I “magnifici” sette | Il sommelier come non l’avete mai visto

di Mauro Mattei

i magnifici setteBasta, è ora che qualcuno lo dica. E lo faccio io, da insider.  Non ditemi che sparo sulla categoria e che non ho rispetto per la professione: dietro ai bicchieri roteanti, alle divise linde e ai cavatappi d’ordinanza, si nasconde un mondo confuso e affollato. I sommelié. All’inizio c’erano i corsi per sommelier veri, quelli Ais per intenderci: belli, istituzionali, inattacabili. Didattica precisa, corpo docente con i controfiocchi e idee chiare. Alta formazione al servizio del vino. Poi, improvvisamente, il boom di pubblico e di richieste. La tremenda conseguenza? L’inferno enoico. Una moltitudine di associazioni misconosciute e gruppuscoli, ovunque insegnanti supponenti quanto approssimativi. Un panorama pressappochista e banale dove è  proliferata una moltitudine di versavino .

Gli anni son trascorsi fra sovraesposizione mediatica, ricerca dell’abbinamento perfetto e “prova del cuoco” in quantità. S’è dato spazio a tic e sacralità del gesto più che ai contenuti. Adesso siamo alla resa dei conti e ci troviamo a piangere sul latte versato. Guardate che caos: pochi professionisti realmente dinamici e autorevoli a fronte di schiere di sommelier da operetta, bloccati nello stereotipo che gli  è stato cucito addosso. Non basta un pentolino al collo per essere qualificati, il mondo del vino è affascinante, vasto e intricato. Io, da buon eno-voujeur, osservo questo piccolo girone dantesco e  prendo appunti sulle sagome che incontro. Ecco una piccola lista in fieri, frutto del mio girovagare e della mia esperienza. Avrò dimenticato qualcuno?

1) Il  sommelier “gruppo servizi” (oppure “carne da macello”)
Lo vediamo sudato e balbettante dietro i banchi delle più importanti kermesse. Può essere un avvocato, una massaia, uno studente universitario o un bibliotecario in pensione. Incosciente ed inconsapevole, ha l’aria del pesce fuor d’acqua. Non provate a fargli domande tecniche, sarà inutile. Non provate a pensare ci sia un qualche legame tra ciò che sta versando nel bicchiere e le parole che gli escono dalla bocca. Spesso lo pizzicate ad aggiornarsi con l’utilissima retroetichetta.

2) Il sommelier “neodiplomato” (ovvero il bignami del vino)
Foderatevi le orecchie perché ne sentirete di tutti i colori (dal rapido riflesso verdolino al mattonato). Non c’è vino che non abbia il suo “archetto”, né sauvignon blanc senza foglia di pomodoro. E’ l’unico ad assaggiare nel tastevin e prova a caraffare qualsiasi cosa, fosse anche una schiava grigia fresca di imbottigliamento o un dolcetto d’Alba. Non chiedetegli se il vino è buono, vi risponderà che è abbastanza equilibrato.

3) Il sommelier “casuale” (lui non sapeva di esserlo)
E’ il figlio degenere della categoria. Non ha studiato, non ha alcun pezzo di carta da sfoggiare. Lavora nell’anonimato associativo. Spesso è sfruttato ingiustamente, dato che lui è un “cameriere ai vini” più che un benemerito professionista. Vive con frustrazione il suo essere impreparato. Ha la faccia cupa, apre il vino e se ne va. Se sbaglia bicchiere o sballotta uno Chambertin di Rousseau d’annata, non ditegli nulla. Potrebbe reagire male.

4) Il sommelier “integralista” (si fa solo come dice lui)
Urca. Io spero sempre di non incontrarlo. E’ impettito e non ha mai la divisa fuori posto. Non si separa mai dal suo gueridon e in tasca oltre il cavatappi ha sempre la pinza da Champagne. Abbinamenti azzardati e temperature di servizio fuori dalla regola? Voi siete pazzi, allora non avete capito con chi avete a che fare. Il vino rosso con il pesce non ve lo serve e il vino bianco a temperatura di cantina ve lo scordate. Nel SUO ristorante comanda lui, mica è vero che il cliente ha sempre ragione.

