Perché Slow Food sul vino di Al Bano alla Coop per 1,91 euro sbaglia (spiegato in modo convincente)

di Antonio Tomacelli

Su quale pianeta vive il popolo di Slowine? Questa la so: il popolo Slow vive sul remotissimo Pianeta Langhe, nella costellazione Piemonte, e da lì, di quando in quando, invia messaggi al pianeta Terra per metterlo in guardia e salvarlo dalla rovina imminente. L’ultimo riguardava il vino di un cantante del Sud Italia, tale Al Bano Carrisi, reo di aver sconvolto il mercato vinicolo con delle bottiglie vendute sottocosto da un supermercato locale (trovate lo “scandalo” qui)

Ok, Pianeta Langhe, messaggio ricevuto ma se doveste mai capitare con l’astronave da queste parti scoprireste che:

1. La Coop Estense non è tutta la Coop, ma solo lo spin-off pugliese. Siamo quasi autorizzati ad invocare il favoloso chilometro zero.

2. C’è scritto bello grande che trattasi non solo di “promozione” ma di una promozione RISERVATA AI SOCI della Cooperativa. Il prezzo era scontato del 50%, come specificato in seguito dalla Coop in un secondo volantino stampato sull’onda delle polemiche. Ma si sa, non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere.

3. Una bottiglia (0,75 l) di onestissimo Igt Salento non costa quanto una di stellare Barolo coltivato sul vostro pianeta. I motivi? Avvicinatevi un po’ con l’astronave che ve li spiego: siamo al sud in una zona variamente coperta da vigne. C’è la vigna ad alberello da cui ricavi un paio di grappoli a pianta e c’è il “tendone” che ti spara 200 quintali a ettaro in scioltezza. Chi ha capito la differenza può saltare direttamente ai saluti finali.

4. Secondo i dati ISMEA (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) il prezzo per 75 cl di vino Igt Salento si aggira intorno ai 55 centesimi (stime 2015).
Se a questo aggiungiamo 0,20 € per la bottiglia, 0,15 € per tappo e capsula, 0,10 per l’etichetta ed altri 0,30 € di costi per il cartone, l’imbottigliamento e il trasporto, otteniamo un totale di 1,30 € finito. Ci sarebbero circa 0,60 centesimi di margine ma non stappiamo Champagne che poi il costo lievita.

5. È vino, su questo non ci piove, altrimenti dovremmo denunciare per frode anche il Tavernello e non mi pare il caso. È un vino senza grandi pretese che si colloca in una fascia di mercato medio bassa e qui scatta la domanda delle cento pistole: ma sul pianeta Langhe esistono le fasce di mercato o fate ancora di tutta un’erba un fascio? Possibile che confondiate ancora il Tavernello (aridaje) con Romanée Conti?

6. Non è prodotto da un “vigneron”, o come diavolo chiamate sul vostro pianeta i piccoli produttori di vino. Al Bano afferma di averlo acquistato da terzi e qui entrano in ballo le decine di cooperative a basso prezzo di cui è piena la Puglia. E i tendoni di cui al punto 3.

7. Di vini siffatti sono pieni i supermercati d’Italia e con tre euro e spicci si riescono a comprare anche doc prestigiose. Allora il problema qual è? Non vi piacciono le canzoni di Al Bano? Volete provare anche voi le gioie del click bait?

8. Siete snob, e ho le prove. Cito il vostro presidente Gaetano Pascale: “… i vigneron che conosciamo proprio non ci riescono a stare sul mercato a 1.91, a 2.00 e neppure a 3.00 euro con i propri vini”. Ma chi frequentate? Occhio che di questo passo si finisce dritti sul pianeta Billionare, fianco a fianco con la Santanchè che si ciuccia lo Champagne con la cannuccia.

Dimostrati tutti i torti di Slowine (vi voglio bene, eh ragazzi), mi avanza giusto una domandina da pugliese a pugliese per Al Bano Carrisi.

Da queste parti non c’è muretto a secco che non conosca te e le tue canzoni e a qualche pietra piacciono pure: avevi proprio bisogno di questa operazione, degna dei migliori industriali del vino? La prossima volta controlla meglio il tuo ufficio marketing e impediscigli questi sfracelli, che poi ti tocca balbettare un mucchio di scuse non richieste.

