Vignaioli, smettete di condividere spazzatura sui social

Vignaioli, smettete di condividere spazzatura sui social

di Jacopo Cossater

L’ultima in ordine cronologico riguarda una delle titolari della Pazzaglia, bella realtà della Tuscia di cui Massimo Andreucci aveva scritto qui su Intravino proprio la settimana scorsa. Stamattina il sempre attento Andrea Petrini (Percorsi di Vino) aveva rilanciato, invitando a una riflessione sulla pericolosità di certi atteggiamenti, un post condiviso da Laura Verdecchia sulla propria bacheca di Facebook, quella personale, non aziendale.

Una cosa da brividi, l’ennesima fake news sui richiedenti asilo e in particolare sui famigerati 35 euro al giorno, la cifra che il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo (FNPSA) stanzia per tutto il sistema legato alla loro accoglienza. Per la cronaca, dal Post: “Non si tratta di un importo fisso, né definito per legge, e può variare da regione a regione in base al costo della vita e all’affitto delle strutture: in ogni caso si tratta di denaro che non viene versato direttamente agli ospiti ma che viene corrisposto ai gestori di tutti i centri. Questo denaro serve a coprire le spese per il vitto, l’alloggio, la pulizia, la manutenzione, in alcuni casi la formazione degli operatori e così via: quindi è anche con questo denaro che vengono pagate le persone che lavorano nei centri, per esempio i dipendenti delle imprese di pulizie. Da questa parte solo una piccola somma viene data ai migranti per le spese quotidiane: si tratta del cosiddetto pocket money e consiste, in media, in 2,50 euro al giorno a persona.

Una foto orribile che tirava in mezzo l’immancabile PD, la Conferenza Episcopale Italiana e delle non ben definite “cooperative sociali”, complici nel sostenere il lusso (!) in cui vivrebbero i richiedenti asilo nel nostro Paese. Spazzatura, ovviamente. Uno di quei post che purtroppo di tanto in tanto compaiono nelle timeline di molti a causa di troppa ignoranza e altrettanta leggerezza nel premere il tasto “condividi”.

Da qui una considerazione di carattere generale, che è possibile estendere ben oltre i soli confini del mondo del vino e che anzi abbraccia chiunque anche nel privato si ritrovi a rappresentare la realtà per cui lavora. È semplice, semplicissimo: nel condividere merda non lo si fa solo a proprio rischio e pericolo, si può mettere a repentaglio anche l’immagine dell’azienda che si rappresenta o per cui si lavora.

Non se ne esce, non ci sono se o ma. L’imbarazzante “caso bressan” ha fatto scuola: ancora oggi, a distanza di anni, il nome del vignaiolo friulano viene associato a una certa idea di razzismo a causa delle orrende offese espresse nei confronti dell’allora Ministro per l’Integrazione, oggi europarlamentare, Cécile Kyenge. Non che questo abbia necessariamente influito sulle vendite, magari, ma l’associazione rimane forte anche a causa dell’enorme impatto mediatico che ebbe la vicenda, non solo sui social, non solo in Italia.

Da qui, amici vignaioli, un consiglio spassionato da anni sempre valido, alla base di ogni buona pratica social: prima di condividere sui vostri canali qualcosa che pensate qualcuno possa trovare non solo imbarazzante come nel caso sopracitato ma anche fuori luogo, offensivo, eccessivo nei toni specie se di carattere politico fate ben più di un respiro profondo. Una bella passeggiata per esempio potrebbe aiutare.

Jacopo Cossater

Comunicazione digitale ed e-commerce, è tutta una questione di vino, di birra artigianale e di trail running. Vive in Umbria, a Perugia, ha un debole tanto per i Paesi del Mediterraneo quanto per quelli scandinavi ma non potrebbe mai fare a meno dei ritmi dell'Italia Centrale. Blogger della seconda ora, su Intravino dal 2009.

32 Commenti

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Antonio

circa 3 mesi fa - Link

Ottimo post, condivido in piedi

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Vinoltre

circa 3 mesi fa - Link

anche seduto....

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Antonio

circa 3 mesi fa - Link

Ahahah, non ho idea di perchè mi sia uscita così!

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vocativo

circa 3 mesi fa - Link

Articolo necessario. Una sveglia come un diretto in pieno volto.

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Patrizio

circa 3 mesi fa - Link

Ma che razza di articolo è questo?? Se un giorno non sapete cosa scrivere non scrivete e basta!!! Qui scrivete di vino oppure andate ad attaccare chi non la pensa politicamente come voi? Se una persona è un produttore di vino non può avere anche una vita privata, pensare, scrivere o condividere quello che vuole sul suo profilo personale?? Andate a fare politica altrove..