5) Il sommelier “naturale” (la mattina si sveglia e legge Porthos)
Se non volete che stramazzi al suolo in preda ad orribili spasmi, non ordinate nulla che abbia più di 40 milligrammi per litro di solforosa totale. Adora le storie commoventi fatte di vitigni semi-abbandonati e vignaioli sfigati. La carta dei vini è solitamente frutto di uno studio matto e disperatissimo che lo porta constatemente a selezionare  vini di piccolissime realtà. Encomiabile non c’è che dire, però non lamentatevi di non trovare un bianco che non faccia macerazione o se un vino su due puzzecchi. Alla fine dei giochi vi farà bere bene, avrà un occhio di riguardo per la vostra salute e per tutto ciò che è sostenibile. Se uscendo dal ristorante siete soddisfatti ma confusi, non preoccupatevi: è normale.

6) Il sommelier “guidarolo” (ovvero della potenza dei media)
E’ aggiornato. Aggiornatissimo. Compra tutte le riviste e tutte le guide, non si perde nessuna classifica e nessuna recensione, cartacea o telematica. Ha solo un limite: il pensiero autonomo. La sua carta dei vini è un sapiente patchwork di blasoni tribicchierati, di bottiglioni espressi e di cinquegrappolati. E’ angosciato dal punteggio in centesimi e se un vino è premiato deve essere per forza buono. Non provate a fargli cambiare opinione, non ne possiede alcuna.

7) Il sommelier “tombeur de femme” (nessuna può resistere al suo fascino vinoso)
Il suo interesse per  il mondo del vino ha unicamente a che fare con le donne che ci girano intorno. Il valore della bottiglia è professionalmente calibrato sulla fanciulla di turno da stupire. Conosce a memoria il lessico Ais e non gli interessa usarlo a proposito. Lo sfoggia, fa il figo e questo conta. Spesso cucca pure, ha charme e solo un problema. Nel suo mondo, le donne sono poco più che delle pietanze succulente e il vino un piacevole inebriante per  annaffiarle. Alla lunga, il pippaiolo diventa cieco: non distingue più una borgognotta da una siciliana verace e finisce per diventare astemio.

Chi può aiutarmi a completare la lista, lo faccia, altrimenti mi licenziano…

Mauro Mattei

Sommelier multitasking (quasi ciociaro, piemontese d'adozione, siculo acquisito), si muove in rete con lo stesso tasso alcolico della vita reale.

37 Commenti

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Simone e Zeta

circa 12 anni fa - Link

Il Sommelier Informatico....C’est plus facile…!!

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Alessandro Morichetti

circa 12 anni fa - Link

Il Sommelier informatico Non beve per dimenticare ma per ricordare, tutto. Ad ogni vino, ad ogni sorso, corrispondono un post, un twit o un video. Le serate di degustazione diventano orge vinose interconnesse, coinvolgenti prima, dopo e durante. Ha sdoganato la figura del sommelier chiuso tra 4 mura, intento a recitare vangeli apocrifi fatti di termini ignoti alle masse. Ha fascino e charme, è fotoigienico e dotato di schiere di donne disposte a montare.. i suoi filmati. Leggenda narra che il primo esemplare sia nato in quel di Firenze.

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Mauro Mattei

circa 12 anni fa - Link

grande Gori...dunque un capostipite?

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Andrea Gori

circa 12 anni fa - Link

un pò come il T-800...

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Eleonora

circa 12 anni fa - Link

Esilarante, e così vero. Dall'oggi al domani, frotte di nuovi espertoni hanno contribuito a rafforzare il senso di inadeguatezza e inferiorità in noi comuni mortali al momento della scelta del vino. A nome della categoria "utenti vino," ringrazio.