Quanto al titolo di “Ambasciatore del Vino Italiano nel Mondo”, facciamo che i colleghi qui mi tappano la bocca altrimenti straparlo.

Foto di copertina: vinialsupermercato.it

avatar

Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

36 Commenti

avatar

AlbertoB

circa 6 anni fa - Link

"1. La Coop Estense non è tutta la Coop, ma solo lo spin-off pugliese." hem, scusate ma la Coop Estense non è quella di Ferrara e Modena? Estense ad un giornalista dovrebbe suggerire qualcosa... forse... A proposito dell'articolo su Slowine, beh credo che giochino un po' su questo finto stupore. Come gira l'economia nel mondo del vino lo sanno, e anche bene. Articolofatti per fare un po' di rumore? Possibile.

Rispondi
avatar

Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

Probabilmente la promo era riferita al ramo pugliese, supporrei: "Coop Estense è una cooperativa di consumatori nata nel 1989 dall'unificazione di Coop Modena e Coop Ferrara (...). La cooperativa opera nelle province di Modena, Ferrara e nella regione Puglia e dal 2009 anche nella provincia di Matera, in Basilicata."

Rispondi
avatar

AlbertoB

circa 6 anni fa - Link

Scusate, dall'articolo non si capiva molto bene scritto così. Non avevo le "supposte adatte" :D chiudo l'OT, grazie per il chiarimento.

Rispondi
avatar

Antonio Tomacelli

circa 6 anni fa - Link

Le cooperative sono composte da soci "locali". "A tal fine si organizza territorialmente per garantire la rappresentanza della base sociale all'interno di organismi eletti, entro i quali i soci possono orientare le politiche della cooperativa: le zone e i distretti sociali." http://www.e-coop.it/web/coop-estense/i-soci-per-la-comunita

Rispondi
avatar

AlbertoB

circa 6 anni fa - Link

Grazie per la lezione su cos'è una cooperativa O_O. Dire che coop Estense è SOLO lo spin-off pugliese mi sembrava bizzarro oltre che una ca...volata (dato appunto il nome Estense). Facciamo che ha ragione lei così torniamo in argomento ;) Mi scuso se ho divagato. Chiedo venia.

Rispondi
avatar

valentino

circa 6 anni fa - Link

Articolo molto equilibrato e reale, con giustissima appendice finale!

Rispondi
avatar

orazio

circa 6 anni fa - Link

L'analisi dei costi mi sembra un po bassa, secondo me non avete considerato il costo di lavorazione dalla terra alla bottiglia, poi ognuno può vendere il proprio prodotto come meglio crede. Rispetto molto l'uomo sig. Carrisi per l'amore che mette nel suo lavoro.

Rispondi
avatar

Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

A me, oltre al pasticcio (comunicativo) creato, lascia perplesso che un vino da 5,69 euro (foto cover) passi a nemmeno 2 euro.

Rispondi
avatar

marcomriva

circa 6 anni fa - Link

Con le promozioni ci si fa conoscere, ci sta pure il fatto di vendere sottocosto se questo permette di fare maggiori guadagni futuri. Ma con una svendita a 2 euro e tanta risonanza mediatica, mi domando se mai riuscirà a poter tornare a vendere a quasi 6 euro il suo vino.

Rispondi
avatar

Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

No, ma soprattutto AL BANO CARRISI deve farsi conoscere con la promozione alla Coop? Suvvia, non scherziamo :)

