Riesling tedeschi a Firenze. Bagliori di roccia e frutta

di Andrea Marchetti

Riesling o Chardonnay, qual è più grande? La domanda si pone da sempre, quando si parla di vini bianchi. Per me non c’è una risposta certa, li ritengo complementari, due facce diverse di una stessa grandezza: più vino in senso classico lo Chardonnay (ovviamente Borgogna), sia che si tratti di un potente Montrachet, di un affilato e salino Chablis o di un raffinato Cru di Puligny; più bizzarro ed estroverso il Riesling tedesco nelle sue magnifiche versioni con residuo zuccherino, capolavori di equilibrio nonostante acidità spesso pazzesche. Nei Riesling tradizionali con residuo, soprattutto della Mosella, anche quando il frutto è declinato candito o sciroppato, maturo o tropicale, mantiene sempre una freschezza miracolosa, coadiuvata spesso da una mineralità spinta.

Ma se il primo ed il secondo posto della classifica dei grandi bianchi mondiali non è decretato univocamente, non ho dubbi nell’assegnare il terzo posto – e non sto parlando della Loira, ma dell’italianissimo Verdicchio, un vino grandissimo e multiforme, che possiamo trovare sia sotto forma di ottimo vino quotidiano di pronta beva che in versione potente e strutturata, un vino che è quasi sempre longevo, diverso nelle declinazioni territoriali di Jesi o Matelica o in quelle di vinificazione che possono comprendere anche il metodo classico od il passito. Veramente incredibile il Verdicchio, sicuramente numero uno al mondo per rapporto qualità/prezzo.

Detto questo torniamo al Riesling: lo scorso 13 maggio si è svolta a Firenze nella splendida cornice di Palazzo Corsini al Prato la prima tappa di “Riesling on Tour”, manifestazione organizzata dalla rivista “Der Feinschmecker”, con in campo oltre 100 etichette dei migliori produttori tedeschi. Ecco un po’ dei nostri assaggi degni di nota.

Bassermann-Jordan (Pfalz Palatinato)
2008 Deidesheimer Hohenmorgen Riesling Auslese VDP.Große Lage
Giocato su frutta matura e disidratata, ricco e con buona complessità, uva passa nettissima, purea di albicocca, miele, prugna secca, ananas, mantiene comunque un olfatto fresco e per niente appesantito, ha personalità, in bocca ha buona avvolgenza e bell’equilibrio tra dolcezza e acidità. 92 pti

Battenfeld-Spanier (Rheinhessen, Assia Renana)
2011 Frauenberg Riesling trocken Großes Gewächs
Agrumato e fruttato esotico in sottofondo a sostenere e rilanciare una mineralità pazzesca, pura, dritta, verticale, in bocca è asciutto e severo, cristallino e sapido, finale roccioso. Da aspettare, ma già adesso per me vale. 91 pti

Helmut Dönnhoff (Nahe)
2011 Hermannshöhle Riesling trocken Großes Gewächs
Fruttato e floreale si intrecciano con la mineralità, pera williams, pesca acerba, fiori bianchi a profusione, molto pulito e preciso. Robusto scheletro sapido-acido sostiene e tira la volata ad un vino con grande tensione in bocca, lungo finale. 92 pti

2011 Oberhäuser Brücke Riesling Auslese
E’ in fasce e da aspettare, ma si capisce che è già un capolavoro, campione di grazia ed equlibrio, da ascoltare in silenzio, per coglierne la delicatezza. E’ un vino leggiadro che danza sulle punte, il fruttino composto da ananas, mela verde e limone è freschissimo e sussurrato. La bocca è molto ben disegnata, tesa e lunga. 95 pti a crescere negli anni.

