Dopo Cernilli | All in all it’s just another brick in the wall

di Antonio Tomacelli

He brought in a second actor (Introdusse un secondo attore)”. Credetemi: il modo migliore per iniziare la settimana è una bella citazione di Jorge Luis Borges. Ne avevo proprio bisogno dopo un week end passato a leggere in rete gli scenari apocalittici scatenati dalle dimissioni di Danile Cernilli dal Gambero Rosso. Ora dite la verità: interessa davvero così tanto il nuovo indirizzo del Direttore Supremo? Io direi di no, proprio perché la “Fine del Gambero Rosso come lo abbiamo conosciuto” ha un nuovo protagonista che non si può trascurare: il “secondo attore”.

Torniamo alla nostra citazione: cinquecento anni prima di Cristo, avviene qualcosa che cambia per sempre la storia: Eschilo rompe gli schemi teatrali allora in uso – un solo attore più il coro – e introduce sul palco il secondo attore, passando “dall’uno al due, dall’unità alla pluralità e all’infinito. Col secondo attore fecero il loro ingresso il dialogo e le indefinite possibilità della reazione di alcuni caratteri su altri“. Qualche migliaio di anni dopo, la storia si ripete quando sul palco di qualunque critica socio-culturale fa il suo ingresso quel secondo attore che d’ora in poi chiameremo “il commentatore”. Diciamolo una volta per tutte, è colpa di Internet e di straordinari strumento chiamati blog e forum: grazie a loro siamo passati dall’unità alla pluralità delle voci, dal sapere verticale alla conoscenza condivisa. La differenza tra carta stampata e Web è tutta qui, nel dialogo continuo e inarrestabile tra voci diverse, nelle sue “indefinite possibilità”.

È finito per sempre il Tempo dei Giudici, come preconizzava Carlin Petrini qualche mese fa? Può darsi, ma una cosa è certa: non ci sono più i Guru di una volta, quelli che diffondevano il verbo alle folle paganti e a volte adoranti. Oggi questo sistema è un continuo cortocircuito perché la rete ha connesso tra loro le folle e il verbo è continuamente discusso, verificato e analizzato.

Di più: in rete si condividono esperienze, si confrontano bevute e, perché no, si conoscono persone con i nostri stessi interessi. Forse Cernilli ha capito che il tempo dei Guru è finito e per questo ha lasciato una guida dall’incerto futuro per un più sicuro approdo tra i corsi dell’Associazione Italiana Sommelier.

Il tempo di passare “dall’uno al due, dall’unità alla pluralità e all’infinito” è definitivamente venuto e chissà che un volpone come Cernilli non se ne sia accorto prima di altri. È l’era del dialogo, bellezza, e tu non puoi farci niente.

Tranne che dare spazio ai commenti.

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

33 Commenti

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kenray

circa 10 anni fa - Link

per la serie: se queste non son basse insinuazioni. complimenti per la cultura classica, ma nelle tribù mesopotamiche la birra era già conosciuta. un giorno tutto questio astio nei confronti di certe persone lo dovrete spiegare e speriamo non in tribunale.

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Nelle Nuvole

circa 10 anni fa - Link

Tomac-, ringrazia il cielo che hai la desinenza in -elli e non in -illi. Per una vocale ti sei salvato da un sacco di casini. Il resto dei commenti più tardi, prima ci devo capire qualcosa. Pensavo di avere una cultura classica, ma qui siamo in alta accademia.

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Franco Ziliani

circa 10 anni fa - Link

Anto', chapeau per il tuo sfoggio di cultura. Quanto scrivi mi ha fatto tornare in mente un passo di un film che amo particolarmente, Excalibur di John Boorman, una citazione che, riporto a memoria, dice: "Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti iniziano a tacere. E' il destino delle cose...". Forse quanto sta accadendo é veramente il segno della fine di un'era e di un cambiamento, nel piccolo mondo della comunicazione sul vino, "epocale"...