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Alessandro Morichetti

circa 3 mesi fa - Link

Visto che chiedi, ti rispondo: questo è un articolo in cui si invita i vignaioli (tutti) ad utilizzare consapevolmente i social media. Sei libero di avere idee di merda ma nel momento in cui le condividi, purtroppo - e vale per tutti, vignaioli e non - può capitare che qualcuno ti faccia notare che sono idee del piffero: poi potrai dire che eri sovrappensiero, che ti hanno hackerato l'account, che il mondo è crudele, che voi siete cattivi, che qualcuno ce l'ha con me... Ma il problema di fondo rimarrà sempre che se hai idee nefaste è giusto che qualcuno ti inviti a rifletterci un po' di più.

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Patrizio

circa 3 mesi fa - Link

Quindi le tue idee sono giuste e quelle degli altri sono di merda??!! Complimenti per la "democrazia"..

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Franco

circa 3 mesi fa - Link

Si sbaglia Patrizio. E che nessuno caschi in questo sofisma come ce ne sono tanti ultimamente... ovvero far derivare da un caso specifico, che non è affatto rappresentativo di tutti i casi analoghi, un principio di carattere generale. ---- Di nuovo, ti sbagli... solo le tue sono idee di m...a. Vuoi andare in piazza a sbraitare? Preparati a risponderne... tradotto: hai voluto la bicicletta, mo...sai cosa fare. Infine, complimentarsi per la "democrazia" non è altro che una forma puerile di DICTO SIMPLICITER, ovvero una generalizzazione basata sull'applicazione di una regola generale ad una situazione particolare in condizioni che rendono quella regola inapplicabile. Non esiste democrazia per chi sputa veleno e poi la usa per farsi scudo... non so se cogli...

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Marcello

circa 3 mesi fa - Link

Non sono idee ma notizie false ..

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Antonio Tomacelli

circa 3 mesi fa - Link

Ecco, appunto, non sono idee ma notizie FALSE!

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Ulrich Kohlmann

circa 3 mesi fa - Link

In questo caso, anche senza passeggiata, senza respiro profondo ... condivido subito.

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Anulu

circa 3 mesi fa - Link

Pensare di elevare il livello culturale dei contadini-vignaioli che soprattutto grazie ai social sono diventati popolari nel mondo del vino, forse è chiedere troppo. Che sappiano fare discreti vinelli "come li faceva un tempo il nonno" non significa che siano anche persone in grado di andare oltre la discussione da cantina e da bar. Anzi. Di Bressan ce ne sono moltissimi anche tra quelli che a volte ci fanno spellare le mani e che sembrano duri e puri. A volte è meglio non conoscere "l'artista", e metto le virgolette appositamente perché per me restano quasi tutti solo contadini, anche se si sono spesso montati la testa e si atteggiano con fare annoiato. Altro discorso da approfondire sarebbe se questi agricoltori pagano e mettono sotto contratto dignitosamente i loro collaboratori, o fanno i furbetti, tenendo dipendenti a nero o sottopagati e senza contratto a tempo indeterminato anche se lavora lì da una vita (magia dei contratti da manovali agricoli con sussidio di disoccupazione). Forse si scoprirebbero tante cose che renderebbero un po' meno piacevole bere il vino di certi vignaioli-imprenditori. Ricordo tempo fa un vostro pezzo che parlava anche del fatto che questi vignaioli spesso non ti fanno neanche lo scontrino se gli compri il vino in cantina. Un altro tema su cui ci sarebbe assai da approfondire: i punti vendita delle cantine.

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Gabriele Succi

circa 3 mesi fa - Link

"Ricordo tempo fa un vostro pezzo che parlava anche del fatto che questi vignaioli spesso non ti fanno neanche lo scontrino se gli compri il vino in cantina. Un altro tema su cui ci sarebbe assai da approfondire: i punti vendita delle cantine." Anulu, ti sei informato, a seconda delle cantine in cui ti trovi, se si avvalgono della gestione IVA ordinaria o del "Regime speciale Agricolo" (dove l'Iva che paghi per gli acquisti è un costo e quella che si aggiunge all'imponibile sulle vendite è un guadagno: ad esempio l'IVA sulla frutta con aliquota al 4% non va versata per niente, sull'uva è al 10% e va versato il 6% dell'imponibile e sul vino è al 22% e devi versare solamente il 9,5%)? Lo sai che nel caso dell'esercizio del Regime speciale agricolo per legge NON VANNO EMESSI SCONTRINI (non che puoi o non puoi) fino a che ogni singola persona non acquista fino a 133 bottiglie, cioè 100 l. di vino? (Diverso è il discorso per il vino sfuso per il quale è obbligatorio un DDT per volumi superiori ai 50 litri, MA NON LO SCONTRINO. Magari, prima di scrivere cose inesatte o gridare all'evasione, informarsi sarebbe utile. O no?

