Relazioni pericolose | Château Pichon Longueville Comtesse de Lalande 2005

di Francesco Fabbretti

A forza di vini veri, selvaggi, natura e tante buone cose, m’è venuta una sana, diabolica e infinita voglia di “vinone”, sboronismo e consumi folli. Standby per gli albori dell’enologia di Arcadia e avanti tutta, direzione Bordeaux. Lo stravizio stavolta si chiama Château Pichon Longueville Comtesse de Lalande 2005, 320 euro al ristorante. Un vino setoso, di eleganza carezzevole, ampio all’inverosimile, saporito e gustosissimo, infinito e ghiotto. Avrei voluto parlarvi di questo, fino al quarto carciofino e oltre, ma ecco il patatrac! Questo vino non è bio, peggio: viene da un’enclave produttiva che ha fatto del mercato la sua legge suprema, adattando i prodotti al gusto dei compratori con potere di spesa. Una “semplice” verticale di 2 annate distanti 10/15 anni sarebbe quasi improponibile. Troppo distanti i tempi, i gusti, gli stili produttivi. Ecco, ci avessi pensato prima avrei dovuto lasciare la bottiglia dov’era, oppure intonsa sul tavolo come segno di protesta per una mercificazione così spudorata del prodotto-vino.

Ci avessi pensato prima, mi sarei ricordato che oltre 6000 anni fa schiacciavano l’uva coi piedi (e qualcuno lo fa ancora). Non avrei dimenticato che le anfore rinvenute in Anatolia non sono nate con la resina dentro. E poi, che stupido, dov’ero quando insegnano che greci e romani “condivano” i vini con tutto tranne succo d’uva. Di innesti e clonazioni non parlo per pietà verso la mia ignoranza, ché senza di loro i vigneti come li conosciamo noi non esisterebbero praticamente più: di certo non avremmo così tanti cloni della stessa varietà. Fate un giro qui per avere un’idea.

Molto più facile dire che un vino da lieviti selezionati costa troppo, o che al contrario pecca in equilibrio a causa della volatile eccessiva. Per amare un vino non cerco spiegazioni ammantate di teosofia, e come avrebbe detto Guzzanti imitando Gianfranco Funari “signora mia, è tanto libbbberatorrio!!”. Non trovate?

10 Commenti

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massimo

circa 11 anni fa - Link

nessun commento, nessuno che si sbilancia,ma suvvia avete tutti uno scheletro nell ' armadio,,,signori,,,io amo i vini di angelo gaja....mi fanno impazzire,,,,prima quando erano di moda ,,ora,,,sempre

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Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

è difficile criticare il pichon comtesse solo perchè è un vino "costruito"... eheheh p.s. okkio che con Gaja rischi l'assalto del puristatalebanomaddecheivinidevonoesseresolonaturaliguardaibarbareschidegiacosachespettacolochesonomicalosputtanamentodelmercatoadoperadiunochehasaputopropagandaresolosestesso!!! p.s.2 a scanso di equivoci: adoro Giacosa (che Dio gli regali altri 100 anni di vita!!!)

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Alberto G.

circa 11 anni fa - Link

Non per fare il criticone, ma buono per buono se devo spendere queste cifre preferisco qualcosa di meno costruito .e magari mi compro due o tre bottiglie a sto' prezzo,anzi il prezzo che mi e' capitato a me della stessa bottiglia in un ristorante della prov.di Roma era anche inferiore (ma potri anche sbagliarmi perche' son passato ad altro).Forse e' per questo che non molti intervengono, e' difficile criticare queste bottiglie, ma pensandoci bene...

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massimo sacco

circa 11 anni fa - Link

ma poi perché vino costruito? Il Pichon-Longueville ha un terroir incredibile: una parte dei vigneti é da premier cru da qui la sua profondezza, ricchezza di materia e via dicendo. E' vero dopo le mitiche annate 89 e 90 c'é stato un decennio di millesimi molto deludenti, aparte il 95 e il 96. Dal 2000 in poi con una equipe formata da Michel Cazes la qualità é arrivata agli antichi splendori in puro stile pauillac ed é ritornato ad essere uno degli chateau trainanti della denominazione. Il 2005 é semplicemente fantastico, da conservare e aspettare almeno vent'anni/classicismo assoluto e grande razza. Il 2006 é di una verticalità estrema con il cabernet molto maturo ( e non é facile da queste parti....). poi c'é il 2003 anno caniculare che ha prodotto vini molto difficili( a causa della sovramaturità) e nonostante questo handicap hanno fatto un vino molto equilibrato. Il 2005 Parker lo nota 85/100 infatti questo stile vero di Pauillac a lui non piace; quando il vino é più carico e strutturato , come il 2003, lui gli ha affibbiato subito un 95/100. Comunque ottimo il rapporto qualità prezzo, adesso non so dove lo hai bevuto ma 320€ in un buon ristorante di lusso é un ottimo prezzo

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Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

Il prezzo l'ho trovato abbastanza in linea con l'annata. Quanto al vino è di un'eleganza soprannaturale, puro velluto in bocca, di più, serico! Diciamo pure che è un vino costruito, a Bordeaux non si scandalizzano per questo: è da 700 anni che intendono il vino così. Io piuttosto mi preoccupo di quanti di noi hanno ormai come unica missione la contestazione dei vini italici per i più disparati motivi (spesso anche veri), anzichè fare "sistema"

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corrado dottori

circa 11 anni fa - Link

Bevuto recentemente il 1998. Bel vino, niente di più, niente di meno. Molto peperone verde.

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Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

non conosco il 98, mi sembra fosse un'annata minore per il comtesse. Siccome questi vini non li bevo ogni due per tre cerco sempre le grandi annate. Riguardo al peperone verde posso dirti che era nettissimo anche nel 05, detto questo era di una ricchezza smisurata, solo che le varie componenti fenoliche presenti erano tutte accennate al naso e al palato... fermo restando che poi si allungavano su una persistenza incredibile sempre caratterizzata da eleganza. Ora, in generale,un vino completissimo ma che non urla ai quattro venti, il cui gusto resta nel palato così a lungo, per me è eccezionale in qualunque modo esso venga prodotto. p.s. Un trait d'union che noto tra i "vinoni" premiati in Italia negli ultimi anni e i cosiddetti vini Bio è che spesso in comune hanno la caratteristica di una grande "pienezza". Non vorrei che questo aspetto divenisse un valore tout court

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massimo sacco

circa 11 anni fa - Link

si il 1998 non è stata eccezionale per il comtesse ha profumi verdi sintomo di uva non matura fisiologicamente. Comunque sono d'accordo con te, il 2005 é una di quelle annate memorabili, forse un po' troppa speculazione a livello di prezzi.

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Alberto G.

circa 11 anni fa - Link

Concordo "pienamente" sul prezzo considerandone la provenienza,al ristorante e' davvero buono anche se mi sembra di averlo addirittura visto a 255(?)annata(?)in un grandioso ristorante di Acuto.Il problema e' che su questi vini la variante annata influisce molto,i prezzi non sono sempre in linea con questo andamento, e in cantina per esigenze di mercato si lavora un po' di piu',infatti ora c'e' una bella ( equipe(senza ironia) per questo caro Massimo, ho usato quel termine senza intenzioni denigratorie.Al cliente la libera scelta. Resto dell'idea che bere questi vini al ristorante,a meno di portafogli insensibili,non sia sempre la scelta migliore,ma naturalmente parlo dal mio punto di vista. Salutoni.

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