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kenray

circa 10 anni fa - Link

allora citazione colta per citazione colta mi permetto di citare winston churchill "questo non è l'inizio della fine e nemmeno la fine dell'inizio questo è l'inizio dell'inizio" (more or less)

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Mara

circa 10 anni fa - Link

o la fine della fine?

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Il Fermentatore

circa 10 anni fa - Link

Siamo in Italia e qualcuno ci dovrebbe anche suggerire: "bisogna cambiare tutto per non cambiare nulla" (il buon vecchio Tamassi si che aveva capito tutto!)

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Mara

circa 10 anni fa - Link

cit. dal Vangelo secondo Tomacelli: ..."non ci sono più i Guru di una volta, quelli che diffondevano il verbo alle folle paganti e a volte adoranti." Come a dire che prima o poi la vanga si rivolta al piede o la m...a al badile? Ora le folle sono i guru. Viva la democrazia, il pluralismo e le allegre bevute in salute e in armonia con il creato. O no? Ciclico e inevitabilmente rigenerante. Purchè non ci si dimentichi da dove veniamo*. citazione libera da: L'uomo che cadde sulla Terra di Nicolas Roeg.

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fabrizio pagliardi

circa 10 anni fa - Link

Mi sembra verosimile che sia finito il tempo dei giudici, che decidono quello che è buono e quello che non è buono, ma secondo me non è ancora finito il tempo dei punti di riferimento o guru che tu li voglia chiamare. Mi è capitato leggendo i commenti liberi dei blog di provare la stessa sensazione che provo nel mio locale quando, in una tavolata c'è il sedicente esperto di vino che inizia a gongolare nel suo status di "quello che ne sa di più", e parla... parla... e spesso si allarga, gli fanno domande e inizia necessariamente a dire cretinate per non dire che non sa o che non ricorda. Il bello e il positivo dei blog è che spesso poi interviene qualcuno che lo sputtana...... Ma quando non succede??? e capita che non succeda. Tutti quelli che hanno letto prenderanno l'informazione in questione per buona. E come ai membri della tavolata magari un giorno toccherà a uno di loro essere il "quello che ne sa di più" intorno al tavolo, e magari ripeterà le stesse cose un po più sbagliate per poca memoria. Grazie a questo straordinario strumento che sono i blog e i forum non si è passati dal sapere verticale alla conoscenza condivisa, ma all'incertezza dell'informazione. Ogni volta che per lavoro ho dovuto approfondire determinati argomenti, su blog e forum ho trovato, informazioni molto frequentemente approssimative, a volte sbagliate e del tutto e fuorvianti, raramente contrastanti, mai esaustive, perchè i blog si fanno eco in rete e diffondono le approssimazioni e gli errori e non approfondiscono per non essere noiosi. Io credo invece che in futuro ci saranno i Guru più di prima. Persone autorevoli che in modo serio e giornalistico pubblicano informazioni vere, e accertate. Presenti sui propri blog per moderare gli eccessi e correggere gli errori dei commentatori. Pronti a confrontarsi sulle opinioni e i gusti. Se ci rifletto dopo ormai dieci anni di frequentazione di blog e forum enoici, io ho già i miei guru, persone del giudizio delle quali mi fido, che se descrivono o raccontano un fatto ho la ragionevole certezza che sia vero. E so anche dietro a chi c'è poca sostanza, chi si è creata un'immagine di autorevolezza dietro un'esperienza ridicola e attento studio di blog e forum, che scrivono senza citarli parole digitate da altri due anni fa. Antonio detto questo non la prendere come una critica al vostro lavoro, io sono spesso qui, vi seguo e mi confronto, sono fortemente critico sul mezzo in se, e più si va avanti e più divento critico. Credo che la cosa che Cernilli e prima di lui bonilli hanno capito è che in futuro il nome e la storia avranno un peso ancora più importante qui su internet che sulla carta stampata.

