consecutive. Successivamente, nella prima settimana di maggio, si è assistito a quelle che sarebbero state le ultime piogge prima della vendemmia. Nei mesi successivi le temperature sono aumentate di nuovo e si sono mantenute per tutto il periodo pre-vendemmiale. Di fronte ad un’annata così anomala due sono state le operazioni fondamentali in vigna: poche lavorazioni dei terreni al fine di non disperdere eccessivamente l’umidità accumulata nel terreno, e una gestione del verde più oculata, con accapannatura e sfemminellatura mirata, con l’obiettivo di mantenere una buona componente fogliare sulla vite. Altro elemento che ha contraddistinto l’estate 2017, è stato l’intervento con irrigazione di soccorso, eseguita sia a pioggia nelle ore notturne (per riuscire anche a diminuire la temperatura alta nell’aria intorno alle piante), che per scorrimento durante il giorno. Le operazioni di irrigazione sono state ripetute, ininterrottamente, a più cicli sui vigneti, partendo dalla fine del mese di giugno, fino alle ultime settimane di agosto. La vendemmia è iniziata precocemente rispetto all’annata precedente dando comunque risultati sorprendenti in termini di freschezza ed eleganza.

Appena più concentrato nel colore. Scuro quindi, con note di frutta matura (ciliegia) ma anche di radice. Compatto, la freschezza è flebile e fatica a imporsi all’interno di un contesto fruttato ma anche un po’ cupo, surmaturo. È vino che nel bicchiere cresce, sembra trovare maggiore forma anche grazie a una nota salmastra, intrigante, sempre più presente.

Le Macchiole, Bolgheri Rosso 2018

Andamento Climatico
Un inverno con temperature in linea con la media stagionale, piogge che poi proseguiranno nel periodo primaverile e un germogliamento leggermente più tardivo rispetto all’annata precedente per via di temperature leggermente più basse rispetto alla media. L’accumulo di acqua e umidità nel terreno, sofferente per la siccità dell’annata precedente e l’innalzamento delle temperature all’ingresso del mese di maggio, hanno portato ad un rapido sviluppo e accrescimento dei germogli. Le piogge invernali e primaverili e l’alta percentuale di umidità nell’aria hanno contribuito ad un rapido accrescimento della parte vegetativa della pianta, con conseguente scarsa areazione della parete fogliare che ha creato le condizioni ideali per l’insorgere della peronospora e richiesto quindi un attento e intenso lavoro sulla pianta per arginare il fenomeno. Il periodo estivo è stato caratterizzato da frequenti e attente lavorazioni del suolo, con lo scopo di disperdere il più possibile l’umidità. In aggiunta a questi interventi, sono state svolte frequenti cimature su tutti i vigneti, al fine di mantenere ben areata la parete fogliare. Nella seconda metà di luglio, invece si è operata una mirata cernita sulla pianta per lasciare sui tralci solo i grappoli migliori. Il periodo di vendemmia ha avuto un inizio regolare, in linea con le annate “ordinarie”, partendo dalle uve bianche raccolte nella terza settimana di agosto e conclusa tra la terza e la quarta settimana di settembre con le varietà Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, tutti di buona e ottima qualità.

Contraddittorio: da una parte il frutto è maturo e ricorda aspetti quasi introversi, dall’altro è coinvolgente nell’agrume, seppur non solare. Fresco, leggermente watery al centro dell’assaggio e poi di nuovo ciliegioso sul finale. più facile.

Le Macchiole, Bolgheri Rosso 2019

Andamento Climatico
La 2019 può essere riassunta come un’annata con maturazioni lente e molto lunghe e con assenza di picchi di caldo eccessivo. Inizio dell’anno è stato caratterizzato da un inverno con temperature in linea con la stagione, scarse precipitazioni, clima particolarmente asciutto, ad eccezione di un leggero picco di umidità verso l’ultima settimana del mese di gennaio, condizioni che hanno portato ad uno scarso sviluppo dei sovesci. Stagione primaverile altalenante, caratterizzata da un clima particolarmente freddo nelle ultime due settimane di marzo, con un aumento di temperature costante per tutto il mese di aprile che ha contribuito ad uno sviluppo dei germogli lento e graduale. Nel mese di maggio le temperature basse e un aumento consistente delle precipitazioni, hanno portato a un forte rallentamento dello sviluppo vegetativo della pianta. Un clima particolarmente caldo e asciutto all’inizio del mese di giugno, in combinazione con le consistenti piogge del mese precedente, ha contribuito ad un forte sviluppo dei tralci sulla pianta con conseguenti episodi di affastellamento che hanno richiesto ripetuti e mirati interventi di gestione del verde per tutto il periodo estivo. L’epoca di vendemmia ha avuto un inizio leggermente più tardivo rispetto alle precedenti annate, con la raccolta di uve a bacca bianca verso la quarta settimana di agosto per poi proseguire con le uve Merlot tra la prima e la terza settimana di settembre, parallelamente alle uve Syrah. La raccolta si è conclusa con le uve Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon tra la quarta settimana di settembre e i primi dieci giorni di ottobre.

Il frutto appare appena smaltato, specie all’inizio. Poi ecco fare capolino un tratto mediterraneo, selvatico, minerale. Un rosso agrumato e compatto nell’espressività, dal tannino appuntito, fresco e avvolgente nella trama. Generoso ma appena contratto specie sul finale, si tratta però di sfumatura per un vino ancora in divenire, che ha la stoffa delle grandi annate assaggiate in questa bellissima degustazione.

L’impressione, dopo questa batteria di assaggi così significativa, è quella di aver assistito a un viaggio di un pensiero, di un’idea, ancora prima che di un vino. Un rosso che è cambiato nell’impostazione ancor prima che nei tratti, che con il passare degli anni è diventato sempre più solido, importante, anche ambizioso.

Più territoriale, anche? Probabilmente sì. Se da una parte le gradazioni sono in crescita, si è passati da una media di 13 a una di 14 gradi alcolici, dall’altra i vini, specie dal 2014 in poi, esprimono una vocazione minerale (o forse meglio salina) che prima era più difficile da cogliere. Non solo: il Bolgheri Rosso de Le Macchiole è oggi vino che può guardare in termini di personalità a etichette che hanno un posizionamento sul mercato molto diverso. È cioè vino che, nonostante la definizione all’inizio di questo post, è difficile da considerare come “di ingresso” tale è la sua attuale statura (caratteristica che emerge soprattutto tornando sul 2019, in parte sul 2017 e sicuramente sullo straordinario – ripeto: straordinario – 2016, oltre che sul 2015). Sulla longevità poco da dire, si tratta infatti di caratteristica che fa parte della sua genetica e l’impressione è che soprattutto i Bolgheri Rosso più recenti possano stupire ancora di più, con il passare degli anni.

Jacopo Cossater

Se di giorno insegna marketing digitale e si occupa di e-commerce dopo il tramonto scrive di vino provando ad allontanare un po’ lo sguardo e a non concentrarsi troppo sul solo bicchiere. Ha un debole tanto per i bianchi più continentali quanto per i rossi più mediterranei, non potrebbe però mai fare a meno dei vini dell’Italia Centrale, Chianti Classico su tutti. Qui su Intravino dal 2009.

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