Rispondi
avatar

Massimo Pastura

circa 6 anni fa - Link

Sig. Tomacelli, sono uno di quei tanti viticoltori piemontesi... e ribadisco piemontesi... perché vorrei ribadire ancora una volta che il Piemonte non è solo le Langhe... esiste il Monferrato astigiano, quello alessandrino, il casalese, tutte le zone viticole del Torinese, Saluzzese, la Val di Susa, senza dimenticare la zona del Carema, dell'Erbaluce, Fara, Boca, Gattinara, Ghemme, ecc. ecc. Non siamo tutti abituati ai profitti derivanti dal Barolo e dai suoi fratelli... Noi con la Barbera siamo abituati a dover sbarcare il lunario per sopravvivere... Non sono industriale, e quindi non produco, come tantissimi altri bravi colleghi vignaioli, milioni di bottiglie... ma per esperienze di contatto avute con la GDO, esperienze che mi hanno fatto desistere dal vendere in questo tipo di canale... le assicuro che tutte le promozioni richieste dalle catene di supermercati, e le ho detto richieste, in quanto fanno parte integrante del contratto che si và a sottoscrivere, sono a carico delle aziende. In poche parole la GDO non ci rimette nulla per fare promozione: te la devi fare tu, ed anche obbligatoriamente. Non esiste catena di supermercati, ma neanche enoteca ovviamente, che lavori con un margine che non sia di almeno il 35% del prodotto di acquisto. Fatte queste dovute considerazioni, da imprenditore, seppur agricolo, dobbiamo considerare che in quei 60 centesimi di margine che lei ha calcolato deve rientrare innanzitutto il 35% di margine della COOP, il che vuol dire che da € 1,91 a bottiglia scendiamo a € 1,24 a bottiglia... Nessuno ha contestato mi pare al Sig. Carrisi la qualità del proprio prodotto: la contestazione che condivido è che questa è una politica commerciale di promozione per svuotare i magazzini e non di promozione della qualità dei vini pugliesi. Ma è una politica commerciale che distrugge i vignaioli seri della Puglia, che "distrugge" l'immagine dei vini pugliesi: mi immagino già la risposta di tanti operatori... ma se Al Bano vende il suo vino a quel prezzo... lo puoi vendere anche tu... e vaglielo a spiegare che tu non hai venduto milioni di dischi e non incassi quotidianamente diritti d'autore che ti permettono di fare il bello ed il cattivo tempo. Io ho sempre sostenuto e difeso uno che si chiamava Giacomo di nome e Bologna di cognome, in quanto questo "folle - illuminato" tanti anni fa incominciò a dimostrare al mondo che anche la Barbera, ed anche nel monferrato astigiano, si potevano fare vini d'eccellenza... grazie a lui l'azienda della mia famiglia è riuscita a sopravvivere ad uno scandalo devastante per l'immagine del nostro territorio come fu quella del "metanolo"... e grazie a lui ancor oggi esisto... e grazie a lui posso "cercare" di vendere i miei vini ad un prezzo dignitoso (che non è quello del Barolo, e non è nemmeno quello medio che riescono a vendere i miei cugini di Langa) ma mi permette di sostenere l'azienda e la famiglia che ci campa alle spalle... Mi ricordo che tanti anni fa ebbi la grande fortuna di visitare una zona chiamata Bordeaux: dopo aver visitato il famoso Chateau Petrus a Pomerol, visitai altre aziende della zona e davanti alla domanda provocatoria "ma sarà mai Petrus così buono da dover giustificare quel prezzo?" venii quasi sempre tacciato (alcune volte anche quasi in malo modo) perché tutti mi dicevano "certo, loro sono i migliori, sono i numeri uno... e finché loro esistono e riusciranno a vendere a quei prezzi... potremo esistere anche noi...". Aggiungo io "ed anche noi riusciremo a vendere a prezzi comunque molto alti e remunerativi...". Condivido con lei che sono pochi al mondo quelli che possono permettersi di bere Petrus tutti i giorni... ed altrettanto i vini del Pomerol... ma mi permetta difendiamo chi fa eccellenza, chi produce grandissima qualità, e soprattutto difendiamo chi riesce a vendere a prezzi alti... perché grazie a lui anche i vignaioli piccoli e sconosciuti come me potranno sopravvivere e dignitosamente... Sarò forse esagerato, ma quella che fa il Sig. Carrisi è per me concorrenza sleale... e soprattutto denigrazione dell'immagine dei vini di una regione...

Rispondi
avatar

luis

circa 6 anni fa - Link

Novantadue minuti di applausi!!!

Rispondi
avatar

Marco P

circa 6 anni fa - Link

Per la verità in quei 60 centesimi di margine calcolati ci sarebbero anche 35 centesimi di IVA che andrebbero versati allo Stato.