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Mauro Erro

circa 10 anni fa - Link

Ottimo. però, dicci un po' 'sti Guru che famo prima... e anche i Guru sbagliano... d'altronde si parla di vino :-)

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kenray

circa 10 anni fa - Link

- serious on - fabrizio dissento più o meno su tutto internet è un formidabile esempio di divulgazione democratico gratuito accessibile a tutti sta a noi saperlo utilizzare nel giusto modo. intanto io verso soldi a wikipedia per non saper ne leggere ne scrivere. e ringrazio molti di voi esperti per quello che mi fate conoscere

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fabrizio pagliardi

circa 10 anni fa - Link

Fai un esperimento. metti su google -selosse biodinamica- e divertiti. Tieni conto che Selosse non è e non è mai stato biodinamico. Troverai che su tutti i blog e tutti i forum più importanti che parlano di vino, almeno una volta è stato scritto dal blogger o da qualche commentatore che Selosse fa agricoltura biodinamica, e questa notizia non viene smentita quasi mai. A te può andare bene così, perchè alla fine dei giochi è un ottimo produttore di champagne che è piuttosto rispettoso dell'ambiente. Ma io che qualche mese fa dovevo trovare materiale per scrivere di biologico e biodinamica in champagne, a un certo punto ho smesso totalmente di cercare su internet se non sui siti istituzionali. Perchè blog e forum erano pieni di cretinate sull'argomento. I siti U.S.A. un po di meno in realtà. Scusate se mi è capitato più volte nel tempo di fare questo stesso esempio. Ma è stata per me la scoperta di una massiccia disinformazione che per altro in quel momento mi ha fatto perdere un sacco di tempo. Anzi mi ha fatto abbandonare il mezzo Internet per le ricerche.

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Luca Burei

circa 10 anni fa - Link

Quoto e sottoscrivo al 99% (l'1% mancante è per mero spirito polemico)

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Fiorenzo Sartore

circa 10 anni fa - Link

premesso che sono in totale disaccordo col tuo approccio alla conoscenza attraverso la rete - per cose che ho espresso anche qui, e che ora non mi va di ripetere per non allungare la chiacchiera. premesso che trovo divertente che i guru, di cui senti il bisogno, dovranno operare proprio in rete con lo strumento dei blog, come tu annunci (ironico, eh?) - be', premesso tutto: cercando selosse e biodinamica trovo siti di commercianti che illustrano (a sproposito) selosse come biodinamico. detto da un commerciante, ti inviterei a selezionare le fonti delle tue ricerche. elimina i commercianti, per esempio (si, ti tocca fare un esercizio di selezione, e' un mondo difficile). al limite basati sul sito di moon import, per dire uno che selosse lo importa, e ne parla cosi': "le difese immunitarie della vigna sono sollecitate in modo naturale, senza alcun impiego di trattamenti chimici" - sembra piu' enologia naturale che biodinamica, no? da ultimo: entro pochi minuti chi cerchera' selosse e biodinamica trovera' questa discussione. questo dettaglio (finalmente) ti suggerisce qualcosa?

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Luca Burei

circa 10 anni fa - Link

Già nell'ottobre del 1996 la Reuter pubblicò uno studio dal titolo Dying for information nel quale analizzava i "danni collaterali" dell'abbondanza di informazione che lo sviluppo di internet avrebbe portato. Anche se lo studio era prevalentemente business oriented (informazione ai fini aziendali, interni o esterni), al di là dell'aspetto più noto che venne fuori dalla ricerca, ovverosia che l'abbondanza d'informazione genera stress e difficoltà nel processo decisionale, fu sottolineato che un altro elemento negativo cresceva in modo inversamente proporzionale alle mole d'informazioni a disposizioni: la qualità della stessa. Ciò era dovuto, essenzialmente, al processo di "democratizzazione" dell'informazione che, al di là di indubbi vantaggi, portava anche aspetti fortemente negativi, quali il cosiddetto information overload, difficilmente risolvibile, per esempio, con la selezione delle fonti che, come hanno ampiamente dimostrato studi successivi, ha un "costo" spesso non proporzionale al beneficio ottenuto. Per farla breve, citando una frase abbastanza conosciuta da chi studia i problemi dell'informazione nell'era digitale, "people create and distribute information because they can, not because it’s useful or true!"

