5 vini da bere per riscaldarvi in questa gelida stagione

5 vini da bere per riscaldarvi in questa gelida stagione

di Fiorenzo Sartore

Col freddo che fa, tipicamente, i blog se ne escono fuori con quei post stagionali sui vini adatti alla situazione climatica. Pure questo non fa eccezione, e difatti vi voglio proporre cinque vini, tratti dai miei appunti recenti, che sono perfettamente adatti al clima rigido di questi giorni. Enjoy.

Rosso di Montalcino 2012, Poggio Antico. Veramente un bel pezzo di sangiovese, possente, corpulento, un supertuscano travestito da vino cadetto. E invece: colore vivido, bocca saporitissima, infinita, una goduria pazzesca. Impressione immediata di vino importante, tutt’altro che piccolo, il genere di vino che mi fa venir voglia di dire al produttore “complimenti”. Certo ha un prezzo non lieve (almeno 25 euri in enoteca), tuttavia se consideriamo appunto la performance nel bicchiere non mi riesce di criticare nemmeno questo aspetto. Sito aziendale apparentemente non aggiornato dal 1923, pazienza. Io agli ilcinesi perdono tutto quanto.

Colli di Luni Rosso Nicolò V Riserva 2008, Lunae Bosoni. È terroir ligure? È toscano? I Colli di Luni stanno un po’ qua un po’ là, è una denominazione lib-lab. Questa versione di rosso appare decisamente toscanista: dimenticatevi cioè i rossi sottili e saettanti di Liguria, qui ci si rimpolpa coi vitigni internazionali, i legni piccoli, le concentrazioni. Nel caso poi c’è un altro ingrediente fondamentale, il passare del tempo, e alla fine eccolo qua questo rosso che non è più Liguria ma non è nemmeno solo Toscana e alla fine uno rinuncia anche a capire e se lo gode com’è: complesso, stratificato, col tannino ancora ben vivo. Il produttore è un fenomeno modernista, e su di lui i dibattiti si sprecano: ha forse tradito la mission contemporanea dei vini leggiadri? No, se non altro perché non l’ha mai intrapresa. Circa 24 euri in enoteca.

Gelso Oro 2013, Podere 29. Rosso pugliese afflitto da monumentalità, 100% uva di Troia. Per me una specie di vecchio amico, questo è solo un riassaggio recente, che ne conferma il tono profondo, oscuro. Ritrovo gli amati profumi di confettura di more, tutto sommato la gran frutta tiene a bada il resto del monumento che altrimenti risulterebbe ingombrante tipo quelle statue della Corea del Nord (prezzo scarsamente komunista, sui 26 euro). Ogni volta che riassaggio gelso oro, ormai amichevolmente detto, mi faccio il seguente film: i rossi del nuovo millennio che fanno della concentrazione un punto di forza si stanno riaffermando senza le pesantezze dei tempi passati. Oppure sono io che ragiono da fanboy? Ai posteri eccetera. Segnalo un difetto, quello sì molto rétro: la bottiglia pesa, da vuota, circa dieci chili. Ottimo per esercitare i bicipiti.

Elogio 2012, Eligio Magri (eh sì, gioco di parole). Ora, io non voglio fare qui l’influencer dei poveri, ma per una volta lasciatemi dire una cosa: attenti a questo vino. Un rosso bordolese in Valcalepio, e già questo suona prodigioso, 90% cab sauvignon e 10% merlot, barriques e tonneaux di rovere americano e francese per oltre un anno: ha una fittezza asfaltante, lungo con tendenza all’infinito, tannini elegantoni, attrattivo e quasi perfetto. Se andate a comprarlo in azienda lo trovate sui 14 euro, prezzo lodevole per tanta bontà. (L’intro sull’influencer è dovuta al fatto che in rete trovo poco o niente su questo vino, tranne questo articolo del Sole, quindi bravo anche l’altro collega influencer).