Rispondi
avatar

Giuseppe R.

circa 6 anni fa - Link

Eccellente il commento del sig.Pastura! "Buono Pulito e Giusto"

Rispondi
avatar

Fabio

circa 6 anni fa - Link

Faccio l'export manager da tanti anni, e sono stanco di vedere vini Italiani ( Barolo inclusi ) a prezzi da ridere, non e' solo il Signor Carrisi a fare saldi, vada un po nei super di UK, Olanda, Russia o Danimarca e dopo ne riparliamo Saluti

Rispondi
avatar

massimo

circa 6 anni fa - Link

articolo simpaticissimo e che condivido al 100%!

Rispondi
avatar

Giuseppe O.

circa 6 anni fa - Link

oltre all'iva vogliamo dire che 55 centesimi non possono ricoprire i costi di produzione in vigna e quelli di trasformazione in cantina.

Rispondi
avatar

Gurit

circa 6 anni fa - Link

Mi unisco anch'io ai 92 minuti di applausi per l'ottimo intervento del Sig. Pastura. L'articolo di Slowine sembra riagganciarsi ai fatti di cronaca recenti, dove una bracciante agricola ha perso la vita nei campi, proprio in Puglia. Forse per smarcarsi dalle accuse che lo scorso anno furono fatte ai grandi vignaioli del Piemonte, che erano stati accusati di sfruttamento?

Rispondi
avatar

gp

circa 6 anni fa - Link

I ricorrenti articoli che prendono come bersaglio il prezzo di qualsiasi merce in promozione sono intrinsecamente sbagliati (a meno che quella merce non sia integralmente e perennemente in promozione). Il prezzo che fa fede sarebbe ovviamente una media ponderata di quello "normale" e di quello in promozione: più questa è temporanea e riguarda una quantità limitata di merce, più il prezzo medio si avvicina a quello normale. Non è chiaro perché Slowfood non se la prenda con i grandi imbottigliatori che fanno quei prezzi in via ordinaria, senza alcun bisogno di promozioni: a che pro abbaiare sotto l'albero sbagliato, come dicono gli anglosassoni? Tra l'altro, le merci in questione sono eterogenee: il valore di un generico Salento Rosso è probabilmente superiore a quello di un Salento Rosato, e certamente di un Salento Bianco. Infatti il prezzo di 5,69 euro riportato nella foto cover (non si sa dove scattata) si riferisce al Rosso, ma una promozione fatta in piena estate (e che estate!) ha presumibilmente l'effetto di vendere più Bianco e Rosato che Rosso. E' plausibile che il prezzo intero di 23,40 euro calcolato dalla Coop (foto n. 3) corrisponda a un paniere di 6 bottiglie composto da 2 per ogni tipo. La frase di Pascale secondo cui "i vigneron che conosciamo proprio non ci riescono a stare sul mercato a 1.91 [il prezzo medio a bottiglia della promozione], a 2.00 e neppure a 3.00 euro con i propri vini", oltre a basarsi sulla confusione tra prezzo in promozione e prezzo ordinario, non ha molto senso. Se un "vigneron" fa vino di qualità identica a quella di un "negociant" (come è Carrisi in questo caso), basandosi su agricoltura intensiva e alte rese, allora in linea di principio è meglio che venda le uve al "negociant". Se non lo fa, di solito è per fare un prodotto di qualità superiore, a cui dovrebbe essere riconosciuto un prezzo corrispondente. Quindi sarebbe bene parlare più di qualità e meno di prezzi, altrimenti si finisce per auspicare il rialzo del prezzo del Tavernello...

Rispondi
avatar

Baser

circa 6 anni fa - Link

Per me, GP ha assolutamente ragione.

Rispondi
avatar

maurizio

circa 6 anni fa - Link

Antò ma tu lo sai, certo lo sai, quanti ettari di vigneto ha perso la Puglia negli ultimi dieci anni? Perché è vero che il prezzo del vino all'ingrosso è quello, ma è proprio per questo che i viticoltori (soprattutto quelli dell'alberello, magari non quelli dei tendoni) tolgono le vigne e mettono i pannelli solari. Forse forse uno come Albano (che personalmente ho pure difeso spiegando che la sua famiglia è veramente contadina) potrebbe fare qualcosa di meglio per la sua terra che pigliare per il collo una cantina sociale in cambio di un margine da miseria.

