Riesling abbastanza mitici | Clos Sainte Hune 2002, Trimbach

di Alessandro Morichetti

L’Alsazia è un piccolo gioiello al confine tra Francia e Germania. Paesini come Riquewihr e Kayserberg sembrano usciti da una fiaba dei Grimm, Colmar e le sue case di legno illuminate di sera sono poesia pura ma architettura e storia valgono poco senza qualche bel vigneto mitologico intorno. Moscato, gewurztraminer e pinot grigio danno risultati mediamente buoni in Alsazia, ma è coi riesling che si raggiunge l’eccellenza. Clos Sainte Hune è il Romanée Conti d’Alsazia, vigna-mito di 1,67 ha piantati a riesling, monopolio (cioè proprietà esclusiva) della famiglia Trimbach da oltre 200 anni. Che l’etichetta del vino omonimo non menzioni l’appartenenza al grand cru Rosacker suggerisce di badare a vitigno e nome del produttore piuttosto che al valore legale alle parcelle vitate.

Neanche 2 ettari di puro riesling, suolo di argilla, calcare e pietra, 8000 bottiglie per annata da vigne mediamente 60enni a doppio guyot e niente legno in affinamento. Clos Sainte Hune 2002 urla riesling a distanza. Fosse un piatto, sarebbe il parmigiano in 5 consistenze di Massimo Bottura: succo di limone, scorza, lime, cedro e benzina da non so quanti ottani marcano il territorio, poi trovo finocchietto, anice e un tocco di liquirizia. Il corredo aromatico è tipico e invitante, magari non stravolgente. L’assaggio è mistico. Ricco, infiltrante, pervasivo. Corpo solido e dettagliato, acidità folgorante che alleggerisce il sorso donando snellezza e bilanciamento. Il finale è sontuoso, ricco, agrumato e profondo. Lascia intendere che starà tranquillo in bottiglia per decenni. I dati aziendali parlano di 13% vol, 4,2 g/l di zucchero residuo e acidità totale di 9 g/l (!). I miei dati dicono 18,5/20 per 130 euro in azienda. Il mito costa anche in Alsazia, peraltro terra di vini vantaggiosi.

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

3 Commenti

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rampavia

circa 8 anni fa - Link

Molti anni fa, a Strasburgo, non lontano dalla famosa cattedrale, ho bevuto il mio primo Riesling alsaziano. Confesso, con un poco di vergogna, che quella zanfata di idrocarburi al primo naso mi aveva fatto pensare ad un vino andato a male. La mia prudenza e la poca dimestichezza con il francese hanno impedito che facessi una figuraccia. Da allora, almeno due o tre volte all'anno mi concedo qualche bel Riesling (spesso di Trimbach che si trova con una certa facilità anche al ristorante) ed è sempre una esperienza emozionante. Proprio per le sue caratteristiche quasi esplosive ho notato che, quasi quasi, si gusta meglio il giorno dopo l'apertura e forse addirittura due o tre giorni dopo (esperienza provata pochissimo perchè dopo massimo un giorno la bottiglia era vuota). Grazie Alessandro per il bel post.

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carlo colombo

circa 8 anni fa - Link

Ma da voi si assaggiano i vini dopo che ci si è "fatti"?E chi è il pusher perchè la roba pare buona assai.

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Pierpaolo Messina

circa 8 anni fa - Link

ha casa conservo delle bottiglie Clos Sainte Hune, Trimbach: 3 bottiglie del 1997 e 4 bottiglie del 2000 le quotiamo?

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