Insider | Caro diario, oggi mi sono iscritto a un corso per sommelier Ais

di Alessandro Morichetti

Pagherei oro per tornare alla prima lezione del corso Ais per diventare sommelier. Per ripartire da zero, abbiamo assoldato un vero insider con la lingua avvelenata in dentiera di velluto. A dire poco, ne vedremo delle belle (se non lo scoprono prima). A.M.
“Questa è una bottiglia detta Renana. Vedete che non ha le spalle? Bene. Le spalle servono per i vini che con l’invecchiamento possono generare dei sedimenti. Le spalle delle bottiglie li rendono visibili ed in parte li trattengono quando si versa il vino nel bicchiere. Per questo la Renana viene usata per imbottigliare vini bianchi i quali, per loro  natura, non hanno sedimenti e non sono inclini all’invecchiamento.”

Ecco. Mi gioco una palla, due no, ma una sì (Nanni Moretti, Caro Diario, 1993) che parola più, parola meno, questo è esattamente quanto è stato detto durante la prima lezione del corso di primo livello per sommelier targato AIS. Come lo so? Lo so perché io c’ero.

Già. C’ero. C’ero e ci sarò per le rimanenti quattordici lezioni. E poi ci sarò anche in quelle del secondo e poi del terzo livello. Farò tutto quanto mi diranno di fare pur di garantirmi il diritto di spargere sentori ematici, viole e anice stellato nell’universo mondo.

Il passo sopra riportato è sicuramente solo un involontario scivolone, causato magari dall’esigenza di offrire un approccio positivista, semplice e diritto che non introducesse fin da subito variabili alle nostre (loro) poche, deboli certezze. Però ha sollecitato alcune riflessioni disordinate. In particolare mentre ammollavo euro quattrocentocinquanta di quota di partecipazione e euro ottanta di iscrizione, cercavo di riavvolgere il nastro fino al punto in cui mi sono detto: “voglio diventare sommelier”.  Perché diavolo m’è venuto in mente di seguire il corso AIS? Qual è il meccanismo che induce a fare una scelta del genere? Chi si iscrive a questi corsi? Tralasciando chi ci si avventura per motivi puramente professionali, ho riconosciuto almeno altre due categorie di aspiranti Paolo Lauciani: la prima (attenzione sono uno sciovinista, maschilista, porco) appartiene alla categoria “sì amore fai il corso che ti apro la bottega” (sottotitolo: qualunque cosa purché tu ti tolga dai coglioni e la smetta di dirmi che non ti senti realizzata). Queste donne sono riconoscibilissime soprattutto per il fatto che prendono appunti in continuazione. Nelle loro Moleskine scrivono papirate di parole inutili con ortografia bombata, mentre il docente legge il calendario del corso di cui all’inizio ha distribuito le fotocopie. Fanno il corso perché annoiate.

La seconda invece è tipicamente maschile. Quella dei “ce l’ho piccolo, ma crescerà”. Avete presente quei marchingegni porno disegnati da Torquemada e pubblicizzati un tempo sulla quarta di copertina delle guide TV? Quelli con la pompetta che garantivano risultati abnormi? Ecco per gli appartenenti a questa seconda categoria il corso AIS svolgerebbe la stessa funzione: aumentare la virilità. Vuoi mettere una sera a cena con la tua bella sciorinando tutta la valigetta delle essenze? Stessa cosa. Queste volgari semplificazioni, di cui vado enormemente orgoglioso, non mi aiutano però a riportare il nastro al momento della decisione. Dato che non mi ricordo cosa mi ha convinto e soprattutto dato che la mia pompetta si è dimostrata del tutto inutile, ho pensato di redigere questa sorta di diario dell’aspirante sommelier che, come i tatuaggi di Guy Pearce in Memento (di Christopher Nolan, 2000), mi deve aiutare a recuperare i pezzi del puzzle fino alla sorprendente, sconclusionata scena finale. Preparatevi dunque ad entrare nei miei incubi peggiori o meglio nella mia valigetta delle essenze da vino. Enjoy.

avatar

Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

63 Commenti

avatar

Autodidatta dalla nascita

circa 8 anni fa - Link

Grazie, resto in attesa. La puntata 0 mi sembra promettente. Se la Tv langue come serials, ci pensa Intravino. Insider, mi stai nel cuore, tu e il tuo portafoglio. Un pensiero compassionevole anche al docente "di spalla", la classe che gli è toccata non mi sembra delle migliori.

