Il leghista Flavio Tosi vince il Premio Negroamaro. Quale parte di questo titolo non vi convince?

di Antonio Tomacelli

(Update) C’è una ridente cittadina del Salento che, ogni anno, conferisce il “Premio Negroamaro” alle personalità che più si sono distinte nella promozione del territorio e dei prodotti locali.
Cinque edizioni tutte baci e strette di mano del sindaco e poi, improvvisa, è scoppiata una polemica che sta lacerando la non più ridente cittadina di Guagnano.

Qualcosa è andato storto, vediamo insieme cosa

Lu sule, lu mare, lu ientu.
Per capire il perché di una tragedia, è fondamentale inquadrare i luoghi in cui si svolge. Guagnano si trova nel cuore del Salento. La divide dalla ben più nota Salice Salentino solo un passaggio a livello e due binari, tant’è che in passato si è pensato di accorpare i due comuni in una sola città. Siamo nel cuore della doc Salice, appunto, che ha nel vitigno negroamaro la sua punta di diamante e la fonte di parecchio reddito per l’economia locale. Non vi sfuggirà, quindi, l’importanza e la valenza di un tale premio che coinvolge ben più della sola comunità di Guagnano. Nel raggio di dieci chilometri, a far punto dal duo Guagnano Salice, hanno sede e vigne alcune delle più famose cantine pugliesi. Cito solo le più note: Leone de Castris, Taurino, Cantele, Castello Monaci, Due Palme e Conti Zecca.

Da sei anni il comune assegna il Premio Negromaro. Della giuria che decide chi premiare fanno parte, oltre al sindaco Fernando Leone e ad alcuni assessori, il rettore dell’Università di Lecce, il presidente dell’ATP, il delegato provinciale dei sommelier AIS e cinque personalità della cultura.

Non passa lo straniero?
Quest’anno la giuria non è stata convocata e la giunta comunale di destra ha assegnato d’imperio il premio al sindaco di Verona, il leghista Flavio Tosi. Nelle motivazioni del premio si legge che Tosi “ha dimostrato senso di ospitalità nei confronti delle sette cantine di Guagnano che hanno partecipato all’ultima edizione del Vinitaly”.

La rivolta
Il premio ad un leghista ha scatenato una rivolta capitanata dalle forze di opposizione all’interno del consiglio comunale. Sono fioccate le interrogazioni (rimaste senza risposta) e le denunce per una nomina fuori dalle regole. In particolare si contesta a Tosi il suo essere leghista e il suo passato di secessionista che odia il sud Italia.

La motivazione tra l’altro non regge, stando a quanto afferma il responsabile provinciale del PD Mauro Maggio: “E’ superfluo sottolineare come il Vinitaly esista dal lontano 1967 e che in questi quarantasette anni siano state decine le cantine salentine a partecipare con successo alla manifestazione. Così come è superfluo ribadire che la presenza nei padiglioni della fiera comporta un esborso economico non indifferente per ogni metro quadrato richiesto. E che il costo per ogni espositore deriva in base al posizionamento logistico della postazione desiderata. Le cantine salentine che, oggi come ieri, sono presenti a Verona, lo sono, pertanto, non per la benevolenza  di qualcuno, ma per interesse e convenienza dell’Ente Autonomo per le Fiere di Verona”.

Insomma, dice l’opposizione, nessuno ha mai regalato niente alle cantine locali per cui non si capiscono i motivi del premio a Flavio Tosi, ma la città sussurra di un favore fatto a Raffaele Fitto, il deputato di Forza Italia da poco eletto al parlamento europeo.

La querelle tra maggioranza e opposizione occupa da giorni le pagine della stampa locale e si è trasferita sui social, grazie ad alcuni consiglieri piuttosto attivi.

Le ovvie conseguenze
L’assegnazione del premio avviene nel quadro di un festival al quale vengono invitati musicisti di una certa fama. Si canta e si degusta, mercè la presenza di stand a cura di tutte le cantine locali. Quest’anno, per dire, doveva esibirsi Paola Turci accompagnata dal musicista Nabil Salameh. La Turci, saputo di Tosi, ha declinato l’invito: “È una decisione sofferta“, precisa, “ma determinata dalla volontà di non condividere il palco con il sindaco di Verona, in quanto persona su cui grava una condanna per propaganda razzista e non perchè esponente di un particolare partito politico“.

C’è di più, c’è di peggio: il comitato No Tap contro la realizzazione del gasdotto Trans-Adriatico, ha rifiutato il Premio Negroamaro e non parteciperà ai festeggiamenti.

Negroamore
Poteva mancare un comitato contro il premio a Tosi? Certo che no: si chiama Negroamore e si è prontamente esibito affiggendo nella città dei curiosi manifesti che richiamano l’ideologia leghista capovolgendone il senso. Per la cronaca, del comitato fanno parte alcuni politici di opposizione e semplici cittadini.