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Fiorenzo Sartore

circa 10 anni fa - Link

>Già nell’ottobre del 1996 la Reuter... abbi pazienza luca, hai niente di piu' contemporaneo? e proprio uno studio di un'agenzia di stampa devi illustrarmi? ti vorrei risparmiare la solita cosina del tacchino e del natale.. questa roba dell'eccesso di dati va avanti da un bel po'. vallo a spiegare ai tunisini, che internet gli ha dato troppe info. e dai.

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Luca Burei

circa 10 anni fa - Link

Hai ragione, sarà forse che già nell'ottobre del 96 m'ero rotto di sentire quanto fosse democratico e libero e useful e creativo e libero da censure e friendly tcetera e tcetera internet. Ma è mai possibile che io scriva della perdita di qualità dell'informazione e tu mi ribatta parlandomi dei tunisini? E' un po' come se dicessi che i blogger enogastronomici guadagneranno referenzialità solo quando si daranno fuoco in piazza per la libertà di usar la cotenna di maiale. Ma dai... Contestualizziamo, pls, contestualizziamo...

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Fiorenzo Sartore

circa 10 anni fa - Link

>è mai possibile che io scriva della perdita di qualità dell’informazione e tu mi ribatta parlandomi dei tunisini gia', sostanzialmente si parla della stessa roba: qualita' dell'informazione. l'ultimo che ha detto "contestualizziamo" non ha fatto un figurone, direi. immagino che tu fossi ironico.

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Luca Burei

circa 10 anni fa - Link

lasciamo perdere che tanto è inutile discutere così

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Mr. R

circa 10 anni fa - Link

Meraviglioso!

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fabrizio pagliardi

circa 10 anni fa - Link

Fiorenzo le mie fonti io le scelgo piuttosto bene sono state alla fine i produttori stessi come sempre. ho preso la mia macchina e ho girato in lungo ed in largo la champagne a parlare con tutti i produttori biologici e biodinamici. Per il resto Selosse non ha neanche un'approccio naturale come lo intendiamo noi che ci confrontiamo su questo forum. E' un produttore che usa i prodotti chimici solo se necessario. Ma li usa. Quest'anno li ha usati per la muffa. Il tuo appello a stare attento ai siti commerciali perdonami ma è stato alquanto offensivo. non sono deficente. Vai avanti nella ricerca e ritroverai il blog di luciano pignataro, L'Ais, il corriere della sera, wine report, e anche un commento di treccaffè su intravino. per fare esempi conosciuti.

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Fiorenzo Sartore

circa 10 anni fa - Link

da quel che leggo in rete di te (ammesso che quel che dice la rete di te sia vero) direi che hai la competenza per proporti come guru. quando dici che c'e' bisogno di voci autorevoli, la traduzione e': la voce autorevole e' la mia. guarda che non sono ironico, dico sul serio: cosa ti frena dal diventare un guru? la conoscenza in rete e' un wiki, serve partecipare. come ho detto, il dibattito su selosse e sulla biodinamica e' stato validamente migliorato dai tuoi interventi. spero te ne renda conto (e spero tu ne sia almeno un po' orgoglioso). a me pare una roba tanto semplice.

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fabrizio pagliardi

circa 10 anni fa - Link

La mia potrebbe essere una voce interessante, per l'autorevolezza ho bisogno di un'altra decina di anni.

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Mr. R

circa 10 anni fa - Link

Pagliardi guru del barbecue triodinamico.