Rispondi
avatar

Gionni Bonistalli

circa 8 anni fa - Link

Ho una vago sospetto sull'identità dell'infiltrato.... Comunque sono curioso di vedere quante "scivolate" verranno fuori. Però non siate troppo crudeli, in fondo anche all'Ais sono umani...

Rispondi
avatar

francesco

circa 8 anni fa - Link

faccio outing: ho finito il terzo livello l'estate scorsa, le critiche che si possono fare all'ais sono tante, ma devo dire che lo rifarei! Detto questo non mi voglio soffermare sui pregi ed i difetti; piuttosto voglio dire che uno dei difetti, a più riprese mentre seguivo il corso, mi ha fatto venire in mente l'inizio di un film che sicuramente tutti hanno visto, sono curioso di vedere se qualcuno indovina, e soprattutto se qualcuno ha avuto la mia stessa impressione...

Rispondi
avatar

Francesco Amodeo

circa 8 anni fa - Link

Può essere l'"attimo fuggente", nella scena in cui viene illustrato agli alunni il metodi matematico per valutare la poesia secondo il libro di J.E. Prichard? Non so, ma io ho sempre avuto un'impressione simile.

Rispondi
avatar

francesco

circa 8 anni fa - Link

esatto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Rispondi
avatar

Francesco Amodeo

circa 8 anni fa - Link

Batti il cinque, caro omonimo. Noi faremo per sempre parte, con sommo orgoglio, della "Setta dei Bevitori Estinti". :-)

Rispondi
avatar

Ivano Antonini-EnoCentrico

circa 8 anni fa - Link

A chi ha pronunciato una frase del genere, bisognerebbe organizzargli una bella gita in Mosella e dargli qualche Riesling più vecchio di lui, magari alla cieca. Oppure in Alsazia da Zind-Humbrecht o Deiss e pronunciare questa frase davanti a loro. Non credo che la prenderebbero bene... Parola di lupetto AIS. ;-)

Rispondi
avatar

Marco De Tomasi

circa 8 anni fa - Link

Poco salutare: se non ricordo male, Leonard Humbrecht ha una presenza piuttosto imponente ! Non ha propriamente la silouette che ti fa dire: "adesso lo faccio arrabbiare !"

Rispondi
avatar

lurkerologo

circa 8 anni fa - Link

Commento moderato dallo staff di Intravino.

Rispondi
avatar

Alessandro Morichetti

circa 8 anni fa - Link

Sei un commentatore esperto ma non si direbbe. Intervento totalmente off topic, ogni altro simile verrà censurato. Non ho mai sopportato chi va volutamente fuori tema. Il triplice corso Ais è un male assolutamente necessario. Non ho perso mezzo minuto e il solo pensiero di una bottiglia più vecchia di Ivano Antonini mi fa venire le rughe in automatico :-).

Rispondi
avatar

Ivano Antonini-EnoCentrico

circa 8 anni fa - Link

Ti fa così paura un Riesling di J.J. Prum o un Dr. Heger ante '73? Mi fai così vecchio? :-)

Rispondi
avatar

Marossi

circa 8 anni fa - Link

E io che pensavo fosse il becero insulto a dover essere moderato, magari con qualche x. Pensa te che ingenuo.

Rispondi
avatar

Marco De Nardis

circa 8 anni fa - Link

sarebbe interessante sapere quali sonoi vini che vengono degustati durante le lezioni. giusto così, per farsi un'idea della qualità del corso.

Rispondi
avatar

Pietro Caputo

circa 8 anni fa - Link

Questo primo capitolo ha un taglio simpatico ma mi fa sorgere alcuni dubbi su come evolverà il tema... 1) vuole strizzare l'occhio agli altri super esperti della serie "che fighi che siamo noi che ci siamo fatti l'esperienza sul campo, guarda questi poveretti dell'AIS chi mandano ad insegnare ai corsi" --> in tal caso, mi vien da dire complimenti all'insider che ha tempo e soldi da buttare... come se io dedicassi qualche pomeriggio a frequentare lezioni di Chimica all'università e ne sbobinassi le castronerie su Facebook per farmi due risate coi colleghi ormai esperti... almeno non pagherei nulla... 2) vuole invece presentare eventuali inesattezze del corso, riportandone la correzione ed eventuali approfindimenti onde stimolare un sano e costruttivo dibattito al fine di elevare il livello e divulgare la conoscenza enoica al comune lettore --> in tal caso apprezzo, e molto! Seguirò con interesse i capitoli successivi 3) vuole essere un percorso interiore dell'insider, alla (ri)scoperta delle proprie motivazioni che l'hanno portato ad appassionarsi alla cultura enoica, con il nobile scopo di condividere i rinnovati valori sul blog al fine di appassionare nuovi adepti --> di nuovo chapeau, attendo con ansia il prosieguo!