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M/M

circa 3 mesi fa - Link

Complimenti, sembra un manifesto al qualunquismo. Orgoglioso di essere, anche se come solamente come secondo lavoro, un contadino e di pensarla come pare (probabilmente la pensiamo pure allo stesso modo su tante cose).

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Franco

circa 3 mesi fa - Link

...il discorso di Anulu ha una sua logica; difendere l'intera categoria senza averne la sicurezza mi pare esilerante come iniziativa :) Lei ha sempre la mania di attaccare a tutto spiano, essendo un tipo sanguigno, gliel'ho già visto fare su altri lidi e in parte avrebbe anche ragione... ma sappia che se non ha nulla da nascondere, non ha nulla da temere da un'inchiesta sul funzionamento dei PUNTI VENDITA delle cantine.

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Gabriele Succi

circa 3 mesi fa - Link

Mah... veramente io ho posto una semplice domanda, senza attaccare nessuno su alcunché. La logica (in merito alla parte da me virgolettata) non gliela vedo, in tutta sincerità. Anzi, vedo piuttosto un "far intendere" che poco mi piace. In merito all'essere sanguigno, vedi, oramai ho passato la metà dell'aspettativa di vita... quindi a leggere inesattezze o frasi tendenziose, mi viene un attimo da perdere la pazienza (cosa che già mi è stata donata in quantità minime) e quindi mi preme puntualizzare se leggo sciocchezze (qui come in altri lidi). Saluti. PS La domanda era: "Anulu, ti sei informato, a seconda delle cantine in cui ti trovi, se si avvalgono della gestione IVA ordinaria o del "Regime speciale Agricolo" ?

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Franco

circa 3 mesi fa - Link

comprendo... poniamo dunque che anulu si sia informato sulla gestione dell'IVA ordinaria o in regime speciale agricolo, nonostante egli sembra aver non detto inesattezze riguardo quanto puntualizzi...(quindi perchè ti scaldi? Non sta facendo nomi, non sta accusando nessuno di... ) mi sembrano aspetti legittimamente sondabili/indagabili. Sulla questione dei contratti? Ti esponi garantendo che tutta la categoria è onesta secondo le regole? Gli stessi con mentalità da "furbo" potrebbero, non "fanno", approfittarsene al momento della vendita nei loro punti... giacchè sono "furbi"... ovvio è solo un sospetto, ma metti la mano sul fuoco anche su questo? Da qui a considerare poi tutta la categoria come dei furbetti fidati, da cliente, che ce ne passa....però il consumatore ha anche il diritto di farsi delle domande e darsi delle risposte, occhio! Come nel caso Bressan... cioè è giusto secondo la mia moralità che io compri vino da un soggetto che esterna in quel modo? Poi secondariamente, è persona integra o è un furbacchione ? Magari parla così male di un immigrato e allo stesso tempo ne ha una squadra a lavorargli i campi, in nero. Tutte domande che il consumatore può (e deve) porsi... certo, arrivare alla conclusione che se Bressan parla così di questa gente, allora è un furbo cronico e ha gli schiavetti in nero... è uno sbaglio tanto quanto reprimere i dubbi legittimi che al consumatore possono sorgere quando soggetti sulla ribalta pubblica, esternano come fossero a tavola in famiglia

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Anulu

circa 3 mesi fa - Link

@Gabriele Succi, intendo evidentemente casi di IVA ordinaria che sono la stragrande maggioranza. Sul vino sfuso sarei curioso di sapere quanti vignaioli tengono un registro ufficiale e quanti no. Molto curioso. Secondo me nel mondo dei piccoli produttori ci sono tantissimi che predicano bene e razzolano male. Mia sensazione. Non mi riferisco a nessuno in particolare, e anche se a qualcuno mi riferissi, non spetta a me fare inchieste, non sono un giornalista. Io vorrei comprare un vino che oltre ad essere buono fosse anche etico e umano (nella migliore accezione di questo aggettivo), non solo in vigna e in cantina. Il vino di un fan di Borghezio che magari fa pure il furbo con dipendenti e clienti, mentre con la stampa specializzata recita la parte del santo puro, non lo voglio più.