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Alessandro Bocchetti

circa 10 anni fa - Link

Bravo Fabrizio hai ragione e hai centrato, secondo me, il punto. Sulla biodinamica poi siamo a livelli di confusione che rasentano l'infinito. Vogliamo dire che si può essere biodinamici solo se si applicano tutte le procedure contemplate dalle coltivazioni biodonamiche? Il fai da te, comporterà un prodotto (talvolta buono a, talvolta cattivo) ma che non proverrà da agricoltura biodinamica... Ma ad ora in rete si parla di biodinamica persino per Valentini o Gravner che notoriamente non ci pensano proprio ;-) Ciao A

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Francesco Fabbretti

circa 10 anni fa - Link

Ho avuto il piacere di condividere con il Signor Cernilli una degustazione non didattica, libera da fronzoli e formalismi, e non ho potuto fare a meno di riscontrare la sua cultura e la sua capacità di disaminare un vino con preparazione chiarezza e cpacità degustative rare. Prendendo spunto dall'ultimo intervento di Fabrizio mi pemetto di sottoscriverlo in toto, proprio perchè spesso e volentieri chi scrive di vino online difetta di quelle doti risontrate di persona con il Nostro. Cernilli è unico e inimitabile? Non saprei. Certo non è un sempliciotto che disquisisce di vino con quattro luoghi comuni appiccicati alla lingua. La rete TALVOLTE (NON SEMPRE!!!), proprio da questo punto di vista è carente. Sulle osservazioni del post di Antonio concordo in larga parte anche se riscontro, nel concreto, parlando anche con altri amici che svolgono il medesimo lavoro, che le conseguenze immaginate nel post, nella realtà sono differenti. La enorme mole di informazioni oggi reperibili sul mondo del vino online paradossalmente producono una sorta di "effetto babele" in cui l'utente medio rischia di non sapere a chi "dare retta" (proprio per la sottolineata assenza di un punto di riferimento "canonico" su cui parametrarsi). In questa condizione mi pare venga rivalutata sempre più (e non può che farmi felice) la figura di colui che materialmente "costruisce e aggiorna" una cantina di un ristorante o di una enoteca e/o similia. Il cliente è cosciente del fatto che è oggettivamente impossibile conoscere l'universo mondo ma si affida a qulla figura che si informa, provando a discernere tra quanto è interessante e quanto è ciarpame (tanto su internet quanto su carta) e che, in ultima analisi mette palato e fegato a sua disposizione. Per quello che mi riguarda noto che anche il più sprovveduto degli avventori ha smesso di inseguire i vini più o meno premiati, cercando un confronto dialettico con il suo "pusher" preferito, spingendolo, pian piano, a trasformarsi in uno chef del vino, che propone una selezione gustativa in base a principi organolettico-filosofici coerenti con il proprio pensiero.

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kenray

circa 10 anni fa - Link

champagne? ma chissenefrega di come lo fanno mica è buono :) fabrizio pagliardi si è guadagnato una nomination dopo ziliani per il gambero rosso ammesso che mr "i'm here" (è lui giusto?) non sia già sul cadreghino

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Francesco Fabbretti

circa 10 anni fa - Link

“i’m here” è già sul cadreghino....

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luigi fracchia

circa 10 anni fa - Link

Il problema, mi pare essere come si usa uno strumento non lo strumento stesso. E' lotta di retroguardia demonizzare il web. Ormai esiste e dà delle opportunità a tutti a saperle cogliere. Gli stessi detrattori, vedo che lo usano con dovizia, solo che non riescono più ad essere la sola voce del coro. Molti produttori esclusi dalle guide sono decisamente presenti e recensiti (nel bene e nel male) sul web, ciò permette anche a noi appassionati, unita alla possibilità di acquisto on-line, di accedere a orizzonti talvolta preclusi da scelte redazionali necessariamente ristrette. E aggiungerei da una distribuzione un po' riottosa alle novità.

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rocche del

circa 10 anni fa - Link

c'è gente infatti che è diventata conosciuta solo grazie ai continui post che ha messo in rete, parlo anche di critici o pseudocritici che hanno fatto blog o sono intervenuti nei forum. Il forum del Gambero Rosso ha favorito tutta una serie di persone. Allo stesso modo dei politici che fanno la comparsata in televisione. Basta che parlino anche se solo retoricamente. La rete è la nuova televisione, impossibile evitarla, si rischia però che vinca chi urla di più e non chi è meglio.