Rispondi
avatar

Insider

circa 8 anni fa - Link

Cavolaccio De Nardis lei ha ragione e non creda non ci abbia pensato. Capisce però che metterei seriamente in pericolo il mio anonimato. E non può neppure lontanamente immaginare a quali terribili torture la S.P.E.C.T.R.E. del vino ha sottoposto le gole profonde su cui è riuscita a mettere gli artigli. Cose terribili, mi creda. Innominabili. Ma la instraderò, lo prometto. Fornirò degli indizi e voi tutti, come novelli Woodward e Bernstein, dovrete scoprire la Verità! Ecco il primo indizio: il corso si tiene in Veneto. Ecco il link al programma: http://www.aisveneto.it/index.php?page=programmacorso&livello=1 Visto cosa prevede la prova pratica della prima lezione? Ora azzardate il metodo Charmat e poi siate esotici sul metodo classico. E ora andate. Su' andate.

Rispondi
avatar

Marco De Nardis

circa 8 anni fa - Link

Non capisco la sua ironia sinceramente. Nel link che ha postato non c'è un solo nome dei vini sche si degusteranno al corso. Io se dovessi iscrivermi ad esempio una lettura alla lista gliela darei. Se questa non fosse occultata dalla spectre...

Rispondi
avatar

Marossi

circa 8 anni fa - Link

Mi pare, con tutto il rispetto, un post un po' carognetto, stile Jene della domenica.

Rispondi
avatar

Insider

circa 8 anni fa - Link

Non lo è e non lo saranno i prossimi. Ho il massimo rispetto per AIS e per le persone. Faccio l'Insider perché non intendo sbertucciare nessuno, però tra il serio e il faceto possiamo dare un'occhiata a questo fantastico pianeta? Sì dai. Si può.

Rispondi
avatar

Marossi

circa 8 anni fa - Link

Meriti fiducia, a prescindere. T'attendo al varco. Buone spiate.

Rispondi
avatar

Mme Maigret

circa 8 anni fa - Link

Mi permetto di suggerire un'altra possibile tipologia di "aspiranti Paolo Lauciani": quella dei mariti fancazzisti (del genere che piuttosto che andare a buttare la spazzatura, la nascondono in cantina). Quelli le cui mogli, per intendersi, sono disposte a privarsi della depilazione professionale e dei colpi di sole mensili per finanziare il loro corso AIS e toglierseli dai coglioni almeno una sera a settimana. Che poi ritornino in casa a sproloquiare di sentori di frutta e verdura, ahimè, è solo un altro piccolo prezzo in più da pagare.

Rispondi
avatar

Sara Montemaggi

circa 8 anni fa - Link

Ehi, parla per te. Io non mi privo del friseur per fare un corso ais. Me li spendo da un'altra parte. Ho sempre sfruttato mio marito quando faceva i corsi, offrendomi di aiutarlo nello studio e nel ripasso. Ha funzionato, ora ne so quanto lui e non ho speso un ghello.

Rispondi
avatar

Insider

circa 8 anni fa - Link

Amore, ti ho detto di non commentare i miei post. diavolo! P.S.il rusco lo porto fuori stasera ;)

Rispondi
avatar

Sara Montemaggi

circa 8 anni fa - Link

Il commento non era per te, ma per la moglie del Commissario.

Rispondi
avatar

Sara Montemaggi

circa 8 anni fa - Link

Ma forse nemmeno il tuo era per me! Ma insomma cambiate sta grafica è troppo complicata.....