Rispondi
avatar

Massimo Pastura

circa 6 anni fa - Link

Io invito tutti a provare a vivere con i prezzi che pagano le uve certe C.S.: permettetemi ma a parole sembra tutto semplice e fattibile... provate a farlo... provate a vivere solo coltivando vigneti... Acquistate un terreno, piantatelo, aspettate quattro anni prima di produrre, compratevi trattori e quanto altro (ah... informatevi su quanto costa un trattore... e poi aggiungeteci sopra i costi delle altre attrezzature... spero siate più fortunati di tanti di noi nel trovare banche che vi finanzino ancora l'acquisto dei trattori, delle attrezzature, e di quant'altro... senza che vi chiedano di depositare 50 o 100mila euro a garanzia del mutuo...)... Quando lo avrete fatto ci direte se noi viticoltori siamo pazzi, cerebrolesi, o cosa... e soprattutto quando le avrete fatto, se sarete così bravi... andate a spiegare ai contadini soci delle cantine sociali come si fa a vivere dignitosamente con i prezzi a cui vengono pagate le uve per poter vendere poi il vino a quei prezzi.... considerando che da 1 Kg. di uva si ottengono 70 cl. di vino (neanche una bottiglia) e poi bisogna ovviamente aggiungere i costi di vinificazione, stoccaggio, costi fissi di attrezzature, ecc. ecc. I negociant come vengono definiti fanno il loro lavoro, e ci guadagnano, non lavorano sicuramente in perdita perché altrimenti in un paio d'anni sono fuori dal mercato, in poche parole falliscono: chi ci rimette come al solito sono i produttori, e per produttori non intendo solo quelli che come me o altri vinificano le proprie uve per produrre vini in bottiglia, ma anche quelli che producono uva e la conferiscono... Aggiungo ancora una cosa e poi non commenterò più nulla perché sono davvero stufo e demoralizzato: parlando di quanto sono brave talune C.S. invito tutti ad andare a leggere cosa è successo soltanto alcune settimane fa in oltrepò pavese: quando poi succede il patatrac tutti che si scandalizzano... e poi quando si trovano in giro vini a prezzi "ridicoli"... perché si tratta di prezzi "ridicoli" che piaccia o no... è facile attaccare quelli che vorrebbero invece che questo prodotto fosse più valorizzato. I commenti che leggo mi danno tanta tristezza, perché mi fanno capire sempre di più che noi in Italia dai nostri cugini francesi abbiamo capito poco o niente riguardo alla valorizzazione del territorio e dell'agricoltura... E' triste, è molto triste per me e per le migliaia e migliaia di vignaioli che, prima di tutto con un passione immensa, fanno il mio lavoro e cercano di farlo bene, sperando che il mercato gli desti attenzione... Mi dispiace tanto fare questa affermazione... ma forse in Italia avremmo davvero bisogno di un altro "scandalo" come quello degli anni '80 ... ma forse non manca molto, se si continua di questo passo! Arrivederci!

Rispondi
avatar

Giuseppe R.

circa 6 anni fa - Link

330 minuti di applausi !!!!!!!! Ma tanto gli stolti, o quelli che fanno finta di esserlo, restano tali. Ottimo Massimo Pastura ....

Rispondi
avatar

Stefano

circa 6 anni fa - Link

Lineare, diretto, convincente e per dirla tutta chi beve vini seriali oltre a farsi male, fa male alla economia...

Rispondi
avatar

Valerio

circa 6 anni fa - Link

Tomacelli questo articolo è illeggibile. Una sequela di imprecisioni a partire dalla faccenda Coop Estense che Morichetti, per giocare a fare il bravo giornalista, ha letto male su Wikipedia. Belle fonti! Un articolo che sprizza campanilismo da tutti i pori. Chiamiamolo campanilismo và. Non si può porre la questione in termini simili, dominati dal tentativo irritante di far contendere il campo di gioco fra i vini pugliesi e vini delle Langhe. Nemmeno Salvini arriverebbe a tanto e di cazzate ne twitta parecchie. Se su questo blog vi occupate di qualità, dall'alto dell'esperienza dei vostri palati colti ( i vostri bicchieri rotanti sono carichi di snobismo malcelato, talvolta populismo fasullo) non potete non mettere in dubbio la qualità di un prodotto venduto a quel prezzo. In puglia si può fare? Bene, comprate tutti quanti vini pugliesi così buoni e convenienti, ma se il vino pugliese, che lei dalla puglia difende senza convincere, si produce a 1 euro e 30 rispettando l'ambiente e gli esseri umani che ci lavorano, mi chiedo chi vorrà più bere altri vini pugliesi a prezzi più alti, compresi quelli di Albano perché sia chiaro, le bottiglie che vende a 6 euro prezzo medio, sono altre e non compaiono alla Coop Estense. L'etica non è un malanno, una febbre passeggera che dura poco e come passa l'offerta Coop torna tutto come prima.

