Gianfranco Soldera ha torto

di Alessandro Morichetti

mascarello_etichetta_no_barriqueGianfranco Soldera, a Montalcino, è una specie di dio e a ragione. Tradizionalista nobile, è uno degli uomini di vino più sensibili e rispettati d’Italia. I suoi Brunello sono deliziosi e valgono ogni euro speso, anzi molto di più. Domenica scorsa, Soldera è stato ospite a Linea Verde ed è stato bello ascoltarlo parlare di vino mentre passeggiava lungo le sue vigne. Tra tante cose interessanti viste e sentite, però, un appunto glielo devo fare, perché da uno come lui certe semplificazioni non vorremmo sentirle.
Quando dice che “i grandi produttori non usano le barrique” (le amate-odiate botti di legno di 225 litri utilizzate per fermentazione o invecchiamento del vino), Gianfranco Soldera ha torto. Il Monfortino – Barolo Riserva “stratosferico” di Giacomo Conterno – non fa barrique ma botti grandi, è vero. Che io sappia, Romanée-Conti, Château d’Yquem, Petrus, Château Lafite, Château Latour e compagnia cantante però si, come la mettiamo? La lista dei vini da bere prima di morire, nell’una e nell’altra categoria, sarebbe infinita e poco utile.
Sia chiaro, produttori come Soldera e Mascarello (Bartolo prima – autore di bottiglie immortali e della celebre etichetta nell’immagine a lato – e sua figlia Maria Teresa ora) sono l’anima del modo di fare vino che amo. Persone, uomini e donne ben prima che “produttore di”. Ma dopo anni dietro le barriqueate, nel 2010 possiamo ammetterlo: la barrique non è il male in sé, diventa un male quando viene utilizzata con pressappochismo, come scorciatoia o a mò di lifting per “truccare” – non taroccare – liquidi che, di per sé, si pensa non avrebbero lo stesso fascino. Soldera lo sa bene, ci sono ottimi vini in barrique e pessimi vini in botte grande ma, come direbbe qualcuno, ci siamo informati: anche questa è una semplificazione.

Oh santo cielo, se Soldera è dio allora io ho bestemmiato. Devo correre a confessarmi?

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

36 Commenti

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Franco Ziliani

circa 9 anni fa - Link

in effetti preso dal suo ragionamento un po' "talebano" Soldera ha dimenticato che tanti grandi vini, indiscutibilmente grandi e soprattutto francesi (di italiani me ne vengono in mente proprio pochini: e qui sono talebano più di Gianfranco...) non nascono da un élevage in grandi botti bensì in barrique. Ma conoscendolo so bene che sulla grandezza effettiva di quei vini avrebbe - ha - molto da dire... Quanto al fatto che, come scrivi, "la barrique non è il male in sé", io, da talebano in servizio permanente effettivo e da "nebbiolodipendente" dichiarato, io sono persuaso che invece lo sia, se utilizzata su Barolo e Barbaresco. Provate a portarmi vini grandi come il Monfortino, come il Monprivato riserva Ca' d'Morissio di Giuseppe Mascarello, come i vini di Beppe Rinaldi, di Bartolo e oggi di Maria Teresa, di Cavallotto, Barbaresco supremi come quelli di Bruno Giacosa o di piccoli vignaioli come Teobaldo Rivella e Cortese, affinati in barrique invece che in botti grandi, se ne siete capaci...

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Mauro Mattei

circa 9 anni fa - Link

Sono perfettamente d'accordo con te Franco e questo è un ragionamento applicabile anche a Montalcino e ad altre zone classiche in Toscana (escluso il bolgherese).

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Vignadelmar

circa 9 anni fa - Link

A proposito di vini italiani, immensi, fatti in barrique, non bisognerebbe dimenticarsi quelli prodotti dallo sconosciutissimo Angelo Gaja, vero ed unico Giove Tonante dell'Enologia Italiana. . Certo in alcuni c'è dichiarato un taglio di barbera, ma molti Sorì San Lorenzo e Sorì Tildin sono a dir poco grandi vini e di quelli stiamo parlando (mi sono limitato nel citarne solo due). . O no ??? . Ciao

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patrizio mengozzi

circa 9 anni fa - Link

Beh, anche il Masseto, il Sassicaia, l'Ornellaia, e (proprio io lo vengo a dire a te) anche il Kurni non sono malaccio.