Rispondi
avatar

Insider

circa 8 anni fa - Link

;)

avatar

rampavia

circa 8 anni fa - Link

Ai miei tempi (anni 70) il primo corso AIS era sicuramente il più interessante ed utile: salato, dolce, amaro e acido. Ricordo che, tra gli altri "docenti", c'era un farmacista di Piacenza molto simpatico e competente il cui più gran desiderio era quello di avere un secondo fegato per poter bere di più. Il secondo livello era dedicato alle DOC, DOCG e compagnia bella. Alla mia obiezione, in sede di esame, che mi sfuggiva l'utilità pratica di tanto studio (essenziale sapere quante sono le DOC di Sicilia ed ocio ad essere sempre aggiornati), mi era stato risposto che per un professionista queste conoscenze sono essenziali (è ovvio il cliente al ristorante è solito fare domende trabocchetto sulle DOCG piemontesi). Il terzo livello: abbinamento cibo/vino. Bello ed utile, peccato che nella sede da me frequentata non ci fosse neanche un fornelletto per poter provare abbinamenti con cibi caldi. Ma è ancora così? Lo scopriremo, credo, leggendo i report di Alessandro.

Rispondi
avatar

Sara Montemaggi

circa 8 anni fa - Link

Come scrissi agli albori della storia, pur avendo un maritozzo sommelier, non mi tiro indietro se c'è da criticare un certo modo di divulgare la cultura enoica, ma solo a ragion veduta. Ed in generale ritengo che l'AIS svolga abbastanza bene il compito. Ma è solo perchè ho maturato la convinzione che la perfezione non sia di questa terra e non vi vada quindi ricercata. Mi limito ad una accettabile dose di professionalità. E qui viene il problema, quello di valutarla questa professionalità e chi, meglio di coloro che nell'ambiente ci vivono, può farlo? Quelli che conosco appartenenti in qualche modo all'AIS, sembrano essere contenti di farne parte, pur non lesinando critiche e commenti a volte salaci. Però poi alla fine ci restano, per la maggior parte, nonostante Franco Ricci. Forse la lezioncina sulla renana è scarsina, ma provate un pò ad insegnare a "degustare" a persone che mai hanno assaggiato un vino, nella stessa aula con gente che ha già bevuto un sassicaia, tre brunelli, un amarone in ordine sparso e crede di sapere tutto non sapendo nemmeno distinguere tra acidità e sapidità. Secondo me, c'è ancora bisogna, eccome se ce n'è, di ripartire dalla tecnica di degustazione. Ci sono molti modi di avvicinarsi al vino e quello dell'ais non è di certo secondo a nessuno.

Rispondi
avatar

rampavia

circa 8 anni fa - Link

Tutti d'accordo credo sull'essenzialità ed importanza del PRIMO livello (tecniche di degustazione). Dubito molto, se è ancora così dopo 40 anni, sulla utilità pratica (mi ripeto) del secondo. Il terzo, SE BEN FATTO, può essere a sua volta essenziale.

Rispondi
avatar

Insider

circa 8 anni fa - Link

Sara, non ho rotto il porcellino delle mie bambine per scrivere quattro articoli idioti su Intravino. L'ho fatto perché voglio imparare. Ma voglio farlo divertendomi/vi, magari facendo venir fuori qualche spunto di riflessione (uh?). L'AIS ha tutto il mio rispetto e soprattutto i miei 530,00 euri. tanto basta, che dice?

Rispondi
avatar

Sara Montemaggi

circa 8 anni fa - Link

Direi di si!,sembri saggio nonostante l'età, ma penso a quelle povere bambine senza le loro paghette....

Rispondi
avatar

Zakk

circa 8 anni fa - Link

Iscrivetevi tutti, abbiamo bisogno di camerieri professionalmente validi.

Rispondi
avatar

Maurizio La Rocca

circa 8 anni fa - Link

Un serial per riempire lo spazio web, trovare qualche lettore nuovo e stimolare gli affezionati? Aspettiamo le prossime puntate... Comunque interessante, non fosse magari per smuovere un po' qualcuno troppo ingessato di AIS ;-)

