Effervescenze di Massimo Zanichelli: un libro onestamente imprescindibile

Effervescenze di Massimo Zanichelli: un libro onestamente imprescindibile

di Alessandro Morichetti

Massimo Zanichelli non è Tolstoj e non pensa di esserlo. Non è nemmeno Alexander Fleming – lo scopritore della penicillina – e ne è consapevole. Ahilui, sa anche benissimo che di Kieślowski ce n’è stato uno e tutti gli altri son nessuno. Massimo Zanichelli è un degustatore del fu Dream Team espressico, docente di cinema, autore di alcuni documentari spesso commissionati che non passeranno alla storia come Nanuk l’esquimese di Robert J. Flaherty ma da oggi è l’autore di Effervescenze, un libro sui frizzanti italiani onestamente imprescindibile.

Quasi 500 pagine ma non di quelle porcherie a caratteri cubitali tipici di chi ha spazio da riempire e nulla da dire. La ricognizione di Zanichelli è metodica e suddivisa in tre macro-aree: “Un viaggio nel colfondo trevigiano”, “Sotto il cielo frizzante dell’Emilia”, Su e giù per le colline dell’Oltrepò Pavese”. Ogni sezione tratta individualmente i produttori selezionati e segue uno schema ricorrente che inizia con un racconto dell’azienda, alcuni virgolettati ben inseriti e note di degustazione di tutti o quasi i vini assaggiati. Completezza, quindi: della storia che non rimane aerea e dei vini che non rimangono crudi.

Bello, bello. I nomi seri ci sono tutti, anche i minuscoli. Le stonature sono praticamente assenti o quasi e questo è un gran merito perché in libri così il rischio di fare torti è alto ma va corso. La nuova era dei vini col fondo (quelli menzionati di aziende che fanno autoclave sono rarissimi, eccezioni ad una regola) viene sviscerata con un linguaggio mai arzigogolato o incomprensibile ma piano e descrittivo, coinvolgente nel suo farsi quotidiano tra le genti ascoltate. Un paio di produttori mi hanno confessato: “ho letto cose che non pensavo di avergli detto, si è davvero documentato bene e mi ritrovo molto nello scritto”.

Questo “viaggio nel mondo delle bollicine rurali prodotte con la fermentazione in bottiglia” mi piace davvero ed è divertente che il lettore scopra i momenti in cui l’autore si è lasciato più trascinare e coinvolgere dalla storia. Zanichelli non lo dà a vedere ma il criterio ve lo segnalo io: i capitoli più emozionali sono quelli più lunghi e non è un caso che, con pieno merito, il più lungo (20 pagine) sia l’ultimo, quello dal titolo “Un vino che non assomiglia a nessun altro: il Barbacarlo di Lino Maga (e il suo gemello Montebuono)”. Un altro particolarmente lungo? Vi do un indizio: “Il prof”. [Approfondimento necessario: “Il dilemma di Venturelli, il professore del Sorbara“]

Nel mondo dei tanti stocazzo, ben venga chi sforna una ricognizione così completa e sentita: basso profilo, altissime prestazioni. L’aspettativa per il libro su una tipologia di vini che amo alla follia era altissima e Zanichelli non la delude. (E questa potete usarla per scopi promozionali perché è vera).

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, vende vino su Doyouwine.com. Marchigiano, vive a Barbaresco. Ama tutti gli animali e qualche umano.

2 Commenti

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Federico

circa 2 mesi fa - Link

Da ieri sera è anche sul mio comodino, solo sfogliato per ora, ma sarà divorato a breve. Condivido nel mio piccolo la passione per questi vini e appena sfogliato ho pensato: 'Bello, ci voleva!' L'unica nota che mi sento di fare (e che ho già fatto anche con l'autore) è di tipo campanilistico, nel vedere esclusa in questo bellissimo viaggio alle radici di questa tipologia, la zona anch'essa storicamente legata a questo metodo, dei colli bolognesi. Massimo me l'ha motivata davanti a un pubblico modenese, per cui era anche facile dire certe cose e difficile altre 😁 Con questo però non voglio togliere nulla a questo che sono certo che resterà un importantissimo documento su cosa sono stati e cosa sono questi amati rifermentati.

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ENRICO DODDI

circa 2 mesi fa - Link

Basso profilo e altissime prestazioni!!! una presentazione secca,decisa,lo comprero di sicuro....

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