Geltz-Zilliken (Saar)
2010 Rausch Riesling Auslese Goldkapsel
Grandissimo, apre col marchio di fabbrica dei vini con residuo zuccherino di Zilliken, gomma e limone candito, a seguire un campionario impressionante di frutta freschissima, grande complessità, pesca, albicocca, scorza di cedro. In bocca è stupefacente, 12 gr/l di acidità totale completamente integrati nel profilo suadente, avvolgente, ipnotico di una spirale psichedelica multicolor. 96 pti

Fritz Haag (Mosel)
2011 Brauneberger Juffer-Sonnenuhr Riesling Spätlese
Fruttato vivo e ben definito di pera ed ananas, in bocca residuo zuccherino, acidità e mineralità ben amalgamati ed in equilibrio, finale con ritorno di frutta esotica. 91 pti

Klaus Peter Keller (Rheinhessen)
Mi ha colpito la qualità della sequenza di Klaus Peter Keller, vini molto puliti, definiti, espressivi ed eleganti, accomunati da un piacevole timbro mentolato.
2012 Nierstein Riesling trocken
Naso freschissimo e pulito, limone e menta su tutto, molto ben definito, mineralità. Bocca con acidità sferzante per un lungo finale fruttato. Colpo di cuore per questo vino “base”. 90 pti

2011 Westhofen Kirchspiel Riesling trocken „Großes Gewächs“
Gran bel vino, preciso e definito, erbe aromatiche, mentuccia e rosmarino, complesso, poi il frutto, mela, limone, albicocca. Bella bocca, attacca senza esitazione, si espande con la giusta dinamica, medio corpo e grande bevibilità, finale lungo e pulito. 93 pti

2010 Nierstein Pettenthal Riesling Spätlese
Attacco olfattivo fresco di anice e menta, poi arriva la parte fruttata, pesca bianca, pera, melone, frutta tropicale. In bocca ha bel corpo, è avvolgente ma anche dritto, con sapidità e vibrante e tesa acidità, lungo finale. 94 pti

August Kesseler (Rheingau)
2011 Lorcher Kapellenberg Riesling Kabinett trocken
Naso tenue di agrume, un tocco di mela verde, non è particolarmente complesso. In bocca l’alcol è leggermente scomposto, occorrerebbe migliorare un po’ l’amalgama, ha comunque personalità, è un bel kabinett. 84 pti

2011 Rudesheimer Berg SchlossBerg Erstes Gewacs Riesling trocken
Rispetto al precedente aumenta in complessità e parte fruttata, pesca bianca netta, salvia e roccia, bocca asciutta, ma filante, ha carattere. 88 pti

2011 Lorcher Schlossberg Riesling Auslese “Goldkapsel”
Ampio, attacco speziato di cannella, poi pera, albicocca e limone candito, un tocco di miele. Bella progressione in bocca, finale su una scia sapida e di menta. 93 pti

Weingut Knebel (Mosel)
Bella sequenza anche per i vini di questa azienda, al tempo stesso pieni e ricchi, ma anche freschi e minerali.
2011 Hamm Riesling
Buon vino base, il frutto è pieno, ma fresco, buon corpo, bella bocca, che non delude al centro e termina con un finale minerale e discretamente lungo. 88 pti

2011 Röttgen Riesling
Rispetto al precedente è meno fruttato, molto minerale, roccioso, fresco, bel corpo, asciutto, dinamica verticale, nel finale sbuca il frutto, albicocca. 90 pti

2011 Uhlen Riesling “R”
L’attacco olfattivo è di frutto bianco e giallo maturo, il naso è potente e solido, si sentono erbe aromatiche, un’impronta quasi mediterranea, rosmarino, la bocca è di grande equilibrio, non perde il ritmo, bel finale minerale salino. 93 pti

Weingut Knipser (Pfalz)
In valore assoluto non sono fuoriclasse, ma li segnalo perchè hanno carattere
2012 Laumersheimer Kapellenberg Riesling Kabinett trocken
Fruttato e pulito 83 pti

2009 Riesling Halbstück
Dritto e minerale 86 pti

2011 Mandelpfad Riesling trocken „Großes Gewächs“
Asciutto, vegetale, reticente 85 pti

Josef Leitz (Rheingau)
2012 “Terrassen” Rüdesheimer Berg Kaisersteinfels Riesling feinherb
Bello, agrumi e salvia, mela verde e limone, buona definizione, in bocca marca lo scheletro sapido-acido, ma è in equilibrio. In bocca si avverte il gradevole residuo zuccherino, ha una buona tessitura per un finale salino di roccia e limone. 90 pti