Rispondi
avatar

Daniele

circa 8 anni fa - Link

Io, nel mio piccolo, è un'anno che faccio l'Insider e racconto nel mio blogghetto ogni singola lezione del corso. O almeno fino al secondo livello. Ora, al terzo, mi sono un po' rotto le scatole e non ho tanto tempo. S'ho arrivato prima di Intravino!! Eheh Si deve cercare di prendere il corso per quello che è ... un ampio percorso di introduzione al vino che, se non aiutato dalla ricerca personale e dalle tante degustazioni e visite in cantina, non servirà a chissà cosa. E' una splendida e divertente preparazione di base, nulla più. Si deve anche tener presente che l'80% degli allievi è li solo per curiosità. Ci sono persone che, al terzo livello, fanno fatica a collegare Sangiovese a Chianti. Giusto per dire. Quindi certe semplificazioni sono necessarie. L'Ais qui a Roma è una macchina da soldi e un organo di potere, si sa. Ma tra i docenti ci sono un sacco di persone con le palle. Alcuni possono sembrare un po' ingessati ma, vi assicuro, c'è ampia possibilità di frequentarli in maniera più informale e sono tutt'altra cosa. Ed hanno gusti sorprendentemente alternativi e talebani, parola mia. Poi certo il politically correct domina a lezione. Ciao ps se qualcuno ha la curiosità di conoscere la carta dei vini del corso basta chiedere

Rispondi
avatar

Esp

circa 8 anni fa - Link

L’Ais qui a Roma è una macchina da soldi e un organo di potere Mica solo a Roma, ehhh???

Rispondi
avatar

naoko

circa 8 anni fa - Link

Ho iniziato a seguire il corso AIS questo novembre, a Roma anche io, e mi trovo sostanzialmente d'accordo con te. La carta dei vini è comunque pubblicata sul sito di bibenda, quindi facilmente consultabile per chiunque fosse interessato. Daniele, l'indirizzo del tuo blog si può avere? :)

Rispondi
avatar

vinogodi

circa 8 anni fa - Link

...io sono sommelier AIS da vent'anni: consiglio di stare attenti a come parlate...(PS:risatina...)

Rispondi
avatar

isolitignoti

circa 8 anni fa - Link

.... una volta ho conosciuto un personaggio dell'AIS, è stato due ore a sciorinare il suo sapere, ho preso nota di (quasi) tutto, poi sono andata da un grande enologo, uno di quelli che cura e fa produrre vini eccellenti e gli ho raccontato del mio incontro, mi ha guardata come se gli parlassi di Fonzie...

Rispondi
avatar

vinogodi

circa 8 anni fa - Link

CITO:"poi sono andata da un grande enologo, uno di quelli che cura e fa produrre vini eccellenti (...) mi ha guardata come se gli parlassi di Fonzie… RISPONDO: effettivamente anche mio padre , che era un grande enologo, spesso mi guardava come se davanti avesse Fonzie...

Rispondi
avatar

Nelle Nuvole

circa 8 anni fa - Link

Quando mio figlio minore fini' la quinta elementare mi disse "non o piu' bisogno di andare a scuola, so gia' leggere e scrivere." Lo stesso atteggiamento lo si riscontra a volte nel giudicare i corsi AIS. La maggior parte di chi ci si iscrive conosce gia' l'alfabeto del vino, ma vuole approfondire l'argomento. Poi c'é chi anche dopo tre anni di corso continua a capirci poco e chi invece si rivela dotato. Come a scuola, i somari rimangono somari, ma tanti vanno oltre il solo "leggere e scrivere". @isolitignoti, era meglio se andavi da un buon produttore di vino piuttosto che dal Grande Enologo. ps chiedo scusa in anticipo a Bruna Ferro per l'uso improprio del termine "somaro"

Rispondi
avatar

Giovanni Solaroli

circa 8 anni fa - Link

@NN adesso oltre a bere vino che fai, ti mangi le "h"! baci

Rispondi
avatar

Nelle Nuvole

circa 8 anni fa - Link

Solarolo ai ragione sono io quella che deve tornare ha squola.

Rispondi
avatar

Figliol Prodigo (e che te lo dico a fare)

circa 8 anni fa - Link

Un post piu' becero e inutile lo poteva pensare e scrivere solo uno frustrato come te insider. Bernardi ce l'ha morte col gambero e continua a giocare sporco per farsi notare per un blog ormai piu' che morto. E voi di intra per ovviare all'assenza di morichetti impegnato a capire cosa vuol fare da grande mi date spazio a un cogl... Com questo. Siete propri alla frutta... Vi cancello subit dai miei preferiti!

