Sexy, iconici, emozionanti: i vini di Gianfranco Soldera in verticale

Sexy, iconici, emozionanti: i vini di Gianfranco Soldera in verticale

di Vincenzo Le Voci

È inutile girarci troppo attorno, i Brunello di Montalcino del compianto Gianfranco Soldera sono tra i vini più sexy, iconici ed emozionanti dell’intero panorama vinicolo Italiano.

L’avventura vitivinicola dei Soldera iniziò nel 1970 quando il signor Gianfranco e sua moglie Graziella si trasferirono da Milano a Montalcino dopo l’acquisto dell’azienda agricola Case Basse. È noto che Soldera avesse in quegli anni una passione sconfinata per i grandi vini delle Langhe (e chissà se avesse acquistato un vigneto a Barolo anziché a Montalcino cosa ne sarebbe saltato fuori).

I vigneti da cui vennero prodotte tutte le etichette di Gianfranco Soldera sono due: Intistieti e Case Basse. I Brunello di Montalcino fino al 1992 e i primi Brunello Riserva dal 1983 al 2000 vennero prodotti con uve proveniente dal vigneto Intistieti. Il primo Brunello prodotto dal vigneto Case Basse fu il 1990, la prima Riserva fu del 1995. Dall’annata 2001 fino alla 2006, anno in cui Soldera uscì dal Consorzio, tutti i vini – ad esclusione dell’IGT Pegaso 2005 – uscirono sotto il nome di Brunello di Montalcino Riserva.

E la storia dei lotti, vi chiederete? Pare, ma non c’è nulla di ufficiale o certo, che in annate come la 2001 o la 2004, per citarne un paio, il lotto indicato sull’etichetta determini la provenienza del vigneto da cui venne prodotta quella determinata bottiglia.

Di seguito due esempi:
Annata 2001 lotto G69 Case Basse
Annata 2001 lotto F68 Intistieti

Annata 2004 lotto H79 Case Basse
Annata 2004 lotto F 77 Intistieti

Dopo questa piccola introduzione passiamo al racconto di una verticale da me organizzata qualche tempo fa, dove abbiamo bevuto ben 8  bottiglie di Brunello di Montalcino Riserva più una di IGT.

Elenco delle annate:
2013 IGT /2006 /2005/2003/2001 (Intistieti) 2001 (Case Basse)/2000/1998/1995 (Intistieti)

Da buon degustatore seriale parto con l’intenzione di scrutare i dettagli, cogliere le sfumature aromatiche e analizzare le differenze tra le varie annate: è un’occasione unica, non voglio sbagliare.

Si inizia con un confronto tra Insistieti 95 e Riserva 98. Il primo mostra i segni dell’età, è scuro e con note terziare, mantiene una gradevole freschezza ma lo stacco con la 98 è notevole; il ventunenne è più solare, mediterraneo, sa di frutta candita e fiori macerati, è elegante, dal tannino setoso, coniuga leggerezza e potenza come solo i grandi vini sanno fare. Penso tra me: caspita che grande bottiglia!

Mi alzo e inizio a versare il 2000: frutto sotto spirito, agrumi a profusione, è balsamico, teso all’assaggio, ancora scalpitante. Ha potenza e freschezza da vendere (ma la 2000 non doveva essere un’annata calda?), completo, grandioso. Si passa al confronto tra i due 2001, lotto G (Case Basse) parte fine e concessivo, variegato nei profumi, lotto F ( Intistieti) è più austero, misurato, restìo a concedersi.

I minuti passano ed i vini mostrano tutta la loro mobilità nel bicchiere, simili nei profumi, sempre di inarrivabile grazia. Si avverte il maggiore spessore del vino dal lotto G, più profondo e prospettico, allunga il passo ed esce vincitore ma stiamo parlando di sfumature. Sono due perle enologiche.

A questo punto arriva il 2003, accosto il naso, e dal bicchiere esplodono note di tabacco dolce, ciliegia, la struttura è tanta, ma altrettanta è la freschezza, un vino non segnato per nulla dal torrido caldo che ha contraddistinto l’annata 2003. A metà della degustazione non mi resta che fermarmi a riflettere e mi domando: ha davvero senso continuare a scervellarsi cercando di scavare in fondo alle varie annate quando è la mano di Soldera che parla ad ogni sorso, dribbla l’andamento climatico, si impone a madre natura e ci sbatte in faccia una serie di bottiglie da schianto? La risposta è no!

Il suo Brunello è sempre un grande vino, non risente delle annate calde e nemmeno di quelle piovose (penso al miracolo che ha fatto con la 2002), riesce a far convivere freschezza, dolcezza del frutto, materia: tutto quello che si cerca e si desidera in un grande vino, un mix esplosivo di saporosa bontà.

I vini post 2004, sembrano più sottili, meno materici, sempre polposi ma meno ricchi, di grande finezza e ancora in fase giovanile.

La Igt 2013 oggi è una spremuta di frutta, con pennellate di incenso e pepe bianco, è intenso, delicato in bocca, privo di spigoli. Goloso oggi, sarà un Brunello immenso domani.

Non ho mai conosciuto Gianfranco Soldera ma ho amato i suoi vini e continuerò a farlo per sempre.

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Vincenzo Le Voci

Farmacista con un passato da bevietichette spinto in via di redenzione, beve tanto e di tutto dal naturismo estremo alle bombe certificate passando per il vinoverismo che non dissangua e convince. Non è tipo che si perde in chiacchiere e va dritto al punto

2 Commenti

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Sancho P

circa 3 settimane fa - Link

Ricordo quando disse" nessun grande vino fa barrique" Era innamorato del Monfortino e dei vini di Gravner. E qualche volta se li portava dietro pure al ristorante. Duro nelle sue convinzioni e poco diplomatico nell'esprimerle. Chissà quante bottiglie ci saranno ancora in circolazione. Poche ahimè e introvabili.

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Maurizio

circa 3 settimane fa - Link

Qualche volta? Sempre!

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