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Davide Bonucci

circa 10 anni fa - Link

Questo scoop ve lo siete perso, sarà per questo che ha lasciato il GR! :D http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/hs040.snc6/167029_184838351540788_100000438734776_546276_7063479_n.jpg

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Paolo Guido

circa 10 anni fa - Link

Ma forse pure perché sul Magazine ormai scrive pure Checco Zalone: http://www.gamberorosso.it/media/2011/01/263545.pdf , pag 4, "Quattro bottiglie di Heidisieck", con la variante "Hidisieck", un totale di quattro refusi (?) in 12 righe. E non ho ancora finito di leggerlo tutto.

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Francesco Fabbretti

circa 10 anni fa - Link

@ Fiorenzo: hai ragione sulla ridondanza comunicativa della rete, e la possibilità di autocorrezione insita nel multisource informativo. Credo però che tu parta da un presupposto non esattamente centrato: pensi che il cliente medio abbia voglia e tempo di confrontare differenti opinioni per risalire a una verità socialmente condivisa (il che di per se non la rende semanticamente una verità oggettiva o, ancora peggio, assoluta). In realtà, proprio la vendita online di varie categorie merceologiche, non ultimo il vino, sono lì a dimostrare la scarsa propensione da parte del cliente medio a impiegare tempo ed energie per documentarsi in modo approfondito sul prodotto che acquista. Uno dei capisaldi del pensiero "marketing oriented" è proprio la cosiddetta "vendita emozionale" (a cui, ahimè, non sfugge nemmeno il vino). In sostanza (rispondendo indirettamente anche a Fabrizio) la rete, integrandosi con la carta stampata, è utile per tutti coloro che necessitano di approfondimenti.... 9 volte su 10 si tratta non di utenti finali ma di chi al cliente finale si rivolge. p.s. Decantiamo tanto la rete e poi, l'anno scorso per approfondire la mia conoscenza "tecnica" di Cognac, Armagnac e Rhum (non per conoscere i distibutori!!!) ho dovuto ordinare capisaldi in lingua anglosassone e francese alla libreria universitaria, vista la scarsa profondità delle informazioni reperibili online

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enocentrica

circa 10 anni fa - Link

Antonio Tomacelli parla di una sorta di abbandono prima che la nave affondi. L'astuto Cernilli intuisce (buongiorno!) il sorpasso della rete sui guru delle guide e "chissà che il volpone non se ne sia accorto prima degli altri" (c'è qualcuno oltre Cernilli che non se ne è ancora accorto??!!). Niente di più ottimistico. Passano meno di due ore e su Winenews Cernilli esprime placidamente il suo rispettabilissimo ma jurassico scetticismo riguardo ai blog e annuncia trionfante la prossima apertura del suo Doctor Wine, rigorosamente senza blog e forum. Dunque un autorevole sito di recensioni, ma...senza commenti, senza confronto, senza discussione? Dice che non gli piace "il vino urlato", preferisce il silenzio del monologo? O piuttosto teme la sfida del contradditorio libero e incontrollato che in un clic circola in rete a macchia d'olio? Forse un barone del vino ha difficoltà a cimentarsi in uno scambio alla pari? A Cernilli vorrei dire di mettere da parte il suo snobbismo e sforzarsi di entrare nel mondo della comunicazione reale, perché il vino oggi è blog, social network, scambio, passaparola in rete. A Tomacelli vorrei suggerire di rivedere la sua visione ottimistica della vita: con Cernilli niente spazio ai commenti, niente fuga dagli obsoleti guru del vino per lanciarsi nel mondo della condivisione on line. In cambio del mio prezioso suggerimento rubo l'appellativo "volpone" che ben si presta alle mie conclusioni: Cernilli è sì una volpe, una volpe che quando non arriva all'uva dice che è acerba.

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