Rispondi
avatar

Insider friendly

circa 8 anni fa - Link

come dire: "Mi faccia l'onore di togliermi il saluto"

Rispondi
avatar

Insider

circa 8 anni fa - Link

brrrrr

Rispondi
avatar

vinogodi

circa 8 anni fa - Link

...bisogna però ammettere che , visto dall'interno , L'AIS ha da fare qualche miglioramento per aggiornarsi ed una più capillare sorveglianza per non permettere degenerazioni locali assai discutibili. Mi ritirai dalla vita attiva di Associazione tempo addietro proprio perchè in grande contrasto con la piega molto affaristica che stavano prendendo i corsi , ben lungi dall'avere almeno un minimo di decenza organizzativa.Per sfruttare il nome ormai faticosamente conquistato dai predecessori eroici e per ragioni di "autofinanziamento" becero oceaniche iscrizioni di centinaia di partecipanti con conseguente nessuna interazione con i docenti ;stessi docenti con capacità comunicativa prossima allo zero e conoscenza a cazzo della materia frutto di selezione tipicamente clientelare, struttura didattica assolutamente retrò con testi antidiluviani; vini proprosti fondo di cantina spacciati per "didattici", reclutati dall'enoteca "di fiducia" (per non dire "dei fiduciari" perchè certe cose non si dicono in quanto gratuite illazioni). Tutto questo si spera stia per cambiare , grazie alla nuova guida e all'ingresso di personaggi di spicco (Cernilli , per non far nomi) . Chiaro , poi mi raccontano gli amici che certe sezioni sono veri fervori di iniziative e coinvolgenti (Roma?)nell'enoevangelizzazione , ma da una veloce statistica fra gli associati , rimaniamo ad uno "zerovirgola" del totale per lo meno sconfortante . Oggi rimane la top associazione per quel che riguarda l'immagine , la storia e il potenziale . Deve fare il salto di qualità trasformando i partecipanti (quelli seri , non le casalinghe sfaccendate) in comunicatori , in veri esperti dove il prerequisito è la passione .Altrimenti differenziare i corsi rispetto ad un vero target di fruizione. Oggi è solo una "speranza" dei camerieri di avere una specializzazione per affrancarsi dal loro triste destino di mescitori di minestre o portatori di pietanze , con la divisa da pinguino ormai buona sola per rendersi macchiette da Zelig ,scudettati come una squadra di calcio dal passato glorioso e latori di cerimoniali senza senso quali "decantazioni" a lume di candela o sfrucugliamento gengivale dopo passaggio del povero vino nella tazza d'argento ossidata ... quando va bene. PS: eppoi , per pietà , da togliere subito quell'animalesca...ahem , demenziale e umiliante pratica dei concorsi per "bravo sommelier" , che vedendoli dal vivo sono peggio dei concorsi cinofili e l'attestato è meno attendibile del pedegree dun un Cerosino o Soriano di razza ...

Rispondi
avatar

esperio

circa 8 anni fa - Link

Hai ragione, la tua analisi amara/ironica mi sembra ben centrata. Non mi piace andare in giro a somministrare giudizi di aprrovazione o di contrarieta', ma l'aria, che oggi si respira e' quella di una evoluzione, inevitabile, della societa' dal sud al nord dell'Europa che cambia ad una velocita' vertiginosa. Oggi tutti vogliamo essere in prima fila, indipendentemente dalle nostre capacita' e la risultante e' la mediocrita e spesso il caos. Forse ho calcato un po'la mano. Comunque i numerosi concorsi di sommelier o di chefs che si accavallano uno sull'altro, sono evidenti esempi di quel che siamo oggi. Troppi ragazzi/e, usciti da scuole alberghiere, sono convinti di essere dei burocrati e non degli esperti servitori del pubblico.

Rispondi
avatar

Sara Montemaggi

circa 8 anni fa - Link

ma che razza di commento inutile e privo di costrutto è questo. difficile far meglio, complimenti. non fa nemmeno ridere.

Rispondi
avatar

esperio

circa 8 anni fa - Link

Sara, cosa ti ha preso? Una botta d'acido? Mi e' arrivata, via web, una zaffata di intolleranza insopportabile. Cosa hai ingoiato? Acetone? E poi di domenica. Dai degnaci di una spiegazione, chiarisci.