In attesa del 22 Agosto p.v.
Date le premesse e le denunce di irregolarità in corso, non è difficile prevedere un’edizione “interessante”. Cosa succederà quando il sindaco di Verona riceverà dal sindaco di Guagnano il contestatissimo premio? E in quanti si preparano ancora a boicottare la manifestazione? Ancora pochi giorni e lo sapremo, voi intanto interrogatevi sullo strano ticket Flavio Tosi-Negroamaro e, magari, illuminateci con una motivazione meno strana di quella accampata dalla giunta di un ridente paesino del sud.

Update! Con una nota da poco pubblicata sul suo sito, il senatore Dario Stefano (ex assessore all’agricoltura della regione Puglia) prende le distanze dal premio e annuncia che non sarà presente alla manifestazione. Stefano avrebbe dovuto premiare il proprietario della cantina Jentu, Guglielmo Alessio, un imprenditore bergamasco che ha scelto di investire a Guagnano. Qui la nota del senatore.

 

avatar

Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

11 Commenti

avatar

maurizio gily

circa 6 anni fa - Link

roba da matti. Più che per la persona, per la motivazione. Se scaviamo un poco ci troviamo tutto l'armamentario del feudalesimo italico: chissà che premiando Tosi non otteniamo qualche favore al prossimo Vinitaly, un albergo scontato, biglietti omaggio per gli amici, un'apparizione in televisione per il sindaco di Guagnano. Che pena infinita.

Rispondi
avatar

vittorio

circa 6 anni fa - Link

Personalmente credo che in Italia dovrebbero essere ben altri i motivi per protestare. Indipendentemente da ciò, rimango fuori dal coro, mi piace pensare positivo , Verona con il suo Vinitaly rappresenta per tutti i produttori pugliesi un momento felice, ogni anno è sempre più numerosa la colonia migrante e festosa che adotta questa splendida città come residenza temporanea . Non solo nello specifico, Guagnano, sono i libri a dirlo è stata riconosciuta soprattutto per quanto di buono ha fatto uno dei suoi Grandi Figli, Cosimo Taurino , vi assicuro che anche grazie a un suo eterno amico Salvatore Rodio che a Verona ci vive da tanto aveva con questa città un amore particolare. Cosimo era capace di attrarre intorno a se tante belle persone e ancor di più allontanare i falsi amici infischiandosene che potessero nuocerlo commercialmente. Mi piace pensare che il premio sia dedicato all'amore che Cosimo aveva per il suo paese e per questa città rappresentata da un sindaco che comunque è molto amato dai suoi cittadini.

Rispondi
avatar

carlo macchi

circa 6 anni fa - Link

Un po' come se le suore orsoline dessero a Berlusconi il premio "Paladino per la salvaguardia della verginità delle giovin fanciulle".

Rispondi
avatar

Francesco Garzon

circa 6 anni fa - Link

La motivazione mi sembra un po' debole e non solo... Potrebbe essere visto come un premio di incoraggiamento per un sodalizio o un calumet della pace?

Rispondi
avatar

vittorio cavaliere

circa 6 anni fa - Link

Avevo dimenticato di apporre il mio cognome, ma soprattutto che in Italia si ragiona solo per appartenenza politica. Non conosco le donne che Berlusconi ha violentato a Guagnano, ma riconoscere la sinistra attuale come la più bigotta della storia mi appare sempre più evidente.

Rispondi
avatar

Massimiliano

circa 6 anni fa - Link

Caspita, in Puglia insorgono per il prestigioso premio a Tosi? E adesso? Tosi che farà? Restituirà il premio o scappera' a Verona inseguito da orde di politici locali di fronte avverso guidate dalla superstar Turci? Non so se dormirò stanotte, ma in ogni caso, comunque andrà a finire credo me ne farò una ragione.

Rispondi
avatar

Francesco

circa 6 anni fa - Link

...Be la Puglia in qualche modo dovrà pure sdebitarsi per tutto il vino in cisterna che vendono al veneto per il loro pregiatissimo Amarone....

Rispondi
avatar

Wine Roland

circa 6 anni fa - Link

Direi che la cosa più figa è proprio il nome del premio conferito a Tosi

Rispondi
avatar

Antonio Tomacelli

circa 6 anni fa - Link

Gioie e dolori del blog: ad un commento inutilmente cattivo per tutte e due le regioni segue il colpo di genio sul nome del premio! Wine Roland, ti stimo.

Rispondi
avatar

Wine Roland

circa 6 anni fa - Link

tkx :) Se non avessi letto il post, dal titolo avrei pensato che l'avessero fatto apposta per pigliare in giro il toso, ossia il Tosi.

Rispondi
avatar

Infausto

circa 1 mese fa - Link

Ma è razzista pure un vino che si chiama Negroamaro: cancelliamolo...!

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.