Rispondi
avatar

Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

Fonte: sito Coop Estense, sezione Chi Siamo: http://www.e-coop.it/web/coop-estense/coop-estense. A proposito di imprecisioni.

Rispondi
avatar

Antonio Tomacelli

circa 6 anni fa - Link

Forse le sfugge un piccolo particolare: il prezzo di quel vino è il doppio, come chiaramente indicato dal volantino. Trattasi di promozione "RISERVATA AI SOCI" della Coop Puglia e non della regola. Per quanto riguarda i prezzi del vino pugliese mi sono attenuto alle tabelle di un ente statale, l'Ismea, che pubblica periodicamente prezzi e previsioni. Come vede ad essere impreciso è stato Slowine, non io.

Rispondi
avatar

Giulio

circa 6 anni fa - Link

Ma che farfuglia Tomacelli? Lo sa che il volantino è stato cambiato dopo che ha scritto il pezzo Slowine.it? Solo dopo hano inserito lo sconto e hanno specificato quel dato. Perché continua su questa linea? Penso che a Bra il futuro non lo sappiano ancora prevedere... È un torto anche questo?

Rispondi
avatar

Antonio Tomacelli

circa 6 anni fa - Link

Si rassegni caro Giulio, a farfugliare è Slowine. La vede la foto di copertina? È ripresa in un supermercato normale in condizioni normali. E lo stesso vino venduto "In offerta" dalla Coop, è CHIARAMENTE in vendita a 5,69 eu, cioè più del doppio dell'offerta.

Rispondi
avatar

Giuseppe R.

circa 6 anni fa - Link

Slowine riporta dati corretti, che sia offerta o no, se si è capito il senso dell'articolo in questione, nulla cambia,€1.91 al pubblico, PUNTO! Se vuol far polemica per forza, è un altro discorso.....

avatar

Giuseppe R.

circa 6 anni fa - Link

Slowine non cita prezzi medi presunti del vino pugliese nell'articolo in questione, su causa sarebbe impreciso non si capisce...

Rispondi
avatar

Giuseppe R.

circa 6 anni fa - Link

"su cosa" (non causa!) sarebbe impreciso non si capisce....scusate l'errore.

Rispondi
avatar

Claud Bohm

circa 6 anni fa - Link

Mi chiedo se quelli che si stupiscono per i prezzi praticati da Albano in occasione di una operazione promozionale, siano mai entrati in un supermercato. Alla Esselunga, tanto per citare un nome diverso dalla Coop, ci sono in permanenza almeno una ventina di promozioni diverse nel reparto vini: bottiglie di produttori affermati (Pasqua, Santa Margherita, Conti Zecca, ecc.) scontate del 30-40-50%. Tutti i giorni è così. Le bottiglie e le marche ovviamente cambiano. Finita la promozione si torna al prezzo normale. Non mi pare che il mercato dei vini di qualità sia stato distrutto da queste politiche di marketing, che durano da anni. Sono altre le cose che danneggiano il mercato. Ad esempio le frodi, come quella che di recente è stata denunciata nell'Oltrepò Pavese.

Rispondi
avatar

Durthu

circa 6 anni fa - Link

Una bella polemica sul niente, proprio come piace a noi italiani.

Rispondi
avatar

Chiara Bassi

circa 6 anni fa - Link

Mah... non sono d'accordo su tutto... infatti ho deciso di scrivere approfonditamente la mia opinione al riguardo su Perlage Suite. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate... soprattutto cosa ne pensa l'autore di questo articolo. A parte questo grazie, Intravino è straordinario.

Rispondi
avatar

luigi manfredi

circa 6 anni fa - Link

volevo sapere sè ci sono promozioni di vini è quali sono

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.