Dr. Loosen (Mosel)
2012 Dr. Loosen Blauschiefer Riesling trocken
2011 Wehlener Sonnenuhr Riesling trocken „Großes Gewächs“
2011 Erdener Treppchen Riesling Kabinett
Boh, non li avrò capiti io, ma sono stati la delusione della giornata, nasi muti per non dire mutissimi… Capisco che va di moda giocare in sottrazione, ma qui hanno sottratto troppo, poi a me piacciono i vini aperti, magari delicati e sussurrati, ma che comunque qualcosa porgono. Le bocche sono discrete, c’è acidità e sapidità, ma non basta, per me adesso sono vini da 80 pti o poco più, poi magari tra qualche anno decollano, ma adesso questo è quanto…

Joh. Jos. Prüm (Mosel)
2010 Bernkasteler Badstube Riesling Auslese
Gran bel vino, l’attacco è agrumato di limone, arancia e cedro, poi esce la mineralità, idrocarburi e gomma, ottima definizione, olfatto intenso e complesso, dopo un po’ arrivano le erbe aromatiche, il rosmarino e il timo, in bocca c’è sapore e corpo, grande equilibrio, lungo. Uno dei migliori assaggi della giornata, campione di pulizia ed eleganza. 94 pti.

Sankt Urbans-Hof (Mosel, Saar)
2011 “Zickelgarten” Ockfener Bockstein Riesling Spätlese 1. Lage
Interessante e singolare questo vino: richiami vegetali, anice, uno sbuffo delicato di foglia di pomodoro, roccia, iodato, discretamente complesso e dinamico, anche in bocca ha personalità, grande freschezza, finale lungo e pulito con rimandi di erba sfalciata e sassi bagnati. 91 pti

Schloss Lieser (Brauneberg)
2012 Juffer-Sonnenuhr Riesling Auslese “Goldkapsel”
Gran bel vino, perfetto compromesso tra frutto e mineralità, resina di pino, agrumi, limone e pompelmo, frutta bianca; la bocca è bella, viva e vibrante, gustosa, quasi ghiotta direi, per via retrolfattiva arrivano richiami di uva spina e frutta rossa acida, ribes in particolare, finale da manuale con rimandi di albicocca acerba. Elegante e sfaccettato. 94 pti

Josef Spreitzer (Rheingau)
2012 Hallgartener Würzgarten Riesling Eiswein
Molto buono questo Eiswein che gioca più sull’eleganza e sulla freschezza che sulla concentrazione e potenza. Attacca delicato con sbuffi agrumati, poi fiori bianchi ed albicocca fresca. Dolcezza a sostegno di un’acidità perfetta. 93 pti

Robert Weil (Rheingau)
2011 Kiedrich Gräfenberg Riesling Spätlese
Stratificato e tridimensionale, uno dei migliori assaggi, sassoso, diretto, preciso, pulito, fruttato, mela, pera, albicocca, ma anche mango e pesca, poi arriva una nota di idrocarburi e fiori bianchi. Grande allungo in bocca, finale lunghissimo di fruttato tropicale. 94 pti

Florian Weingart (Mittelrhein)
Buona sequenza per questa azienda del Mittelrhein, penso anche buoni prezzi (da verificare).
2012 Bopparder Hamm Riesling Kabinett feinherb
Molto pulito e di grande piacevolezza, naso freschissimo di mela verde e salvia, in bocca è scorrevole. 85 pti

2012 Bopparder Hamm Engelstein Riesling Kabinett
Non particolarmente complesso, ma preciso e definito, mentuccia e pera, bocca con bella tensione, per essere un kabinett è veramente notevole, finale preciso e fruttato. 87 pti

2011 Bopparder Hamm Feuerlay Riesling Spätlese “anarchie”
Naso complesso, caldo e avvolgente, scorza di limone, polpa di kiwi giallo, thè verde, in bocca ha buon corpo, è pieno e spinge bene sul palato, a voler essere pignoli manca un filo di acidità, ma mi piace. 90 pti

Gunderloch (Rheinhessen)
2011 Rothenberg Riesling Auslese
Molto floreale, poi la frutta, pesca, melone ed albicocca, bocca espressiva che richiama sentori minerali e conclude con frutta tropicale. Aggraziato. 92 pti

2008 Gunderloch Nackenheim Rothenberg Riesling Beerenauslese
Gioca su frutta secca ed appassita, datteri, albicocca disidratata, uva passa, mandorla, miele, c’è una nota smaltata ben integrata, caldo, denso ed avvolgente. 90 pti

Rudolf Fürst (Franken)
2012 “pur minéral” Riesling
2012 “Bürgstadt” Riesling
2011 Centgrafenberg Riesling trocken “Großes Gewächs”
Chiusi, introversi, estremamente minerali, asciutti e vegetali, ermetici e misteriosi, ma si sente che sotto bolle qualcosa; da riassaggiare.