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Gabriele Succi

circa 3 mesi fa - Link

Anulu, sulla maggioranza di gestione IVA ordinaria o speciale non so dirti esattamente chi sia la maggioranza, non ho dati per suffragare una mia risposta (io ad esempio mi trovo nel secondo caso); bisognerebbe controllare comunque prima di chiedere scontrini, perché appunto io non ne devo emettere (se non nel caso indicato al mio commento precedente, basta solo registrare la cifra ricevuta scorporata dell’IVA sul registro dei corrispettivi). Sul vino sfuso: ogni litro di vino è dichiarato (se non lo fai e te ne trovano di più ti becchi una sanzione di quelle che suonano) e quindi (e parlo sempre per me) se vieni in cantina da me e compri 30 litri di vino, segnerò un calo di 30 litri sul registro di cantina, ora elettronico, nella colonna relativa al vino venduto e appunto la cifra ricevuta relativa alla vendita sul registro dei corrispettivi. Quello che fanno le altre cantine non lo so e, di conseguenza, non ne posso parlare. Detto ciò sono d’accordo con te; io non compro vino di uno che ritengo un imbecille, mi dispiace ma spesso preferisco non sapere niente sul soggetto in questione (anche se ho letto il messaggio di scuse, assolutamente comprensibili, della titolare dell’azienda in questione). @ Franco: “poniamo dunque che anulu si sia informato sulla gestione dell'IVA ordinaria o in regime speciale agricolo, nonostante egli sembra aver non detto inesattezze riguardo quanto puntualizzi”; non lo sapeva altrimenti non avrebbe scritto nulla a riguardo di scontrini (immagina solo che la maggior parte delle aziende lo debbano fare, ma se viene da me e non mi chiede nulla, non sa se devo emetterlo o meno). Sulla questione contratti, io non mi espongo per nessuno, posso solo parlare per me. Caso Bressan: non comprerei nemmeno un litro da un soggetto del genere. Il caso Kyenge fu solo la punta dell’Iceberg, prima ci furono altre esternazioni di una gravità simile… E’ bravo solo lui, tutti gli altri suoi colleghi fanno vini “finti”, usano prodotti chimici (come se lui non lo facesse), lieviti selezionati “sintetici” e via dicendo con puttanate del genere. Non mi sono mai piaciuti i suoi vini, ed ho un motivo in più per non comprarli. Anche se fossero stati a livello di DRC, ma con il presso attuale dei suoi vini, non li avrei comprati comunque, a maggior ragione dopo le sue esternazioni. In ultimo, non reprimo nessun dubbio. Ripeto, se uno mi parla di scontrini in cantina, io dico che prima di insinuare eventuali “furbizie” è sempre meglio essere informati sull’argomento di cui si parla. E’ nato tutto da lì. Passo e chiudo.

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Loredana Kodarin

circa 3 mesi fa - Link

È preoccupante il cinismo di certe persone io non riesco a interagire con tanta cattiveria, e se un produttore si espone è giusto che ne paghi le conseguenze....io il suo vino non lo compro.

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Renato

circa 3 mesi fa - Link

Non posso dire di conoscere i vini di questa signora, ma visto che sono ancora tanti i vini che non ho assaggiato, Pazzaglia passerà passerà in ultima fila.

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Laura

circa 3 mesi fa - Link

Salve, dopo un giorno in cui mi trovo al centro di una importante discussione, ho deciso di rompere il mio silenzio (e mi assumo responsabilità anche di ciò) per chiedere scusa se ho offeso, non era assolutamente mia intenzione, anzi, quella condivisione che non ho appunto commentato, era scaturita da un discorso a cena con un amico in cui si parlava proprio di questi post che di tanto in tanto appaiono e che lui negava esistessero... Non essendo capace di fare screen...come si chiama, ho condiviso in modo che lo vedesse, senza pensare a ciò che avrei potuto trasmettere. Chi mi conosce sa bene come la penso, per gli altri mi spiace abbiano conosciuto in questo modo me e la mia famiglia. Ho letto cose che purtroppo non arrivo neppure a pensare, ma questo è sicuramente un mio limite... Vi prego davvero di scusarmi. Buona serata. Laura Verdecchia