Malvasia delle Lipari Passito di Salina 2012, Colosi. Dimentichiamoci per un attimo i passiti ammalianti tutto miele e canditi del sud: intendiamoci, qui c’è anche quello, ma non solo. Durante un assaggio ho visto stappare due bottiglie di seguito a causa del corredo aromatico spiazzante (si temeva un difetto): non solo dolcezze, appunto, ma elementi terrosi, profondi, inaspettati. Alla fine dicevamo tartufi per usare un descrittore chiaro per tutti. Quindi opulenza e nello stesso tempo un carattere stupefacente, un vino che evoca il caminetto acceso, il sigaro, e fuori la neve che scende. Spero di avervi riscaldato quanto basta. Home aziendale di una certa originalità.

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

13 Commenti

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damiano

circa 4 anni fa - Link

La doc Valcalepio rosso È solo taglio bordolese (cabernet -merlot) , dove sta il prodigio ?

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Fiorenzo Sartore

circa 4 anni fa - Link

Ecco vedi? Non lo sapevo, pensavo ci fossero altri vitigni ammessi. Nello specifico suona prodigioso, nel senso dell'assonanza, Valcalepio-Bordeaux, meraviglioso insomma. Magari cambio prodigioso con meraviglioso.

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damiano

circa 4 anni fa - Link

Tra i 60 e i 70, in bergamasca si è puntato tutto su cab-merlot, non sempre a ragione. Escludendo Moscato di Scanzo (eccellenza di una zona microscopica), qualcuno che sta lavorando in modo interessante su Franconia e Marzemino, una pessima doc di ricaduta (definizione da abolire) terre del Colleoni; fa molto piacere che ci sia qualcuno che si fa apprezzare, di grande 'elogio' il parallelismo bordeaux. Se passi da queste parti, qualche microeccellenza si può visitare.

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Ziliovino

circa 4 anni fa - Link

Il prodigio è una recensione positiva su di un vino della Valcalepio :-) l'ultima credo risalga se non sbaglio a Veronelli su di un qualche Catalogo Bolaffi degli anni 70 :-) Il moscato giallo vinificato secco dello stesso produttore è però forse più approcciabile in questo periodo.

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excellence

circa 4 anni fa - Link

credo non accettero' nessuno dei cinque consigli.....

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Montosoli

circa 4 anni fa - Link

Maccone Rosso 17 di Angiuli.....questo si che ti scalda ...le orecchie

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NN

circa 4 anni fa - Link

assolutamente d'accordo con te

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Syd

circa 4 anni fa - Link

Lunae e Gelso da evitare accuratamente

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Luigi

circa 4 anni fa - Link

Sono Contento per la Zona Della Valcalepio. Ci sono buone cose da vedere e da scoprire. Bene questa recensione

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Adriano

circa 4 anni fa - Link

No, dai il Valcalepio e Bosoni no!:) Ti senti bene sì?

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Luigi

circa 4 anni fa - Link

Sig Adriano, Mi sento bene anche se il Valcalepio non rientra fra I primi 50 (simbolico) Vini Che adoro. Ci sono alcune realta' Che meritano la visita anche solo a fine enoculturale. Si godi il panorama collinare magari con un bicchiere in mano ed ascolti le storie di chi lavora la terra.

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Adriano

circa 4 anni fa - Link

Mamma mia, Luigi, stavo anche scherzando! Non che poi siano importanti i miei vini preferiti eh, però in Italia non si può più parlare con toni sarcastici nemmeno di una zona geografica. Lo so che ovunque si può trovare della qualità (vengo da una giornata istruttiva in oltrepo per esempio), ma io in zona valcalepio ho la casa in montagna e sono un decennio che sbatto i denti contro vini irricevibili! Sarà mica necessariamente colpa mia no?

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Luigi

circa 4 anni fa - Link

Mi dica quando e' in Zona Che ci vediamo da un produttore. :)

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