[Immagini: Andrea Gori]

35 Commenti

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Francesco Annibali

circa 6 anni fa - Link

Come dice il proverbio "il riesling tedesco è più fine, più dolce, più longevo, più trendy, più fico. Quello alsaziano invece è più buono". Lo so che non siete d'accordo. Scherzi a parte, il tempo dei riesling alsaziani troppo dolci è finito da un pezzo. In genere stanno molto meglio a tavola, di sicuro con la nostra cucina. Mi aspetto risposte da Mazzella, Gori, ecc... E poi sul terzo posto non esageriamo. Il pinot grigio sempre alsaziano? il fiano? il sauvignon interpretato seriamente?

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Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

Beh, quello stesso proverbio l'ho sentito riferito a tanti altri dualismi, Jesi - Matelica in primis, giusto in tema di Verdicchio... ;-) Riguardo al terzo posto certamente citi realtà estremamente interessanti, ma il MIO terzo posto è senza dubbio il verdicchio..!! PS Anche sul Riesling non ho dubbi, preferisco quello tedesco... :-)

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Borgogna Mon Amour

circa 6 anni fa - Link

la maggioranza dei vini alsaziani è secca, i vini tedeschi hanno sempre una certa quantità di zuccheri residui. Concordo quindi che sulle nostre tavole stiano molto meglio i francesi

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Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

Puoi trovare molti riesling tedeschi trocken, anche in relazione alle varie zone di provenienza, però a mio avviso questi aprono uno scenario a volte incerto, nel senso che ce ne sono di ottimi, ma altri, lasciando pochissimi zuccheri a bilanciare l'acidità, hanno un equilibrio precario, con l'alcol un po' scoperto, slegato, avvertibile e certi sono davvero troppo asciutti. Trovo che il tradizionale residuo zuccherino nel riesling tedesco dia spesso quel tocco magico che amplifica espressività ed equilibrio.

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salva

circa 6 anni fa - Link

...il sottovalutatissimo chenin!!!

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Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

O sopravvalutato...?? Preciso che non sto esprimendo un giudizio, però anche su questo argomento si potrebbe aprire una discussione... ;-)

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Francesco Annibali

circa 6 anni fa - Link

@salva Conosco fior di esperti che sullo chenin la pensano al contrario. E poi quando puzza sa di acqua di fagioli in scatola (copy gianpaolo giacomelli)

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Francesco Annibali

circa 6 anni fa - Link

@marchetti: ok, allora mi metterò ad assaggiare anche qualche Verdicchio

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Andrea Gori

circa 6 anni fa - Link

Difficile scegliere tra Riesling e Chardonnay...tutti e due leggono i rispettivi territori in maniera entusiasmante e appassionante. Credo che il Riesling sia ancora indietro in quanto a conoscenza e in questo momento mi appassiona di più e tendo a preferirlo allo Chardonnay, non fosse altro che per il prezzo. Sullo Chenin credo sia sopravvalutato sui secchi e sottovalutato sui dolci e cremant, concordo sul Verdicchio tra i potenziali italiani su cui investire.

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Francesco Amodeo

circa 6 anni fa - Link

Mah Andrea, per me il fiano in Campania, il timorasso in Piemonte, il pigato in Liguria, lo chenin, il sauvignon, il muscadet della Loira e il silvaner nella Franken sono superiori al verdicchio di Jesi o Matelica, nel senso che per quanto mi riguarda hanno delle caratteristiche aromatiche e tattili che trovo più interessanti e coinvolgenti.

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Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

Ciao Francesco, grazie per essere intervenuto, mi confronto sempre volentieri con il tuo gusto e la tua sensibilità. Trovo anche io che fiano e pigato abbiano grosse potenzialità (meno che il verdicchio... ;-)) e che il sauvignon se fatto a regola d'arte possa regalare emozioni, ma sul timorasso non sono d'accordo, non mi è mai scoccata la scintilla con questo vitigno, nelle annate calde regala un alcol eccessivo, non ne apprezzo i tratti vegetali ed ha una componente minerale/idrocarburi sopravvalutata, poi qualche buon timorasso l'ho bevuto anche io, però... :-) Anche il muscadet penso che non abbia la stoffa per essere "un grandissimo"...