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Tricolore

circa 3 mesi fa - Link

Certo ,sempre meglio informarsi bene. Purtroppo negli ultimi anni girano troppe news 'false e tendenziose'. Sul caso Bressan per chi si ricorda penso gli sia ritornata indietro ,la me..da che aveva vomitato.Il cattivo esempio Bressan generalizzando ( sport di moda) ed usando un vocabolario inaccettabile penso se lo fosse meritato ,con grandi meriti I suoli vini non li vendo,non li propongo,non li assaggio più , semplicemente perché non mi piace quella filosofia li( quando poi ci son tanti bravi agricoltori e vignaioli che beneficiano de supporto dei lavoratori immigrati,qualificati e non) Un saluto

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M/M

circa 3 mesi fa - Link

Una sola domanda: perchè? Per carità il blog è vostro e giustamente pubblicate ciò che volete, ma perchè aprire una discussione su questo argomento, che giratela come volete ma con il vino non centra una mazza, quando web e social sono pieni da anni di tutta l'immondizia di discussioni legate all'argomento? Non riesco a capirne la necessità..

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Seconossochi

circa 3 mesi fa - Link

Quoto in toto...

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Franco

circa 3 mesi fa - Link

Non riesco invece a capire perchè certa ggente(voluto) tira fuori la solita polemica quando le si fa notare le "cavolate" che dice riguardo al fenomeno immigrazione.... avranno mica la coda di paglia questi? O semplicemente godono nel difendere la propria posizione senza però la concreta volontà di esporsi. Vi vedrei bene fuori dall'italia... i cervelli che dovrebbero uscire e invece ce li ritroviamo a mandare avanti il paese. Avanti così di Bressan e Verdicchi

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Fiorenzo Sartore

circa 3 mesi fa - Link

Provo a rispondere io a M/M. Piccola premessa: mi piacciono le domande che contengono già la risposta, che in questo caso si trova nella parte "il blog è vostro e giustamente pubblicate ciò che volete", eccetera. In questo caso c'è un'aggiunta da fare: diffondere fake news che incrementano il clima avvelenato di questo tempo non ci sembra un incidente di percorso, né un'espressione di libera opinione, ma un fatto (semplicemente) esecrabile. E siccome alla fine riguarda anche l'immagine aziendale, ecco che sì, era necessario.

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M/M

circa 3 mesi fa - Link

Ovviamente la diffusione di fake news e simili baggianate non deve essere alimentata ma, per quanto possibile ad ognuno di noi, limitata, su questo credo siamo d'accordo. Il mio discorso è un altro: cosa c'entra qui sopra? Cosa bisogna fare, mettersi a spulciare ogni profilo social di produttore di vino (o di chi come me lavora in una cantina a vario titolo) per decidere se bere o meno il suo vino? Ma stiamo scherzando o cosa?? Che poi, tralasciando il vino, veramente per giudicare una persona (perchè nell'articolo si è fatto quello e basta) vi basta un'occhiata a qualcosa che viene condiviso su un profilo social, non sapendo neanche come e perchè è stato pubblicato ( ne tantomeno conoscendo realmente la persona, mi pare)? Veramente vi basta quello per bollare una persona come idiota che avvelena l'informazione pubblica e di conseguenza di sicuro va boiccotato tutto il suo lavoro o quello che fa nella vita?

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Franco

circa 3 mesi fa - Link

Ce chi "bolla" (o cassa, che mi piace di più) per molto meno... direi che qui sopra siamo oltre la correttezza.

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M/M

circa 3 mesi fa - Link

Bon..rispetto il vostro pensiero ma non lo condivido minimamente, pazienza. Solo non cercate di convincermi che tutti la pensano come voi perchè conosco un bel pò di gente che la pensa diversamente ;-)

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Franco

circa 3 mesi fa - Link

occhio però a non commettere l'errore da pentastelle che per il solo fatto che ci siano altri che la pensano diversamente dal sentire comune(terrapiattisti ad esempio, o novax), questi ultimi debbano per forza aver voce in capitolo(ragione)

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vocativo

circa 3 mesi fa - Link

M/M, scrivi: "non cercate di convincermi che tutti la pensano come voi". Non si tratta di "pensarla come noi/voi", ma di diffondere il falso. C'è differenza tra un pensiero, che è libero (e va comunque difeso), e avallare, diffondere, difendere qualcosa che vero non è. Nella fattispecie, non si tratta più di esprimere la propria opinione. E' questo il punto e questo anche il cuore dell'articolo, con titolo chiaro che invita i vignaioli a non condividere fake news. Il secondo punto dell'articolo è un ammonimento che recita, semplificando, così: se diffondete spazzatura, poi non lamentatevi del ritorno (negativo) d'immagine, con ripercussioni sulle vendite. E qui si entra nello specifico dell'attività - strettamente economica - del vignaiolo e produttore di vino.

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