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Vignadelmar

circa 9 anni fa - Link

Arrrrrggggghhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh, hai osato nominare l'innominabile: il Kurni, che fa addirittura DUE passaggi in barrique NUOVE. Adesso tutti gli enotalebaniantibarrique scatenarenno contro di te le più terribili maledizioni in loro possesso.....pentiti finchè fai in tempo, rinnega il tuo stolto scrivere, abiura il tuo improvvido pensiero !!!!!!!!!!!! . Comunque anche l' Es, il primitivo di Manduria di Gianfranco Fino, è passato in barrique (come lo Jo, il suo negroamaro). . Ciao

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patrizio mengozzi

circa 9 anni fa - Link

Due grandi vini quelli citati da te e mi permetto di ricordare anche il Lamearein di Josephus Mayr.....chissà che ne pensano tutti gli enotalebanitradizionalistiechipiùnehapiùnemetta. PS dalle mie parti (Brisighella), c'è stata una verticale di kurni con Casolanetti presente e ahimè non ho potuto partecipare :twisted: :twisted:

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Vignadelmar

circa 9 anni fa - Link

Del Kurni ho ancora una bottiglia per ciascuna annata prodotta (11) se troviamo un gruppo di enodepravati disposti a condividerle...... Comunque penso di detenere un record: di questo vinaccio in un solo pranzo ne ho stappate 20 bottiglie, due per ogni annata fino ad allora prodotte !!! . Ciao

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giulio

circa 9 anni fa - Link

Porto la cioccolata allora... :-)

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Franco Ziliani

circa 9 anni fa - Link

"taglio di barbera"? Qualcuno qui pensa ancora che i bambini li portino le cicogne o nascano sotto i cavoli? :)

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Vignadelmar

circa 9 anni fa - Link

Ci sono un paio di miliardi di persone che credono nella resurrezione dopo la morte, a me risulta più facile credere che in una bottiglia ci sia della barbera come dichiarato dal Produttore.....però entrambe le posizioni son lecite, ci mancherebbe !!!! . Ciao

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mirko

circa 9 anni fa - Link

i barbareschi di Gaja però fanno soloi primi 6 mesi in barrique per evitare riduzioni , vorrei anche dire che l'ultimo su soritildin 2003 cheho bevuto era più vicinoa un pezzo di legno che a un grande vino

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Daniele Sala

circa 9 anni fa - Link

Credo che la disputa botte grande vs. barrique sia un confronto fra correnti di pensiero che traggono origini da secoli di storia del vino, e non credo che ci siano nè vincitori nè vinti. Il mio parere è che esistano vitigni e terroir che traggono maggiori benefici da una maturazione del vino in botte grande, mentre altri dalle barrique. Per quanto riguarda Nebbiolo e Sangiovese per Barolo, Barbaresco, Brunello, la storia enologica italiana ha da sempre usato la botte grande e non a caso le migliori espressioni attuali di questi vini sono proprio di aziende che utilizzano in modo quasi "estremistico" tale metodo. Quando invece si parla di Cabernet, Merlot, Pinot Nero in Francia (ma spessissimo anche in Italia) si privilegia la barrique, dando origine a vini di grandissimo livello. Per cui credo ancora una volta che un grande vino deve essere la massima espressione del territorio da cui nasce, prima in vigna poi in cantina, per cui se oggi in alcune zone la botte grande offre enormi risultati ed in altre fa lo stesso la barrique, un motivo ci sarà. E come spesso accade, l'esperienza che ci hanno lasciato i nostri antenati è frutto di duro lavoro, anima, cuore e grandi intuizioni....di cui far tesoro!

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Rinaldo Marcaccio

circa 9 anni fa - Link

Credo che questi produttori siano la vera ricchezza. Dei punti di riferimento. Queste esternazioni servono a loro e a tutti noi per ribadirlo. Non credo (o almeno spero) che abbiano l’intenzione di essere un dictat. Ogni viticultore attraverso il suo retroterra culturale e il diverso contesto in cui opera, può legittimamente promulgarsi una legge ad personam valida.

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stefano amerighi

circa 9 anni fa - Link

caro alessandro, non devi correre a confessarti perchè se DIO vuole, quello vero è in altre cose affaccendato... e quelli di terra (i presunti DEI) arriverei a chiamarli al massimo i migliori, ma per i migliori la critica non è bestemmia è dialettica!! ha ragione ziliani, ha ragione soldera, hai ragione tu, ha ragione chi utilizza le barrique, ha ragione chi utilizza i cementi, ha ragione chi utilizza le botti, ha ragione chi utilizza la vetroresina, perché alla fine ha ragione chi con il proprio vitigno, il proprio territorio e le proprie sensibilità e cultura rende il frutto raccolto nei propri vigneti un vino che sa emozionare....Tutti avete ragione perché tutti avete torto nel momento in cui dissezionate il cadavere...a quel punto ormai è morto e potete cogliere soltanto i difetti o i pregi, ma il vino non è questo, non è la somma delle sue componenti, c'è di mezzo la mente dell'uomo e la mano della natura mescolati insieme in un sistema olistico.. barrique si oppure barrique no è un pò pochino a mio modesto avviso

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francesco

circa 9 anni fa - Link

stefano, condivido in pieno il tuo pensiero. Veramente quando incontriamo un vino che ci emoziona abbiamo bisogno di tutta questa dialettica (per non dire altro) su come è stato fatto?

