L’oggetto misterioso


Per questa volta non crocifiggeremo le teste da marketing che hanno ideato la…beh, scopritelo dopo il salto di pagina.È  la bag-in-box più cool del momento, almeno in Svezia. Prodotta dalla Nordic Sea Winery ha vinto la medaglia d’oro per il design innovativo durante il “Carton Award” di Shanghai. Per ora contiene Chardonnay e Viognier ma una Negroamaro version non ce la vedrei male.





5 commenti a “L’oggetto misterioso”

  1. Nelle Nuvole Nelle Nuvole commenta:

    E già, questa é l’amara verità, in Svezia e credo anche in Norvegia, il vino bag in box copre almeno il 50% del mercato. Con i costi del monopolio, spesso i grandi bevitori nordici si devono accontentare dei vini “inscatolati”, dove la confezione conta più del contenuto.

  2. gianpaolo gianpaolo commenta:

    io credo che il baginbox sia un alternativa credibile alla bottiglia per un ampissima fetta dei vini che non sono destinati o pensati per invecchiamento, e che a ben guardare rappresentano probabilmente il 90% della produzione. Il vetro costa, sia acquistarlo che trasportarlo che riciclarlo, i tappi anche. In Svezia trovi baginbox di molte aziende jtaliane che si vergognerebbero di fare la stessa operazione in Italia, ma io penso che non dovrebbero vergognarsi.

    • Nelle Nuvole Nelle Nuvole risponde:

      Non credo che sia vergogna, ma mercato e anche organizzazione. Il BIB conviene quando si fanno grandi numeri, quando c’é anche un cliente (Monopolio) che é disposto a rischiare e ci sono strutture in grado di provvedere degnamente all’”inscatolamento”, cioé con un impianto adeguato per funzionalità e igiene.
      In Italia non siamo culturalmente preparati ad accettare il BIB, che é una cosa molto diversa dal brick. Per me é meglio così, anche se riconosco a tanti vini confezionati in BIB più sincerità di altre operazioni commerciali ben più pretenziose.

  3. [...] e alla “chiusura” del vino rispetto all’Italia. Mi riferisco al bag in box in Svezia o ancor più al fenomeno dello screw cap, che dal Nord America e dall’Australia sta [...]

  4. [...] e alla “chiusura” del vino rispetto all’Italia. Mi riferisco al bag in box in Svezia o ancor più al fenomeno dello screw cap, che dal Nord America e dall’Australia sta [...]

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