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Angelo Di Costanzo

circa 12 anni fa - Link

madonnina mia, dovrei "sfilare la corona" come si dice dalle parti mie... Però un po' di outing me lo concedo volentieri: - Il sommelier “naturale” non ammetterà mai di esserlo, sommelier. Anzi è talmente etico che con la sommellerie ci campa pur sapendo di andare, solo ogni tanto, contro le sue idee (messaggino mal celato). L'infiltrato, con interesse. - Il sommelier “gruppo servizi”, non è del tutto vero. Per mia esperienza, riferendomi a quelli che ho incontrato sulla mia strada, ho constatato che ci sono bravi sommeliers che fanno tutt'altro lavoro nella vita ma che sanno il fatto loro quando si tratta di lavorare sul campo. Piuttosto sottolinerei un'altro aspetto: alcuni, e non solo quelli più bravi, si pagano tranquillamente la rata del mutuo con i tanti servizi che svolgono nel mese. Sarebbe bene che ci si preoccupasse di dare spazio sufficiente alla crescita di tutti, in un gruppo servizio! (altro messaggino mal celato). - Il sommelier “integralista”, non mi permetto mai di contraddirli, scelgo piuttosto di bere solo acqua. - Il sommelier “guidarolo”, non ne vedo più tanti in giro, un tempo sicuramente, ma il fenomeno si è di molto attenuato. - Il sommelier “neodiplomato”, vero, ma chi non lo è stato. La passione ne affinerà gli intenti. - Il sommelier “tombeur de femme”, il fascino della divisa, mai esagerare però. Oddio, che ho detto! :-)

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Francesco Fabbretti

circa 12 anni fa - Link

Premessa: mi hai fatto sbellicare dalle risate!!! Per quanto mi riguarda mi sforzo di non giudicare nessuno per rispetto; credo che l'utente finale (cliente, degustatore di happening, turista enologico casuale etc.) sia in grado di discernere la "forma" dalla "sostanza". Per quel che può contare il "gruppo servizi" di Roma mi sembra tutto mediamente molto preparato ed educato (eventuali eccezioni confermerebbero la regola). Quando studiavo a Roma ricordo che più di una volte il Presidente ci ribadiva come il corso fosse solo un punto di partenza, sta alla sensibilità del singolo evolversi. Per concludere domando agli appartenenti alla categoria e lavoranti h24 non si sono sentiti almeno una volta nella vita “neodiplomato”, “integralista”, “naturale”, "guidarolo", “tombeur de femme”. Per quanto mi riguarda, credo proprio di aver fatto cinquina! ;-)

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Leonardo

circa 12 anni fa - Link

Tutto assolutamente vero e divertente... In particolare mi ha molto divertito l'affermazione che il sommelier AIS neodiplomato sia frutto di "alta formazione". Ma davvero ritenete possibile che un neodiplomato, anche del miglior corso possibile, AIS o meno, conosca tutto quello che c'è da conoscere sul mondo del vino? Secondo me no. Il corso se fatto bene è solo un ottimo punto di partenza. L.

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massimo

circa 12 anni fa - Link

L'articolo e' divertente.... intervengo solo per dire che sono pienamente d'accordo con Leonardo circa l'alta formazione del neodiplomato Ais ... il corso e' senz'altro un buon punto di partenza ; faccio un lavoro che col mondo del vino non c'entra niente .. mi sono fatto il corso Ais ma dopo aver preso l'agognato diploma e' normale che dopo un po' ti scordi moltissime cose e allora che fare ? seguire questo mondo non e' facilissimo anche dal punto di vista finanziario ... l'unica cosa da fare e' organizzarsi nell'ottava categoria e cioe' i sommelier smemorati e cani sciolti .... credo che in italia siano centinaia ....

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Daniele

circa 12 anni fa - Link

Concordo pienamente con il Sig Angelo e con l'amico Francesco riguardo il Sommelier "gruppo servizi".