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stefano amerighi

circa 9 anni fa - Link

no...sinceramente..no ..semmai abbiamo bisogno di un altro bicchiere!!

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Simone e Zeta

circa 9 anni fa - Link

Ne abbiamo già parlato, il puzzle è qualcosa di più di una semp'lice sommatoria di tessere...

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Alessandro Franceschini

circa 9 anni fa - Link

Dici: "Che io sappia, Romanée-Conti, Château d’Yquem, Petrus, Château Lafite, Château Latour e compagnia cantante però si, come la mettiamo?". Per le due volte che ho trascorso del tempo insieme a lui, la mettiamo che non sono così sicuro che quei vini lui li consideri poi così grandi.

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Carlo Macchi

circa 9 anni fa - Link

Peccato che per Soldera quelli non siano grandi vini...

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Fiorenzo Sartore

circa 9 anni fa - Link

e puoi dirmi anche perché soldera la pensa così? mi interessa sapere come motiva un'opinione così "forte".

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Alessandro Franceschini

circa 9 anni fa - Link

Soldera ha una concezione del lavoro in vigna ed in cantina che non ammette deroghe, né compromessi. O si fa come fa lui o non possono venir fuori grandi vini. Questa la sua idea, giusta o sbagliata che sia. Per quel poco che ho visto l’altra domenica a Linea Verde, in parte si è visto e sentito. La cura maniacale, quel “cicatrizzare” dopo la potatura, che ha brevemente illustrato, ne è un esempio. Ma in tutto lui è così: dal viaggiare sempre border line con le volatili, dal non usare lieviti selezionati (mi disse: “Usare i lieviti selezionati è come far ingravidare la propria donna da un altro”), dal non controllare la temperatura durante la fermentazione e via discorrendo, per non parlare dell’incredibile giardino che circonda le sue vigne, con stagno e boschi, controllato ogni anno da un ecologo, senza il quale, secondo lui non si creerebbe quel ecosistema imprescindibile per fare un grande vino. Quei vini che cita Alessandro per lui sono stati, probabilmente un tempo, grandi vini, ma non credo oggi più.

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Roberto Giuliani

circa 9 anni fa - Link

Premesso che Soldera sicuramente non è un Dio ma un uomo che sa il fatto suo e sa come divulgarlo, penso che Daniele Sala abbia colto l'essenza della questione. Parlare di barrique o di botti grandi al di fuori di un contesto specifico è inutile, ma il GUSTO non stabilisce mai cosa sia migliore ma solo cosa piace di più, sono due cose totalmente diverse. E' come paragonare la Pausini e Jarrett, non c'azzeccano nulla ma tutti e due hanno i loro estimatori e chi pensa che siano grandissimi, pur essendo la prima una brava cantante commerciale e il secondo un sommo musicista e compositore.

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Michele Braganti

circa 9 anni fa - Link

...fresco di una degustazione da Burde con diversi '85 chiantigiani e non direi che per quanto riguarda barrique si o no........almeno in chianti Montevertine con il sodaccio e le pergole torte, il cannaio..ecc...smentisce quel mostro sacro di Soldera.....in questo sono d'accordo con Stefano, il vino deve saper emozionare e parlarti di un territorio e di una filosofia ben precisa, poi se c'e' barrique,nuova o vecchia che sia,poco importa.Infondo la barrique e' uno strumento enologico al pari della solforosa.......sta al viticultore saperla usare al meglio senza spersonalizzare il proprio vino.

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Simone e Zeta

circa 9 anni fa - Link

17:07 più che fresco direi " in piena degustazione" !

