La nuova frontiera della fermentazione è il lievito personale

di Antonio Tomacelli

Chi frequenta questo blog lo sa: quando siamo a corto di argomenti tiriamo fuori dal cassetto la parola lieviti e si scatenano i peggiori flame della storia bloggarola. I lettori si dividono quasi subito in due fazioni: quelli favorevoli ai lieviti selezionati, da comprare in pratiche bustine e sciogliere al bisogno, contro il resto del mondo che attende paziente il manifestarsi dei lieviti indigeni presenti nelle vigne o in cantina. Secondo i fondamentalisti, infatti, solo questi ultimi garantirebbero la piena espressione del terroir durante la fermentazione del vino.

L’infinita querelle selezionati Vs indigeni è destinata a complicarsi con l’ingresso in scena di una terza famiglia di tenere bestioline: i lieviti personali. La sensazionale scoperta è avvenuta nel birrificio di John Maier, la Rogue Ales Brewery giusto qualche mese fa. Maier e il suo socio, sempre a caccia di nuovi ceppi da utilizzare, hanno chiamato un tecnico di laboratorio per tamponare gli ambienti di lavoro. Quasi per gioco, il tecnico ha tamponato anche la barba di Maier — non la tagliava dal 1978 — e, con grande sorpresa, ha scoperto che tra la peluria del proprietario si annidava una famiglia di lieviti fino ad allora sconosciuta. Il ceppo è finito in fermentazione e presto avremo la prima birra al mondo ottenuta da lieviti “personali”. Pare abbia un gusto molto particolare e speziato, ma non so se assaggerei mai una birra “alla barba”.

 

avatar

Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

5 Commenti

avatar

C.Moon Cats

circa 7 anni fa - Link

fortuna che erano insidiati nella barba... pensa se erano insidiati in qualche altra peluria.... O-o

Rispondi
avatar

Marco Tebaldi

circa 7 anni fa - Link

L'ennesima dimostrazione di quanto ben spiegato nei testi di enologia: i lieviti sono dappertutto, specialmente in cantina. È una mera illusione, seppur gradevolmente romantica, quella che le fermentazioni spontanee siano fatte dai lieviti del l'uva. Sai che terroir nella barba dell'ipertricotico!

Rispondi
avatar

C.Moon Cats

circa 7 anni fa - Link

io lo sapevo, me l'hanno detto a scuola che i lieviti son dappertutto. non è un buon motivo per tamponar peli ecco ;) ps: comunque i lieviti della buccia dell'uva partecipano anche loro, pure questo me l'hanno detto alla scuola

Rispondi
avatar

Tommaso Farina

circa 7 anni fa - Link

Il proprietario di quella barba sa che ci si deve passare lo shampoo?

Rispondi
avatar

Lizzy

circa 7 anni fa - Link

Se volevano un argomento *definitivo* in favore dei lieviti selezionati, beh, complimenti! non avrei saputo trovare di meglio. :-D

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.