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marzia

circa 12 anni fa - Link

non so se può rientrare nella categoria... ma io includerei anche il sommelier ossessivo compulsivo... quello che pure quando beve acqua del rubinetto fa roteare il bicchiere e ci trova sentori di frutti rossi. Quello che ti chiede le tue impressioni solo per enunciare le sue. Ovviamente si incazza se non si concorda al 100%. E' convinto di essere l'unico su questo pianeta ad avere un palato...

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Antonio Corsini

circa 12 anni fa - Link

Andrea sono pienamente d'accordo, anzi sei stato pure buono! Altre categorie? Queste bastano e avanzano, come sono io? Le guide non mi piacciono, dove c'è troppa natura idem, bere solo etichette mai, gruppo di servizio ne faccio parte eh ehe ehh, per le femme non ho il fisico, neodiplomato ormai non più, forse integralista ma vedo che ho più fantasia....la categoria sommelier ciarlatano, forse rientra nella mia figura!

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Mimmo

circa 12 anni fa - Link

Bellissima..... ho trovato tutti e sette gli stereotipi rispondenti a ciò che si vede in giro,ma penso che l'importante non sia prendersi troppo sul serio,specialmente per chi come me fa tutt'altro lavoro. Io aggiungerei l'ottava meraviglia,ossia il Sommelier da Prosopopea......:)))

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raffaele

circa 12 anni fa - Link

spettacolare questa cosa, fino ad ora non l'avevo vista da nessuna parte!! Grande! Che dire, le sette ombre del sommelier. La tecnologia avanza e nuove metodologie di analisi sensoriali vanno a crearsi, del tipo: Google's Wine google, con il quale si potrà avere una lettura da body scanner per quasi tutti i vini. A questo punto mi domando: che fine farà il sommelier? Potrebbe non essere più utile la figura del sommelier, sostituita da un eclettico cameriere o maitre d’hotel soprattutto in tempi dove le aziende tendono a ridurre il personale.

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Angelo Di Costanzo

circa 12 anni fa - Link

Opportuno non confondere "il sommelier" con colui che si occupa semplicemente di gestire il servizio dei vini. Le attività di un sommelier sono diverse, complesse e finalizzate ad un risultato eccellente soprattutto nelle fasi precedenti al servizio. Poi, naturalmente, l'eccesso di cui sopra che ci racconta nel suo post il Mattei, è tutt'altra cosa. ;-)

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Fabio Cagnetti

circa 12 anni fa - Link

Ormai un sommelier che non sia anche cellar manager è una figura professionalmente di serie B.

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Francesco Fabbretti

circa 12 anni fa - Link

Scusa ma, cosa sarebbe un "cellar manager"???? Non vorrei scoprire di essere un somelier di serie "C" poichè ignoro il senso del termine :-(

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Simone e Zeta

circa 12 anni fa - Link

Dai Francesco, una delle tante cose che non insegnano, gestione del Budget, avvio e rotazione del Magazzino, monitorare le uscite, mappa dei gusti, etc, etc. Immagino che tu lo faccia quotidianamente.

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Francesco Fabbretti

circa 12 anni fa - Link

Scusami Simone, è che mi faceva troppo ridere (senza offesa Fabio) il termine in sè

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Angelo Di Costanzo

circa 12 anni fa - Link

:-)

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Andrea Gori

circa 12 anni fa - Link

io credo che piuttosto che essere incasellato in una categoria delle 7 proposte, si tratti di 7 fasi di una evoluzione che quasi tutti attraversiamo. Io stesso almeno un pò guidarolo lo sono stato, l'importante è non morirci!

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Angelo Di Costanzo

circa 12 anni fa - Link

Non proprio tutte dai: alcuni più che morirci, ci campano.

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Stefano Ghisletta

circa 12 anni fa - Link

complimenti, bel post. Comunque trovo alcuni di questi "sommeliers" abbiano fatto parte della nostra evoluzione. Chi non è mai stato un "neodiplomato" o un"guidarolo" ... ?

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Nicoletta Tavella

circa 12 anni fa - Link

Sorrido. :)

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Stefano Caffarri

circa 12 anni fa - Link

Colossale.