Rispondi
avatar

Sara Montemaggi

circa 8 anni fa - Link

Caro, carissimo Esperio, la mia risposta non era diretta al tuo commento. Intendevo rivolgermi a Vinogodi, quindi scusami se ti ho tolto la pace per un paio di minuti, ma con questa grafica è facile confondersi, specie alla mia età.

Rispondi
avatar

esperio

circa 8 anni fa - Link

Cara Sara, per favore, lasciamo l' anagrafe da parte. Mi piace pensare che tutti coloro che intervengono a su questo blog, siano delle Veneri di Milo e dei Davide Michelangioleschi. Preferibilmente : Venere con le braccia e Davide con un po'piu' di marmo a mezza via.

avatar

esperio

circa 8 anni fa - Link

Naturalmente, per evitare confusione, citavo il marmo di Davide per il beneficio degli altri, per quel che mi riguarda mi sono fermato e messo su tenda a Milo. Puerile ma compulsiva dichiarazione.

avatar

vinogodi

circa 8 anni fa - Link

...PS: ma non si riesce a discutere serenamente senza [edit] o offendersi? Magari un pò di ironia ... PPS: capisco che tutto faccia spettacolo e per qualcuno la critica sia uguale a deleggitimazione , date le proprie aspirazioni al mondo dell'enocomunicazione , ma il tifo da stadio in un blog di appassionati di vino proprio non ce lo vedo . PPPS: se qualcuno ha qualcosa da ridire su quanto ho detto , stia in guardia che il mio avcvocato è in agguato oppure se la dovrà vedere con me vis a vis ... che ci vuoi fare, pare che i tuoi desiderata non bastino. pero' puoi cominciare a dare il buon esempio, intanto. attenzione al linguaggio. [f.s.]

Rispondi
avatar

vinogodi

circa 8 anni fa - Link

...CITO:"che ci vuoi fare, pare che i tuoi desiderata non bastino. pero’ puoi cominciare a dare il buon esempio, intanto. attenzione al linguaggio. [f.s.]" RISPONDO: ... ma secondo te ... è da me minacciare in qualsiasi modo? Era ironico proprio su chi si prende troppo sul serio e si fa prendere la mosca al naso in un amen minacciando a destra e sinistra querele , stragi degli innocenti e cataclismi relazionali ...maddai , mi stupisco come davvero si sia perso il senso dello humor o del paradosso...

Rispondi
avatar

vinogodi

circa 8 anni fa - Link

..non avevo emoticons a portata di mano da accompagnare il PS...

Rispondi
avatar

Giacominho

circa 8 anni fa - Link

Salve a tutti. Sono un appassionato di vino, sto frequentando attualmente il secondo livello all'Ais, per motivi professionali(faccio il cameriere part-time, ma mi piacerebbe fare commercio) e per cultura personale.Se mi è concessa un' osservazione,si tratta di una materia molto articolata e sicuramente dopo aver finito non mi potro' definire un esperto del settore, ma avro' costruito delle basi da cui sviluppare il mio interesse. Diciamo che "so di non sapere" e già è qualcosa. Complimenti per il sito. Ciao

Rispondi
avatar

Gianpaolo Paglia

circa 8 anni fa - Link

Non sara interessante per alimentare le polemiche, ma credo che l'AIS dovrebbe aggiornarsi, magari prendendo ad esempio il Wine & Spirit Education Trust britannico, oggi la piu' grande e rispettata istituzione per l'insegnamento del vino nel mondo (27000 studenti, 55 paesi, 14 lingue), specialmente in tutti quei paesi, Asia, dove la richiesta di istruzione e' elevata e le possibilita' di mercato per i nostri vini sono anche legate a chi gli insegna cosa. -Corsi tenuti da specialisti, che a loro volta hanno dovuto fare dei corsi di formazione per diventare insegnanti. -A seconda dei livelli, profondita' e difficolta' dei corsi elevata (il corso di diploma, due anni, e' equiparatomper legge ad un anno di universita) -centinaia di vini da tutto il mondo, dai prodotti base a vini del valore di 60/70 sterline, assaggiati in classe - sistema di esami rigoroso, gestito e valutato da personale indipendente (ovvero non dal personale insegnante) e sorvegliato da agenzie indipendenti (per via del valore come titolo di studio) - intranet e risorse online di livello alto - focus non solo sui vini, ma sulla produzione (posso testimoniare che pur essendo agronomo e con 15 anni di esperienza nella produzione di vino, per ottenere buoni voti ho dovuto studiare seriamente, come ad un esame universitario), e sopratutto sul business del vino a livello locale e globale -grande organizzazione interna e capacita di imporsi a livello mondiale - diploma del wset ha valore nel business del vino globale ed e' considerato il primo passo per accedere al Master of Wine