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francesco

circa 9 anni fa - Link

Buongiorno a tutti. non capisco proprio che cosa vuol dire cicogne e cavoli... Se qualcuno sia dell'Idea che ci sono vini non coerenti a quello dichiarato sull'etichetta lo dica chiaro e tondo, senza mezze frasi. Non capisco perché il Signor Soldera continui a dire che i grandi vini si fanno solo in botte grande... (il solo pensiero dimostra un'esperienza gustativa abbastanza limitata) In Piemonte sono stati prodotti grandissimi vini,con o senza la barrique In Piemonte come a Montalcino, si fanno vini di grandissima espressione territoriale, totalmente indifferente da come il vino é stato fatto. Come sono stati fatti vini a dir poco "fallosi", con barrique o botte grande. In Piemonte come a Montalcino! Quando vado in Francia, nessuno, ma proprio nessuno, mi parla di Barrique o botte grande o vetroresina o cemento, li si parla solo di vigna e uva, ogni singolo produttore ha la totale libertá di fare il vino come vuole, e a nessuno interessa di come é stato fatto il vino Se si continua a dire Brunello solo in botte grande o Barolo solo in botte grande o VICEVERSA si continuerá a parlare di un singolo produttore, ma Montalcino come Barolo o Bordeaux o Beaune sono e possono essere molto di piú che una semplice botte di legno, piccola o grande vecchia o nuova. Francesco

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Franco Ziliani

circa 9 anni fa - Link

a sor Francé, i due vini di Gaja che cita, sdilinquendosi al solo pensiero, Vignadelmar, sono due Langhe Nebbiolo, che da disciplinare possono essere prodotti con un 15 per centro di altre uve oltre al Nebbiolo, che possono essere Barbera, come crede Luciano, oppure qualsiasi altro vitigno a bacca rossa (indovini quale) ammessi in provincia di Cuneo e in Piemonte.... Questo per la precisione...

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francesco

circa 9 anni fa - Link

E quale sarebbe il pecato mortale?

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Francesco Fabbretti

circa 9 anni fa - Link

Sarò un somaro ma la botte piccola non mi entusiasma. Tanto per essere chiari i miei gusti sono equamente divisi fra vecchie botti grandi, vasche a cielo aperto, anfore e tutto quello che riesce a portare su la volatile in un vino. Sono contro la filtrazione, l'uso di additivi di qualsiasi genere, l'uso dei lieviti selezionati. Quattro anni fa ero su posizioni ben diverse. Devo preoccuparmi? Non è che tra altri 4 anni mi ritrovo attaccato alle bottiglie di aceto?

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yquem

circa 9 anni fa - Link

Chambertin 1976 L. Travet; Bonnes Mares 1976 C.te De Voguè De Voguè; Vega Sicilia Unico 1970; sinceramente non mi sono posto il problema botte grande o botte piccola! il resto sono chiacchiere...Soldera non conosce bene le altre (in particolare la Francia, Dio benedica la Francia) regione vitivinicole, forse per Lui il vino finisce a Montalcino. Bla, Bla, Bla, ancora chiacchiere....

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Enzo Vizzari

circa 9 anni fa - Link

...forse Trapet...

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yquem

circa 9 anni fa - Link

Trapet...Pardon!

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Francesco

circa 9 anni fa - Link

Latour 59, drc rc 76, san lorenzo 2003, schwanburg 1990, cor 1995, sassicaia 89, canpora 1985, chardonnay löwengang 99, i primi 2 cs tasca d'almerita, 89 mentin ginestra clerico yquem 97, palmer 83 e 19, clerc milon 76, 89 masseto, bellavista 89, valpolicella 93 dal forno, vosne 90 reas jean gros, 95 clos de tart, annuciata ultima annata bellavista, rosso miani ultima annata, 95 la casa caparzo, 2004 barbaresco classico pio, 89 bricco braida, 2005 aglianico selvanova, 03 la moutonne bichot tutti in botte piccola tutti molto molto buoni

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yquem

circa 9 anni fa - Link

Bravo Francesco!

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yquem

circa 9 anni fa - Link

Annate non felici ma buttale via... W la democrazia organolettica!

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Francesco

circa 9 anni fa - Link

Sia trapet, che rossignol trapet. Le Moine e Lorenzon le usano abbastanza bene... Parusso fa una barbera proprio non male... E la Crena di Vietti non mi dispiace mai

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Antonio Paolini

circa 9 anni fa - Link

Accontentiamoci dei vini che gli uomini fanno... E Soldera ha fatto alcuni tra i più grandi vini italiani mai fatti. Inutile (se non a fini editoriali) tendere alla "santificazione" padrepiistica dei protagonisti del nostro mondo. Ogni tanto ne capita uno/a... Ma non può certo essere regola. Facciano dei grandi vini, e dicano pure ogni tanto delle c....te su quelli fatti dagli altri. A rimettere le cose in ordine, poi, magari dovrebbe pensarci i critici... o no? Perché se il critico non critica, che critico è, avrebbe detto Totò (che non ha mai fatto Guide)... D'altro canto, io credo che se sentissimo quel che dicono a proposito della filosofia del vino i tecnoenologi che fanno (oggi) alcuni grandi bordolesi, ci verrebbe - a parecchi di noi - l'orticaria. O no?

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