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Franco Ziliani

circa 12 anni fa - Link

Ovviamente non sfuggirà al brillante autore di questo post che la categoria dei sommelier, e parlo in particolare di quelli di formazione ed espressione A.I.S., comprende, oltre ai soggetti da lui descritti, e a qualche stereotipo che ha proposto, anche numerose persone che di vino ne sanno e ne sanno parlare, che hanno un proprio gusto, una personale way to wine, un modo efficace di comunicare la complessità del fenomeno vino. E questo non lo dico solo perché sono ben lieto di collaborare con il mondo A.I.S., ma perché girando per l'Italia con sommelier del genere vengo spesso, fortunatamente a contatto. Mi auguro che anche Mattei ne abbia incontrati. Comunque complimenti per la sua ironia e autoironia :)

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Mauro Mattei

circa 12 anni fa - Link

Beh, Franco come hai potuto notare le figure tratteggiate sono espressamente caricaturali. Questo non toglie che accanto alle "macchiette" ci siano entità rimarchevoli per capacità e gusto personale, of course. Io stesso - di formazione AIS e tutt'ora tesserato - ho avuto la fortuna di avere docenti incredibilmente bravi (Massimo Billetto, il purtroppo scomparso Del Canuto,Maria Clara Menenti e Daniele Maestri, fra gli altri)e ho avuto la possibilità di incontrare professionisti altrettanto autorevoli, nel mio enoico-peregrinare. Dunque chapeau a chi porta avanti il proprio lavoro con correttezza e professionalità, ma anche spazio alla risata.

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Franco Ziliani

circa 12 anni fa - Link

mi fa piacere Mauro e mi conforta, perché sul Web, e talvolta anche su Intravino, lo sport del tiro all'A.I.S., é molto praticato, talvolta anche in maniera scomposta. Non credo proprio che le persone che citi, ed io aggiungerei anche figure come Roberto Gardini, Roberto Bellini, Antonello Maietta, Moreno Rossin, Paolo Lauciani, Ivano Antonini, possano rientrare nelle 7 categorie che hai tratteggiato con sagacia e con un filo, ma proprio un filo, ma piacevolissimo, di perfidia...

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Alessandro Morichetti

circa 12 anni fa - Link

L'Ais è una grande famiglia, come ben sai, caro Franco. Fatta di gente più o meno seria. Nessun tiro scomposto, si spera, non su queste pagine. Critiche argomentate speriamo, e tiraci (tu, lettore) le orecchie quando non è così. L'Ais non sono solo i 10 nomi che avete fatto ma 30/40.000 soci o giù di lì, credo. E famose 'na risata senza troppe puntualizzazioni, stavolta. Sennò dovrei parlare di quel delegato regionale... E non è il caso :-D Per una volta che "il carciofino" risulta simpatico.. Godiamocelo, tanto ci siamo passati tutti in quelle categorie, una più una meno :-)

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Angelo Di Costanzo

circa 12 anni fa - Link

Tantissimi nomi illustri, ai quali aggiungerei Lorenzo Giuliani, Daniela Scrobogna e uno o due "amici" che il mazzo se lo stanno facendo in questi anni: Nicola Bonera e Roberto Anesi. Ma credo che il tiro fosse più basso, e guardandosi intorno, tra delegati stupidamente fanatici e diplomandi "chessòtuttoio" di macchiette se ne incontrano...

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Franco Ziliani

circa 12 anni fa - Link

in un'associazione che conta su così tanti associati, é naturale ci possano essere figure, anche con incarichi di responsabilità a livello locale, che non risplendono proprio per preparazione o simpatia, e semplici associati, anche persone che hanno seguito e superato gli esami dei tre corsi, che non hanno capito che la conoscenza e la cultura del vino é un esercizio quotidiano e che nessuno, come dicono a Napoli, "nasce imparato". Ma questo non pregiudica e può mettere in discussione la validità e la vitalità di un'Associazione tanto importante e benemerita. Questo vorrei, da semplice collaboratore e amico di A.I.S. (non sono nemmeno associato, ho fatto solo il primo corso negli anni Ottanta) che ci si ricordasse, quando sul Web, su siti, blog e forum, ci si diverte a sparare a zero su questa Associazione... E ora dite pure che mi sono "guadagnato la pagnotta" con questa difesa, assolutamente spontanea e sincera... :)