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Sir Panzy

circa 6 anni fa - Link

Concordo con il Marchetti pensiero anche se mi costa ammettere le qualità del verdicchio.. non vorrei che Morichetti si montasse troppo la testa ;) Tra l’altro nessuno quì sopra ha nominato uno dei bianchi più sopravvalutati (IMHO) degli ultimi 10 anni… il Timorasso

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Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

Ciao Luca, grazie per il tuo puntuale intervento.. ;-) Riguardo al timorasso hai scritto sopravvalutato...non volevi scrivere sottovalutato, vero..?? Io a riguardo mi sono già espresso..

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Z.

circa 6 anni fa - Link

E il Friulano (ex Tocai), la Ribolla Gialla? Lo so che adesso è fuori moda, ma a mio modesto parere i migliori bianchi italiani restano quelli friulani.

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Zakk

circa 6 anni fa - Link

Zilliken grandissimo e sottovalutatissimo rispetto a colleghi come JJ Prum, Loosen... E con prezzi ancora approcciabili. Tra i grandi vitigni bianchi io ci metto pure lo chenin, il più versatile di tutti. Nei suoi migliori interpreti è veramente da sballo. E pure il sauvignon in Loira da risultati che da noi neanche ce li sognamo. Tra gli italiani imho se la giocano garganega, verdicchio e timorasso.

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Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

I vini con residuo di Zilliken sono grandissimi, apprezzo molto meno quelli secchi. Diciamo che certe sue bottiglie non sono proprio economicissime... Ecco, la garganega..! Sono d'accordo che possa fare cose interessanti..!

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suslov

circa 6 anni fa - Link

mah ... poi alla fin fine in migliore rimane sempre il pigato di albenga, anzi per essere precisi di ranzo ...

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Francesco Annibali

circa 6 anni fa - Link

gruner, petit manseng, la lotta per il bronzo è affolatissima. Ma quando il fiano pija de torba, ce n'è poco per tutti. Gusti personali, intendiamoci

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Francesco Annibali

circa 6 anni fa - Link

cmq al primo posto rie gc alsaziani (almeno quelli buoni, la metà dei gc in alsazia vale poco), secchi, bevuti a 6-8 anni dalla vendemmia. poi chablis 1er cru, sempre a 6-8 anni dalla vendemmia. meglio dei gc che vanno attesi troppo, da giovani sanno di poco, come la ris di bucci

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Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

Dai Francesco, non fare il timido, diciamolo..! Quali sono i GC alsaziani buoni e quali quelli che valgono poco..??

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Francesco Annibali

circa 6 anni fa - Link

troppi anni che non vado in Alsazia, non ricordo bene, dovrei scartabellare trra gli appunti

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Tiziano Ferriani

circa 6 anni fa - Link

Innanzitutto complimenti agli organizzatori della gustosa degustazione di riesling teutonici in quel di Firenze. Bella cornice, ottimi i vini, selezione di Grosses Gewächs interessanti. Considero il vitigno Riesling, in Germania, il vino bianco VOCATO in assoluto al mondo per la straordinaria NATURALITÀ dei suoi elementi in perfetto equilibrio e armonia. Un vino insomma, che racchiude una lungimiranza UNICA. Non sono d'accordo sullo chardonnay, certo unico per caratteristiche quello francese, comunque un vino INTERPRETABILE, non racchiude naturalmente una propria unicità. Perfettamente condivisibile il parere sul Verdicchio, questo si, possiede qualità e caratteristiche uniche. Come anche il FIANO.... Per finire, in Italia a mio avviso, stiamo cominciando ora a vinificare e a CAPIRE come trasformare senza stravolgere le caratteristiche di un'uva, soprattutto le uve bianche.

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Bante

circa 6 anni fa - Link

Qualcuno ha capito benissimo: Castel Giovanelli 2010 Sauvignon.

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Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

A te come grande bianco italiano viene in mente Castel Giovanelli Sauvignon....? mhmmm...devo riflettere...