Rispondi
avatar

Sara Montemaggi

circa 8 anni fa - Link

Bravo, allora. Però mi dicono che il mercato mondiale del vino è controllato da inglesi e per noi italians la vedo lunga coprire l'abisso che separa AIS da WSET. Un pò come se volessimo fare coltivazioni cerealicole estensive nelle dolomiti di sesto. Tra qualche annetto magari....ora sembra molto più facile e profittevole per un giovane andare a studiare a londra che aspettare che si importino modi di fare didattica dalla gran bretagna in italia.

Rispondi
avatar

gianpaolo paglia

circa 8 anni fa - Link

c'e' anche la possibilita' che il WSET importi la loro scuola in Italia. Una possibilita' concreta, perche' l'Italia e' un mercato potenzialmente molto interessante per loro. Allora in questo caso la concorrenza ci sarebbe, e sarebbe sicuramente da stimolo per l'AIS. Nel frattempo, molte delle cose da fare non sono poi cosi' impossibili, e potrebbero essere fatte gia da ora.

Rispondi
avatar

toni lercher

circa 8 anni fa - Link

Il percorso di studio dovrebbe essere il seguente: prima i tre corsi AIS e poi il WSET che richiede molto più studio e applicazione (p.es. per fare l‘ esame nr. 2 UNIT 2 ci vogliono non meno di 300 ore di studio approfondito). Fatto sta che volendo fare il corso di WSET avendo fatto i tre corsi AIS si può saltare il primo esame di ammissione e accedere direttamente al secondo esame, solo passato il quale ci si può iscrivere al corso vero e proprio. Il WSET è una cosa cosa completamente diversa dal corso AIS molto più focalizzato sulla produzione italiana ed è molto più ampio e complesso ed anche molto più caro ( i 530,00 euri pagati da anonimo non mi sembrano per niente esagerati). Il corso AIS si può quindi considerare come la base per accedere al WSET. Il corso AIS io lo considero molto utile e credo che dia una buona cultura del vino e il WSET non lo vedo come concorrenza ma come complemento.

Rispondi
avatar

Io

circa 8 anni fa - Link

Ma perchè tanto odio, per dirla alla Edika? Cioè cosa ci provi a fare il cacaziretto e a spendere tempo e denaro, sbertucciando i corsi e i corsisti? Cosa vuoi dimostrare? Questo mi sfugge e si portano i toni del discorso a livello di Striscia la notizia e affini..

Rispondi
avatar

Antonio Tomacelli

circa 8 anni fa - Link

Ma perchè tanta paura di un "infiltrato"? Deve solo raccontare ciò che vede, nient'altro. Ci sarà mica qualcosa da nascondere?

Rispondi
avatar

esp

circa 8 anni fa - Link

Meglio il livello di Scilipoti, vero??? :) Ma perchè si ha così paura delle critiche?

Rispondi
avatar

Stefania Pompele

circa 8 anni fa - Link

..la curiosità è donna!..e poi credo di non avere quasi preso appunti,rapita com'ero dalla competenza di alcuni docenti..ehm. Resto in trepitante attesa dunque per il proseguo del diario di viaggio :) Lo rifarei anche io. Magari cambiando delegazione. Infondo la qualità della docenza è data in parte dalla persona che la fà, trovo ingiusto fare di tutta l'erba un fascio. Rivedere un po'(o un Po..mah!)la didattica sarebbe cosa buona e giusta, a mio modesto avviso. Insomma, abbandoniamo ogni speranza noi che al cavallo sudato non sappiamo arrivare??..tanto per fare un esempio. Finiamola..o finiremo..là, tra quelli che non hanno ancora capito che il mondo delle percezioni passa attraverso una complicata matasssa fisiologica, psicologica ed esperenziale. Quindi assolutamente personale. Insomma io di equini sudati non credo di avere un ricordo..prossimo giro si va in maneggio, d'estate,dopo aver fatto fare al nostro Furia 2 orette di corsa..;)

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.