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Alberto G.

circa 12 anni fa - Link

Avete detto tutto, e' sono d'accordo.Tutti devono poicontinuare ad aggiornarsi con passione.Ma costruttivamente non potrebbero pero' fare qualche lezioncina in piu'nel corso dei tre livelli? O un masterino (ma questa e' piu' costosa come soluzione). Senza fare nomi qualche neodiplomato,che ha avuto la fortuna di essere assunto in ristoranti abbastanza famosi (2 stelle michelin estero) ,mi ha riferito di avere avuto grandi difficolta'per qualche impaccio e lentezza nel servizio con sala piena,decantare si decantare no per i gusti molto differenti, senza parlare poi della rotazione, dei ricarichiecc. che dovrebbero competere a chi ha piu' esperienza Siamo in Europa,e si lavora molto di piu' all'estero , i corsi AIS sono strutturati molto bene ed hanno piu' lezioni di tutti gli altri che io conosca, es 1,2, 3 e 4 livello WSET hanno in media nove lezioni (tranne il 4 che ne aveva 12 se non sbaglio).Perche' non ottimizzare le lezioni a disposizione/ Con le competenze in campo non penso sia molto difficile farlo.

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Francesco Fabbretti

circa 12 anni fa - Link

Cito testualmente dall'articolo di Mattei "Una moltitudine di associazioni misconosciute e gruppuscoli, ovunque insegnanti supponenti quanto approssimativi. Un panorama pressappochista e banale dove è proliferata una moltitudine di versavino ." perido conclusivo del primo capoverso. Mi pare davvero che l'articolo voglia tutto tranne che fare "tiro all'AIS" e mi domando perchè chiamarLa in causa quando l'incipit del medesimo articolo è: "All’inizio c’erano i corsi per sommelier veri, quelli Ais per intenderci: belli, istituzionali, inattacabili. Didattica precisa, corpo docente con i controfiocchi e idee chiare. Alta formazione al servizio del vino".

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Riccardo Margheri

circa 12 anni fa - Link

Concordo che interpretare il post iniziale come una critica, fosse anche soltanto velata, mi sembra del tutto fuori luogo. Piuttosto semplicista mi pare anche, peraltro, confinare lo scibile enologico solo agli appartenenti di quella associazione, e misconoscere quanto di buono (ed è molto) viene anche quotidianamente sviluppato da chi con l'AIS non ha niente a che fare.

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TERROIR

circa 12 anni fa - Link

Standing Ovation per Matteo,grandioso!Personalmente ho passato tutti gli stadi(sono sommelier A.I.S. passato anche da professionista)ed adesso sono all'ottavo: Il sommelier con cantina da ristorante in casa,che non stappa mai (o quasi)un vino banale,che spulcia il web e tutte le cantine per trovare una determinata bottiglia per togliersi l'ultima "voglia".Quando stappa cura in maniera maniacale l'abbinamento sfoggiando tutti i più incredibili utensili per servirlo in maniera perfetta :dal cavatappi in corno al chiller last minute griffato passando per i bicchieri più costosi dalla forma perfettamente adatta al vino corrispondente(ho addirittura i marker colorati griffati per i bicchieri da degustazione).Nel prossimo stadio probabilmente sarò il sommelier single frustrato che si ubriaca per frustrazione bevendo in bicchieri del mcdonald(stile sideways) un cru rarissimo...

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Paolo Cantele

circa 12 anni fa - Link

Ho fatto i tre corsi da Sommelier proprio per rientrare nella categoria n° 7, ma non è andata come speravo....Che dite, provo con l'Onav? Master of Food sul vino??

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Paolo Ghislandi

circa 11 anni fa - Link

Io voto per il sommelier 2.0 ! :-)

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