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Gabriele

circa 6 anni fa - Link

Non so chi sarà l'argento o il bronzo .. Ma di sicuro il podio più alto andrà allo jura ... :)

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Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

Ah, interessante..!! E cosa ti piace particolarmente nello Jura..??

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Gabriele

circa 6 anni fa - Link

Un po' di cose ... Vin jaune , i savagnin sia sulla voile che ouille' , gli chardonnay , i trousseau e i poulsard ... Un po' di roba . Come produttori :Macle, berthet bondet, salvadori , lucien aviet , pierre overnoy, philippe bornard , domaine de la pinte , domaine montbourgeau , vandelle , gahier , labet...senza dimenticare i miti come camille loye o le cose vecchie di bourdy ...

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Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

Grazie.. :-)

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Alex85g

circa 6 anni fa - Link

Concordo con il verdicchio al terzo posto ..ma in concomitanza con altre grandi uve italiane come fiano e il crescente pigato della riviera di ponente...poi ci sono verdicchio e verdicchio,fiano e fiano e via dicendo...c'è ancora tanta strada da fare per arrivare ai vari chablis e riesling tedeschi...ma abbiamo intrapreso quella giusta,finalmente la musica sta cambiando...basta con bianchi legnosi!!!!il futuro del vino bianco italiano,a mio modesto parere,in italia sarà campania,marche,liguria!!!!

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Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

Ma sei parente di alex3b...?? ;-) Grande verdicchio...! Però fiano, pigato o verdicchio che sia, penso che debba seguire la propria strada più che guardare a chablis o riesling...

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Alex85g

circa 6 anni fa - Link

3sta per 3 balle;-)???io mi riferivo alla grandezza di questi 2 vini...comunque complimenti per l'articolo!!!sono un gran appassionato di riesling tedeschi :-):-):-):-)

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Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

Grazie mille per i complimenti..! Penso che la grandezza dei riesling tedeschi sia indiscutibile..!

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mauro

circa 6 anni fa - Link

chardonnay troppo istituzionalizzato, preferisco il teutonico, benché non comprendo come possa essere così ecclettico nascendo in terra di pragma!

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Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

Ciao Mauro, certamente lo chardonnay è meno fantasioso, ma quando è ben interpretato regala grandi emozioni. Poi non dimentichiamolo in versione Champagne, Salon e Clos du Mesnil, solo per citare i primi due nomi strafamosi che mi vengono in mente, sono 100% chardonnay..! Tornando invece al teutonico, lasciare residuo zuccherino ad equilibrare una prorompente acidità mi sembra molto pragmatico..! ;-) Poi sono d'accordo che il risultato sia un prodotto brillante ed estroso.

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Roberto Orciani

circa 6 anni fa - Link

buongiorno a tutti, che il vino scateni sempre discussione è certo e non mi sottraggo al divertimento. Riguardo al verdicchio, lo considero un grandissimo, avesse solo qualche nota olfattiva più intrigante non avrebbe rivali, in specie se si ha anche la voglia di aspettarlo, del resto lo facciamo con il riesling a cui è concessa la nobiltà di invecchiare , mentre al nostro nazionale non si da spesso la dignità che merita. Il verdicchio spesso si comporta da grande rosso, riesce ad integrare le note "legnose" con gli anni ed ultimamente conferme ne ho avute degustando il Plenio 1996 e 1999 ( maggio 2013 ) od ancora il San Sisto del 1993 ( giugno 2013 ) che potevano competere ed alla grande con l'elegante l'opulenza di blasonati chardonnay e le mineralità e la freschezza di un riesling, certo ad oggi non proponibile per la ricerca di immediatezza dal mercato, ma averne di queste bottiglie potrei resistere a non farmi tentare dai soliti noti d'oltralpe ed alemanni. Non mi dimentico il Fiano ed suoi nuovi interpreti , oggi più che mai legati al territorio e capaci di esaltarne le sfacettature più complesse, riconoscendo l'importanza del terroir nella sua diversità ed esaltandone le differenze in specie anche lui, se sappiamo aspettarlo, perdonate la mia intrusione ma non ho resistito, buon lavoro . Bell'articolo Andrea, mi ci sono ritrovato in molti giudizi , fresco reduce da un viaggio in germania.

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