Due Chianti Classico e un Montecucco. Il sangiovese in Toscana, tanto per cambiare

di Fiorenzo Sartore

Il presente e il futuro del commercio vinoso è nella distribuzione? Da addetto ai lavori amo ogni minuto di più scrutare i listini di aziende che rivendono (distribuiscono) differenti etichette di differenti produttori. Quando capita, partecipo volentieri alle loro presentazioni. Lunedì scorso, nella mia città, un distributore abbastanza neonato (Storie di vite) ha messo in assaggio quasi tutto il listino, con la presenza dei produttori, in una cornice inevitabilmente splendida, nel centro storico di Genova. Tra i molti assaggi, tutti rilevanti, almeno due produttori toscani sono finiti in alto nella mia personalissima hit parade.

Istine. [Link]. Già il fresco e fragrante Rosato 2012 prometteva meraviglie, ampio al naso e dalla bocca snella, sottile, con lungo retro di ciliegia. La sorpresa felicissima è il Chianti Classico 2011: ha un’intensità formidabile sia al naso che in bocca, ed una masticabilità deliziosa che non sconfina minimamente nell’eccesso, ma lo rende attrattivo in modo irresistibile.

Val delle Corti. [Link]. Qui forse la sorpresa è stata l’assaggio del Chianti Classico 2008: il titolare, col sorriso, afferma che è “un Chianti col trucco”. In effetti in quell’anno non ha prodotto il Chianti Riserva, e le uve sono finite lì, nel Classico, che ora esibisce orgoglioso una suadente maturità, ed una materia nobile. Interessante raffrontarlo col giovane e fresco Chianti Classico 2010, che invece brilla con la sua frutta briosa, ma nello stesso tempo temperata nella finezza. Siamo a Radda, a 500 metri, e l’altitudine aiuta la declinazione elegante del sangiovese. Assieme al 2008 resta fisso nella memoria un perfetto Chianti Classico Riserva 2009, con tannini ancora vibranti ma con una materia spettacolare (negli appunti leggo “comprare subito”).

Il terzo toscano di cui racconto non è nella distribuzione, ma è un acquisto diretto, e solo per caso assaggiato la sera dopo, a casa: Montecucco Sangiovese “Cartacanta” 2009 di Basile. Siamo in un’area a confine tra Montalcino e la costa tirrenica, dove l’influsso maremmano arricchisce il sangiovese di note fruttate concentrate, goduriose. Cartacanta non esagera con la caratterizzazione fruttona ma resta invitante, goloso, mostra ancora tratti vividi di gioventù che lo rendono appena meno austero rispetto alle declinazioni dei sangiovese assaggiati il giorno prima. Extra bonus: Basile è bio, certificato.

Resta, dopo questi assaggi, l’entusiasmo che questo vitigno riesce a suscitare, in interpretazioni certo diverse quanto a territorio ma simili dal punto di vista dell’appagamento.

Disclaimer solito: parte dei vini descritti li compro, perché li rivendo: fidatevi pure del bottegaio se vi va, o in alternativa provate personalmente, che è sempre la verifica più divertente possibile. Immagine: Poggio Argentiera.

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

5 Commenti

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gabriele succi

circa 6 anni fa - Link

Bravissimi Mario & C. di "Storie di vite". Seguiteli. Bella manifestazione e bravi i produttori che hai citato Fiorenzo.

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il chiaro

circa 6 anni fa - Link

Gabriele, tu parteciperai a ben altra manifestazione :-) :-)

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Angela Fronti Istine

circa 6 anni fa - Link

Davvero!! Complimentoni a Mario e a tutti quelli di Storie di Vite, è stata una bellissima degustazione organizzata con stile e semplicità (oltretutto per la prima volta!). Ottima la scelta dei produttori, è bello far parte di un bel gruppo così, in particolre condividere il banco con Roberto Bianchi. Grazie a Fiorenzo Sartore che ha scritto l'articolo. Sono cotenta che i vini di Radda siano piaciuti così tanto!

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Andrea Pagliantini

circa 6 anni fa - Link

Bel colpo Fiorenzo, hai messo insieme due realtà simili e diverse del Chianti Classico come Istine (che sta muovendo i primi passi verso traguardi importanti) e Val delle Corti che la caparbietà e la sobria zolla chiantigiana di Roberto Bianchi hanno condotto verso l'olimpo del vino nazionale questa piccola azienda di atri e ventricoli raddesi. Sul Montecucco Basile prendo appunti e cerco le bottiglie certo che il tuo fiuto non inganna.

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Alessandro Bandini

circa 6 anni fa - Link

Roberto Bianchi è più bravo che simpatico e ho detto tutto

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